Cstp: i fornitori battono cassa. I sindacati dicono no alla cig per gli autisti

Scritto da , 4 Settembre 2013
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di Marta Naddei

Senza il pagamento dei fornitori a rischio ci sono la ripresa del servizio di trasporto scolastico e l’intero prosieguo del trasporto pubblico locale. Con questa motivazione, lunedì, il liquidatore unico del Cstp Mario Santocchio ha depositato presso il Tribunale fallimentare di Salerno una istanza per chiedere al giudice delegato Maria Elena Del Forno, l’autorizzazione a procedere ai pagamenti verso fornitori, in particolare quelli di carburante e le officine esterne di manutenzione, di debiti antecedenti la data del 16 luglio, ovvero quella della sentenza di stato di insolvenza. Nella sua istanza, il liquidatore Santocchio sottolinea i motivi di urgenza e la necessità di «provvedere al pagamento di alcune posizioni creditorie relative ai servizi di manutenzioni esterne e fornitura di carburanti, senza i quali si compromette la ripresa del servizio di trasporto scolastico e la continuazione del regolare trasporto pubblico locale su gomma, ormai ridotto a causa della carenza di autobus». La richiesta inoltrata da Santocchio si riferisce al pagamento di un debito verso diversi fornitori ammontante a 358 mila euro, maturato, a vario titolo e con varie scadenze, dal mese di febbraio a quello di giugno. Oltre 150mila euro dovranno essere saldati al distributore di carburante Metanauto, mentre saranno 176mila gli euro che dovranno essere liquidati alle officine di manutenzione esterna. Trentamila sono gli euro che l’azienda di trasporto deve invece all’Enel energia per il bimestre aprile-giugno. L’ok da parte del giudice Del Forno, che dovrebbe arrivare a breve, consentirebbe così alla società di “liberare” numerosi mezzi fermi nelle officine delle ditte esterne e in quelle stesse dei depositi del Cstp. Già perché la carenza di autobus deriverebbe proprio dai debiti maturati dall’azienda nei confronti dei fornitori che non forniscono più servizi. Insomma, nel momento in cui la situazione sarà risolta, i mezzi usciranno dalle officine e probabilmente non ci sarà nemmeno più necessità di applicare la cassa integrazione per il personale di guida per quattro giorni al mese. Ieri mattina, il Cstp ha ricevuto due di picche dai sindacati proprio sulla questione della cig per i conducenti. L’azienda, infatti, ha motivato l’applicazione dell’ammortizzatore sociale proprio con la carenza di autobus che dall’inizio dell’anno ha prodotto perdite per un milione e 700mila euro con 720mila chilometri non percorsi. Ma se il problema risiede nel fatto che i mezzi sono fermi nelle officine meccaniche perché l’azienda non ha risolto la propria posizione debitoria, con l’autorizzazione del giudice le cose potrebbero rimettersi a posto, evitando una cassa integrazione per quattro giorni a personale che non è in esubero.

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