Consorzio di Bacino: spariti i soldi dei Tfr

Scritto da , 29 giugno 2018
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Andrea Pellegrino

A Salerno Pulita, giustamente, non vogliono sentire ragioni. I 95 dipendenti che passeranno dal Consorzio di bacino Salerno 2 alla società municipalizzata – che si occupa di spazzamento e raccolta dei rifiuti – dovranno firmare l’accordo con il quale si prevede che «tutti i crediti maturati dovranno ricadere nei confronti del CoriSa2». Insomma, i nuovi dipendenti non potranno rivendicare nulla nei confronti della Salerno Pulita. Un passaggio che fino ad ora ha fatto desistere i lavoratori, ed alcune sigle sindacali, dal firmare il nuovo contratto. Problema principale è che mancherebbe la copertura per garantire il Tfr ai singoli lavoratori. Sembra uno scherzo, invece non lo è. Eppure la quota del trattamento di fine rapporto dovrebbe essere accantonata mese dopo mese dal datore di lavoro. Ed invece al Consorzio i soldi non ci sono ed i lavoratori, al momento, resterebbero a bocca asciutta. Un conto approssimativo segna un buco da oltre 2 milioni e 300mila euro. Questo se si calcola in media un anno di stipendio per ogni lavoratore: dunque 25mila euro per 95 dipendenti. Di riunioni se ne susseguono ogni settimana ma la soluzione sembra lontanissima. Sostanzialmente, i soldi non sono da nessuna parte ed il Comune di Salerno non sarebbe nelle condizioni di coprire il debito. L’unica strada sarebbe quella di avviare una azione legale nei confronti del Consorzio che porterebbe dritto il CoriSa2 verso il fallimento. Ma che fine hanno fatto i soldi? Chi non ha controllato? La Cgil già tempo fa aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti. Ma da allora non ci sono state più notizie. Ed ora che il caso è scoppiato ed è evidente, Angelo De Angelis, segretario provinciale funzione pubblica Cgil, torna alla carica e chiede spiegazioni. «Lo stesso Comune di Salerno – spiega – avrebbe dovuto controllare. Così come gli altri enti, tra cui la Provincia di Salerno. Ed, invece, non si sa che fine abbiano fatto i soldi». Quanto alla Regione Campania, invece, «benché sollecitata più volte – incalza De Angelis – è la grande assente di questa vertenza lavorativa».

Santoro scende in campo al fianco degli interinali: «Incertezza utilizzata come arma da chi governa» di Brigida Vicinanza

A Salerno Pulita oramai è caos tra dipendenti, lavoratori interinali e sindacati. Da un lato chi vorrebbe vedere rassicurati i propri diritti, dall’altra una lotta all’ultimo centesimo all’interno della società partecipata di Palazzo di Città. E sulla stabilizzazione degli interinali, già da tempo c’è chi scende in campo a difesa di questi ultimi. Il consigliere comunale di Giovani salernitani-Dema Dante Santoro si schiera dalla parte dei lavoratori interinali utilizzati da anni come forza lavoro da Salerno Pulita e ancora non stabilizzati: «Il precariato e l’incertezza del diritto al lavoro sono un’arma usata da chi ha governato Salerno in questi anni, ma è ora di farla finita – incalza il consigliere d’opposizione Santoro – Salerno Pulita, società in house del Comune di Salerno, impiega più di cento lavoratori interinali da svariati anni e tutto ciò viola norme di legge. Le agenzie interinali si arricchiscono con i soldi del Comune di Salerno, questa storia deve finire, è ora che i lavoratori interinali vengano stabilizzati». Della questione si era interessato anche il consigliere di maggioranza e di Davvero Verdi Peppe Ventura, ma ad oggi nessuna risposta da parte della società del Comune di Salerno, tanto da “costringere” i sindacati a scendere in campo. Come già anticipato ieri infatti La Fiadel provinciale, attraverso il segretario generale Angelo Rispoli e con l’ausilio dell’ufficio legale del sindacato di categoria, ha presentato una denuncia all’Ispettorato del lavoro e alla Procura della Repubblica di Salerno. “E’ necessaria, visto l’elevato numero di interinali in forza alla Salerno Pulita. Sono stati assunti antecedentemente alla legge regionale” – ha spiegato Rispoli che segue da tempo la vertenza. “Queste maestranze hanno superato un’apposita selezione concorsuale e inoltre agli stessi non viene applicato il jobs act”. Per la Fiadel provinciale, dunque, questa situazione sta portando a una palese violazione di legge. “Cinque giorni fa abbiamo inviato una lettera ai vertici della società e non abbiamo ricevuto risposta. Siamo costretti a intraprendere tutte le iniziative legali del caso”, ha concluso Rispoli. “La tutela dei lavoratori resta la priorità per noi. Questo è giusto e nessuno se lo dimentichi”. E già in passato i lavoratori avevano “minacciato” uno sciopero se non si fosse risolta la situazione. Ma adesso il tutto rimane ancora in bilico, con i lavoratori che però attendono risposte certe sul loro futuro lavorativo che rimane ancora all’oscuro di tanti dubbi e incertezze, ma soprattutto delle “risposte” mai date.

Cgs, Rispoli attacca e Arena risponde: «Un sindacato nemmeno riconosciuto» di Brigida Vicinanza

Impianti non a norma ed una proroga ai contratti di solidarietà dei lavoratori della Cgs: “E’ inaccettabile questo comportamento da parte dell’azienda quando, da mesi, sentiamo promesse che non sono mai state mantenute. Si chiedono sacrifici ai lavoratori mentre gli impianti versano in condizioni di sicurezza vergognosi”. Durissima la posizione di Angelo Rispoli, segretario generale della Fiadel provinciale, in merito alla possibile proroga dei contratti di solidarietà per i lavoratori della Cgs, l’azienda che gestisce i depuratori di Salerno, Battipaglia, Buccino e Palomonte per conto dell’Asi Salerno. “Dove sono i lavori di riammodernamento degli impianti gestiti dalla società – incalza Rispoli – Vorremmo conoscere il documento di valutazione rischi e capire quali pericoli sono stati identificati per chi opera negli impianti del salernitano, oltre a voler capire se è intenzione di questa dirigenza approntare dei corsi di formazione che mettano i lavoratori in condizione di operare in maniera sicura”. Alla situazione di per se’ esplosiva si aggiunge il tentativo fallito di dialogo da parte di Rispoli che si è visto negare un’interlocuzione dai vertici della società, che mette in campo l’ipotesi di una denuncia vergata dal sindacato alla procura di Salerno ed all’ispettorato del lavoro. Alle accuse di Rispoli però risponde l’amministratore delegato Cgs Salvatore Arena che non ci sta: «Non accettiamo questo tipo di critiche infondate da un sindacato che non è nemmeno riconosciuto e che non si siede con noi al Tavolo delle trattative per i lavoratori – ha sottolineato duramente Arena – sono iniziate infatti le trattative con le parti sociali e già per la settimana prossima si deciderà. L’Asi ha risposto con immediatezza sull’impiantistica dei depuratori e mai come adesso Cgs sta avendo tanta attenzione dai vertici. Abbiamo avuto anche 6 milioni di euro dalla Regione per l’impianto di Battipaglia – ha continuato Arena – e da Cgs altri 400mila euro per Oliveto Citra, in quanto quest’ultima ha sposato a pieno il nostro progetto. Stiamo lavorando per ristrutturare tutta l’impiantistica ma anche per risparmiare laddove si presenti la necessità di farlo. Tutto per far quadrare al meglio la situazione non solo dei depuratori, ma anche dei lavoratori». Si mette sulla difensiva dunque l’amministratore delegato, che non le manda a dire: «Rispoli si informi meglio, perchè la fotografia a quanto pare è un’altra non quella che ha scattato lui. Per quanto riguarda la formazione invece, deve informarsi ancora meglio. Ripartirà a settembre sempre finanziata dalla Regione Campania, in quanto per i mesi di luglio e agosto non è possibile effettuarla in quanto ci sono le ferie per i lavoratori. Le difficoltà ci sono e vengono anche da lontano – ha continuato Arena – ma stiamo lavorando con impegno e dedizione per risolvere tutte le questioni aperte, ma soprattutto per garantire il giusto funzionamento dei depuratori e dare la massima tranquillità ai dipendenti. Entro la settimana prossima, dopo aver avviato tutto l’iter procedurale già partito, si potranno avere maggiori certezze in tal senso, ma bisogna informarsi prima di parlare e sopratutto sedersi al Tavolo per discutere delle problematiche».

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