Cpo di Pastena: «Costretti a lavorare in condizioni al limite dell’umano»

Scritto da , 28 Marzo 2013
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«Siamo persone, non bestie», questo il grido di 100 dipendenti delle poste del cpo di Pastena. Trasferiti “provvisoriamente” in un garage, chiedono intervento dell’Asl per valutare la salubrità degli ambienti. Potrebbe sembrare una storia di qualche sperduto paese del lontano oriente, ma purtroppo non è così. A causa di lavori di ristrutturazione dei locali adibiti, i dipendenti del settore recapito delle Poste salernitane, sono state trasferiti nei locali che prima erano destinati a garage. «La situazione in cui ci troviamo a lavorare è al limite del possibile – commenta Paola Perna rappresentante territoriale dei Cobas – i locali che ci sono stati destinati sono al limite dell’umano. Non abbiamo finestre, ma un’unica porta o meglio una piccola porta antincendio, la situazione con il protrarsi dei giorni diverrà tragica, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Il soffitto ci preoccupa, poiché è lesionato e temiamo che le polveri possano causarci danni alla respirazione». Il poco spazio a disposizione è forse l’ultimo dei problemi dei dipendenti, poiché le condizioni di salubrità dell’ambiente sono a serio rischio: «Lo spazio a disposizione è minimo, abbiamo problemi anche lavorare, poiché i carrelli che adoperiamo per spostare i plichi non passano, e ogni volta dobbiamo cambiare postazioni per poter continuare a lavorare. Nei giorni scorsi, abbiamo inizialmente provato a trattare con l’azienda per vedere di ottenere un altro locale per svolgere il nostro operato, dopo quest’inutile tentativo, abbiamo contatto il Prefetto di Salerno Gerarda Maria Pantalone, con la speranza che lei potesse sbloccare la situazione, ma anche questo tentativo è stato vano. Ora ci siamo trovati costretti a chiedere l’intervento dell’Asl, poiché crediamo che manchino le condizioni sanitarie per lavorare, il pavimento e le mura sono polverose e temiamo per la nostra stessa salute››. La distanza dai servizi igienici e la vicinanza costante ad apparecchiature elettroniche peggiorano la situazione: «I locali che ci sono stati destinati sono molto distanti dai servizi igienici senza contare che siamo perennemente vicini ad apparecchi destinati a ricaricare energicamente i macchinari, non sappiamo se il rischio che le onde elettromagnetiche possano nuocere alla nostra salute è sventato››. L’iter sindacale unica soluzione, anche se lungo : ‹‹L’unico percorso che possiamo perseguire senza temere il licenziamento è quello sindacale, però sappiamo benissimo che le tempistiche sono lunghe e prima di avere delle risposte ci vorrà tempo. Speriamo che la situazione cambi, anche perché la situazione che ci è stata prospettata come temporanea, di temporanea ha poco e niente. Per il momento i lavori nei nostri uffici non sono ancora partiti e questo ci fa comprendere quali siano i reali tempi per poter tornare alle nostre vecchie postazioni››.

 

28 marzo 2013

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