Coop, nel mirino dell’Anac la gestione degli asili nido

Scritto da , 10 Ottobre 2019
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di Andrea Pellegrino

Anche la gestione degli asili nido comunali finisce sotto i riflettori dell’Anac di Raffaele Cantone, nell’ambito di verifiche sugli affidamenti alle coop da parte dell’amministrazione comunale di Salerno. Nel mirino gli appalti andati a La Rada e alla coop “Città della Luna”, per un importo complessivo di oltre 13 milioni di euro. Troppe proroghe, per l’anticorruzione, dal 2015 al 2018. «A quanto consta, per la nuova procedura la Giunta comunale – si legge nella delibera – ha dato indirizzo con deliberazione numero 85/2015, nello stesso anno vi è stata una prima proposta di determinazione di indizione della gara che tuttavia è stata indetta solamente a luglio del 2017». Proroghe che «costituiscono una violazione dei principi di libera concorrenza e parità di trattamento». Inoltre, si legge ancora: «l’opzione di proroga tecnica deve essere stata prevista nell’originario bando di gara». Ma criticità sono state segnalate – da parte dell’Anac – in merito all’intera gestione dei servizi e degli appalti affidati alle cooperative nel corso degli anni dall’amministrazione comunale. Compresi, e soprattutto, quelli relativi al servizio di gestione dei parchi, giardini e di apertura e chiusura degli stessi. Gli stessi che sono finiti al centro di un duro attacco da parte del consigliere comunale di maggioranza Peppe Ventura che ha chiesto, durante la scorsa seduta consiliare, l’annullamento dei bandi alla luce di anomalie riscontrate nei capitolati. Solo martedì, il consigliere Ventura ha lanciato la sua nuova proposta primo cittadino Enzo Napoli: «Chiediamo un ramo verde all’interno della società Salerno Pulita. Questa iniziativa favorirebbe tutti i lavoratori, restituendo loro decoro e dignità, e renderebbe più ricche le casse comunali». La delibera dell’Anac ora finirà dritta sulla scrivania della Procura della Repubblica di Salerno e della Corte dei Conti. Ma sulle coop c’era stata (e ci dovrebbe essere) anche una inchiesta avviata due anni fa dalla Direzione distrettuale antimafia. La Dia acquisì e sequestrò tutti gli atti riguardanti gli affidamenti alle cooperative sociali, con particolare riferimento proprio ai bandi relativi alla gestione dei verde pubblico in città. «Il Comune ha il dovere di motivare, in nome della trasparenza, le le ragioni giuridiche che hanno ispirato i criteri di aggiudicazione delle gare esaminate dall’Anac. Discrezionalità amministrativa non è sinonimo di arbitrio – dicono Gherardo Marenghi, dirigente di Fratelli d’Italia ed esperto amministrativista e la portavoce cittadino Elena Criscuolo – Di fronte al silenzio dell’Amministrazione si resta in attesa che le anomalie riscontrate siano chiarite anche in relazione alla scelta di suddividere in più lotti gli appalti oggetto di contestazione», ha dichiarato la portavoce cittadina, l’avvocato Criscuolo».

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