Città turistica? Mezzi pubblici out e i musei a “singhiozzo”

Scritto da , 8 agosto 2018
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Andrea Pellegrino

Alla Fantozzi diremmo così: dicesi città turistica, la città che offre accoglienza, ricettività e soprattutto servizi ai suoi turisti. La domanda, alla Lubrano, nasce spontanea: ma Salerno risponde a tutto ciò? Il meetup “Amici di Beppe Grillo” s’interroga: indifferenza o incapacità? Sicuramente, alla luce dei fatti, aggiungiamo noi, un progetto di città che punta tutto sull’edilizia anziché sul turismo. O meglio sull’idea progettuale su cui fondare l’offerta ricettiva in città. Passiamo ai fatti e, come una legenda di una cartina geografica, analizziamo come raggiungere la città di Salerno. Se si viene dal mare, ad esempio, s’approda ai confini del porto commerciale. Così capita che tra containers, mezzi pesanti ed attrezzi, sbarchino anche i crocieristi nel mentre la vicina stazione marittima – disegnata dalla Hadid – assolve più alla funzione che di palaeventi che di raccoglitore di turisti. Supponiamo che il crocierista riesca a superare le barriere del porto e voglia incamminarsi a piedi: si ritroverebbe nel bel mezzo dell’area portuale senza una minima indicazione che lo conduca verso il centro cittadino. Se dovesse approdare di domenica si ritroverebbe negozi chiusi almeno fino a tarda mattinata e mezzi di trasporto pubblico dimezzati. Ma questo è un altro aspetto. «I crocieristi – descrivono gli esponenti del MeetUp -, che dovrebbero essere i migliori ambasciatori della destinazione e del servizio offerto ma che sono privi di qualsiasi assistenza, attendono in aree non confortevoli i trasferimenti verso altre destinazioni». Più agevole potrebbe essere l’utilizzo della strada ferrata. Sostanzialmente Salerno ha la fortuna di avere la sua stazione proprio nel cuore della città. Le uniche difficoltà (si fa per dire) potrebbero essere rappresentate da una scarsa informazione e dai pochi mezzi pubblici di collegamento. Passiamo alla fase due. Musei e luoghi da visitare. Forte La Carnale è completamente chiusa e sbarrata. A mezzo servizio ci sono tutti gli altri luoghi, gran parte dei quali sono di «competenza» della Provincia di Salerno. Pochi soldi, tuona il presidente della Provincia Giuseppe Canfora. Soldi che non permettono da mesi ormai neppure di riaprire uno dei simboli di questo territorio: la storica residenza dell’ambasciatore Raffaele Guariglia a Raito di Vietri sul Mare. Villa che fu anche sede del governo Badoglio nei giorni di Salerno capitale. Orari dimezzati per il castello Arechi che è possibile visitare fino alle 17,00, escluso il lunedì. La domenica, invece, fino alle 15,30. Sempre che si riesca a raggiungerlo con un mezzo pubblico. Nei festivi, ad esempio, BusItalia non garantisce quasi nulla nel percorso urbano cittadino. «È indubbio – garantisce Canfora – che il castello Arechi vada valorizzato in termini di fruibilità. È una delle bellezze di Salerno e a noi tocca farlo fruttare, mostrarla al grande pubblico ed ai tanti turisti, anche per questo ho sposato la causa delle iniziative del trekking a piedi con associazioni di volontariato che a valle della collina organizzano la salita e le visite al sito. Oltre ad un incremento delle aperture del castello in ultimo è opportuno maggiorare i modi per raggiungerlo. Bisognerebbe pensare anche ad un palinsesto di eventi al fine di valorizzare uno dei luoghi più belli della provincia». Su Villa Guariglia, Canfora sostiene: «Sono affranto per quello che sta succedendo, stiamo cercando di fare il massimo possibile per la riapertura e renderla accessibile ma purtroppo i fondi sono pochi ed i problemi che concorrono sono tanti. Al momento un tempo preciso entro cui far ricadere l’apertura non posso fornirlo. È giusto però di parlare di entro fine anno». Mezza giornata, infine, per il Museo Diocesano che dal primo al 31 agosto è aperto solo dalle 9 alle 13.«È un dato di fatto incontrovertibile: per la maggior parte dei turisti, S alerno non risulta come città da visitare, ma solo uno scalo da utilizzare per raggiungere altre località come la Costiera Amalfitana e il Cilento – incalzano dal MeetUp – Ci chiediamo inoltre: si è mai pensato a come ovviare al ripristino, all’apertura e specialmente alla valorizzazione dei siti d’interesse storico, culturale e religioso che da tempo risultano in abbandono o non adeguatamente promossi per il potenziale che esprimono? A questo punto perché non promuovere itinerari alla “ scoperta dei tesoriperduti o chiusi…”? L’inefficienza dei servizi, la gestione miope delle risorse e lo scarso interesse nell’adempimento di tali attività, contribuiscono all’allontanamento di compagnie di navigazione e tour operator costretti a cercare nuove destinazioni con un’offerta più adeguata e la conseguente contrazione dei flussi turistici su Salerno. Una “vera” città turistica, oltre a quello che sa offrire, si caratterizza e si classifica, anche per il modo in cui lo fa e la mancanza di strategie organizzative, comunicative e promozionali trascinano il territorio verso un profondo stato di abbandono e di anonimato. Il degrado si aggiunge al degrado».

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