Costa d'Amalfi, ecco come fare per "averlo" - Le Cronache
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Costa d’Amalfi, ecco come fare per “averlo”

Tre pagine per ufficializzare l’apertura all’ingresso di nuovi partner interessati all’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi. La società consortile, in pratica il Consorzio proprietario dello scalo, ha pubblicato ieri sul sito internet dell’aeroporto il nuovo disciplinare della procedura di manifestazione di interesse alla “sottoscrizione di quote consortili del Consorzio Aeroporto Salerno Pontecagnano Scarl”. Nel disciplinare il Consorzio evidenzia gli obblighi e i passaggi che gli interessati dovranno seguire.

A chi si rivolge
Si tratta di una nuova apertura ad altri partner che potrebbe essere la successione logica all’attenzione mostrata verso lo scalo, non più tardi di quindici giorni fa, dalla Regione Basilicata. Ma non solo. Nel disciplinare, al punto 1, viene stabilito chi può “manifestare interesse”. Si va dagli “enti, italiani o esteri, di diritto pubblico” alle “aziende e istituti di credito, italiani o esteri”, agli “istituti di assicurazione”, le “imprese e enti, italiani o esteri, che operano nel settore del turismo e dei trasporti, purché controllati, anche indirettamente, da enti pubblici” alle “fondazioni di origine bancaria, società di gestione del risparmio, fondi di investimento italiani o esteri”.

Il nuovo aumento di capitale
Lo scorso 13 febbraio l’Assemblea straordinaria del Consorzio ha deliberato l’aumento di capitale fino a 10 milioni di euro. Una decisione “necessaria” per provvedere alla gestione ordinaria dello scalo. Nel disciplinare si precisa che all’esito dell’aumento di capitale i soci pubblici deterranno sempre e comunque la maggioranza del capitale societario. In pratica il Consorzio resterà sempre nelle mani dei soci pubblici.

Quanto si può investire
Nel disciplinare viene posto un “tetto” oltre il quale i potenziali nuovi partner non potranno andare: la massima quota di partecipazione cui il potenziale socio potrà dichiararsi interessato è pari a 2 milioni di euro. Saranno, infine, ammesse offerte non inferiori al valore nominale delle quote.

Le risposte dei soci
Il primo ente a sottoscrivere l’aumento di capitale per oltre 1,6 milioni di euro è stato la Camera di Commercio di Salerno, unico socio a rispondere con costanza alle “richieste” del Consorzio che, fino ad oggi, ha dovuto registrare una serie di non-risposte da parte degli altri partner. Il Consorzio, al 2011, vanta crediti per circa 4 milioni di euro dai soci morosi (nei confronti dei comuni di Salerno e Pontecagnano sono stati notificati due decreti ingiuntivi per circa 2,8 milioni di euro complessivi, ndr). Ad oggi la società attende un segnale dagli altri soci e la sensazione è che non ci sia grande volontà di intervenire e rispondere alle richieste della società. Tutto questo, ovviamente, ridurrà progressivamente il “potere” dei soci morosi. Guido Arzano, da presidente dell’unico Ente che ad oggi ha risposto alle richieste del Consorzio, non nasconde la propria amarezza.
«Per abitudine – ha dichiarato nei giorni scorsi il presidente dell’Ente camerale Guido Arzano – preferisco guardare in casa mia. Mettiamola in questi termini: il Consorzio ha lanciato l’aumento di capitale, ci sono dei tempi tecnici per la sottoscrizione. Alla fine di questi tempi tecnici tireremo le somme, se dovessimo essere stati i soli a rispondere alle richieste del Consorzio continueremo comunque su questa strada perché ritengo fuori luogo e poco logico, al punto in cui siamo, tirarsi indietro. Noi non lo faremo e ci aspettiamo anche che gli altri partner, magari anche attraverso l’impegno e la ricerca dell’ingresso di nuovi capitali, si rendano conto dell’importanza di questo investimento».

 

6 marzo 2013