“Chiusi per frana”: monta la protesta dei commercianti

Scritto da , 7 Marzo 2013
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Chiuso per frana. Sono i cartelli che ieri mattina sono stati esposti su alcune serrande abbassate del centro cittadino di Vietri sul Mare. Una protesta messa in piedi dalla Confcommercio (guidata da Sergio Del Giudice) e dal Comitato No Frana (rappresentato da Nicola Campanile) che hanno richiamato l’attenzione, oltre dei commercianti cittadini, anche dei ristoratori (presenti con il presidente dell’associazione Luigi Chirico) e degli stessi cittadini. S’attendono ancora una volta risposte sui tempi d’apertura della ex Ss18 a causa della frana che da settimane chiude l’accesso con Salerno, creando numerosi disagi ai cittadini di Vietri sul Mare, Cava de’ Tirreni e di tutta la Costiera Amalfitana. Ancora una volta si chiede alla società autostradale di liberalizzare il pedaggio, non solo dalle 7,00 alle 9,00.
E ieri non è mancata anche la presenza del primo cittadino Francesco Benincasa che nell’esprimere solidarietà alle attività commerciali vietresi, che naturalmente hanno subito crolli nelle vendite, ha messo in campo un ulteriore atto nei confronti della Provincia di Salerno per richiedere l’istituzione del senso unico alternato lungo il tratto interessato dallo smottamento (in prossimità del distributore di benzina Total Eg) o l’apertura di una sola corsia per garantire il transito verso Salerno.
Il sindaco, infatti, ieri mattina ha trasmesso all’attenzione dell’Ingegnere Lorenzo Criscuolo, dirigente della Provincia di Salerno, la petizione sottoscritta da 250 persone per richiede l’apertura almeno di una corsia del tratto di via Benedetto Croce.
«Adesso basta», dicono, invece, i rappresentanti del comitato cittadino: «Vogliamo individuare qualcuno in grado di “seguire” i lavori concretamente e in grado di informarci costantemente sui tempi. Vogliamo, inoltre, che al casello autostradale Cava – Salerno e Salerno – Cava – sia consentito il transito non a pagamento h24 e per tutto il periodo dei lavori di messa in sicurezza del costone». «Riteniamo – dicono ancora – che non è un Paese civile quello che consente un giro d’affari altissimo e troppo ghiotto per la Società Autostrade Meridionali. Ci sono persone costrette a pagare fino a 12 euro al giorno per percorrere solo pochi chilometri».
Il Comitato annuncia poi: «Avvieremo una petizione per una denuncia alla Procura della Repubblica affinché si indaghi, dati i tempi trascorsi, su ritardi e responsabilità oggettive con riserva di azione risarcitoria dei cittadini e delle attività commerciali e produttive».
Ma la protesta dei commercianti, riguarda anche l’altra frana. Quella che chiude via Cristoforo Colombo a Marina di Vietri sul Mare. «Dopo 61 giorni è ancora chiusa un’altra vitale arteria di collegamento: quella con Marina di Vietri sul Mare. Anche in questo caso sta provocando incalcolabili danni economici alle attività commerciali, ricettive e produttive, oltre enormi disagi ai cittadini residenti». Poi la provocazione: «Solleviamo un problema che esiste da 61 giorni: quello della sicurezza pubblica, in considerazione che in caso di emergenza i mezzi di soccorso sono impossibilitati a raggiungere il centro abitato. Ci sono – concludono – le condizioni per una evacuazione preventiva del centro abitato di Marina».
Infine, il Partito democratico cittadino che con un manifesto a firma della coordinatrice cittadina Patrizia Gadaleta ha chiesto, «ai responsabili tecnici e politici di informare correttamente i cittadini sullo stato degli interventi e sui tempi delle soluzioni; al Prefetto, al Presidente della Provincia, alla Regione di intervenire con decisione, sulla scia del Comune di Vietri sul Mare, affinché nel caso di blocco prolungato della viabilità si predispongano sistemi alternativi quali l’incremento dei collegamenti ferroviari e la liberalizzazione del tratto autostradale Salerno-Cava, Cava-Salerno; al sindaco di Vietri sul Mare di continuare a lavorare per individuare soluzioni concrete per la frana a Marina consapevoli delle difficoltà finanziarie dell’amministrazione ma decisi a cercare comunque una soluzione per reperire i fondi da destinare alla messa in sicurezza del costone roccioso, atto necessario per ripristinare la viabilità».

 

7 marzo 2013

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