«Chiedo solo di trascorrere il tempo stabilito con mia figlia»

Scritto da , 14 Aprile 2020
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di Pina Ferro

Ciò che chiede è solo di poter far il padre e di trascorrere il tempo previsto, dai giudici, con la sua bambina. Eppure per Paolo D.T., residente a Montecorvino Pugliano, tutto questo sembra una cosa impossibile a causa delle numerose difficoltà che gli si presentano dinanzi. Ad ostacolare il diritto di visita una serie di circostanze, alcune completamente false che oltre a ledere la dignità di Paolo lo privano della gioia di trascorrere delle ore con la sua bambina che oggi ha 9 anni. Una storia, quella del papà di Montecorvino Pugliano, simile a quella di tante altre. Storie di conflitti tra adulti dove a pagare il prezzo più alto sono i bambini che vengono privati di una figura genitoriale. «Nel 2009 conobbi una donna con cui ebbi una relazione durata due anni e dalla quale nel 2011 è nata una bambina. – Racconta Paolo – Sette mesi dopo la nascita della piccola a seguito di vari litigi e incomprensioni abbiamo chiuso la nostra relazione. Da quel momento è iniziato per me e per la mia bambina l’incubo che viviamo ancora oggi e che va sempre peggiorando».  In un primo momento la ex compagna di Paolo chiese al Tribunale dei minori di Salerno l’affido esclusivo della bambina, il tribunale nel 2012 decide di pronunciarsi con l’affido condiviso. «Appena ritirata la sentenza, cerco in tutti i modi di vedere mia figlia ma per ben 4 mesi non ho potuto vederla, tant’è che per il suo primo compleanno la mia ex mi ha impedito di fare una festicciola e le foto ricordo con la bambina. Dopo varie denunce da parte mia riesco a vedere la mia bimba ma con l’ausilio del servizio sociale di Battipaglia, che purtroppo da allora anzichè mediare fra di noi ha alterato ancora di più i nostri rapporti.Ho provato a spiegare più volte ai servizi sociali che siccome sono un autotrasportatore e non ho orari precisi di lavoro e che per tale motivo bisognava che la madre fosse più elastica nei miei confronti. Talvolta capitava che se rientravo in ritardo da lavoro anche solo di mezz’ora non mi permetteva di vedere la bambina. Ho inviato numerosi fax per comunicare quello che succedeva, sia per quanto riguarda gli orari sia per le scelta mediche e/o scolastiche dalle quali venivo puntualmente estromesso. Ma nulla succedeva da parte dei servizi sociali che anzichè comunicare al tribunale che in realtà il dispositivo da loro emesso non veniva mai rispettato dalla mia ex e che non riuscivo a instaurare un rapporto corretto con la mia bambina. Un rapporto non corretto per il quale la piccola e soffriva. I soggetti interpellati da me altro non fecero che comunicare al tribunale che io non mi attenevo alla regolamentazione e che anzi ero polemico con loro. Da qui scaturisce da parte del tribunale la sospensione della responsabilità genitoriale ad entrambi per i conflitti fra genitori. Da questo momento inizia un calvario perchè ai servizi sociali viene affidata la bambina temporaneamente». E mentre Paolo cerca di affermare il suo diritto alla genitorialità gli venivano assegnati giorni e orari di visita che non poteva rispettare senza per nulla tener conto del tipo di lavoro che faceva. Un lavoro che non gli dava la possibilità di programmare gli incontri con estrema precisione. Fa l’autotrasportatore per cui i tempi lavorativi non sono certamente gli stessi di coloro che lavorano in ufficio o in una azienda o che comunque hanno un tempo di lavoro ben definito. «In più nei pochissimi incontri avuti fra me e il servizio sociale si palesava una grossa “vicinanza” al pensiero della madre della bimba e a tutte le sue richieste ed esigenze tant’è che addirittura senza il mio consenso mia figlia è stata iscritta in una scuola con frequentazione del tempo pieno. A nulla è valso il mio tentativo di far capire sia ai servizi sociali che al tribunale che il diritto di visita si sarebbe ridotto drasticamente, anzi addirittura è stata negata alla mia attuale moglie una delega da utilizzare nei miei giorni in caso di ritardo da lavoro per prelevare mia figlia da scuola in quanto la madre non era d’accordo. Il tribunale nel frattempo ci fa fare un percorso psicologico nel quale effettuiamo entrambi dei test che danno come risultato nella mia ex una personalità sadica e vendicativa. Con tutto ciò il tribunale archivia il procedimento riattivando la responsabilità genitoriale ad entrambi e lasciando ai servizi sociali la sola regolamentazione delle attività fra i genitori, e l’inserimento della bambina in un centro polifunzionale diurno in regime di semiresidenzialità. Praticamente non è cambiato nulla anzi si è ridotto ancora di più il tempo da trascorrere con mia figlia in quanto vi è anche la frequentazione di questo centro dopo la scuola. Qualche mese fa mi viene notificata da parte della procura del tribunale dei minori una denuncia per maltrattamenti psicologici che avrei fatto su mia figlia, data dalle dichiarazioni del centro diurno e del servizio sociale che affermano che privare una bambina di un gioco per farle capire di indossare la benda ortottica prescritta da un noto prof. oculista di Napoli per la durata di almeno tre ore al giorno per risolvere la problematica all’occhio che ha dalla nascita, è motivo grave da sottoporre al tribunale e diventa causa di un giudizio per decadenza dalla responsabilità genitoriale. Dopo essere stati in tribunale per un colloquio verbale e avendo dimostrato con certificati medici l’obbligatorietà della cura con la benda, il tribunale mi ha ammonito, e ancora più grave dopo le dichiarazioni della mia ex che dopo 9 anni dalla fine della nostra relazione, dichiara che sono violento, drogato e alcolizzato, sono stato sottoposto a visite psicologiche e analisi frequenti al Sert di Salerno. In più il servizio sociale mi ha da poco comunicato che anzichè tre volte a settimana la bimba frequenterà il centro un giorno in più quindi attualmente ho la possibilità di vederla per due domeniche e per quattro lunedì al mese per un’ora dopo la scuola. In questa emergenza Covid19 addirittura il servizio sociale ha richiesto al tribunale che io non andassi a prendere la bambina in quanto dicono non munito di dispositivi di sicurezza (cosa ovviamente inventata) e il tribunale ha provveduto a inviarmi decreto di sospensione delle visie».

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