Commerciante induce giudice in errore, a giudizio

Scritto da , 29 giugno 2018
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Pina Ferro

Con l’accusa di falso in induzione è stato rinviato a giudizio il noto imprenditore commerciale salernitano Armando Napoletano. Il prossimo 8 febbraio l’uomo comparirà dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Salerno. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno Ubaldo Perrotta. Parte offesa un noto avvocato penalista del foro di Salerno. Il commerciante nel dicembre del del 2013 aveva chiesto al tribunale di Salerno l’emissione di un decreto ingiuntivo a carico del legale salernitano. L’avvocato avrebbe girato al commerciante un assegno a garanzia. Invece Napoletano con il decreto ingiuntivo ha indotto il giudice a ritenere il legale fosse debitore nei confronto dell’imprenditore. Questi i fatti. Il noto avvocato, nelle vesti di intermediario, aveva ricevuto da due clienti un assegno di 8490 euro che andava versato a Armando Napoletano. Dunque, l’avvocato doveva solo far arrivare il titolo al destinatario. Prima di consegnare il titolo ad Armando Napoletano, l’avvocato, a garanzia, lo gira (ovvero appone la propria firma sul retro). Pare che tale assegno non fosse neppure destinato all’incasso immediato. Successivamente, il commerciante avvia la procedura del recupero credito attraverso un atto ingiuntivo a carico dell’avocato salernitano il quale non aveva alcun ruolo nella vicenda se non quello di aver fatto da intermediario tra chi aveva emesso l’assegno ed il destinatario dello stesso. Il commeriante ha tratto in inganno il giudice del procedimento monitorio inducendolo ad emettere decreto ingiuntivo a carico del legale ed anche il giudice del successivo giudizio di opposizione, lasciando formare atti pubbili affetti da falsità ideologica, a cui ha fatto seguito la sottoposizione del pignoramento immobiliare

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