Cstp, mancano ancora tanti soldi

Scritto da , 13 marzo 2014
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di Marta Naddei

E’ trascorso quasi un anno ma all’appello mancano ancora 840mila e 311 euro. La ricapitalizzazione del Cstp sembra essere davvero un rebus irrisolvibile, con quote versate per intero da qualcuno, parzialmente da altri. Sono ancora sette, infatti, gli enti proprietari della società di trasporto pubblico locale che non hanno ancora ottemperato totalmente ai propri obblighi nei confronti della azienda pubblica di trasporti, in conseguenza delle grosse difficoltà finanziarie patite dagli enti locali. Questa mattina, alle 9, la Provincia di Salerno dovrebbe chiudere la sua partita con la delibera che il Consiglio provinciale sarà chiamato ad approvare per la ricapitalizzazione del Cstp per la somma di 713 mila euro (cui si aggiungeranno anche i 116mila euro relativi alle quote inoptate) – che rappresenta quanto ancora l’amministrazione provinciale deve al Cstp per completare l’iter di ripiano delle perdite e ricostituzione del capitale sociale. Certo, poi il deliberato dovrà diventare versamento delle somme richieste e qui potrebbe essere necessario qualche altro giorno per fa sì che il puzzle si completi. Il Consiglio provinciale di questa mattina, dopo quello burrascoso di venerdì quando la trattazione dell’argomento slittò per la mancanza di numero legale a seguito dell’abbandono dell’aula da parte della maggioranza, sarà sotto stretta osservazione dei dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico locale che presenzieranno al decisivo appuntamento con il loro destino. Ma i conti non tornano comunque: fermo restando che la quota che dovrà stanziare la Provincia di Salerno è certamente la più corposa, il totale sarebbe ancora privo di una cifra che si aggira attorno ai 127 mila euro, ripartiti tra sei Comuni salernitani che ancora non hanno completato il pagamento della propria parte di ricapitalizzazione. Ognuno degli Enti coinvolti ha presentato all’azienda una sorta di giustificazione o un vincolo per il completamento della procedura: così, c’è il Comune di Angri, guidato dal sindaco Pasquale Mauri (che è anche consigliere provinciale) che deve ancora versare 43mila 700 euro e potrà farlo solo a partire dal mese di maggio, a 60 giorni dall’approvazione della delibera di Giunta municipale. C’è poi il mandato parziale presentato dal Comune di Scafati, il cui primo cittadino è l’ex componente di palazzo Sant’Agostino Pasquale Aliberti che deve ancora pagare 30mila euro. Diciottomila sono gli euro che l’amministrazione comunale di Vietri sul Mare deve ancora versare nelle casse del Cstp e qui, nel bilancio 2013, ci sono disponibili solo 1.600 euro, con il restante che dovrebbe essere recuperato nel previsionale 2014. Mancanza di disponibilità finanziaria per il Comune di Castel San Giorgio, che è ancora “debitore” di 14mila euro. Il mandato del Comune di Roccapiemonte, per un ammontare di poco più di 11 mila euro, è stato subordinato all’approvazione del budget comunale 2014; infine, le casse del Comune di Sant’Egidio del Monte Albino, all’atto della verifica contabile dello scorso mese di febbraio, sono ai limiti e ci sarebbero numerose difficoltà nel reperimento dei circa 10mila euro per il Cstp. Insomma, il quadro non è proprio così sereno come sarebbe potuto apparire. I tempi per ricomporre il mosaico sembrano essere ancora troppo lunghi a causa delle ristrettezze economiche degli enti municipali. Nel frattempo, c’è un piano industriale che attende di essere approvato dal ministero dello Sviluppo economico che, il mese scorso, ha chiesto integrazioni al commissario straordinario Raimondo Pasquino proprio in merito alla certezza dei tempi nei quali le operazioni di ricapitalizzazione saranno completate. Tempi, a quanto pare, molto molto incerti.

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