Costretti a rinunciare agli esami a causa dello sciopero dei prof

Scritto da , 27 febbraio 2018

di Matteo Maiorano

Gli studenti dell’Ateneo di Salerno costretti a rinunciare agli appelli di giugno e luglio a causa dello sciopero indetto dai professori. Il non poter sostenere gli esami potrebbe avere ripercussioni sulla tempistica del percorso di studio che ogni studente si è prefissato. Lo stato di agitazione è stato proclamato in tutti i campus del territorio nazionale. Le motivazioni alla base dell’astensione dalle sedute d’esame sono contenute in una lettera firmata da 7000 tra professori e ricercatori. L’obiettivo chiarito in cinque punti dagli stessi docenti in una lettera inviata alla presidenza del consiglio dei ministri e al ministero dell’istruzione. A Salerno sono 112 i docenti che hanno aderito. Diversi i motivi che hanno portato al secondo sciopero in meno di un anno. L’utenza contesta il fatto che nella legge di Bilancio 2018 non sono state riscontrate risposte soddisfacenti allo sblocco definitivo delle classi e degli scatti sollecitato inoltre con lo sciopero dagli esami di profitto dal 28 agosto al 31 ottobre 2017 scorso e perché, nella stessa legge di bilancio, non sono stati effettuati interventi significativi. L’astensione dagli esami coinvolgerà il periodo compreso tra il primo giugno ed il 31 luglio, ovvero la sessione estiva in cui molti studenti sono impegnati con lo studio. Ciò allungherebbe inevitabilmente anche i tempi per la procedura di tesi e i tempi di laurea complessivi. Lo sciopero è finalizzato all’ottenimento di più provvedimenti di legge ma non solo. Tra i punti contestati quello che le classi e gli scatti stipendiati di professori e ricercatori universitari, bloccati nel quinquennio 2011-2015, vengano sbloccati a partire dal 2015 e non dal 2016. Beneficiari devono risultare professori e ricercatori delle università italiane. Richiesto inoltre l’annullamento della nota del Miur riguardante la divisione tra professori di prima e seconda fascia e che questi siano da assoggettare al blocco delle classi e degli scatti per il quinquennio 2011-2015. Richiesti inoltre fondi per la messa a concorso di 10000 posti per professori tra associati ed ordinari. Anche gli studenti tra gli interessi dei docenti: si richiede lo stanziamento di 80 milioni di euro per incrementare il “Fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio”. Questo stanziamento potrà servire inoltre ad elevare i limiti attuali di reddito da non superare per l’ottenimento della borsa, allargando così il numero di studenti che possano accedervi. Tutti questi punti “Rappresentano un segnale di attenzione ed inversione di tendenza che sia necessario avere a breve termine”. È ritenuta inoltre inaccettabile la figura dello studente “meritevole senza borsa” perché questo contrasta con il diritto allo studio, il quale prevede che “capaci e meritevoli hanno diritto di raggiungere i gradi più alti dello studio”. Nella lettera si ritiene inaccettabile che ai professori associati non si offra l’opportunità, dopo 9 anni, di diventare ordinari. Verrà assicurata in ogni caso la tenuta di almeno un appello degli esami di profitto nell’ambito del periodo interessato dallo sciopero. Per quanto riguarda laureandi e studenti Erasmus sarà disponibile un appello ad hoc.

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