Crescent, il ruolo di Chechile

Scritto da , 16 giugno 2018
image_pdfimage_print

Pina Ferro

“l’interesse pubblico non va confuso con l’interesse politico elettorale”. e’ quanto ha sottolineato, ieri mattina, uno dei pm nel corso dell’udienza del processo Crescent. nella pate finale della requisitoria (la prima parte era stata effettuata la scorsa udienza) è stata focalizzata l’attenzione sui rapporti tra imprendito e Comune di salerno, o meglio sui rapporti tra due imprenditori e l’ente pubblico. Per rocco alfano, l’imprenditore rocco Chechile era facilmente individuabile quale beneficiario di alcune azioni. Infatti, basti pensare ha affermato il magistrato che in un solo giorno l’imprenditore ha ottenuto sia l’agibilità che la licenza per il Grand Hotel salerno. Chechile era proprietario del Jolly demolito per fare spazio al Crescent. la pubblica accusa ha anche sottolineato che Chechile ha provato a “schermarsi” cercando di allontanare l’attenzione. ogni qualvolta l’amministrazione aveva da risolvere nodi cruciali per la realizzazione del Crescent, l’imprenditore agiva: basta pensare alle varie cessioni dei rami d’azienda di Chiechile. Tale comportamento è stato definito “meccanismo dell’apparente disinteresse”. e ancora, l’accusa ha anche ricordato che la presenza di sallusto della Cogefer, era estranea agli accordi, e non era gradita. Questi ricevette due telefonate dal Comune con la minaccia di non tornare più a salerno.  “Tutti sapevano chi doveva partecipare al Crescent sallusto era un incidente che capita”. Il Pm Valenti ha poi parlato della consulenza che rainone affida alla Ifil per 20mila euro. Dopo la pubblica accusa è stata la volta delle parti civili. l’avvocato oreste agosto di Italia nostra ha ripercorso l’intero iter, sottolineando di non aver mai visto in Italia che un sindaco in Italia garantosce il risarcimento dei danni qualora qualcosa vada storto. “De luca lo fece”. ragosta ha anche sottolineato che ci troviamo di fronte ad una mega speculazione privata e cosa peggiore insanabile. l’avvocato del Comune, cosi come altri difensori hanno presentato delle memorie difensve. alcuni dei legali degli imputati hanno chiesto l’assoluzione.

Rainone e la sponsorizzazione alla Salernitana voluta da De Luca

“E’ Giovanni Citarella a raccontare bene i rapporti tra i rapporti tra rainone e il Comune di Salerno”. A sottolinearlo è stato il pubblico ministero Rocco Alfano nella sua requisitoria per il processo sul Crescent. Il magistrato ha focalizzato l’attenzione sui rapporti tra l’imprenditore e e l’ente pubblico o meglio l’allora primo cittadino di Salerno. Citarella agli inquirenti aveva spiegato che i “Rainone avevano dovuto sponsorizzare la Salernitana perché lo aveva chiesto de luca ed infatti pagarono la trasferta dei play off”. Nel dettaglio, era il 2011 e la Nocerina di Citarella era in serie B; Citarella chiese a Rainone un contributo per la sua squadra, pare di circa 5000 euro. Rainone disse che non poteva sborsare quella somma, e che al massimo gli avrebbe potuto dare la stessa somma dell’anno precedente. Rainone disse a Citarelle che aveva appena dovuto sborsare 20mila euro per una sponsorizzazione alla Salernitana. E che non aveva potuto dire di no perchè gli era stato chiesto direttamente dal sindaco. Per il Pm è chiaro che: “se i Rainone pagano la salernitana perché chiama De Luca vuol dire che hanno un debito di riconoscenza, ovvero l’aggiudicazione del Crescent

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->