«Chi commette reati, via dalle commissioni per 10 anni»

Scritto da , 9 Marzo 2020
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di Giovanna Naddeo

I commissari che, nel corso del loro operato da membri di commissioni valutatrici di ricercatori e personale universitario, siano stati sanzionati in termini amministrativi o penali perche’ resisi artefici di comportamenti illeciti, dovranno essere esclusi dalla partecipazioni a future commissioni per un periodo non inferiore a 10 anni. E’ l’idea lanciata dal deputato pentastellato Luigi Iovino, in un ordine del giorno per incentivare l’adozione di misure adeguate da parte del Governo. Come nasce l’idea di questo ordine del giorno? «Premetto che sono particolarmente legato all’ambiente universitario, in particolar modo all’Università di Salerno, che ho vissuto nella sua interezza, dapprima nell’associazionismo studentesco, poi in qualità di rappresentante degli studenti. L’idea nasce da lontano, da una ricerca del 2011 del professore Allesina (cervello in fuga) dell’Università di Chicago dal titolo “Misurare il nepotismo tramite i cognomi condivisi: il caso dell’Accademia italiana”. Uno studio che calcolava il ripetersi degli stessi cognomi in modo anomalo nel nostro Paese, con un incremento notevolmente nelle Università del Sud. Per evitare la cosiddetta fuga dei cervelli e migliorare la cultura della legalità e trasparenza anche nel mondo accademico bisogna lavorare per contrastare sempre di più i casi di nepotismo e in genere di valutazioni deviate. La mia proposta vuole invitare il Governo a prendere provvedimenti in merito, prevedendo che i commissari resisi responsabili di comportamenti illeciti, ad esempio compromettendo l’esito di un concorso a danno del candidato più meritevoli, non possano continuare a svolgere il loro ruolo di commissari per dieci anni. Credo che oltre a una questione di buon senso sia un effettivo passo in avanti nel mutamento culturale e morale in termini di legalità e trasparenza di cui anche il mondo accademico sente da tempo il bisogno». In questi giorni di emergenza, scuole e università sono alle prese con la didattica alternativa. Molte lamentano la carenza di materiale tecnologico, per non parlare dell’avvio della modalità di lavoro agile esteso soltanto a poche categorie di lavoratori. È lo scotto per aver investito troppo poco negli ultimi anni in istruzione e ricerca? «Sul sito del Ministero è possibile accedere alla sezione alla didattica a distanza, Una risposta pronta e veloce da parte del Governo al problema delle scuole chiuse. E’ vero, negli anni precedenti forse si è investito poco, tuttavia posso assicurare grande attenzione alla tematica da parte di Governo e Parlamento». Un’altra battaglia da lei portata avanti in questi giorni riguarda l’alopecia. «Alla luce di numerose segnalazioni che ho ricevuto, ho voluto occuparmi di una problematica rispetto alla quale ritengo ci sia stata sempre scarsa attenzione. A differenza della calvizie, l’alopecia areata è una delle malattie genetiche e autoimmuni più diffuse, con una incidenza stimata attorno all’1,7 per cento della popolazione (circa 145 milioni di persone al mondo soffrono di tale patologia), che può manifestarsi in qualunque età e senza distinzioni di sesso. A pagarne caro il prezzo sono in prevalenza le donne, che devono fare i conti un forte impatto sulla psiche anche in termini di percezione dell’accettabilità sociale. Ad oggi non sono poche le ragazze, anche molto giovani, che fanno i conti con la caduta dei capelli, convivendo con un vero e proprio trauma. La patologia in questione provoca la repentina caduta dei capelli ed è da considerarsi nel novero delle malattie rare, nonostante sia riconosciuta dal sistema sanitario nazionale». Coronavirus a parte, si continua a lavorare per le Regionali. La candidatura a governatore di Costa segna, dunque, un’apertura alle alleanze. «Le prossime regionali possono segnare la svolta definitiva per la Campania. La nostra principale preoccupazione è il bene di tutti i cittadini campani. Abbiamo messo in campo un uomo delle Isituzioni di altissimo livello morale e professionale come il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Da tempo stiamo lanciando appelli a tutte le forze di questa regione, rivolgendoci non soltanto al mondo della politica, ma a tutti i cittadini desiderosi di impegnarsi e di portare idee e valori in questo progetto».

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