Crac Ipervigile. Il mistero della busta verde con i soldi macchiati e falsi

Scritto da , 29 novembre 2015
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NOCERA INFERIORE. Caso bancarotta Ipervigile: il mistero della busta con i soldi macchiati. Si perchè è proprio misterioso quello che sarebbe accaduto in una stanza dell’istituto di vigilanza che con la sua holding era tra i più importanti d’Italia.
Un particolare sul quale continueranno le indagini del pm Roberto Lenza e dei finanzieri di Salerno. L’ordinanza del gip  Giovanna Pacifico ha portato ai domiciliari cinque persone tra cui quello che è considerato il capo dell’associazione per delinquere, Fernando De Santis, della quale avrebbero fatto parte anche la madre, Filomena Paolillo (chiamata dalle centinaia di guardie giurate semplicemente “La signora”, essendo l’anima storica dell’istituto di vigilanza), la moglie Filomena Vicidomini, la la collboratrice Maria Assunta Scarpati e  Pierdonato Gallitelli, oltre all’esecuzione di vari sequestri per equivalenti.
racconta una delle dipendenti indagate, Olga Cece che una mattina, nella sede di via Riccio, alla presenza della Scarpati, Fernando De Santis aprì un plico, di quelli solitamente usati per il trasporto di denaro alle banche, che conteneva banconote da 50 euro macchiate e non, dollari americani e australiani e yen giapponesi. La macchinetta contasoldi stabilì che tutte le banconote erano false. A questo punto, Fernando de santis distrusse tutte le banconote in un trita carte, per poi buttare il residui nel bagno. I ritagli dei soldi erano talmente tanti che ostruirono la condotta, come ricordato anche negli svafriati articoli, e da alalgare in parte la sala a pian terreno e da richiedere l’intervento di una ditta di espurgo pozzi.
Al di là della “simpatica vicenda” dei soldi che uscivano dal water, l’intera storia è incredibile. innanzitutto perchè quei soldi erano macchiati? Da dove provenivano? Erano provento di rapina o erano quelli non portati via dai rapinatori al momento del colpo (molti dispositivi di sicurezza macchiano i soldi in casi del genere) ? E se erano stati soldi “coinvolti” in una rapina a un furgone blindato, a un bancomat  o ad altro, perchè erano falsi? E soprattutto, perchè distruggerli in quel modo? Una modalità che potrebbe far pensare alla fretta nell’agire: cosa si temeva? Al pm Lenza il compito di dare una risposta.

La difesa ad oltranza degli indagati
che respingono le accuse

NOCERA INFERIORE. Non siamo persone come ci ha dipinto l’ordinanza. In sostanza, questo il tenora delle dichiarzioni rese al gip Giovanna Pacifico, ieri mattina, da tre dei cinque arrestati nel caso Ipervigile.
davanti al magistrato si sono presentati Fernando De Santis, accusato di associazione per deliqnuere finalizzata alal bancorotta di diverse società operanti nel settore della vigilanza privata. De Santis, difeso dall’avvocato Giovanni Annunziata, ha respinto el accuse, precisando di non avere diretto accesso al caveau dei soldi, soprattutto in merito alla sparizione dei 9,8 milioni di euro dalla sala blindata dell’istituto.
Filomena Vicidomini, moglie di Fernando De Santis, assistita dall’avvocato Paride Annunziata, ha affermato di avere solo compiti di gestione giornaliera e decisionali nell’azienda.
Maria Assunta Scarpati, difesa dall’avvocato Pietro Pasquali, ha riferito di occuparsi solo della parte commerciale e dei rapporti con i clienti ma non avere compiti decisionali.
Insomma, un quadro difensivo basato sulla rigetto delle accuse mosse.
Nelle prossime ore saranno interrogati, Pierdonato Galliteli e Filomena Paolillo. Quest’ultima, madre di De Santis, risiede da tempo a Merano, in provincia di Bolzono, dove sarà interrogata.

Fernando De Santis

Fernando De Santis

Filomena Paolillo

Filomena Paolillo

Filomena Vicidomini

Filomena Vicidomini

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