Cstp: non firmate quel contratto

Scritto da , 1 Marzo 2013
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Non firmate quel contratto. Quel documento che prevede il taglio del 10% sulle risorse al Cstp da parte della Provincia di Salerno non dovrà essere firmato. Lo chiedono a gran voce i cinque sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti e Faisa Cisal, che tramite una nota inviata ieri hanno diffidato i vertici aziendali a sottoscrivere quella che, allo stato attuale, è ancora una bozza di contratto di servizio ma che, entro il prossimo 8 marzo, dovrà prendere forma. O meglio, entro quella data, così come si legge nel documento con lo stemma della Provincia di Salerno che campeggia in cima, l’amministrazione provinciale e l’azienda dovranno sedere al tavolo per discutere e stabilire «le variazioni di dettaglio dei programmi di esercizio e di percorrenza contrattuale di cui alla delibera della Giunta provinciale 339 del 23/11/2012 che saranno concordate tra la Provincia e la Cstp spa, società in liquidazione, entro e non oltre l’8 marzo 2013». Insomma, qui carta canta, nonostante le smentite, o tentativi di smentite, che si leggono sul web ma che non sono comprovate. E, con la bozza di contratto di servizio alla mano, scaricato direttamente dall’albo pretorio dell’ente di palazzo Sant’Agostino, le organizzazioni sindacali hanno scritto all’azienda. «Veniamo a conoscenza – scrivono i sindacati – che codesta azienda si appresta a stipulare con la Provincia di Salerno un contratto di servizio il quale prevedrebbe un ulteriore taglio delle risorse e dei servizi. Tale circostanza penalizzerebbe oltremodo l’utenza e i lavoratori e nel contempo creerebbe le condizioni per vanificare tutti i sacrifici fatti dai dipendenti nonché le azioni intraprese dai Soci per salvare il Cstp Le scriventi, pertanto, diffidano l’azienda ad accettare tali capestri e insostenibili condizioni contrattuali in quanto potrebbero determinare il definitivo tracollo del Cstp».
Ma l’azienda non è stata la sola destinataria di una missiva da parte dei sindacati per quel che riguarda l’ormai famosa delibera 339 del 23 novembre. Hanno scritto, infatti, anche alla Regione Campania che, di fatto, in questa circostanza potrebbe rappresentare l’ago della bilancia. Il taglio di un milione e 800 mila euro previsto per il Cstp da parte della Provincia, altro non è che l’Iva sui corrispettivi d’esercizio che, secondo le stime dell’amministrazione provinciale, non si è più in grado di sostenere e che dovrebbe, dunque, accollarsi palazzo Santa Lucia. E alla Regione, i sindacati chiedono di «non autorizzare la Provincia di Salerno ad attuare tale provvedimento il quale avrebbe ripercussioni disastrose sui servizi offerti all’utenza del territorio nonché sui livelli occupazionali diretti e dell’indotto». Intanto, mancherebbe solo una settimana prima di sapere se questo taglio, a partire dal primo aprile, ci sarà o meno. 
Intanto, per quel che riguarda la questione della ricapitalizzazione, ieri la Provincia ha versato la propria quota al fotofinish, sbloccando così anche il pagamento della quota da parte del Comune di Baronissi che lo aveva vincolato a quelli degli enti di maggioranza. Degli altri Comuni non si ha notizia: sarà proroga.

 

1 marzo 2013

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