Centomila euro a nove dipendenti. I sindacati: “Li restituiscano”

Scritto da , 4 Settembre 2013
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Un secondo invito al sindaco di Salerno per ricevere chiarimenti sulle somme erogata a nove dipendenti comunali nell’ambito nel piano di razionalizzazione e riqualificazione della spesa relativa alla telefonia. La Rsu del Comune di Salerno chiede con forza che l’amministrazione comunale si attivi ad horas per la restituzione della somma. Si tratta di 100mila euro liquidata, fuori stipendio, a nove dipendenti comunali. «Chiediamo al sindaco – viceministro Vincenzo De Luca – dice Angelo De Angelis della Cgil – per quale motivo l’amministrazione o chi la rappresenta continua ad avere un atteggiamento ostativo nei confronti dell’80 per cento del personale dipendente nel mentre non si assume nessuna posizione per il restante 20 per cento, che non solo non ha subito alcuna penalizzazione ma continua a percepire indennità aggiuntive». Infatti, allo stato sul fronte della contrattazione decentrata, tutto resta ferma, con un fondo al momento ancora non costituito. Insomma, spiega De Angelis: «O si ferma tutto o non si può solo garantire una parte dei dipendenti». Nel mirino dei sindacati è finita una disposizione di liquidazione a firma di Luigi Della Greca. Centomila euro circa liquidati al personale impiegato nel progetto “di razionalizzazione e riqualificazione della spesa relativa alla telefonia”, di cui quasi 70mila distribuiti tra tre persone. «La cosa che più ci ha colpito – dice De Angelis – oltre alle cifre liquidate in maniera così abbondante ed al pagamento fuori busta, è vedere che la determina di liquidazione risulta carente della firma del Dirigente dei Servizi Informativi, Raffaele Ciaraldi, tra l’altro promotore di tale piano». Una disposizione di De Luca avrebbe aperto una inchiesta interna ma allo stato, dice De Angelis: «Non abbiamo notizie». Eppure De Luca il 26 agosto scriveva: «Il provvedimento appare sproporzionato specie se collocato in un momento di grande austerità, con richieste di notevoli sacrifici economici a tutti i dipendenti, anche in conseguenza di censure del Mef e della Corte dei Conti sul salario accessorio». «Ora – conclude De Angelis – attendiamo che le somme vengano restituite alle casse comunali».
(andpell)

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