Cstp, Pasquino batte cassa

Scritto da , 23 Luglio 2013
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Sono trascorsi otto mesi ma la musica non è cambiata. «Senza capitale sociale dove andiamo?» è la domanda che si è posto il neo commissario giudiziale del Cstp, Raimondo Pasquino. Senza i soldi della ricapitalizzazione il Cstp non può andare da nessuna parte. Ne è ben consapevole il commissario giudiziale Raimondo Pasquino che, nella giornata di ieri, ha fattivamente raccolto il testimone del suo predecessore Tommaso Nigro, presenziando all’assemblea dei soci del Cstp. E il commissario giudiziale ha ben chiara una cosa, anche alla luce del fatto che il principale ordine del giorno dell’assise societaria era proprio quello della ricostituzione del capitale sociale. «Al momento – ha spiegato Raimondo Pasquino – il punto fondamentale è quello della ricapitalizzazione. Personalmente, ho chiarito che se le questioni non sono ben definite e le quote non sono versate, il capitale sociale non è sottoscritto e se il capitale sociale non è sottoscritto dove andiamo?». Ma sotto questo aspetto ci sarebbe già il primo problema: il Comune di Baronissi. L’amministrazione guidata da Giovanni Moscatiello, con la delibera di Consiglio comunale numeron 21 dello scorso 4 luglio, pone il veto sull’integrazione alla somma già corrisposta (nei termini prestabiliti e concernente la quota del Comune della Valle dell’Irno ammontante a 78 mila euro circa): gli altri 25 mila e 366 euro richiesti all’esito dell’assemblea dei soci dello scorso giugno non saranno erogati, perché – si legge nella delibera – «si ritiene di non aderire alla nuova richiesta di ricapitalizzazione così come formulata nella nota 13072 del 6 giugno 2013, in quanto si ritiene che l’importo già assicurato da questo Comune ai fini del risanamento del Cstp, costituisca la massima esposizione finanziaria autorizzabile a tali finalità sia in considerazione del bilancio del Comune sia in considerazione della diligenza e dell’impegno economico sinora assicurati da questo ente nella vicenda».
Questo accadeva prima che lo scenario mutasse, ovvero prima che il concordato preventivo e relativo piano venissero revocati su richiesta dello stesso Cstp. Dunque, in questo caso si potrebbe anche supporre un cambiamento di rotta da parte del Comune di Baronissi.
Nella giornata di ieri, in assemblea, è stato anche proposto di sottoscrivere da parte dei soci una lettera di impegno per la ricapitalizzazione. Ne arriverà qualcuna firmata a palazzo Luciani?
Marta Naddei

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