Clinica degli orrori, anche l’infermiere era di Cava

Scritto da , 16 Luglio 2013
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Scarcerato Vincenzo Mandara il 41enne di Cava dei Tirreni finito in manette in seguito ad un blitz dei carabinieri del Nas messo a segno all’interno di Villa Sempliciano, la struttura sociosanitaria di Meta, sulla penisola sorrentina dove sono ricoverati 37 pazienti tutti affetti da gravissimi problemi psichici. A deciderlo, ieri, è stato il Gip del tribunale di Torre Annunziata De Angelis che ha accolto l’istanza avanzata legale dell’indagato, l’avvocato Enrico Farano. Per l’uomo, che da 15 anni lavora nel settore sanitario, resta il solo obbligo di dimora nel comune di Cava. Nel lungo interrogatorio reso ieri davanti al Gip l’indagato si è difeso dalle accuse di maltrattamenti, sequestro di persona e di abbandono di incapace contestategli dalla Procura: il 41enne, unico infermiere addetto al servizio per i pazienti del primo piano della clinica, quelli affetti da problematiche più gravi, ha spiegato di aver chiuso a chiave la donna nel bagno semplicemente per aprire ai carabinieri del Nas che avevano bussato alla porta della clinica. La 50enne – ha affermato l’indagato nel corso dell’interrogatorio – è infatti affetta da coprofagia, una gravissima patologia e per questo, secondo la tesi resa ieri dall’indagato, non poteva essere lasciata libera di girare poiché in quei pochi secondi avrebbe potuto mettere a repentaglio non solo la propria sicurezza ma anche quella degli altri pazienti. Una tesi, evidentemente, che ha convinto il Gip che ha disposto la scarcerazione dell’uomo non evidenziando a suo carico i gravi indizi di colpevolezza. Saranno quindi solo le successive indagini della Procura a fare luce su quella che è stata ribattezzata la “clinica degli orrori”. La struttura di Meta di Sorrento, una villa su due piani in via Cristoforo Colombo del valore di circa due milioni gestita dal cavese Antonio Giaccoli, è finita alla ribalta delle cronache nazionali in seguito ad un blitz dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Napoli scattato, forse, in seguito ad una segnalazione anonima. Trentasette i malati lì ricoverati ed allocati su due piani: la loro assistenza è affidata solo a due infermieri a cui tocca gestire entrambi i reparti della clinica. Secondo il resoconto dei militari i disabili di Villa Sempliciano erano in una situazione di totale promiscuità, in una struttura fatiscente che delineava – secondo i carabinieri – uno stato di segregazione e profondo degrado. Due ospiti della clinica sono stati trovati completamente nudi, mentre altri due (un uomo e una donna) sono stati trovati nello stesso letto. Nella struttura sono stati rinvenuti anche numerosi farmaci scaduti. La “casa di cura” è stata sequestrata per gravi carenze igienico-sanitarie e i disabili affidati temporaneamente al direttore sanitario in attesa di trovare una sistemazione più consona alle loro necessità. Sul caso faranno ora luce le indagini della Procura.

 

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