XV stagione teatrale Arbostella nel segno di Gigino

di Monica De Santis

Quando Gigino Esposito è venuto a mancare, il suo teatro, il teatro Arbostella, quel piccolo spazio allestito in un quartiere così lontano dal centro e dove nessuno, prima di lui, ci avrebbe mai scommesso, era stato chiuso, come tutti i teatri italiani, a causa della pandemia che stava dilagando ovunque. E’ morto Gigino senza poter veder realizzato il suo sogno, ovvero la ristrutturazione di quel teatro diventato punto di riferimento per tutto il Parco Arbostella e per i quartieri vicini. Ma il suo sogno è comunque stato realizzato dal figlio Arturo e dalla nuora Imma, che hanno raccolato la sua eredita, portando avanti con amore e cura quel piccolo gioiellino. Dal luogo dove si trova ora, sicuramente Gigino starà guardando, sorridendo e magari, per chi l’ha conosciuto, anche brontolando un po’. Di certo è felice, felice di rivedere riaperto il suo teatro e di rivedere nuovamente presentare una bella e ricca stagione teatrale. Ieri mattina, alla presenza del sindaco Napoli, del consulente Guerra e del presidente della commissione cultura Iannelli, è stato illustrato il cartellone della XV stagione del Teatro Arbostella, che mantiene inalterata l’ipostazione data proprio da Gigino Esposito, ovvero ospitare gruppi storici da sempre nel circuito dell’Arbostella Dieci gli spettacoli in cartellone, replicati per tre week-end consecutivi: si riparte dunque il 24 settembre con la “Nuova Officina” di Antonio La Monica che ha ricomposto gran parte del Gruppo Umoristico Salernitano, prima compagnia fondata a metà degli anni 70 proprio da Gino Esposito e che porterà in scena il classico eduardiano “Questi Fantasmi”. Sul palco oltre allo stesso La Monica, che curerà la regia, anche membri di quel gruppo vincente tra cui Ciro Girardi, Antonietta Pappalardo, Salvatore Paolella. A seguire, ad ottobre, il travolgente Sasà Palumbo della Compagnia “Acis il Sipario” che per l’occasione ha rispolverato uno dei suoi esilaranti successi, ovvero “Non sono un Gigolò”. A novembre la divertente compagnia napoletana “Zerottantuno” si cimenterà in “Donna Chiarina Pronto Soccorso” celebre farsa di Gaetano Di Maio per la regia di Felice Pace. Tra fine novembre e inizio dicembre “Gli Ignoti” di Napoli altra compagnia storica dell’Arbostella con le bravissime Patrizia Pozzi e Francesca Gennarelli in “7-14-21-28” di Dino Di Gennaro per la regia di Andrea Sottolano. A gennaio ecco la compagnia “Gino Esposito” la stabile della struttura di Viale Verdi, con un altro testo frizzante di Gaetano Di Maio “Arezzo 29 in tre minuti” per la regia di Francesco Delli Priscoli. Da fine gennaio a metà febbraio toccherà alla “TeatroMania di Gianni Tricarico” di Napoli con il comicissimo testo di Paolo Caiazzo “Separati ma non troppo!” con la regia di Rino Grillo. Fine febbraio e inizio marzo con “L’Antica Italiana” di Gaetano Troiano in un brillante Maggià curà! Mese di marzo che si concluderà con il celebre successo della compagnia battipagliese Avalon Teatro “Tressette con il morto” di Gerry Petrosino. Nel mese di aprile tornerà una delle compagnie più ammirate in passato all’Arbostella ovvero il “Pierrot” di Napoli che riproporrà “Non mi dire te l’ho detto”, altro cavallo di battaglia di Paolo Caiazzo che nell’occasione ha curato anche la regia. Finale di stagione a maggio con la comicità humor di Ermesto Mignano e la sua compagnia “TeatroPerNoi” in “Tresca Losca” Illustrati inoltre tutti i programmi del Teatro Arbostella a cominciare dai laboratori teatrali (curati con successo da Gaetano Troiano) e la leva teatrale cominciata da Gino Esposito per l’associazione Angela Serra continuata dallo stesso Troiano, nonché la prosecuzione del gruppo sperimentale dato in carico alla regista Francesca Musa. Fitto sarà anche il periodo natalizio con numerosi appuntamenti e con il ritorno di un classico che al momento resta una sorpresa per il pubblico. Continuano gli impegni per il sociale dell’Associazione con gli spettacoli del venerdì per i segretariati sociali del Comune di Salerno e con l’Arena Arbostella che quest’anno potrebbe essere allargata da una settimana ad oltre un mese. In progetto anche delle matinée per le scuole. In conclusione chiunque vorrà, potrà sottoscrivere l’abbonamento a 10 spettacoli al costo di 100 euro da lunedì 04 luglio sino al 29 luglio, e dal 1 al 20 settembre 2022 (tutti i giorni da lunedì a venerdì ore 19.00-21.00). La direzione del teatro comunica inoltre che, essendoci stata una vasta adesione al rinnovo della tessera da parte dei vecchi abbonati, il numero dei carnet prelazionati è già limitato per cui si consiglia di affrettarsi all’acquisto. Inoltre, quest’anno, da una sinergia e collaborazione con la FederCral Italia sconti vantaggiosi per i soci del circuito che acquistano l’abbonamento. Per tutte le info e prenotazioni: 089-3867440 – 347-1869810 – teatroarbostella@gmail.com




Piccolo passo in avanti per l’Arena al Parco Arbostella, ora la fumata è grigia

di Monica De Santis

La fumata da nera diventa grigia e forse se tutto andrà come deve andare, dovrebbe diventare, entro il prossimo fine settimana, finalmente bianca. Stiamo parlando dell’Arena al Parco Arbostella, quella che fino a prima della pandemia veniva realizzata solo per una settimana per consentire ai gestori del Teatro fondato dal compianto Gigino Esposito, di svolgere spettacoli gratuiti all’aperto sul finire dell’estate. Ebbene, lo ricordiamo per i meno attenti, dopo che lo scorso anno, a causa delle troppe perdite economiche per Salerno Mobilità, si decise di tenere l’Arena del Mare solo per il Sea Sun e per il Premio Charlot, il Comune per accontentare le richieste di quanti volevano organizzare spettacoli e manifestazioni in città, decise, grazie soprattutto alla caparbietà dell’allora assessore alla cultura (oggi consigliera di maggioranza) Antonia Willburger di allestire l’Arena al Parco Del Mercatello. Una scelta che inizialmente non ottenne molti consensi, ma che alla fine si è rivelata vincente. Perchè gli spettacoli proposti tra agosto e settembre, riuscirono quasi tutti a far registrare il sold out, oltre ad ottenere i complimenti del pubblico felice di vedere la zona orientale della città in fermento e soprattutto felici di poter andare ad assistere a delle manifestazioni sicuri di trovare parcheggio e di non dover pagare cifre esorbitanti. Un successo che tutti speravano si potesse replicare anche per l’estate del 2022, ma invece ad inizio primavera la notizia che il Parco del Mercatello non sarebbe stato disponibile, causa i lavori di ristrutturazione che dovrebbero iniziare a breve. Lavori che, in realtà, potevano essere rinviati, o meglio, considerando la grandezza del Parco del Mercatello, si poteva anche pensare di iniziare la ristrutturazione dalla parte opposta, consentendo così l’allestimento della struttura. Ma purtroppo nessuno ha pensato ad una soluzione simile. Cosa fare allora? Dalle pagine del nostro quotidiano Arturo Esposito che con la moglie Imma, porta avanti il Teatro Arbostella, parlando della sua rassegna estiva, composta da sette appuntamenti che vedranno in scena compagnie amatoriali della Campania, lanciò l’idea: “Visto che il Comune dovrà già allestire l’Arena qui al Parco Arbostella a fine agosto, perchè non montarla prima dando così la possibilità anche ad altri di poter organizzare le loro manifestazioni e i loro spettacoli?” Un’idea, quella di Esposito, inizialmente un po’ sottovalutata, ma poi presa in considerazione, anche per accontentare le richieste che intanto arrivavano negli uffici comunali. Un’idea, dunque, che è stata presa in considerazione, ovviamente troppo tardi, e che ancora non ha ricevuto l’ok definitivo, ma che sembra essere in dirittura d’arrivo. Sembra, infatti, che la cifra utile per la realizzazione di questa sia stata trovata e che entro il prossimo fine settimana si possa dare il parere favorevole, ovvero mettere tutto nero sul bianco per l’allestimento. La struttura dovrebbe ospitare 14 appuntamenti teatrali, 7 proposti dal Teatro Arbostella ed altri 7 dai teatri che fanno parte de “La città teatrale”, più altri appuntamenti se dovessero arrivare richieste anche da altre compagnie, associazioni ed operatori. Questo al momento il programma, che resta ancora ipotetico, fino a quando non arriverà l’ok dalla giunta comunale.




Ripartono a Cetara le “Notti azzurre”

di Monica De Santis

Tutto pronto per “Le notti azzurre”, cartellone di appuntamenti estivi del Comune di Cetara, promosso grazie al patrocinio di Regione Campania e Camera di Commercio Salerno. Anche per questa edizione sono in programma una serie di appuntamenti per tutti i gusti che accompagneranno l’estate costiera sia dei residenti che dei tanti turisti che, soprattutto quest anno stanno affollando la Divina costa. A qualche giorno dalla festività patronale, infatti, inizieranno gli spettacoli per tutte le fasce d’età, a ingresso gratuito. Tra cultura, divertimento e musica dal vivo, la programmazione ha preso il via ieri con la rassegna Endless, la quale negli ultimi anni si è sempre distinta per aver raccolto la popolazione più giovane del borgo, ospitando sul palco gruppi musicali di richiamo anche nazionale. La programmazione prosegue con gli eventi di Forum Summer 2022, organizzati in collaborazione con il Forum dei Giovani e Amico del Forum, fino alla rassegna Im/Npari, nei giorni 4, 10 luglio e 29 agosto, dedicata alle Pari Opportunità, punta di diamante del programma di iniziative. “In questi ultimi anni, diverse amministrazioni locali e regionali hanno avviato politiche per favorire l’inclusione sociale delle persone omosessuali e transessuali, sviluppando azioni positive e promuovendo atti e provvedimenti amministrativi che tutelassero dalle discriminazioni. In Italia, infatti, le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender (lgbt) non godono ancora di pieni diritti e spesso vivono situazioni di discriminazione nei diversi ambiti della vita familiare, sociale e lavorativa a causa del perdurare di una cultura condizionata dai pregiudizi. Risulta, pertanto, importante l’azione delle Pubbliche Amministrazioni per promuovere sul piano locale politiche che sappiano rispondere ai bisogni delle persone Lgbt” – come si legge dalla comunicazione di RE.A.DY, la Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. «Anche il Comune Di Cetara, da oggi, fa parte di queste amministrazioni, garantendo la piena adesione alla rete e promuovendo come primo atto, domani, alle 19.45, nella Piazzetta della Torre Vicereale, l’incontro con l’On. Vincenzo Spadafora che, per l’occasione, presenterà il suo libro “Senza Riserve” – racconta, con orgoglio, il Sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica, che da anni lavora per valorizzare e fare di Cetara una delle mete preferite dai turisti. L’idea è partita dal consigliere delegato alla Cultura e Pari Opportunità, Cinzia Forcellino, che ha manifestato l’intenzione di portare avanti una serie di giornate dedicate ai temi più sensibili, favorendo una discussione e smuovendo coscienze, con il supporto del consigliere delegato al Turismo e agli Spettacoli, Daniele Luigi D’Elia, insieme a tutta l’Amministrazione Comunale. “Sicuramente, parliamo di qualcosa di nuovo o, comunque, non velato né sottinteso. In queste tre giornate ci dedicheremo ai grandi temi che si affrontano quotidianamente, ma che spaventano per i retaggi culturali a cui siamo abituati. Innanzitutto, devo ringraziare il Sindaco Della Monica per avermi permesso di dare la mia personale visione di cultura, al mio compagno di delega, Daniele, per aver accolto le mie idee e a tutta l’Amministrazione per aver sostenuto questa visione. Devo, però, ringraziare soprattutto l’onorevole Vincenzo Spadafora per aver accettato il nostro invito, dato il momento politico delicato – spiega il consigliere, Cinzia Forcellino. “Dopo due anni di difficoltà, quest’estate sarà per noi la ripartenza. Affronteremo sicuramente nuove sfide e ci confronteremo con la pandemia che ancora non si arresta, ma daremo il nostro contributo affinché tutti possano godersi Cetara, non solo di giorno. La nostra nuova stagione è stata pensata per tutte le fasce d’età, ritroveremo le associazioni degli anni passati, come Ami Cetara e Frangernti, ormai immancabili capisaldi, ma scopriremo anche una nuova location per i nostri spettacoli, presso l’arena del mare, la piattaforma sita alla fine del porto. È stato un lavoro estenuante che ha portato noi tutti a giorni di lavoro intenso, con il Sindaco a relazionarsi su più fronti per le diverse novità che accompagneranno questo anno. Non resta che seguirci in questo nuovo percorso” – conclude il consigliere, Daniele Luigi D’Elia.




Paestum fa il pieno di eventi e Salerno resta a guardare

di Monica De Santis

Non basta aver registrato la presenza di migliaia di persone per lo spettacolo “Water Fools”, tenutosi lo scorso 26 giugno sul Lungomare di Salerno, non basta dire che Salerno Letteratura è stato un trionfo (omettendo di dire che diversi degli appuntamenti sono stati annullati senza giusta motivazione), non basta sperare nel Premio Charlot e nel Teatro Dei Barbuti, per dire che Salerno è una città in pieno fermento culturale e ricca di eventi. Perché queste due manifestazioni, prestigiose e storiche da sole, non possono accontentare i tanti, tantissimi, forse anche troppi salernitani che restano in città e non partono per le vacanze. Non basta neanche la due giorni della Notte Bianca. Non basta e questo lo stiamo dicendo da mesi. Come l’hanno detto  gli operatori culturali che chiedevano uno spazio all’aperto dove poter organizzare spettacoli e concerti. Uno spazio che fosse capiente, oltre all’Arena al Parco del Mercatello. Ma purtroppo nessuno dei due è stato messo a disposizione dall’amministrazione comunale, che ancora oggi sta valutando se allestire o meno l’arena al Parco Arbostella. Allestimento questo che alla fine, visti i tempi ormai stretti, in caso di realizzazione ospiterà solo spettacoli di gruppi locali, che pur meritano di avere uno spazio dove esibirsi, ma la città comunque merita, anzi meritava qualcosa di più. Salerno forse meritava quello che la città di Capaccio – Paestum ha messo in programma. Ovvero un’estate da 10 e lode. Da mesi vengono annunciati appuntamenti musicali e non solo che vedono come protagonisti volti noti e amatissimi dal pubblico. Da sempre il sindaco Franco Alfieri, ha detto che se si vuol far muovere l’economia di una città bisogna puntare sulla cultura e sugli eventi. E proprio grazie a questa sua politica che in tanti si sono rivolti a lui, trovando terreno fertile e grande disponibilità. E così il cartellone artistico della città dei Templi, continua ad arricchirsi di nomi di grandi protagonisti dello spettacolo e della musica. A 24 ore dalla doppia presentazione delle due dat del CilentoArt con protagonisti Sergio Rubini e Tony Servillo e degli otto appuntamenti della rassegna “Musica e Parole” che vede tra i protagonisti nomi come Roberto Vecchioni e Simona Molinari, ecco che ieri è stato presentato l’ennesima manifestazione che sicuramente saprà richiamare migliaia di persone: il Maco Festival. Dopo il successo dell’edizione 2021 che ha raccolto oltre 15mila presenze, 80mila visualizzazione e 27mila geolocalizzazioni sia in Italia che all’estero, per l’edizione 2022 si punta a voler crescere ancora. E i presupposti ci sono tutti. La rassegna, che prenderà il via il 2 luglio e si concluderà il 15 settembre, è tra gli eventi live più longevi ed apprezzati in Italia, ospiterà sul prestigioso palco della Clouds Arena di Paestum alcuni grandi nomi della scena attuale: Blanco (2 luglio), Ana Mena (4 luglio), Capoplaza (23 luglio), Carmen Consoli (27 luglio), Gué (30 luglio), Jimmy Sax (12 agosto), Coez (15 agosto), e Franco126 (19 agosto). La Clouds Arena ospiterà anche i live di Fiorello (15 e 16 luglio), Alessandro Siani (16 agosto), Ariete (22 agosto), Nino D’Angelo (23 agosto) e Rkomi (27 agosto). Il divertimento non mancherà nemmeno per i più piccoli grazie al live show del dinamico duo Dinsieme (4 agosto), che i piccoli partecipanti potranno anche conoscere di persona. Dalla Clouds Arena, inoltre, farà tappa il Coca Cola Summer Festival (29 luglio). Per l’occasione si esibiranno: The Kolors, Gemelli Diversi, Room 9 e Nika Paris, Follya, Vegas Jones, Sottotono, Chadia Rodriguez, Alice Merton, Elodie, Alvaro Soler, Noemi, Critical, Hanssel Delgado, Alfa, Tecla, Tropico, Lda e Berna. “Siamo entusiasti e onorati di continuare questo progetto a Capaccio-Paestum, segno del legame che si è creato con il territorio e le istituzioni locali – afferma Giuseppe Macchia, direttore artistico di Maco Festival – Nello specifico, desidero ringraziare fortemente il Sindaco Avv. Francesco Alfieri e l’Amministrazione per il prezioso sostegno nella concretizzazione di questo progetto e il supporto nel superamento di tutte le difficoltà. Anche per quest’anno, abbiamo riconfermato il nostro impegno nella realizzazione di una programmazione di livello nazionale, in grado di rivolgersi a ogni fascia della popolazione, dai giovanissimi agli adulti, e capace di attrarre pubblico da tutta la penisola. La Clouds Arena si colloca tra le più importanti arene per eventi d’Italia, per la ricchezza e l’eterogeneità degli appuntamenti previsti e, soprattutto, per la bellezza offerta dalla location. Non vediamo l’ora di iniziare!” Anche in occasione dell’edizione 2022 Maco Festival fa così la propria parte per risollevare uno dei settori più colpiti degli ultimi due anni e, forte dell’identità musicale, culturale, istituzionale e sociale acquisita nel tempo, si conferma ancora una volta un importante strumento di promozione turistica. “Dopo il successo dello scorso anno, siamo lieti di ospitare anche nell’estate 2022 qui a Paestum il Maco Festival – dichiara Franco Alfieri, sindaco di Capaccio-Paestum – Non solo una location esclusiva farà da cornice ai concerti di artisti apprezzati nel panorama nazionale e internazionale, ma una città sempre più attrezzata per l’accoglienza saprà dare un’ospitalità di qualità a quanti la raggiungeranno per i concerti e la sceglieranno per soggiornarvi. Dopo la lenta ripartenza post Covid, quest’anno siamo pronti per goderci la ritrovata normalità». Quest’anno, inoltre, Maco Festival ha deciso di supportare i nuovi talenti dello scenario musicale attuale sviluppando, insieme al magazine online “Indie Italy”, il progetto “Opening Act”, finalizzato alla selezione di 3 artisti emergenti per le aperture delle date di Coez e Franco126.




Nove comuni uniti sotto il segno di CilentArt

di Monica De Santis

Arte, musica e spettacoli dal vivo, sono questi gli ingredienti della seconda edizione di “CilentArt” che si allarga e coinvolge molti più comuni, tra cui anche Capaccio Paestum. Una rassegna che prenderà il via il 22 luglio e si concluderà il 31 dello stesso mese e che vedrà tra i protagonisti volti noti ed amatissimi dal pubblico come Sergio Rubini e Tony Servillo, tanto per citarne due. Presentata ieri mattina, presso la Sala Pasolini di Salerno, alla presenza di quasi tutti i sindaci dei territori coinvolti, del Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Tommaso Pellegrino del direttore del Teatro Pubblico Campano, Alfredo Balsano, del vice presidente del Teatro Pubblico Campano Giuseppe Zinicola e del direttore artistico Vittorio Stasi, il cartellone vedrà appuntamenti nei comuni di Capaccio Paestum, Perito, Salento, Prignano, Gioi, Omignano, Moio della Civitella, Lustra e San Giovanni a Piro. Il taglio del nastro il 22 luglio a San Giovanni a Piro con Sergio Rubini che presenterà “Ristrutturazione”, un racconto in forma confidenziale, della ristrutturazione di un appartamento, un viavai di ar chitetti e ingegneri, di allarmisti e idrauli, operai e condomini. Si prosegue il 23 a Paestuma con Peppe Servillo in “Il resto della settimana”, lettura di “La presa di Torino” un racconto di Maurizio De Giovanni. Il giorno dopo, ovvero il 24 luglio, sempre a Paestum, arriva Sergio Rubini Tre gli appuntamenti, tutti concentrati in un unica giornata, queli che si terranno il 25 luglio a Perito, si inizia con il Collettivo Lunazione, si prosegue con Roberto Latina e si conclude con la Brracca dei Buffoni. Come tre saranno gli appuntamenti in programma il 26 luglio a Salento. Qui la giornata inizia con Marco D’Agostin, Factory Compagnia Transadriatica e la Baracca dei Buffoni. Il 27 luglio ci si sposta a Prignano Cilento con Cornelia, Ascanio Celestini e la Baracca dei Buffoni. Putéca Celidònia, la Compagnia Vetrano Randisi e la Baracca dei Buffoni saranno invece i prtagonisti della giornata del 28 luglio di CilentArt a Gioi. Mentre il 29 luglio la carovana si posta a Omignano dove sono in programma gli appuntamenti con Francesco Montanari, la Baracca dei Buffoni e Teatri Alchemici. Sempre il 29 luglio, a San Giovanni a Piro arriverà Peppe Servillo. Penultimo appuntamento il 30 luglio a Moio della Civitella con Art Garage, Trian Viviani – Francesco Saponaro e la Baracca dei Buffoni. Chiude la rassegna il 31 luglio nell’appena ristrutturato Castello di Rocca a Lustra Cilento, Michele Mauro Rossi – La cmpagnia Zappalà Danza, Iaia Forte e Javier Girotto e Giuseppe Scoditti. Dunque sono tanti gli appuntamenti programmati in questa seconda edizione di CilentArt Fest, che ospiterà registi, attori, coreografi, danzatori e musicisti fra i più interessanti e riconosciuti del panorama nazionale e internazionale. Ad affiancare il programma sarà la sezione CilentArt Class, dedicata alla formazione artistica e rivolta a professionisti senza limiti di età. Tre laboratori totalmente gratuiti curati da Michele Mele, docente dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, affidati a tre eccellenze artistiche: Roberto Latini per la scrittura scenica, Arturo Cirillo per la recitazione e il gruppo UC Studio per le pratiche comunicative. Elementi importanti del progetto sono il suo valore green e l’impatto sostenibile nei luoghi ospitanti. Alcuni spettacoli avranno la caratteristica di svolgersi all’alba e al tramonto in location naturali senza il montaggio di palchi, strutture sceniche e luce artificiale. Il valore artistico andrà, così, a incontrare la luce naturale e la bellezza intrinseca di questi borghi. “CilentArt Fest è nato dall’amore per il Cilento – spiega Vittorio Stasi – ma anche dalla volontà di arricchire e migliorare un territorio complesso e difficile. Abbiamo cercato di mettere in risalto tutte le peculiarità di questi luoghi carichi di bellezza, fascino e profondità, realizzando un festival multidisciplinare diffuso che vuole dialogare con la comunità ospitante. Territorio e arte a confronto in vista di un unico obiettivo: esaltare attraverso l’arte, la cultura e le potenzialità del nostro Cilento”.




Il Teatro Charlot: una scommessa vinta

di Olga Chieffi

Il palcoscenico è specchio della vita poiché lì sopra si è soli e si rischia in prima persona, senza filtri, se. Si lancia una eterna sfida a se stessi e al pubblico. Da artista Gianluca Tortora in duo con Piermarco Raniero Fiore, lo scorso anno hanno lanciato il guanto di sfida alla pandemia e alla crisi economica che ancora oggi ci attanaglia. Da giovani risoluti a re-irrompere nella vita con più grande passione, tenacia e volontà hanno lanciato messo da parte gli accadimenti ristrutturando e donando a nuova fruizione “un contenitore vandalizzato – ha ricordato il Sindaco di Pellezzano, nonché delegato alla cultura dell’amministrazione provinciale Francesco Morra, il quale ha ospitato la conferenza stampa della nuova stagione del Cine-Teatro Charlot nella sala Torre di palazzo Sant’Agostino – e che è divenuto tanto atteso polo culturale della Valle dell’Irno, in cui abbiamo ospitato tanti nomi del gotha dello spettacolo e non solo, da Scamarcio a Giuseppe Tornatore che ha presentato il suo docufilm su Ennio Morricone, e che verrà anche maggiormente rifinito e adeguato ai nuovi dettami ecologici, grazie ai duecentomila euro acquisiti con il Pnrr Campania”. Dopo il saluto del Rettore dell’Accademia di Musical Claudio Tortora, unitamente a quello del responsabile del Centro Francesco Ruocco, riconosciuto dalla West London University che prepara, naturalmente alla danza, con Pina Testa, alla recitazione con Antonello Ronga, al canto, proprio con Ruocco e all’inglese con Linda Angresano, accogliendo anche anche ai corsi i più piccoli, a partire proprio dalla scuola elementare, con lezioni dedicate, si è passato con Gianluca Tortora alla presentazione del doppio cartellone, che saluterà la classica stagione affiancata da cinque appuntamenti di teatro amatoriale. Otto gli appuntamenti che punteggeranno l’autunno e l’inverno, accompagnandoci sino all’aprile 2023: sul palcoscenico dello Charlot si alterneranno Pasquale Palma e Gennaro Scarpato in “La stessa stella”, una commedia con una vena di profonda cattiveria che trasforma per l’occasione il palcoscenico del teatro nel ring della vita dove i due protagonisti lottano a colpi di cinismo e ipocrisia, rancori e desideri, sentimenti e risentimenti; quindi, Rosalia Porcaro in “Semp’essa”, Lo spettacolo è una trasformazione continua in vari personaggi femminili di tante età diverse. Donne che combattono e che cambiano il loro destino con un comune denominatore: il coraggio. Serata leggera con I Ditelo Voi con “Il meglio di”: il trio comico satirico napoletano, composto da Francesco De Fraia, Domenico Manfredi e Raffaele Ferrante, regalerà un viaggio nelle più belle gag che li hanno portati al successo, ancora Valeria Monetti con Daniele Derogatis, Maurizio Paniconi e Alessandro Tirocchi in “Una zitella da sposare”, una commedia di grande originalità per la regia di Marco Simeoli, brillante e frizzante, che strizza l’occhio, in forma contemporanea, sia alle pochade francesi dell’Ottocento che alle commedie cinematografiche americani del Novecento. In sala ieri mattina, Luca Lombardo che porterà allo Charlot il suo spettacolo “Poubelle, la magia oltre ogni immaginazione”, in cui il trasformista napoletano s’incamminerà sulla strada dell’amatissimo “Alieno”, come lo ha lui stesso definito, Brachetti, con ben 35 cambi d’abito e Maria Bolignano, una vera sorpresa la sua presenza, la quale, con Irene Grasso sarà protagonista di “Gli uomini però sanno parcheggiare”, allo Charlot in prima assoluta, facendosi portavoce di tematiche sociali importanti, che molto spesso vengono sottovalutate nel lavoro, battendosi per una parità ancora tutta da acquisire. Si continuerà con Marco Morandi e Claudia Campagnola in “Chiamatemi Mimì”, monologo musicale firmato da Paolo Logli e diretto da Norma Martelli. Uno spettacolo che si snoda attraverso il racconto e il ricordo di canzoni immortali e intramontabili di Mia Martini, mentre la Compagnia dell’Arte sarà protagonista di “Eduardo artefice magico”, una “santificazione” di Eduardo, perché i suoi testi vanno al di là del fatto teatrale e commedie e drammi come Natale in casa Cupiello, Questi fantasmi!, Sabato, domenica e lunedì e Filomena Marturano, con i relativi personaggi, hanno raggiunto una moderna dimensione mitica ed orale insieme. A questa stagione dopo anni di “Città di Pellezzano” ci saranno i cinque appuntamenti di “Ama Teatro” le compagnie amatoriali che sono state scelte da Fabrizio Avallone e Anna Aurelio, consigliera comunale e attrice: la Compagnia Teatrale I Pappici in “E allora? Tango!”, la Compagnia Le Querce in “Romea e Giulietto” e successivamente in “Un giorno al commissariato”, la Compagnia gli ‘E sceppacentrella in “ ‘Mpriesteme a mugliereta” e la Compagnia Così per Caso in “Mettimmece d’accordo e ce vattimme”. Già partita la campagna abbonamenti con prezzi popolarissimi, mentre proseguiranno anche tutte le attività targate Charlot: dal cinema, unica realtà nella Valle dell’Irno che continua ad imporsi come il fiore all’occhiello del polo culturale, alla scuola di danza affidata alle professioniste Stefania Fuschini ed Enza D’Auria.




Arena Parco Arbostella, ancora un’altra fumata nera

di Monica De Santis

Ed anche giugno sta finendo. Mai a Salerno, neanche in piena pandemia, si era dovuto attendere tanto per sapere se ci fosse oppure no uno spazio all’aperto da destinare ad operatori e associazioni culturali per manifestazioni e spettacoli estivi. Non era mai successo, almeno negli ultimi dieci anni. Non era mai successo ed ora sta succedendo. Ad oggi ancora non si sa se l’Arena al Parco Arbostella, che dovrebbe sostituire l’Arena al Parco del Mercatello, realizzata la scorsa estata, su volontà dell’allora assessore Antonia Willburguer, e che fu realiazzata in sostituzione dell’Arena del Mare montata solo per il Sea Sun e per il Premio Charlot (di più non fu possibile causa perdite economiche troppo elevate da parte di Salerno Mobilità), verrà realizzata. Un’altra fumata nera, quella che si è registrata ieri mattina a Palazzo di Città, dove il consulente del sindaco alla cultura Ermanno Guerra ha incontrato Imma Caracciuolo, che insieme con il marito Arturo Esposito gestiscono il Teatro Arbostella, ed Ugo Piastrella presidente de “La Città Teatrale” associazione che racchiude tutti i teatri privati cittadini. Un incontro nel quale si è parlato appunto dell’Arena da realizzare all’esterno del Teatro Arbostella. Uno spazio che dovrebbe accogliere 450 persone e che dovrebbe essere fruibile dal 30 luglio e fino alla prima settimana di settembre. E mentre la Caracciuolo e Piastrella, hanno anche già ipotizzato una serie di spettacoli, con ingresso gratuito, dal Comune l’ok non è ancora arrivato. Nell’incontro di ieri mattina, pare, infatti, che il consulente del sindaco alla cultura Ermanno Guerra, abbia detto ai convocati che si stanno cercando i fondi per il montaggio e l’allestimento dell’Arena, e che si dovrà attendere ancora qualche giorno, al massimo fino alla fine della settimana prima di avere una risposta definitiva. Dunque un’altra fumata nera, che rallenta ancor di più la programmazione estiva salernitana già povera rispetto alle precedenti estati. E sì, perchè anche se il primo cittadino ha più volte ribadito che Salerno sta offrendo un’ampia programmazione e che è una città viva sotto il profilo culturale, non si può non sottolineare che gli appuntamenti offerti fino a questo momento (ad esclusione dell’evento di sabato scorso sulla spiaggia di Santa Teresa) sono riusciti e riusciranno ad accontentare meno del 2% della popolazione (e ci siamo tenuti molto larghi).




Angelo Meriani commenta Plutarco

Secondo week end del cartellone firmato da Enzo Marangelo che accende i riflettori su come sia nata la politica. Il docente di Lingua e Letteratura greca del nostro ateneo, chiuderà, sabato la sezione politica di Lustri cultura in dies a Palazzo Macchiarelli

di Olga Chieffi

E’ il momento della politica a Lustri Cultura in dies. Venerdì 1 luglio, alle ore 19:00, presso la Sala Maggiore di Palazzo Machiarelli, in Montoro si apre la nuova sezione curata Gigi Spina, Tre gli appuntamenti firmati Lustri Cultura in dies, progetto realizzato dall’Associazione Culturale Hypokritès Teatro Studio per la direzione artistica di Enzo Marangelo giunto alla sua VII edizione. Come già avvenuto per la sezione Etica, Lustri propone i prossimi incontri in una modalità di fruizione diversa dagli anni precedenti, che prevedeva gli appuntamenti di ciascuna sezione diluiti nel tempo e intervallati tra di loro. In questa edizione, per ogni tematica il dibattito si sviluppa in maniera continuativa nei tre appuntamenti i quali si concentrano in ventiquattro ore. Le tre comunicazioni forniranno tasselli per costruire una possibile risposta alla domanda intorno a cui si organizza l’intera sezione Politica: “Come è nata la politica?” Un interrogativo che pone al centro della riflessione la relazione tra politca e collettività, e riguardo alla quale riportiamo le parole dello stesso curatore: «la Politica, in genere con la P maiuscola, fin quando non si rende minuscola da sola, è attività fondamentale del genere umano. Si dovrebbe sapere cos’è, anche senza definirla con precisione, e la si può amare (certo, senza esagerare), detestare, rimanerle indifferenti. Ma per capirne meglio la funzione converrà cercare l’origine del suo nome, seguirne i primi passi, almeno nel mondo antico occidentale, fra Grecia e Roma, così da potere apprezzare (o anche disprezzare) meglio gli inevitabili cambiamenti e i diversi problemi con cui si presenta ai giorni nostri, oltretutto così complicati e drammatici». Da questa considerazione parte il primo incontro venerdì su Mitologia e politica (sul Protagora di Platone), in cui la prof.ssa Lidia Palumbo, docente di Storia della filosofia antica presso l’Università “Federico II” di Napoli, parte dal mito delle origini, attraverso il racconto che ne fa Protagora, nel dialogo platonico che porta il suo nome, e accompagnerà il pubblico attraverso la spiegazione, e le letture di Piera De Piano dell’ Hypokritès Teatro Studio, delle varie fasi degli interventi di Epimeteo e Prometeo, che tentano di provvedere a una vita sostenibile delle prime comunità umane. Il giorno successivo, alle ore 11 la sezione prosegue con Come son giuste le elezioni sul Commentariolum petitionis di Quinto Tullio Cicerone, in cui il prof. Gigi Spina (Centro Studi AMA – Siena) prosegue l’esegesi politica nella fase più avanzata della vita politica romana, che si costituisce in res publica, tramite il commento e la messa in scena, insieme a Enzo Marangelo dell’Hypokritès Teatro Studio, del Commentariolum petitionis, un trattato/lettera del fratello di Cicerone, Quinto Tullio, che si configura come una straordinaria messa a punto sulla scelta dei governanti, attraverso le elezioni – la petitio- da studiare per cogliere differenze e possibili echi nel mondo moderno. A concludere la sezione Politica, alle ore 19, sarà Consigli ai politici (su alcuni trattati plutarchei) del prof. Angelo Meriani, docente di Lingua e Letteratura greca, presso l’ Università degli Studi di Salerno, che guida la riflessione attraverso lo sguardo degli intellettuali greci, che partecipano attivamente alla vita politca dell’impero romano. Fra questi Plutarco, scrittore a tutto campo, che dedica molte riflessioni alla vita politica e ai politici. Angelo Meriani commenterà i testi più interessanti del corpus plutarcheo, con letture di Mario Paesano degli Hypokritès Teatro Studio, facendo intravedere alcune caratteristiche del tempo che sembrano proiettare la loro influenza fino alle esperienze contemporanee. Ci piace pensare che Angelo Meriani da musicista possa citare il Plutarco delle immagini musicali per la vita politica, quelle costruzioni metaforiche che sfruttano ogni singolo aspetto della comparazione ‘Stato = armonia’, già da lungo tempo viva nella tradizione greca quella secondo cui il perfetto accordo delle componenti di uno Stato corrisponde ad una armonia musicale. Dall’equivalenza fra ‘buon governo’ e ‘harmonia’, deriva ovviamente quella fra i rispettivi autori dell’una e dell’altra: il ‘buon governante’ (rispettoso delle leggi) e il ‘ buon musico’ (rispettoso delle leggi della musica). Sia il politico, sia il musico, infatti, operano su una molteplicità di enti che devono ricondurre ad unità nel rispetto delle regole proprie di ciascun ambito: l’unica differenza è nel fatto che il politico agisce sulla multiforme varietà dei soggetti politici, laddove il musico riconduce ad un’unica melodia il gran numero di note, di ritmi, di timbri, di cui si compone una melodia.




Riconquistare il sorriso della terra

Il teatro Verdi guarda all’opera contemporanea ospitando una particolare rilettura della Dante-Symphonie di Liszt. Vincente l’interpretazione dell’opera multimediale da parte dell’ensemble strumentale e vocale, che ha firmato insieme al regista Antonio D’Addio, la prima assoluta de’ Le cantiche di Gaia

Di Olga Chieffi

 

Come il vento sul mare – ora lieve e impetuoso, acquietato – il mutare dell’espressione musicale occorre nel tempo attraverso un susseguirsi incessante di crisi, ripudi, violazioni e rinunzie. Quanti usi giudicati, per così dire canonici, formule, tradizioni, sacramentari, tenuti come avvenuti, mai esistiti e negati all’improvviso ghirlande spazzate via, “specchi in frantumi”, pur di seguitare a irrompere nella vita e in essa nuovamente esordire. E’ il caso di questa speciale rilettura e trascrizione della Dante-Symphonie di Franz Liszt, in cui il pensiero espresso dal genio ungherese sul concetto di sinestesia e corrispondenza tra le arti, ovvero l’ osmosi tra i diversi linguaggi artistici è stato ne’ “Le cantiche di Gaia”, poema sinfonico multimediale, per la regia e la direzione creativa di Antonio D’Addio, una co-produzione Giorgia Vaj, Ways S.p.A. andata in scena in prima assoluta al teatro Verdi di Salerno, è stato omaggiato e ampliato. La Dante-Symphonie, ultimata nel 1856, nell’arrangiamento per due pianoforti, ensemble vocale e percussioni di Johann Von Vègh, è stata rivisitata da Nicola H. Samale e affidata al pianoforte ensemble, composto da Imma Battista, Tiziana Silvestri, Massimo Trotta e Rosalba Vestini al quale si sono aggiunte le percussioni di Gerardo Zitarosa e ad otto voci femminili dirette da Marilù De Santo, supportata da un progetto visivo strutturato in capitoli che hanno rispettato la composizione dei movimenti dell’opera lisztiana, sottolineati dalla fotografia di Marina Marchesi, con protagonista il performer Rocco Serio, e i movimenti di scena creati da Massimo Vinti, e lo Styling e Set Design di Alexa Chirila. Il viaggio multimediale non ha tradito affatto la musica: l’ Inferno, che ben rappresenta lo scontro dialettico presente nella poesia dantesca tra dannazione e pietà, tra condanna e commozione, è risultato ampio, articolato, caratterizzato da quei due gruppi tematici che lasciano pensare ad una micro sinfonia, il motto ripetuto tre volte, il tutto giocato tra i due pianoforti, l’Allegro frenetico della prima parte, il tempo lento, il secondo tema, ispirato all’episodio di Francesca da Rimini, il movimento di Scherzo che Liszt annota “come un’empia risata di derisione”. Nel “Purgatorio” si è colta la profonda interiorità dell’attesa, sospesa nell’eternità, della gioia futura, il movimento si è “snodato” lentamente, quasi senza tempo, verso il Paradiso, di cui il Magnificat ci ha prefigurato un assaggio di estatica contemplazione. Le immagini erano proiettate su di un cilindro che avvolgeva l’ensemble, con l’effetto che simboli e personaggi sembrassero uscire dalla coda dei due pianoforti. E’ questa un’opera, un modo di lettura, sia del testo dantesco che della musica, che ci lascia al contatto immediato, con la visione di creatore e interpreti, in veste di testimoni del nostro tempo. E basta un punto comune al testo e alla partitura per avere una specie di fonte solare d’illuminazione toccante un’intera catena cosmica di rispondenze velate, che parte dai guasti provocati da noi stessi a Gaia, per trasformarsi nel finale in bianca fune per cercare di avvicinare il divino e riconquistare il sorriso.  Quella fune è fatta di un segno iridescente, che apre al dialogo e alla parità, il più democratico, che è alla base di un linguaggio a momenti indecidibile, a volte perentorio, per cui non vi è veramente nulla da contrapporgli, in altri modi disperato o umile o glorioso, universale e sognante, che è quello della musica. “Tra sensazioni contraddittorie, la musica non è tenuta ad optare” scrive Jankelevitch in “La musique et l’ineffable” e il suo simbolo che per natura genera e reca significati molteplici e nuove figure, che da un verso è qualcosa di dato all’uomo e dall’altro è qualcosa che l’uomo si foggia, inscenando magari un rito. Col più forte simbolo di pace, quello della musica e dell’arte tutta, noi dovremo restituire il sorriso di Gaia, trasformando questo tramonto umano che stiamo vivendo, in una nuova alba, ponendoci a difesa della Bellezza.




Al via i Saggi di fine anno del Teatro Ridotto

Il laboratorio del teatro Ridotto che si tiene presso il teatro Delle Arti e che è composto da iscritti dai 5 anni fino a ultraottantenni terrà da oggi i saggi di fine anno. Il laboratorio nato e cresciuto da oltre trentanni con la direzione artistica di Claudio Tortora e Gaetano Stella può contare su un cast di insegnanti quali Renata Tafuri, Elena Parmense, Valentina Tortora, Antonello Ronga, Serena Stella ed altri docenti che spesso intervengono su lezioni a tema come Francesca Canale, Francesco Sommaripa, Fortuna Capasso che cura il movimento corporeo. La segreteria organizzativa è curata da Nina Olivieri I saggi, come detto si terranno da oggi e fino al 7 luglio. Location d’eccezione per il gruppo adolescenti del laboratorio che si esibirà in due giorni oggi nella cornice di Marina d’Arechi ed il 29 al circolo Canottieri Irno, alle ore 21, location particolarissima per questa “storia sul Mare”, raccontata con tanta passione da questi ragazzi innamorati fin dalla prima letture di questo testo meraviglioso tratto da movecento di Baricco. L’adattamento e la Regia è Antonello Ronga. Altro appuntamento in programma il 4 luglio alle ore 20 con il saggio degli allievi dai 14 ai 18 anni che proporranno “Sognando il musical”, lo spettacolo diretto da Elena Parmense si terrà presso il Teatro delle Arti La scrittura drammatizzata di questo spettacolo nasce dalla consapevolezza del grande coinvolgimento emotivo che suscita sui ragazzi un certo tipo di trasmissioni televisive, che propongono l’idea della scuola che prepara allo spettacolo a 360 gradi! Ecco quindi in scena un gruppo di giovani allievi che, con attitudini e capacità diverse, contribuiscono alla realizzazione dello spettacolo! Intrecciando, all’interno, storie di ragazzi che si trovano a mettersi in gioco coraggiosamente, con i propri sogni, le proprie paure, le grandi gioie ed i piccoli dispiaceri. Per quanto riguarda la parte musicale, è stata fatta unascelta dei più importanti e famosi musical di tutti i tempi,quelli che, nell’immaginario dei ragazzi, hanno segnatoun’epoca o uno stile, una moda! (Da Evita a Cats , da Sister Act ai Miserabili ecc ecc) Si prosegue poi il 5 luglio alle ore 21 con il gruppo degli Adulti diretto Da Antonello Ronga che metterà in scena “Uno, Nessuno Pirandello”. Un omaggio all’universo Pirandelliano, alle sue molteplici sfaccettature, finzioni, verità ed alla grande magia del teatro, della quale Pirandello rimane uno dei protagonisti indiscussi. Lo spettacolo intreccia, attraverso le parole dei suoi lavori più famosi, e dialoghi scritti dallo stesso Ronga, una storia di pura fantasia che ci avvicinerà ancora di più al Pirandello persona-personaggio e a quello che è stata la sua vita. Un viaggio simbolico che lo stesso Pirandello affronta in due mondi paralleli ( reale ed irreale) accompagnato dalla figura della madre, della moglie Antonietta Portulano, e da Marta Abba. Ecco che comincia per Luigi “un nuovo spettacolo” e lui come un personaggio in cerca di un autore si lascia scrutare e conoscere meglio per prendere vita una vita che oscilla continuamente tra questi due mondi paralleli, talvolta confondendoli . Una vita dedicata alla scoperta della parola ed alla creazione di centomila personaggi e La regia è di Antonello Ronga, L’aiuto regia è di Francesco Sommaripa, i costumi sono del laboratorio Animazione Novanta, le scene e il service audio Luci sono della Bottega San Lazzaro. Penultimo appuntamento il 6 luglio ore 21 con il gruppo dei ragazzi porta in scena “A gatta Sotto o Fuculare” diretti da Antonello Ronga. A gatta Cenerentola (nell’originale napoletano, La gatta cennerentola) è una celebre fiaba di Giambattista Basile, inclusa nella raccolta postuma Lo cunto de li cunti (1634-1636). Essa rappresenta una delle redazioni più note della fiaba di Cenerentola, un racconto popolare tramandato sin dall'antichità in centinaia di versioni provenienti da diversi continenti. La fiaba all’origine de La gatta Cenerentola sarà successivamente inclusa anche nelle celebri raccolte di Charles Perrault e dei Fratelli Grimm. Negli Anni 60 il genio Roberto de Simone ne Compose un adattamento teatrale che per certi veri ha rappresentato una seconda rivoluzione del teatro moderno per le tematiche, lo stile e il modo di mettere in scena una piece. L’adattamento e la regia è di Antonello Ronga, l’aiuto regia è di Francesco Sommaripa, Le coreografie di Fortuna Capasso, i Costumi sono di AnimazioneNovanta. , le scene e il service audio Luci sono della Bottega San Lazzaro. Ultimo appuntamento il 7 Luglio ore 20.30 con il saggio degli junior diretto da Serena Stella. Tratto dal film culto degli anni 80, Footloose rappresenta uno degli spettacoli più coinvolgente e frizzanti del musical internazionale… diretto da Serena Stella e le straordinarie coreografie del maestro Andrea Verzicco , questo musical rappresenta la vittoria del coraggio, del duro lavoro e della determinazione, elementi che finiscono sempre per premiare portando alla realizzazione dei propri sogni. Ancora oggi questa storia d’amore per la danza e la musica coinvolge tutte le generazioni che desiderano salvaguardare le loro emozioni, la voglia di vivere e il bisogno di libertà. Una notte, la musica a tutto volume e un ballo indimenticabile…