«Costretto a vivere in auto, abbandonato da tutti e non mi fanno vedere mio figlio»

Scritto da , 4 ottobre 2018
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Erika Noschese

Abbandonato dai genitori, senza lavoro e costretto a vivere in macchina e neanche di sua proprietà ma prestata da un amico solo per alcune ore. E’ questa in sintesi la storia di Vincenzo Casaburi, 24enne salernitano che lancia un appello alle istituzioni affinché gli diano un aiuto concreto per uscire da questa tragica situazione che sembra non lasciargli scampo. «Non ho una casa in cui vivere, non ho genitori su cui poter contare, ho perso tutto ma in questa situazione non riesco più a stare», ha dichiarato Vincenzo che chiede all’amministrazione comunale di aiutarlo a trovare un alloggio in cui vivere. Solo così, forse, riuscirebbe anche a rivedere suo figlio. Si, il giovane 24enne salernitano ha un bimbo di due anni ma i genitori della sua compagna non gli permettono più di avvicinarsi a lui proprio a causa della situazione in cui vive: «non avendo un tetto sulla testa i miei suoceri non mi permettono di vedere mio figlio da più di due mesi e mezzo. Per un periodo lo vedevo di nascosto grazie alla complicità della mia compagna ma suo padre ha scoperto tutto – racconta ancora Vincenzo – Non posso neanche vedere lei perchè i genitori non vogliono e le hanno imposto di starmi alla larga». Il 24enne non ha neanche una macchina di sua proprietà in cui trascorrere la notte: un amico gli ha concesso la sua vettura, ma solo per dormire, in una zona di proprietà nei pressi del centro sociale: «E’ l’unica persona che sta cercando di darmi una mano come può. procurandomi del cibo ma non posso chiedergli molto perchè già fa tanto». Una situazione insostenibile la sua che gli sta procurando non pochi problemi di salute e ad aggravare il tutto le poche ore di sonno che gli sono concesse la notte: «Questo ragazzo che mi aiuta non può concermi la sua vettura per molto tempo. Posso andare da lui verso la mezzanotte, non prima, e alle 4 del mattino devo essere già sveglio e in strada perchè lui deve andare a lavorare». Il 24enne non ha chiesto aiuto solo a vari consiglieri comunali ma anche al centro sociale ed anche in questo caso è stata una fumata nera in quanto gli è stato risposto che senza l’autorizzazione dei responsabili e del Comune non possono fare nulla. Nel frattempo però il tempo passa ed in città nessuno sembra disposto a concedergli un lavoro che gli permetterebbe quanto meno di pagarsi un affitto che gli potrebbe permettere anche d rivedere suo figlio perché «io vorrei soltanto potermi prendere le mie responsabilità per lui ela ragazza che amo. Mi sento impotente, non so come o cosa fare r on ce la faccio più. Credo di essere arrivato alla fine», ha infatti detto il 24enne, abbandonato dai genitori fin da piccolo: «Già da piccolo ero costretto a spostarmi da un luogo all’altro, ho una sorella – adottata – che più di una lavatrice non può fare per aiutarmi». Ora, non riesce più a vivere in queste condizioni e chiede un aiuto concreto dalle istituzioni: «Lo devo soprattutto a mio figlio, ha bisogno di crescere con sua madre e suo padre. Non possono lasciarmi in questo stato, ho paura di non farcela veramente. Chiedo solo un lavoro e una casa, anche piccola, in cui vivere. Ci sono giorni in cui non posso permettermi neanche un panino a pranzo e non pochi sono stati i giorni in cui non ho toccato cibo – ha aggiunto il giovane ormai in preda alla disperazione – Ho toccato il fondo ma non so come risalire per salvarmi».

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