«Colpo inferto al caporalato ma si deve fare ancora di più»

Scritto da , 19 Marzo 2019
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Quella contro il caporalato è una battaglia che, soprattutto a Salerno, la Cgil conduce da anni. L’operazione portata a termine nella giornata di ieri ha rappresentato un ottimo segnale nel contrasto al fenomeno. Un’inchiesta che per la Cgil Campania, la Flai Cgil Campania e la Flai Cgil Salerno «ha cristallizzato un meccanismo criminale che vede coinvolti non solo caporali extracomunitari ma anche imprenditori agricoli e professionisti. La risposta però non può essere solo e soltanto questa. Facciamo appello alle istituzioni nazionali, regionali e provinciali, affinchè intervengano con atti concreti che portino ad ulteriori passi avanti nell’applicazione della legge sul caporalato, attivando tavoli istituzionali dove discutere di trasporto e collocamento pubblico in agricoltura che rappresentano, a nostro giudizio, misure efficaci e concrete per isolare i caporali e ripristinare la legalità in agricoltura». Per Arturo Sessa, segretario generale della Cgil Salerno, si tratta della «prova provata che il fenomeno del caporalato interessa un’area ancora più vasta, come la Basilicata e l’alta Calabria. Sarà nostra cura prendere contatti nei prossimi giorni con le Camere del Lavoro interessate per mettere in campo azioni coordinate per far emergere sempre di più questa piaga sociale ed economica. Serve oltremodo un coinvolgimento attivo delle amministrazioni locali per mettere in campo azioni congiunte per contrastare il fenomeno. Un ringraziamento sentito va alle forze dell’ordine e alla magistratura per la brillante operazione sapendo e sperando che i controlli dovranno essere costanti e capillari». Questa mattina, la Cgil Salerno e la Flai Cgil Salerno terranno una conferenza stampa congiunta per presentare un dossier sul caporalato.

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