Corte dei Conti: De Luca mette in mora anche capitan Breda

Scritto da , 4 Settembre 2013
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di Andrea Pellegrino

Ha trascinato perfino Roberto Breda, ex bandiera della Salernitana, nella vertenza della Corte dei Conti che contesta al Comune di Salerno la somma di 15 milioni di euro circa destinata quale salario accessorio ai dipendenti. L’ex capitano, già assessore comunale allo sport, figura nel lungo elenco di persone che Vincenzo De Luca ha “messo in mora”. Ma Breda è in compagnia degli assessori Eva Avossa (vicesindaco), Gerardo Calabrese, Ermanno Guerra, Vincenzo Maraio e Francesco Picarone, nonché ai vari sindacalisti e dipendenti che hanno “partecipato – si legge nella nota del sindaco – al procedimento di costituzione, certificazione e approvazione del fondo”. Così non mancano Enzo Acconciagioco, Gerardo Bracciante, Matteo Buono (oggi segretario provinciale della Cisl), Sabato Carpentieri, Italo Ciaburri, Angelo De Angelis, Aldo De Filippo, Vincenzo Di Nicola, Filomeno Di Popolo, Mario Elia, Guido Nicola Monaco, Vincenzo Pastore, Mario Russo, Adolfo Salsano, Olga Salvati, Concetta Santulli, Domenico Sorice, Maurizio Tagliaferri (presidente del Salerno Group Center), Santo Vignes, Raffaele Vitale, Matteo Vitale, Luigi Ferrandina, Giovanni Ferrara, Vincenzo Pappalardo e i dirigenti Carmine Cianatiempo, Luigi Della Greca, Giuseppe Ientile, Felice Marotta.
La contestazione. La verifica amministrativa e contabile avrebbe messo sotto la lente d’ingrandimento i soldi stanziati dal 2004 al 2010: 15 milioni di euro circa per incentivi alla produttività e prestazioni di lavoro straordinario, distribuiti ai dipendenti comunali. La Corte dei Conti avrebbe così rilevato, fra l’altro, delle irregolarità inerenti la costituzione dei fondi relativi al trattamento del salario accessorio. Da qui la contestazione del danno e la successiva messa in mora di assessori, sindacalisti e funzionari da parte del sindaco De Luca.
Pronti ad andare in Procura i dirigenti sindacali. «Con tale azione – dice Angelo De Angelis della Cgil – si cerca di impaurire e zittire le organizzazioni sindacali. Purtroppo hanno sbagliato strategia, in quanto la Rsu non ha mai partecipato al procedimento di costituzione ma ha ricevuto solo ed esclusivamente la dovuta informativa».

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