Cenere e carbone per il sindaco Napoli A De Luca la variante del fritto misto

Scritto da , 6 gennaio 2018
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Andrea Pellegrino

Cosa troveranno politici ed amministratori (e non solo) nella calza della Befana? Carbone sicuramente, caramelle poche, promesse e buoni propositi per il futuro tanti. Non fosse altro che, quest’anno, l’Epifania oltre a portare tutte le feste via aprirà la campagna elettorale, che già si prospetta dai toni aspri. Partiamo da Palazzo di Città. Neppure a Capodanno Vincenzo Napoli è riuscito ad imporsi sul palco di Piazza Amendola. Le sue quattro, cinque, parole passeranno probabilmente alla storia dei discorsi di fine anno di sindaci di comuni capoluoghi promotori del 31 in piazza. Il carbone gli spetta di diritto per non essere ancora entrato nel ruolo. Nonostante i quasi due anni di consiliatura, il primo cittadino di Salerno vive nell’ombra del governatore Vincenzo De Luca e del figlio Roberto, assessore al bilancio. In ogni suo discorso, padre e figlio sono nominati ed elogiati quasi in ogni frase. Per ora regna ma non governa. Caramelle per lo stile e per i comportamenti. Buoni propositi? Speriamo che da un triunvirato si ritorni ad un’unica guida a Palazzo di Città. Ultimo appunto: le dimissioni dalla carica di consigliere provinciale. Tanto rumore per farsi eleggere, pochi istanti per lasciare lo scranno. Carbone per il superdirigente comunale Alberto Di Lorenzo, recentemente investito di competenza al Comune di Salerno. Ma ciò non implica che possa trasformare la sua stanza in un «palchetto reale» riservato ad amici e conoscenti in occasione del concerto di Capodanno. Carbone anche per l’assessore alla mobilità Mimmo De Maio, scomparso ormai da ogni radar nonostante i continui problemi legati al traffico veicolare in città. Si dice che passi più tempo a Napoli (per motivi elettorali) che a Salerno. Forse per questo non resta intrappolato nel traffico cittadino. Già da qualche tempo fa rimpiangere il suo predecessore Luca Cascone, nonostante la rotatoria di via Irno. Caramelle (di consolazione) per Nicola Landolfi, che da qualche tempo diserta le stanze di via Manzo. Dopo la batosta elettorale a Battipaglia e la fine del suo mandato alla guida del Partito democratico, piano piano sta uscendo fuori dalla scena politica provinciale. Non gli resta, in questo 2018, che tenersi stretto il ruolo all’Asi. Almeno fino a quando De Luca manterrà in piedi i consorzi di sviluppo industriale. Carbone per Giuseppe Canfora, presidente della Provincia di Salerno “scivolato” sul caso di Di Nesta (direttore generale dimissionario) nonostante le indicazioni del Mef e poi della Corte dei Conti. Caramelle per il comitato “Salute e Vita” che conduce la sua battaglia contro le Fonderie Pisano. Le motivazioni della Cassazione (che hanno inviato gli atti al Riesame per decidere sul sequestro dell’impianto) hanno confermato quasi totalmente le preoccupazioni dei residenti di Fratte. Caramelle anche per l’ex dg del Ruggi d’Aragona, Nicola Cantone, che si è visto revocato l’incarico dopo aver sospeso le nomine di alcuni primari, tra cui quella ad Enrico Coscioni (consigliere politico alla sanità del presidente De Luca). Sarà un caso? La battaglia, al momento, è approdata in Tribunale: a giorni la prima udienza a Napoli. Estate fortunata per il sindaco di Santa Marina che in piena emergenza idrica ha trovato acqua nel suo paese, scavando lui stesso il pozzo. Caramelle da tutto il paese per Giovanni Fortunato. Misto fritto per il governatore Vincenzo De Luca, quotidianamente alla ribalta tra battute, guai giudiziari e stanziamenti di fondi (europei). Naturalmente le caramelle vanno a Crozza per la formidabile imitazione che in taluni casi si confonde con la realtà. Buoni propositi? Che segua la dritta via. Noi, invece, speriamo di non incrociare mai la sua auto (contromano).  Dulcis in fundo i parlamentari uscenti, tutti in fibrillazione per tentare di ritornare a Roma. Alcuni di loro li abbiamo dimenticati legislatura facendo. E’ il caso del senatore Giuseppe Esposito, eletto nel collegio salernitano, poi emigrato altrove. Un po’ come Mara Carfagna (naturalmente l’ex ministro è indimenticabile) che da anni evita il confronto con Vincenzo De Luca rifugiandosi all’ombra del Vesuvio. Caramelle per Tino Iannuzzi ed Edmondo Cirielli, i più presenti in aula. Per il primo anche qualche dolce di consolazione. La deroga per ricandidarsi sarebbe in bilico. Da Roma hanno fatto sapere: si salveranno solo i membri del governo. Caramelle, infine, per Monsignor Moretti che ha portato la pace durante la festività di San Matteo. Quest’anno però dovrà rivedersela con De Luca che vuole il Santo a Palazzo di Città. Il nuovo capitolo di don Camillo e Peppone può avere inizio

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