Cavese, l’urlo di Viviano: “Finalmente”

Scritto da , 11 marzo 2014
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Le storie come quella di Simone Viviano, fanno bene al calcio malato di questi ultimi anni. Nato a Salerno nel maggio del 1988, da buon granata, inizia la sua carriera con la maglia della propria città. Era la stagione 2005/06, l’anno della C1 e per il promettente centrocampista, appena maggiorenne, non ci fu spazio, cosi iniziò il suo “giro d’italia” tra varie categorie, campi avversi, situazioni difficili. Due stagioni con il Bojano in Serie D, un buon numero di presenze ma nessun gol, poi la svolta ed il ritorno tra i professionisti che sembra dare il via ad una buona carriera: il Gela in C2, lo schiera solamente 3 volte in tutto l’anno, ma lui trova anche il guizzo giusto per andare a segno. Non basta per la riconferma, si torna in Campania, sponda Sapri, ancora tra i dilettanti, per poi sbarcare al Nord, Vigevano sembra la piazza ed il progetto giusto per il rilancio, ma un bruttissimo infortunio al ginocchio gli compromette quasi la carriera. Ben 8 furono i mesi di riabilitiazione, un periodo interminabile per chi fa del rettangolo verde una vera e propria ragione di vita. Quando sembrava che il sipario stesse ormai per calare, il Crociati Noceto lo tessera, lo aiuta a tornare in campo e lo fa giocare, stagione positiva ma i tanti problemi societari smantellano quanto di buono fatto. Inizia la vita da svincolato, fino al 15 novembre 2013, quando la Cavese scommette su di lui. Chietti lo lancia nella mischia nella difficilissima gara col Noto, con un uomo in meno finisce quasi per fare il centrale difensivo, ma la grinta e la caparbietà messe in campo, sono subito ben evidenti. Ed arriviamo ai giorni nostri, il cerchio della felicità che si chiude al minuto numero 86 della gara con la Vibonese, il diagonale dal limite che non perdona Loccisano, la prima rete con la maglia biancoblu, al Lamberti, per un granata doc ,sembra quasi uno scherzo del destino, ma Viviano lotta e corre come se fosse un metelliano d’origine. La gioia è a dir poco incontenibile (vedi foto), una corsa alla “Tardelli” verso la panchina e verso le tante persone al quale esprimere gratitudine:”La società, il Direttore Casapulla, Mister Chietti, voglio davvero ringraziare tutti, hanno creduto in me sin dal primo giorno, mi hanno permesso di far parte di un gruppo mai trovato in tanti anni di calcio, sempre unito e compatto”. Nella conferenza stampa di domenica scorsa, Viviano ha voluto fare un omaggio particolare:” Un ringraziamento speciale, devo farlo al mio amico di una vita, Sabatino Lordi, che nei momenti difficili mi è sempre stato vicino , se oggi sono felice con questa gloriosa maglia, devo molto anche a lui”. Il granata che si fonde col biancoblù, per una volta non stona, pronti per il rush finale di questo campionato.

Michele Lodato

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