«Con gli occhi fotografo la gente per strada in quella che è una dimensione surreale»

Scritto da , 24 Marzo 2020
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Anna Santimone

Una nuova dimensione, un’atmosfera surreale dai toni apocalittici quella che ci sta avvolgendo in queste settimane. Riguardando le foto solo di alcuni mesi fa , mai avrei immaginato una situazione del genere adesso. Chi ha mai vissuto un’epidemia! L’ho sempre considerata come un qual- cosa lontano dal nostro pre- sente storico o lontano dal nostro paese civilizzato come l’Italia. Ancora quando se ne sentì dello scoppio in Cina, la si percepiva come un qualcosa lontano dalla nostra realtà…ed invece eccoci qui! Catapultati in quella che sembra una delle migliori trame di un film di fantascienza. Un in- cubo da cui vorremmo svegliarci al più presto. Da quando sono state predisposte le ristrettissime ma giuste misure di contenimento del contagio, cerco nel mio piccolo di conservare un briciolo della quotidianità che avevo prima. Mi dedico molto alle faccende domestiche, più di quanto abbia fatto nei tempi della “normalità” …Quando capita che scendo a fare la spesa e vedo quelle poche anime intente nelle stesse mie incombenze, con gli occhi “fotografo” i loro gesti, movimenti, assaporo quegli “attimi di vita” dolce oasi nelle strade vuote simili ora ad un immenso deserto. A casa mi dedico alle mie cose di lavoro e studio, guardo le mie fiction preferite ed ascolto musica, chiacchiero con i miei genitori, pro- grammo il pranzo e la cena con mia madre, ci inventiamo qualche pietanza particolare. Conservo i rapporti con i miei amici sui social, tante videochiamate per sentirci tutti più vicini . Con la mia migliore amica Miriam in particolare, che al momento abita per motivi di lavoro in un paese dell’ Emilia Romagna , Castelnovo nè Monti, ci sentiamo tutti i giorni. Ammiro molto la sua forza e coraggio perchè in questo momento nazionale di grande emergenza sta affrontando tutto da sola

. Ci teniamo aggiornate costantemente su ciò che sta accadendo e ci raccontiamo le nostre giornate; in questo periodo lei che è un’insegnante è impegnata con la didattica a distanza, che richiede un lavoro molto in- tenso. Ci sentiamo più vicine che mai anche a di- stanza. Ciò che mi manca di più ora? Il contatto umano da vicino con le persone, ho sempre amato fin da piccola stare in mezzo alla gente e sono sempre stata una per- sona socievole ed espansiva..Ma sono consapevole che il sacrificio che stiamo facendo , è per salvarci da questo orribile male che è come un cane sciolto nel cercare chi attaccare. Rima- nendo nelle nostre case contribuiremo oltre che a sconfiggere questo dannato virus anche a tornare quanto prima alla normalità. In certi momenti ti assale la paura , ma sto imparando a dominarla de- dicandomi ad azioni costruttive e civiche insieme alla mia amica Miriam e al mio amico Dante ed altri amici che possano aiutare il nostro paese in questo triste momento . Sono serena perchè credo che tutti uniti ce la potremo fare

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