Corruzione e appalti truccati: 9 arresti a San Mauro Cilento

Scritto da , 30 maggio 2018
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Corruzione e appalti truccati: 9 arresti nel Cilento. Nel mirino dei carabinieri il sindaco del Comune di San Mauro Cilento Carlo Pisacane, due assessori comunali, due consiglieri, il segretario comunale, i responsabili dell’ufficio tecnico e dell’ufficio di Ragioneria e l’amministratore di una ditta di smaltimento rifiuti.

Le indagini sono state portate a termine dai carabinieri della compagnia di Vallo della Lucania, diretti dal capitano Mennato Malgieri. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Antonio Ricci e dal sostituto Paolo Itri, riguarda gare d’appalto truccate, delibere false e incarichi a nomina diretta.  Le indagini, avviate dai carabinieri della stazione di Pollica agli ordini del maresciallo Lorenzo Brogna, risalgono a circa due anni fa.

Fra i destinatari delle misure cautelari ci sono il sindaco di San Mauro Cilento, Carlo Pisacane, e il vicesindaco Fernando Marrocco. Coinvolti anche altri due altri consiglieri comunali, un assessore e un imprenditore. Tra i funzionari e pubblici amministratori destinatari del provvedimento anche il responsabile dell’ufficio ragioneria e il segretario comunale. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono corruzione, concussione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e falsità ideologica.

Le indagini sono state avviate nel 2016 dai carabinieri di Pollica dopo la denuncia del presidente di una cooperativa che aveva dichiarato di aver subito pressioni dal sindaco e dal responsabile dell’ufficio tecnico al fine di “costringere la donna a rinunciare al servizio di trasporto scolastico allo scopo di favorire una ditta diversa a cui l’incarico venne successivamente assegnato mediante una procedura illecita di affidamento diretto del servizio”. Da qui le indagini si sono estesi ad altri settori e sarebbero emerse vicende illecite nell’affidamento del servizio di raccolta rifiuti, d’acquisto di una pulisci spiaggia, di affidamento della ludoteca comunale e di vicende relative all’assunzione di personale.

Particolarmente grave, secondo la Procura, proprio l’assegnazione del servizio di raccolta rifiuti: viene contestato a sindaco e ad un consigliere di aver preventivamente concordato con l’imprenditore affidatario le modalità e condizioni economiche dietro promessa, poi mantenuta, dell’assunzione di personale presso la ditta affidataria

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