Confermato l’ergastolo per Esposito e i due Vaccaro

Scritto da , 31 Ottobre 2019
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di Pina Ferro

Duplice delitto di Fratte: mai fine pena per Matteo e Guido Vaccaro e Roberto Esposito. I giudici della Corte di Assise e di Appello di Salerno hanno confermato l’ergasolo inflitto ai tre in primo grado dalla Corte di Assise. Il dipositivo è stato letto nel tardo pomeriggio di ieri. Ora si attendono le motivazini alla base della conferma della pena. I tre sono titenuti ritenuti i mandanti ed il killer (Esposito) dell’omicidio di Antonio Procida 41 anni e Angelo Rinaldi 38 anni, avvenuto in via dei Greci, a Fratte, il 5 maggio del 2015. Era il pomeriggio del 5 maggio del 2015 quando furono assassinati Antonio Procida, 41 anni e Angelo Rinaldi, 38 anni, attinti da diversi colpi di arma da fuoco mentre erano a bordo di uno scooter nel quartiere Fratte, in via Dei Greci. A distanza di poche ore e dopo l’escussione di persone informate sui fatti, perquisizioni e analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona, i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Salerno, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, ammanettarono Matteo Vaccaro, il figlio Guido e Roberto Esposito. I tre si sono sempre proclamati innocenti. Alla base del gesto l’affronto che avevano fatto poche ore prima a Matteo Vaccaro leader dell’omonimo gruppo criminale operante nella zona delle frazioni collinari di Salerno. Per la magistratura in gioco c’era la leadership dei Vaccaro, l’onore di una famiglia storica che non poteva essere messo in discussione da teste calde. Fu un omicidio in chiaro stile camorristico. Quel “tu non conti niente”, pronunciato da Procida all’indirizzo di Vaccaro, sarebbe stato l’affronto da lavare col sangue. Agli atti del processo di primo grado finirono anche le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Sabino De Maioil quale raccontò ai magistrati che nel periodo di codentenzione, nella stessa cella, Esposito gli avrebbe confidato di aver premuto il grilletto contro Rinaldi e Procida. Roberto Esposito ha sempre smentito le parole del collaboratore di giustizia. A suo dire Sabino De Maio lo avrebbe accusato per “vendicarsi” di una lezione ricevuta in carcere.La spedizione punitiva sarebbe partita da Ogliara alle 16.02. le telecamere hanno anche immortalato il ciclomotore con a bordo le due vittime che facevano su e giu per Fratte.Sempre secondo la pubblica accusa i due ciclomotori avrebbero percorso il quartiere di Fratte per poi incontrarsi in via Dei Greci. Secondo la ricostruzione della Procura la moto con a bordo Esposito e Guido Vaccaro sarebbe arrivata qualche secondo prima (circa 5) tanto da avere il tempo di effettuare una inversione di marcia e ritrovarsi cosidi fronte al ciclo- ̀ motore con a bordo Rinaldi e Procida. L’esecuzione sarebbe avvenuta in un minuto e mezzo: alle 16.14 minuti e 48 secondi alcuni frame mostrano il passaggio delle vittime mentre alle 16.16 la telecamera della Esso fa vedere quello di Vaccaro e Esposito. Alle 16.17 viene immortalata l’immagine dell’auto con a bordo Matteo Vaccaro.

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