Cstp. I soci potrebbero chiedere la restituzione dei soldi della ricapitalizzazione

Scritto da , 14 Luglio 2013
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L’ingresso del Cstp in amministrazione straordinaria potrebbe stravolgere la storia finora conosciuta. C’è attesa per l’emanazione del decreto da parte della sezione fallimentare del Tribunale di Salerno in merito alla procedura richiesta dalla società di trasporto pubblico per evitare il fallimento. In realtà, però, i decreti del giudice delegato Maria Elena Del Forno saranno due: prima di quello della dichiarazione di stato di insolvenza del Cstp, dovrà esserci quello della revoca della procedura di concordato preventivo. Cosa significa questo? Che i soci del Cstp, già in grossa difficoltà economica, potrebbero chiedere tranquillamente la restituzione delle somme versate a titolo di ripiano perdite e ricostituzione del capitale sociale. Infatti, la decisione della società di proporre la revoca del concordato preventivo, non sarebbe piaciuta a qualche ente proprietario: in sostanza, quello che era il vincolo per il quale avevano versato le somme maggiorate relative alla ricapitalizzazione, non c’è più. Tradotto: tutti gli impegni precedentemente assunti non sarebbero più validi ed i soci, anche alla luce del periodo di gravi difficoltà economiche, potrebbero o decidere di non versare più un euro per quanto riguarda la seconda tranche di ricapitalizzazione oppure chiedere di avere indietro le cifre sborsate alla luce di un piano concordatario che non esiste più ed è dunque privo di efficacia. Capitolo Pasquino. Il Tribunale potrebbe anche non affidare all’ex Rettore entrambi gli incarichi: ovvero quello di redattore del piano e di amministratore. Nel caso in cui i giudici dovessero affidargli soltanto il compito di redigere il piano di ristrutturazione aziendale, Mario Santocchio resterebbe in sella nelle sue vesti di commissario liquidatore.

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