Coinvolgente spettacolo musicale per celebrare l’8 marzo al carcere di Fuorni

Scritto da , 9 marzo 2014
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«Considerateci donne, non detenute» . Si sono presentate così le 11 detenute della Casa Circondariale di Salerno, componenti del “Coro delle Rondini”, che ieri mattina hanno festeggiato la ricorrenza dell’otto marzo, in modo intenso ed emozionante, grazie al Club Rotary Salerno Est, presieduto dal dottor Ernesto Levi, e al Club Inner Wheel Salerno Phf, presieduto dalla professoressa Laura Camisa Colombis, che hanno organizzato una entusiasmante giornata dedicata alle donne recluse, con uno spettacolo musicale affascinante e coinvolgente, offerto dalle voci straordinarie di Valentina Mattarozzi e Michela Calzoni, che, accompagnate alla chitarra da Francesco Cavaliere, hanno eseguito alcuni struggenti brani dedicati alle donne, come “One day baby” di Asaf Avidan; “La donna cannone” di De Gregori o “La canzone di Marinella” di De Andrè, coinvolgendo tutte le detenute che si sono alzate dalle sedie e cominciato a cantare e ballare, seguendo, con le braccia alzate e il battito delle mani, il ritmo della musica. Michela Calzoni ha anche recitato due bellissime poesie di Alda Merini. Le detenute, donne come le altre, solo con un velo d’ombra sul volto, ascoltando le note delle canzoni, che facevano riaffiorare nostalgici ricordi, sorridevano, con un sorriso lieve, sgombro di incanti, che però faceva brillare gli occhi. Qualcuna, contenta per la presenza dei suoi figli, che sono stati ammessi allo spettacolo, ostentava gioia, euforia, una momentanea felicità. Le undici coriste del “Coro delle Rondini”, dirette da Patrizia Bruno, insieme alle coriste del coro Daltrocanto, si sono esibite cantando con emozione e con grande grinta, alcune suggestive canzoni dedicate alle donne, come “Quelle che le donne non dicono”; “Donne”; “Il mondo che vorrei”; “Donne come noi”, particolarmente sentita dalle detenute, e “’E femmene ‘e mare” di Lina Sastri, che ha emozionato tutti per le struggenti parole del testo: “so’ femmene amare. So femmene doce, so’ femmene overo.’Femmene’e mare nun rideno maie. Sa portano ‘a dinto alleria do campa’”. «Siamo donne rondini, facciamo il nido, emigriamo e poi torniamo. Cantiamo per essere di nuovo in volo», ha spiegato commossa una delle detenute che ha ricevuto insieme a tutte le altre le mimose, offerte dalle socie dell’Inner Wheel, dal colore tenue, delicate, pure, che raccontavano l’arrivo della primavera in un mondo, per il momento, lontano da loro. Un detenuto ha dedicato a tutte le compagne la canzone “Malafemmena”. Il direttore dell’Istituto di pena, Alfredo Stendardo, ha immediatamente accolto l’idea del presidente Levi e della presidente Colombis: «E’ doveroso dare importanza a questa ricorrenza, soprattutto in questo piccolo mondo di donne che troppo spesso è dimenticato. E’ un momento di riflessione, denso di significati, necessario per prendere atto di quello che oggi è la donna, portatrice di grandi valori, nel nostro mondo, ed anche un momento per dimostrare loro che non sono dimenticate», e rivolto alle detenute: «Dovete avere il coraggio di continuare a sognare e di percorrere i sentieri, anche difficili, che vi portino a raggiungere i vostri obiettivi». Il direttore Stendardo ha anche annunciato che a breve saranno presenti nell’Istituto specialisti di varie patologie della donna che visiteranno le detenute. Presenti anche il vicedirettore Caterina Sergio, il comandante della Polizia Penitenziaria Giuseppina D’Arienzo e la vicecomandante, Antonia Canonico. Il comandante D’Arienzo, ha ricordato che tutti i detenuti vanno considerati prima di tutto come persone: «Per le donne la situazione è ancora più particolare perchè spesso pagano per degli errori fatti da altri. Possiamo immaginare cosa significhi essere qui recluse e soffrire per il distacco dai loro figli». In sala erano presenti 43 detenute. Donne dai 20 ai 50 anni che devono scontare pene più o meno lunghe, per reati legati allo spaccio di stupefacenti e prostituzione. Qualcuna è in custodia cautelare. Molto si sta facendo per loro: «Abbiamo previsto per loro attività di sartoria, di decoupage. Si cerca di aiutarle impegnandole in attività manuali in cui sono molto brave», ha spiegato il Comandante D’Arienzo. Una detenuta ha offerto emozionata delle rose colorate di carta create da lei. L’organizzazione tecnica della manifestazione è stata curata da Francesco Granozio, de “I Musicastoria”, che cura la preparazione teatrale e musicale dei detenuti. Soddisfatto il presidente Ernesto Levi: «Un’esperienza molto toccante. Per il Rotary è molto importante la condivisione», e la presidente Laura Camisa Colombis: «Queste donne, soffrono molto più degli uomini detenuti, perchè sentono maggiormente la lontananza dalla famiglia. Una giornata importante di solidarietà, un momento di “evasione” per tutte loro alle quali siamo vicino con grande affetto». Alla manifestazione hanno partecipato anche le docenti e gli educatori dell’istituto penitenziario capitanati dalla professoressa Pignataro. Aniello Palumbo

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