Chiesti 20 anni per lady cocaina e 18 per Dante e Vincenzo Zullo

Scritto da , 22 novembre 2018
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di Red.Cro.

20 anni per Lucia Zullo, 18 per Dante e Vincenzo Zullo, 13 anni e 4 mesi per Vincenzo Porpora, 12 anni per Giovanni Ragosta, 5 anni per Mario Avagliano e Alfonso Lamberti, 4 anni e 8 mesi per Lucia Trezza, 4 anni e 2 mesi e multa di 14mila euro per Carmela Baldi, 5 anni e 4 mesi e 24mila euro per Roberto Benincasa e Angelo Della Valle, 2 anni e 8 mesi per Carmine Medolla e 12 mila euro e 4 anni e 2 mesi per Daniele Medolla e 21mila euro di ammenda. Mano pesante del Pm Senatore nella requisitoria del processo contro lady cocaina e il suo clan.
Dopo il Pm sono iniziate le arringhe difensive degli avvocati Alfonso Senatore e Mario Sorrentino.
Il processo per il prosieguo è stato rinviato al 29 gennaio del prossimo anno. Coadiuvata dal figlio, lady cocaina Lucia Zullo, aveva messo in piedi una fiorente piazza di spaccio direttamente presso la propria abitazione ubicata nella frazione Santa Lucia del centro metelliano. La donna si era messa in proprio a seguito della scissione da Vincenzo Zullo e Vincenzo Porpora. Nel blitz furono coinvolti a persone tutte ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti. In manette finirono: Lucia Zullo, 53 anni; Mario Avagliano (figlio di Lucia) 23 anni; Vincenzo Zullo 37 anni; Nuzio Catania, 47 anni; Vincenzo Catania, 46 anni; Angelo Della Valle 61 anni; Alberto Esposito 33 anni, Alfredo Lambiase 32 anni; Vincenzo Porpora 49 anni e Giovanni Ragosta 39 anni. Arresti domiciliari per Lucia Trezza 27 anni. Tutti residenti tra Cava de’ Tirreni, l’Agro e Torre Annunziata.Lucia Zullo era a capo dell’organizzazione provvedendo anche a curare in prima persona la vendita dello stupefacente; Vincenzo Zullo, Mario Avagliano e Vincenzo Porpora erano le persone di fiducia di Lucia Zullo e si incaricavano del procacciamento e acquisto dello stupefacente. Poi vi erano una serie di spacciatori che avevano anche il compito di occuparsi della sorveglianza della “piazza di spaccio” segnalando la presenza delle forze dell’ordine . Questi avevano anche il compito di procacciare i potenziali acquirenti. Lucia Zullo è un personaggio noto alle forze dell’ordine oltre ad essere la sorella di Dante Zullo (attualmente detenuto), un tempo affiliato al clan Bisogno operante sul territorio di Cava de’ Tirreni: nel 2001 fu coinvolta nell’operazione “Bolívar”, unitamente ad altri soggetti. Zullo era molto attenta, ricevere gli acquirenti soprattutto di sera e di notte e la sua abitazione aveva un efficiente servizio di videosorveglianza in modo da non essere sorpresa dalle forze dell’ordine.A dare conferma a quanto accertato dagli investigatori in fase di indagine è stato Giovanni Sorrentino, considerato dagli investigatori il prestanome di Dante Zullo e condannato nell’ottobre del 2017 a tre anni e sei mesi di reclusione, al termine del rito abbreviato celebrato davanti al Gup del tribunale di Nocera Inferiore. Sorrentino era accusato di detenzione di stupefacenti e intestazione fittizia di beni per conto di Zullo, per eludere le misure di prevenzione, con l’aggravante del metodo di camorra

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