Cirielli: “Garantisti, ma non è la prima volta che ci sono promozioni sospette”

Scritto da , 8 Settembre 2020
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Allarga le braccia e tace, come suo solito. Il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca ieri mattina, intervenuto a Salerno in occasione della presentazione del nuovo Palazzetto dello Sport, ha scelto, ancora una volta il silenzio. Alle domande dei cronisti presenti circa l’inchiesta della Procura di Napoli che lo vede protagonista per la promozione, senza alcun requisito, di 4 vigili urbani della città capoluogo, il presidente della Regione Campania ha scelto il silenzio. Un atteggiamento non insusuale per De Luca, sempre pronto a bacchettare gli altri ma quando si tratta di sè stesso sceglie la via del silenzio. De Luca ha però provato a chiarire la sua posizione attraverso i suoi canali social: “L’organizzazione dell’Ufficio di segreteria della Presidenza attuale, rispetto a quella precedente, ha comportato un risparmio di 84mila euro l’anno. Buon lavoro a tutti. E, per il resto,non perdere tempo e non farsi distrarre”, ha infatti scritto il presidente della Regione Campania a proposito dell’indagine della Procura di Napoli che lo vede coinvolto, e che sarcasticamente definisce “straordinario scoop giornalistico”. “Si apprende della tempestiva scoperta che da tre anni è aperta una indagine sull’organizzazione dell’Ufficio di segreteria del Presidente della Regione Campania. L’indagine, dovuta, è partita da un esposto di un ex assessore regionale (ex Forza Italia, ora leghista) che mentre era assessore si faceva dare incarichi per centinaia di migliaia di euro dall’azienda regionale dei trasporti Eav (indagate, indagate…) – ha scritto ancora il presidente di Palazzo Santa Lucia – L’indagine triennale verte su questo interrogativo: gli autisti che a turno accompagnano il presidente della Regione, erano solo autisti o facevano anche lavoro di segreteria? Nel frattempo si comunica che l’organizzazione dell’Ufficio di segreteria della Presidenza attuale, rispetto a quella precedente, ha comportato un risparmio di 84.000 euro l’anno”. LE REAZIONI “Ora conosciamo finalmente la ragione per la quale De Luca non ha mai aderito al mio invito a firmare il patto liste pulite. Era già consapevole che il primo degli impresentabili sarebbe stato proprio lui, col suo bel carico di accuse per truffa e falso, per aver trasferito 4 vigili da Salerno agli uffici della Regione Campania, dopo averli promossi e avergli raddoppiato gli stipendi, senza che questi avessero titoli e formazione adeguata”. Lo ha dichiarato la candidata del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Campania Valeria Ciarambino in merito all’indagine che vede protagonista il governatore della Regione Campania, per la promozione di 4 vigili urbani della città capoluogo. “L’ennesima dimostrazione che calpestare le regole sia l’unica regola che questo governatore conosca. Ora che è venuta alla luce un’indagine che ha tenuto ben nascosta per mesi, De Luca ha il dovere di chiarire come stanno le cose – ha dichiarato ancora la candidata presidente – Approfittasse di una delle sue infinite dirette e, piuttosto che continuare a offendere il Governo e il nostro premier o esibirsi in gag sempre più patetiche, spiegasse carte alla mano quale bislacca procedura ha utilizzato per favorire gli amici vigili del suo feudo di Salerno. E dicesse a tutti noi se, da ora in avanti, per avanzamenti di carriera in Campania serva ancora fare un concorso o piuttosto basti essere amico del governatore”. “A prescindere dalla nuova indagine che coinvolge il Governatore uscente della Campania è evidente che De Luca ha un’idea della trasparenza tutta personale e completamente piagata alle proprie esigenze politiche”, ha invece dichiarato Antonio Iannone, parlamentare di Fratelli d’Italia. “I fatti opachi che investono la sua gestione e gli uomini della sua squadra sono troppi. La Campania in mani sicure vuol dire nelle sue mani che in maniera libera possono travalicare la Morale e solo lambire la Legge? Per Fratelli d’Italia Il deluchismo è un modello da cestinare perché ha fallito sia sotto il profilo dell’efficienza sia sotto il profilo della trasparenza. Non servono altre prove”, ha poi aggiunto Iannone. Intanto, anche Potere al popolo si inserisce nel fuoco di fila. “Governare la Campania non significa fare l’interesse di pochi amici, piazzandoli, senza titoli né meriti, in posizioni che garantiscono indennità da migliaia di euro. La politica deve servire a migliorare la vita dei molti, non ad aiutare i propri fedelissimi”, ha dichiarato il candidato alla presidenza, Giuliano Granato, che definisce De Luca “un sovrano medievale che dispensa favori alla propria corte”. Il movimento Terra dice no a una “politica di spartizione e clientele”. “Le indagini che riguardano De Luca rischiano di appiattire una campagna elettorale già’ di per sé’ arida di contenuti – avverte il candidato ‘governatore’, Luca Saltalamacchia – noi vogliamo che si parli di energie rinnovabili, difesa del Creato, del rapporto Spes ancora secretato, di diritti ambientali. Trovo però sconcertante che De Luca inviti la magistratura a indagare sull’ex assessore al Personale della Regione che, cito testualmente mentre era assessore si faceva dare incarichi per centinaia di migliaia di euro dall’azienda regionale dei trasporti Eav. Perché ha aspettato cinque anni prima di diffondere queste notizie odiose di appropriazione indebita di fondi pubblici? Perché’ non ha denunciato alla magistratura eventuali reati?”. “L’apertura di un’indagine per l’ipotesi di abuso d’ufficio è un atto dovuto, a seguito delle denunce presentate da esponenti politici locali del centrodestra. Che la destra campana la utilizzi come strumento di campagna elettorale non solo è un meschino atto di sciacallaggio, ma conferma l’assenza di veri argomenti politici nella campagna elettorale della destra per la Regione Campania”, scrivono Alessandro Alfieri e Andrea Romano, rispettivamente coordinatore e portavoce di Base riformista, l’area del partito guidata da Lorenzo Guerini e Luca Lotti. A chiedere rispetto per il lavoro della magistratura è invece il questore della Camera dei deputati Edmondo Cirielli: “Sulla nuova inchiesta giudiziaria che coinvolge De Luca restiamo garantisti. La vicenda ci interessa, però, sotto il profilo etico, poiché non è la prima volta che il governatore della Campania finisce coinvolto per promozioni sospette attribuite a suoi seguaci; ne sa qualcosa la magistratura contabile che più volte ha acceso i riflettori sulle sue amministrazioni per fatti simili – ha detto Cirielli – Mi auguro, dunque, che il governatore non continui a minimizzare, come sta facendo ora, a meno che non ritenga che la giustizia adoperi due pesi e due misure. Anche perché gli ricordo che l’ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, per un caso giudiziario analogo, sta scontando ancora una pena detentiva. De Luca, quindi, rispetti il lavoro della magistratura, che auspichiamo faccia luce in tempi rapidi anche su questa vicenda”. Punta il dito contro il governatore anche Lucia Vuolo, europarlamentare per la Lega: “”Da un politico che da anni predica la massima trasparenza su ogni aspetto della cosa pubblica, mi sarei atteso un chiarimento sull’inchiesta che riguardava Vincenzo De Luca tre anni fa e non solo dopo il lavoro di approfondimento dei giornalisti de “La Repubblica”. Questo testimonia davvero chi è Vincenzo De Luca: un venditore di fumo”.”A fare chiarezza ci penserà la magistratura, a cui chiedo tempi brevi. Non si tratta di veleno a orologeria in vista della campagna elettorale. Questa è un’inchiesta che sta andando avanti e De Luca, da governatore di tutti i campani, aveva il dovere di informare tutti i suoi concittadini. Non l’ha fatto, ha tenuto nascosto tutto in gran silenzio. Anche un interrogatorio in Procura ha fatto passare in sordina. Certamente resto garantista, ma sull’opportunità resta l’atteggiamento discutibile di De Luca”, ha aggiunto la Vuolo.

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