Siamo rimasti in silenzio affinché nessuno ci strumentalizzasse

Siamo rimasti in silenzio affinché nessuno ci strumentalizzasse.
Sono arrivate le scadenze decisive.
Nessuno si dolga del parlar chiaro: è fatto per gli amici.
Sappiate quanto segue.
Giammai grideremo Forza Gravina: la Figc è compartecipe e correa della multiproprietà, contro la quale ci siamo battuti senza che mai ci abbia dato ascolto.
Giammai grideremo abbasso Gravina: Lotito non merita nessuna sponda, non la troverà.
È giunta l’ora in cui il problema non è più solo il nostro. Gravina e Lotito stanno affogando nella pozzanghera di letame da essi stessi prodotta: verso la quale non tenderemo la mano. Chi dei due la afferrasse, ci sporcherebbe.
Se sarà trust, il problema multiproprietà non sarà inteso risolto, e la linea non cambierà: contestazione e lotta fino alla definitiva, reale cessione, che dovrà palesemente rappresentare una rottura col passato.
Intendiamo a riguardo essere semplici e diretti: se chi intende acquistare confermerà Fabiani e porrà in essere qualsivoglia continuità gestionale col passato sarà considerato nemico di Salerno e come tale sarà trattato. In tal caso, presseremo il Comune affinché neghi l’Arechi.
I politici Salernitani, di qualunque schieramento, sono invitati a restare in silenzio, come fatto finora.
Non prendiamo in considerazione cosa accadrebbe in caso di mancata iscrizione ma fidatevi: non vi piacerebbe saperlo.
Adesso che sapete come la pensiamo, fateci sapere cosa pensate di fare.
Direttivo Salerno, Centro Storico, Fedelissimi, Quelli di Milano, Vecchi Ultras 77, Old Clan C.C.S.C




Salernitana, ora cosa succede

di Raffaele Schiavone

Allora, chiariamo subito una cosa: la Salernitana sta rimanendo invischiata in una faida in corso da anni ai vertici del calcio nazionale. Da una parte Lotito, De Laurentis e qualche altro loro collega rimasto alleato. Gruppo che per qualche stagione sportiva ha fatto il bello e il cattivo tempo. Dall’altra parte c’è Umberto Cairo che, con i suoi amici, sembra aver preso in mano le redini del gioco. Un gruppo anche politicizzato che può contare, soprattutto, su quella informazione scritta e televisiva del pallone, schierata, oramai anche apertamente, a sinistra. E’ qui che si gioca tutto. Il gruppo di Cairo ha pensato che, attraverso la vicenda Salernitana, si possa assestare un duro colpo allo schieramento avversario. Anche perché a giorni sarà emessa la sentenza definitiva che potrebbe confermare la condanna a un anno d’interdizione nei confronti di Lotito. Una condanna, che sommata a una precedente di due mesi, farebbe superare il limite di 12 mesi e un giorno d’inibizione oltre il quale scatta la decadenza da tutti gli incarichi federali e l’impossibilità di essere eletti in futuro. Una condanna che escluderebbe l’imprenditore laziale dalla stanza del potere calcistico tricolore.

Ma ai tifosi granata tutto questo forse interessa poco anche se, essere a conoscenza di questo scenario, può far capire un po’ di cose. Lotito, indubbiamente, ha sbagliato nel non ipotizzare, sul finale della scorsa stagione, la possibilità di una promozione in serie A della Salernitana. Il che gli avrebbe consentito di cedere, con tutto il tempo a disposizione, il club granata a una cifra di mercato più vicina alla realtà. Chi governa attualmente la Lega sente oramai il sangue dell’avversario, e ha intravisto la possibilità attraverso la vicenda Salernitana, di dare uno scossone, forse definitivo, all’impero calcistico di Lotito. Ma ha anche annebbiato loro un po’ le idee. Sì, perché in tutta questa situazione viene dimenticata la cosa più importante dell’intera vicenda: Lotito non può svendere una propria azienda. Se dovesse essere messo alle strette, il patron della Lazio si vedrebbe costretto a rivolgersi al tribunale civile che, a detta di molti avvocati, gli potrebbe dare ragione.

E allora,si chiederanno i tifosi granata, come andrà a finire? La Salernitana è una società che in serie A, se questo benedetto Covid con le sue varianti consentirà il regolare svolgimento del campionato con il ritorno allo stadio del pubblico, porterà, con la passione che contraddistingue la sua simpatica tifoseria, altra ricchezza nel sistema. Allo stadio Arechi la presenza di 30mila persone con tante che verranno, non solo dalla provincia ma anche dalle altre regioni meridionali, è scontata. E in più, le trasferte della Salernitana porteranno in giro tanti tifosi. Insomma, un bel movimento di denaro che in questo periodo fa tanto gola. E allora? Si troverà, se non sabato prossimo, ma fra qualche giorno prima del responso della Covisoc, una soluzione. Lotito si darà qualche pizzico sul ventre, venderà la società granata nei sei mesi previsti, non un giorno in più, e a un prezzo leggermente di ribasso. Chissà che in cambio non si vedrà ridotta di quel tanto che basta la condanna che gli garantirebbe la possibilità di sedersi ancora al tavolo del potere calcistico. E così tutti saranno felici: Lotito tornerà a occuparsi solo della sua Lazio e avviare la ricostruzione dello stadio Flaminio (80milioni di euro, coincidenza ovviamente, è proprio la cifra che occorrerebbe per ridare alla Capitale un gioiellino d’impianto); il gruppo di Cairo avrà assestato un altro colpetto allo schieramento rivale. Ma soprattutto, la tifoseria granata potrà godersi la serie A. E tutto sommato, diciamo la verità, è l’unica cosa che conta.




Tifosi furiosi: «Salerno non merita di essere calpestata»

di Davide Villa

SALERNO – Sgomento, incredulità, rabbia: sono i sentimenti predominanti dei tifosi della Salernitana alla notizia della bocciatura da parte della Figc del blind trust imbastito da Lotito e Mezzaroma. I sosteniutori granata, finora rimasti in silenzio, stanno pensando a clamorose forme di protesta per far sentire la propria voce in questo momento così difficile per la Salernitana. Non è da escludere una manifestazione di piazza. “Trovare in tempi celeri trovare una adeguata soluzione ad una vicenda che sta facendo palpitare, oltre misura, un’intera tifoseria”. E’ l’auspicio del Centro Coordinamento Salernitana Clubs in seguito alla bocciatura del trust da parte della Figc. “L’amore e il senso di appartenenza non possono lasciarci indifferenti rispetto ai fatti che stanno investendo la nostra amata Salernitana. La confusione, la girandola di notizie che spuntano con incessante precisione sui portali nazionali e locali e una comunicazione societaria opaca stanno caratterizzando le calde giornate del popolo granata”, sottolineano i sostenitori del cavalluccio marino. “Il Centro Coordinamento Salernitana Clubs non intende lasciare il passo all’indifferenza rispetto a quanto sta accadendo e, pertanto, si chiede agli attuali amministratori della societa’ granata di fare luce sul percorso amministrativo e legale che dovrebbe portare la Salernitana, nel rispetto delle norme federali, all’iscrizione nel campionato di massima serie. Salerno e la provincia – concludono – non meritano di essere calpestate e di essere oggetto dello sciacallaggio mediatico, auspichiamo, pertanto, che la societa’ granata e la Figc possano in tempi celeri trovare una adeguata soluzione ad una vicenda che sta facendo palpitare, oltre misura, un’intera tifoseria”.




Di Napoli a Lotito: «Siamo alla follia»

SALERNO – Arturo Di Napoli, è intervenuto a TMW Radio per dire la sua sulla situazione Salernitana: “La situazione della Salernitana è al limite della follia. Lo dico con il rispetto nei confronti dei tanti investimenti che il presidente Lotito ha fatto in questi ultimi anni. I tifosi granata meritano maggiore serenità e di essere trattati con più rispetto. Sarà necessario fare chiarezza, lo meritano. Se la FIGC ha rifiutato il trust è perché qualcosa non torna. Lotito non è uno sprovveduto, mi auguro solo che alla fine non ci rimettano i tifosi. Lotito quando è convinto di essere nel giusto va contro tutto e tutti. Se si aspetterà l’ultimo minuto prima di risolvere questa situazione, si rischia di incappare in qualche problema. E questa volta non solo per i tifosi ma anche per lui. Ci sono delle regole che vanno rispettate. Così si rischia di non dare vita alla preparazione per la prossima Serie A. Se a questo ci mettiamo anche il mercato, la vedo difficile coma si possa gestire il tutto in così poco tempo”.




La Figc “boccia” il Trust: “Giù le mani dalla Salernitana, ora risolvere subito”

di Erika Noschese

“La Salernitana ha conquistato la serie A sul campo e non possiamo essere sconfitti da marche, bolli e ricorsi”. E’ categorico il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli in merito alla decisione della Figc che ha chiesto chiarimenti alla società sul Trust presentato venerdì scorso, termine ultimo per l’iscrizione al campionato nella massima categoria. “L’ho detto più volte che la squadra della Salernitana ha conquistato la serie A sul campo, metaforicamente e praticamente, e sul campo va contesta questa vittoria. Noi dobbiamo essere sconfitti sul campo da altre squadre – cosa che non credo possa succedere – ma sicuramente non da bolli, marche e ricorsi – ha dichiarato il primo cittadino – Ho detto costantemente che la dirigenza della Salernitana aveva avuto la capacità di portare la squadra in serie A e che avrebbe avuto, mi auguravo, la capacità di garantire l’iscrizione”. Napoli rivendica poi il lavoro svolto dall’amministrazione comunale di Salerno sui lavori allo stadio Arechi, “ pronto per la serie A: abbiamo apportato le modifiche che erano indispensabili e necessarie e lo stadio lo si può utilizzare: fra un quarto d’ora si va lì, si aprono i cancelli e si gioca”. Il Comune di Salerno, fin dal primo giorno, si è messo a disposizione della Salernitana e della sua dirigenza per ogni intervento utile: “non c’è stato chiesto nulla, si immaginava che loro stessero lavorando in armonia ma il Comune di Salerno non può entrare nei meccanismi; noi possiamo fare le nostre rimostranze, chiedere che vengano aiutati ma noi siamo pronti, nei limiti delle nostre umane possibilità a dare una mano”, ha aggiunto ancora il primo cittadino.

Di poche parole ma critico l’assessore allo Sport Angelo Caramanno: “Questa storia deve finire, dobbiamo mantenere il risultato conquistato sul campo”. L’assessore rivendica anche l’impegno dell’amministrazione comunale: “Si parla di sport, ciò che il campo ha dato non può essere tolto – ha aggiunto – Le soluzioni si devono trovare, è giusto per la Salernitana e i salernitani; questo non è un problema che riguarda Lotito, ora, ma solo Salerno e i salernitani”, ha aggiunto ribadendo che la Salernitana deve restare in serie A e “li ce la dobbiamo combattere”. Si dice amareggiato e preoccupato, invece, il parlamentare dem Piero De Luca, dopo aver appreso del parere negativo della Figc sul Trust presentato dalla Salernitana per formalizzare l’iscrizione in serie A. “È un momento delicato direi per l’intero movimento calcistico. Criticità di carattere legale e burocratico rischiano di inficiare un risultato sportivo conquistato sul campo – ha dichiarato il deputato – Sarebbe una sconfitta per tutti, per questo auspichiamo un confronto costruttivo tra le parti che consenta di risolvere positivamente la vicenda, nel rispetto delle normative vigenti. I legali del club granata sono chiamati a dare riscontro in maniera appropriata ai rilievi sollevati dalla Figc”.

De Luca junior si associa all’appello della città, dei tifosi e della comunità sportiva che chiedono chiarezza, trasparenza e responsabilità assoluta all’ormai ex proprietà, ma pretendono ovviamente al tempo stesso ragionevolezza, attenzione e serenità di valutazione agli organi federali. “Speriamo che prevalga il buon senso tra le parti e soprattutto il rispetto della storia della società granata, consapevoli che il lavoro da fare, a livello burocratico e legale, è articolato ma non irrisolvibile – ha detto ancora De Luca – Nello stesso tempo, siamo pronti, qualora necessario, a tutelare l’immagine sportiva della città di Salerno in tutte le sedi opportune. La serie A è stata conquistata sul campo, per cui la Salernitana ha tutto il diritto di disputare il campionato di massima serie il prossimo anno”.

“La Figc studia e approfondiscve nei minimi dettagli il trust presentato da Lotito e da Mezzaroma, i tifosi della Salernitana intanto chiedono chiarezza, allarmati per le notizie che filtrano dagli ambienti romani, notizie molte volte prive di fondamento, ma messe in giro ad arte per gettare discredito sulla Società. A far drizzare poi ulteriormente le orecchie ai tifosi sono gli interventi di Presidenti di altre squadre che pretendono la massima attenzione sulle procedure di iscrizione della Salernitana al campionato di Serie A”, ha dichiarato Aniello Salzano, commissario cittadino dell’Udc che accende i riflettori sul clima di tensione che si vive in città nonostante le rassicurazioni dell’avvocato Gentile, legale di Lotito, della Lazio e anche della Salernitana. “Anche perché a tutti è noto il rapporto conflittuale tra il Presidente Gravina e Lotito, anzi l’inimicizia che regna tra i due che in molte occasioni non se le sono mandate a dire – ha aggiunto Salzano – Il timore dei tifosi è che a fare le spese di questi rapporti tesi e difficili sia la Salernitana, sulla quale pare che le “indagini scrupolose” per ammetterla al prossimo Campionato siano particolarmente severe e rigorose. Nessuno pretende sconti o la chiusura di un occhio, ma solo il semplice rispetto delle norme federali, così come per tutte le altre Società. Invece ai tifosi l’atteggiamento di Gravina, o almeno quello che trapela da alcune sue dichiarazioni, incomincia a sembrare troppo occhiuto e particolarmente severo. La qual cosa preoccupa molto l’ambiente e incomincia a surriscaldare gli animi dei tifosi più accesi”. Da qui l’appello all’amministrazione comunale e al sindaco Napoli affinché “si impegnino con determinazione e tempestività nella difesa della Salernitana, che, avendo conquistato con grande merito sul campo la promozione, ha il diritto di disputare il Campionato che le compete. Occorre che il Presidente della Figc Gravina sappia che un’intera città, con i suoi rappresentanti istituzionali, vigila anche sul suo operato, non permettendo a chicchessia con interventi inopportuni di arrecare un danno alla nostra Salernitana, di offendere la sua storia e di sfregiare i suoi meriti sportivi”.

Parla di “teatrino”, invece, il capogruppo al Comune di Forza Italia, Roberto Celano che punta il dito contro la Figc e l’avvocato Gravina: “Ora basta. Si modifichi rapidamente il trust in base alle indicazioni delle Istituzioni sportive. Gravina e la Figc però smettano di guardare alla “pagliuzza” della Salernitana, fingendo di non vedere problemi reali e violazioni di altre società. Salerno e la sua tifoseria non possono pagare “lotte” tra bande – ha dichiarato il consigliere azzurro – La Salernitana ha conquistato la serie A sul campo e deve disputare il massimo campionato. Termini questo teatrino e si dia la possibilità a chi ne avrà la responsabilità di allestire una squadra competitiva non solo per non svalutare il valore patrimoniale della Salernitana ma soprattutto per tener vivo quel clima di entusiasmo che si è creato intorno alla squadra e che sarà in grado di spingerla con forza verso i successi auspicati. Mastella e gli altri squallidi avvoltoi si mettano l’anima in pace e pensino ai problemi delle loro comunità e/o società!”




Alla Figc non piace il Trust, “è guerra politica tra Federazione e la proprietà”

di Francesco La Monica

Tanto tuonò che piovve. Dopo i primi rumors provenienti da via Allegri, che volevano un Gravina non esattamente convinto dalla proposta presentata nella tarda serata di venerdì dalla triade romana, ecco che arriva l’ufficialità: bocciatura, in prima istanza, del trust di scopo e iscrizione della Salernitana al prossimo campionato di Serie A momentaneamente congelata. “Strano” a dirsi, soprattutto dopo le dichiarazioni del Dg Fabiani, fresco di rinnovo, che nemmeno due giorni or sono ha parlato di “cose fatte nel bene e nell’intenzione di preservare il patrimonio della Salernitana”. Nulla quaestio, direbbero i latini, se non fosse che gli ormai famosi paletti imposti dalla Figc sembrano lontani dall’essere rispettati. Se non fosse che, tanto per fare un esempio, i “guardiani” del trust (il generale dei carabinieri Vincenzo Coppo e il legale Matteo Giuseppe Masoni) sono considerati tutti troppo vicini a Lotito, così come l’amministratore unico, il generale Ugo Marchetti, già proposto nel 2017 dallo stesso Lotito come presidente di Lega Serie A. Bocciatura, tra l’altro, non considerata tale dall’avvocato Gian Michele Gentile, legale di fiducia del patron laziale, ma considerata soltanto come richiesta di “semplici chiarimenti e un’integrazione per il normale snellimento e funzionamento del trust da effettuare entro e non oltre la giornata di sabato”. Che sia un tentativo di gettare acqua sul fuoco o verità, per dirla alla Battisti, lo scopriremo solo vivendo. Ciò che resta, inequivocabile ed insindacabile, è la preoccupazione nei volti e nelle parole dei tifosi della Salernitana, sempre più in balia degli eventi. Una preoccupazione che non fa vivere sonni tranquilli nemmeno, è bene ribadirlo, dopo aver conquistato una massima serie dopo 23 anni di spasmodica attesa. E così, al netto di comunicati e dichiarazioni rassicuranti veicolate dal club, la “guerra” intestina tra Lotito e la Figc rischia seriamente di penalizzare, ancora una volta, una piazza che vive di calcio e che, prima di tutto, meriterebbe serenità:

«Penso che sia in atto una guerra politica tra la Federazione e la proprietà, e questa guerra rischia di generare una sola vittima: la Salernitana – dice Marco Giannatiempo, che poi aggiunge – Detto questo, sia le norme che il buon senso ci suggeriscono che un solo soggetto non dovrebbe poter controllare due società nella stessa categoria, e quindi la linea dura della Figc ha senso nella misura in cui intende imporre a Lotito e a Mezzaroma la massima trasparenza in vista della futura cessione del club. Se il trust va modificato, i proprietari lo modifichino in base alle indicazioni della Federazione, cosicché i tifosi potranno iniziare a discutere di aspetti tecnici e non più di aspetti giuridici».

Pensiero molto simile a quello di Ferruccio Gressani: «Credo che bisognerebbe essere sempre tifosi, oltre che della propria squadra del cuore, anche (e soprattutto) della legalità. È evidente che, ad oggi, la soluzione prospettata e, per taluni perfetta, tale non sembra essere. E mentre ci si interroga sul da farsi, la nostra amata è lì, inerme, in attesa di un destino che, necessariamente, dovrà vederla protagonista in massima serie. A prescindere da tutto e tutti. Guai a cancellare un sacrosanto diritto acquisito sul campo. In più – sottolinea Gressani – non esiste un solo tifoso della Salernitana che non vorrebbe l’iscrizione al massimo campionato. Chi asserisce il contrario, abbia anche il coraggio di fare nomi e cognomi. Il più grande fallimento dell’era Lotito, che pur dovrà finire con tanto di ringraziamento speciale per l’obiettivo raggiunto, è l’essere riuscito a mettere tutti contro tutti, anche nel momento in cui ci sarebbe dovuta essere sola e pura estasi sportiva». Lapidario, invece, il commento di Antonio Soglia: «Quello presentato non è altro che un trust farlocco perchè l’unico, reale obiettivo di Lotito è quello di continuare a mantenere il controllo della società in un modo o nell’altro. In sostanza è una furbata che, giustamente, la Figc non fa passare. Immagino che, nel caso di conferma della bocciatura, senz’altro inizieranno i vari ricorsi in sede civile per un risarcimento danni e alla fine, tanto per cambiare, a pagare saranno solo i tifosi della Salernitana».

Sulla stessa lunghezza d’onda il parere di Vincenzo Sabbetta: «La bocciatura del trust era “annunciata”. Le modalità che hanno portato a questa situazione facevano già presagire che qualcosa non andasse. Fosse stato tutto chiaro e impeccabile, la pec sarebbe stata inviata con netto anticipo, ma invece il modus operandi sembra sia solo un modo per eludere il sistema o per guadagnare tempo. I tifosi non vogliono sminuire il dispendio economico che c’è stato in questi anni, infatti la vecchia dirigenza deve avere fino all’ultimo centesimo, nulla di meno, ma anche nulla di più. Purtroppo sappiamo troppo bene quale sia lo spessore imprenditoriale di Lotito, e sinceramente ci suona troppo strano che uno del suo calibro non abbia compratori che lo soddisfino adeguatamente. E ciò per dire che la mossa del trust sembra una forzatura più che un passaggio “obbligato”. Al di là di tutti i discorsi economici che si possono fare a riguardo, la verità è unica e sola: Salerno ha ricevuto l’ennesima mortificazione gratuita vivendo il mese post promozione in serie A con il patema d’animo di chi può piombare dal paradiso all’infermo in un attimo. E questo è profondamente ingiusto». Più tecnica, ovviamente, l’opinione dell’avvocato Alessandro Di Gianni che, in aggiunta, manda un consiglio di tipo legale a Claudio Lotito: «La decisione della bocciatura del trust non mi sorprende. Il problema è quello della mancanza di indipendenza del patrimonio e dell’assenza di autonomia dalla vecchia proprietà. Se Lotito non tira troppo la corda, il problema si risolverà. Occorre però – precisa Di Gianni – fare un distinguo tra una risoluzione a breve scadenza, ovvero sabato come richiesto dalla federazione, ed una risoluzione con contrapposizioni presso la giustizia sportiva e/o Coni. La prima ipotesi è naturalmente auspicabile, sia per le coronarie dei tifosi, sia per poter programmare la campagna acquisti. Ma per risolvere subito occorrerebbe che le modifiche al trust avvengano a quattro mani, due di un avvocato di Lotito e due di un avvocato della federazione; oppure, ancora, occorrerebbe che Lotito si rivolga ad un professionista esterno alla federazione, ma consigliato “in camera caritatis” dalla federazione stessa. La seconda ipotesi porterebbe a tempistiche di risoluzione che potrebbero addirittura portare al differimento dell’inizio del campionato di un paio di settimane, ma è evidente che nessun tifoso e nemmeno la federazione stessa sarebbe felice di incamminarsi in una strada così tortuosa. Temo però che, per Lotito, questo non sarebbe affatto un problema».

In chiusura, il commento di Giuseppe De Rosa: «Ho accolto con assoluta positività e anche con un pizzico di sollievo il parere della Figc, perché ritengo esistano delle priorità alle quali non intendo minimamente rinunciare, e la dignità di salernitano è al prima posto di questa lista. La stessa dignità che per anni mi ha portato ad allontanarmi in attesa della cessione di questa società che credevo che, con il raggiungimento della serie A, fosse ormai prossima a concretizzarsi ma che, ahimè, stenta ancora a farlo. Credo che la proposta di trust presentata dalla società sia un vergognoso tentativo di occultare una mantenuta ingerenza nelle cose granata. Per cui, per un discorso di etica sportiva, di rispetto delle regole e di lealtà non poteva che essere rifiutata. Spero che la FIGC non molli, perché credo possa essere la nostra unica assicurazione sulla liberazione da questo cappio che ci opprime da anni».




Incontro in Questura per un piano sicurezza in vista delle gare della Salernitana

di Monica De Santis

Si tenuto nella giornata di ieri un incontro tra l’assessore Domenico De Maio, il vice questore Picone, i responsabili di Salerno Mobilità e i responsabili delle strutture di manutenzione e viabilità del comune di Salerno per iniziare a delineare le misure da adottare in materia di ordine pubblico nel corso delle partite allo stadio Arechi che la Salernitana dovrà disputare durante il prossimo campionato di calcio. “Questo è stato un primo tavolo di confronto tra le parti, per verificare le misure esterne allo stadio da adottare per garantire la massima sicurezza a tutti i tifosi. Abbiamo parlato del sistema dei parcheggi e dei controlli controlli, delle vie di esodo e anche della riorganizzazione dell’area interna allo stadio per gli ospiti – ha spiegato l’assessore De Maio – E’ stato un primo tavolo di confronto, ci dobbiamo ovviamente riagiornare molto presto per mettere su carta tutto quello che per il momento ci siamo detti. Abbiamo ascoltato in particolar modo le richieste che ci sono giunte dalla Questura di Salerno, stiamo prevedendo un sopralluogo in zona per verificare cosa si possa fare e come si possano fare delle modifiche per la sicurezza. Stiamo ragionando ad un nuovo sistema di chiusura con recinzione fissa per separare la tifoseria salernitana da quella ospite. Bisognerà delimitare le aree di arrivo e di esodo dei tifosi ospiti. Ed abbiamo anche ragionato sull’utilizzo della metropolitana. Magari senza fermata allo stadio Arechi, ma facendo scendere i tifosi alla fermata di Parco Arbostella, poi si tratta di fare un breve tratto a piedi, ricordo che in molte altre città i tifosi si ritrovano a fare chilometri a piedi per raggiungere lo stadio, quindi dalla fermata dell’Arbostella al Arechi il tratto è davvero breve. Sicuramente ragioneremo anche sulle aree limitrofe, stiamo pensando allo zona del Capitolo San Matteo che oggi ospita l’unità mobile per i vaccini e che potrebbe essere un ulteriore valvola di sfogo. – ha spiegato ancora il vice sindaco di Salerno – Considerate poi che al momento stiamo ragionando senza conoscere i numeri dei tifosi che si potranno ospitare allo Stadio, sapete bene che è tutto in evoluzione a causa della pandemia, quindi al momento non conosciamo la capienza a nostra disposizione”. E sui lavori all’interno dello stadio De Maio ha precisato “Il primo impianto di illuminazione temporanea è già in fase molto avanzata d’installazione. Abbiamo avviato la procedura per quanto riguarda la manifestazione d’interesse per le ditte che dovranno fare i lavori successivi di completamento, insomma stiamo procedendo in maniera spedita per farci trovare pronti per l’inizio del campionato”. Già l’inizio del campionato, e De Maio non si è sottratto nel commentare la vicenda della Salernitana… “Mi auguro che ci sia responsabilità da parte di tutti su questa storia. Non bisogna scherzare, la Salernitana ha conquistato la promozione sul campo e nessuno può sottrarla. Quindi senso di responsabilità da parte di tutti coloro i quali adesso devono mantenere i loro ruoli e impegni, Anche perchè a questo punto si mette in discussione anche il valore dello sport, la Salernitana ha vinto sul campo e dovrà giocare la serie A, ecco perchè ognuno ora con responsabilità deve fare la propria parte”.




Mastella stia al suo posto

Il Sindaco di Benevento chiede chiarezza ed eserciterà una funzione di controllo sul trust?
E con chiarezza gli andrebbe detto che lui non ha nessun titolo per intervenire su una vicenda che riguarda due soggetti:la Salernitana e la figc.
Anche per il Presidente del Benevento una caduta di stile.
Altro che amico di Salerno.
L’unica cosa chiara è che il Benevento è stato retrocesso in B,sul campo e la Salernitana è stata promossa in A,sul campo.
Nello sport contano i risultati non le marche da bollo o le interpretazioni di norme discutibili.
Questi interventi,inopportuni e poco corretti,puntano a condizionare le scelte della figc,che ha il compito di approfondire,approvare o fare osservazioni sugli atti prodotti.
La figc dia una risposta certa sulla proposta depositata e non offra il fianco a strumentalizzazioni.
Salerno sportiva non merita mortificazioni: ha conquistato la promozione in A e deve giocare in A.
Non mi appassiona partecipare a gare sulle responsabilità: la proprietà, la figc,altri.
Non prendo parte a dispute giuridiche.
Seguo la Salernitana da oltre mezzo secolo e,come uomo che ha avuto responsabilità nelle istituzioni,difendo Salerno ed i salernitani da attacchi ingiustificati ed ingenerosi.
Rivendico il diritto,covid permettendo,di pagare il biglietto o l’abbonamento per seguire la mia squadra nel massimo campionato di A.
In questi giorni ho riletto con attenzione le parole di Papa Francesco in una intervista alla Gazzetta dello Sport.
Lo sport è lealtà e rispetto delle regole,. “Prendere le scorciatoie è una delle tentazioni con cui spesso abbiamo a che fare nella vita”, afferma il Santo Padre. “Pensiamo sia la soluzione immediata e più conveniente ma quasi sempre conduce a degli esiti negativi. La scorciatoia, infatti, è l’arte di imbrogliare le carte”.
Come non si può essere d’accordo con queste parole?
Ne facciano tesoro tutti!

Andrea De Simone
Già Presidente della Provincia di Salerno e Parlamentare della Repubblica




Figc, Salernitana: “ci attiveremo per i chiarimenti richiesti”

“Non c’è stata nessuna bocciatura. La Figc ha richiesto dei chiarimenti sul trust che abbiamo presentato nella giornata di venerdì 25 giugno e ci attiveremo per fornire alla Federazione tutte le indicazioni richieste”. E’ quanto fa sapere la Salernitana in merito alla valutazione effettuata dalla Figc sul trust presentato dalla società granata.




La Figc blocca il Trust: i tifosi scendono in piazza a protestare

No al Trust. I tifosi sono pronti a protestare.
Non c’è pace per la Us Salernitana 1919: la Federcalcio ha infatti bocciato la proposta di Trust presentata dai co patron Claudio Lotito e Marco Mezzaroma. Ora, c’è tempo fino alle 20 di sabato per trovare una soluzione e ovviare alla problematica del Trust.
La Figc ha comunicato di aver ritrovato che non è stata assicurata ‘indipendenza economica al trust rispetto alle società disponenti.