Corisa, dipendenti senza lavoro

Scritto da , 26 ottobre 2018
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di Erika Noschese

«Siamo gli ultimi pur essendo quelli che dovevano essere ricollocati per primi». Come un fulmine a ciel sereno, per i dipendenti del Consorzio Comuni Bacino Sa/2 arriva la peggiore delle notizie: il commissario liquidatore Giuseppe Corona ha firmato, unitamente ai sindaci dei comuni consorziati, la comunicazione che riguarda la fine delle attività lavorative a partire dal prossimo 1 novembre. La decisione è giunta dopo la modifica della legge regionale 14/2016, mai attuata, circa il reinserimento del personale consortile, che avrebbe favorito manovre propagandistiche che di fatto avrebbero danneggiato i lavoratori aventi diritto ed in particolare gli operai intercantieri ed il Erika Noschese personale amministrativo, impegnati presso la sede operativa di Scavate Caserosse. «E’ opportuno rimarcare l’insipienza dell’azione programmatico/operativa che noi tutti aspettavamo dal costituito Eda, dal suo presidente e dal direttore generale i quali hanno dato scarso impulso affinchè non si arrivasse a questo punto», hanno dichiarato i dipendenti licenziati, secondo cui queste figure sarebbero state più volte investite dai lavoratori in merito all’applicazione della Legge Regionale suddetta. Nonostante gli sforzi del liquidatore Corona i dipendenti lamentano l’inesistente azione degli organi preposti che si sarebbero preoccupati della loro situazione lavorativa con poca considerazione. Ad esprimere solidarietà ai dipendenti del Corisa
il consigliere comunale di Forza Italia, Roberto Celano: «Quanto sta accadendo era assolutamente prevedibile ed abbiamo tentato di evitarlo in ogni modo. Anche di recente avevamo chiesto di riunire in seduta congiunta la Commissione Ambiente e Trasparenza, ritenendo che l’assunzione dei dipendenti del Consorzio dovesse avvenire contestualmente per tutte le maestranze presso i vari Enti consorziati, temendo che i lavoratori intercantiere potessero poi trovare difficoltà di collocamento». Secondo il forzista, cl comune di Salerno si sarebbe occupata di “regolarizzare” qualche centinaia di lavoratori interinali che da anni in maniera anomala “lavoravano” come fossero dipendenti a tempo indeterminato ed i lavoratori delle cooperative “cantierizzati” nei vari quartieri. «Evidentemente era giusto dare risposta a tutti ma senza tralasciare le legittime aspettative di chi lavora nel ciclo integrato da svariati lustri, con il dovuto rispetto alle precedenze evidenziate dalla stessa legge in vigore. La responsabilità di tutto ciò è esclusivamente del Governatore della Regione Campania che, dapprima, allorquando era sindaco del Comune capoluogo, in ogni modo ha ostacolato l’attuazione della provincializzazione del ciclo integrato per poi evitare con atti ostruzionistici di far partire l’Ato», ha aggiunto Celano.

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