Gambizzato un commerciante a Pagani, fermato un uomo

Spari per vecchie ruggini personali, sarebbe questo il movente del grave ferimento di un uomo questo pomeriggio intorno alle 16, in un’officina di via Sant’Erasmo a Pagani. La vittima sarebbe un commerciante che opera nel settore della pavimentazione e attualmente è ricoverato in prognosi riservata al presidio ospedaliero Umberto I di Nocera Inferiore. L’uomo, un 50enne presenterebbe almeno una ferita per un colpo d’arma da fuoco agli arti inferiori. Anche l’aggressore sarebbe un cinquantenne, con lo stesso che è stato bloccato subito dai carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, in quel momento impegnati in un servizio di pattugliamento quando hanno sentito gli spari .




D’Onofrio: “Non mi fu notificata la sentenza”

Una storia che sembra non aver fine. Le sentenze relative ai danni erariali continuano a tenere banco, anche in questo periodo di pax politica. Il nodo sulla questione é relativo alla notifica, se sia o meno giunta ai diretti interessati. Un aspetto non del tutto secondario e che pone un serio problema per chi è stato condannato. In consiglio comunale, sulla vicenda, posero il quesito i consiglieri comunali di minoranza, Rita Greco e Santino Desiderio. Le sentenze di cui si é tanto parlato prima della campagna elettorale e immediatamente dopo, dall’essere notizie infondate, hanno poi preso corpo in consiglio comunale. Proprio durante alcuni lavori del pubblico consesso ad ammettere l’esistenza del danno erariale e quindi l’esistenza di dette sentenze, l’ex sindaco Salvatore Bottone, il quale ha sanato per una condanna relativa alla commissione fitti (per un compenso non dovuto ai sindacalisti) dichiarandolo pubblicamente nelle assise. Rispetto alla stessa sentenza, anche l’ex candidato sindaco, Raffaele Maria De Prisco, ha provveduto a pagare e lo ha fatto dopo essersi dimesso: avrebbe potuto anche non farlo visto che non sussistevano più motivi di incompatibilità. Sempre sul fronte esistenza delle sentenze emesse dalla Corte dei conti, sempre in consiglio comunale, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimo D’Onofrio, evidenziò a suo carico un difetto di notifica rispetto al proprio domicilio e ciò non ha consentito di provvedervi. Dunque una falla relativa alla notifica ha comportato un rinvio del problema. Intanto, le ultime sentenze emanate il 30 giugno dello scorso anno, restano ancora un rebus e con tanto di interessi maturati. Ma a quanto ammontato in termini di cifre? Si tratta complessivamente di oltre 50mila euro e vanno dagli oneri di urbanizzazione e costruzione del Pagani center, agli incarichi dirigenziali, sino alla commissione fitti. Rispetto a queste sentenze c’è chi ha fatto ricorso, chi ha preferito pagare a rate e chi non ha ancora affrontato il problema.

Giuseppe Colamonaco




Annarosa Sessa rompe il silenzio e spiega il motivo delle dimissioni

L’ex sindaco facente funzioni del comune di Pagani, Annarosa Sessa, rompe il silenzio e affida ad una lunga lettera alcune osservazioni e soprattutto spiega le ragioni alla base delle sue dimissioni. “Ho coscientemente preferito subire, in silenzio, la cattiveria e la rabbia di “eterni secondi”, “di insoddisfatti cronici”, di “ciarlatani di professione” e di “bamboccioni sotto tutela”, la loro arroganza particolarmente accentuata da caratteri sessisti innati, le loro frustrazioni ed i loro inciuci da strapazzo che sempre caratterizzano i loro attacchi contro chi è considerato “nemico” da abbattere. Tanto ho fatto, perché profondamente convinta che, pian piano, giorno dopo giorno, “i nodi sarebbero venuti al pettine” ed il gruppo di potere politico burocratico saldatosi contro di me sin da Novembre 2019, contro cui strenuamente ho combattuto per mesi e che continuava ostinatamente finanche a volersi sottrarre all’ottemperanza obbligata di sentenze di condanna erariale, si sarebbe svelato in tutte le sue nudità e in tutte le sue incapacità tipiche di chi opera quotidianamente facendo prevalere “il particulare” all’interesse generale della città e della comunità amministrata. Ora che le situazioni si stanno definendo, ora che si stanno delineando i nomi ed i volti di chi vuole rendere il governo della nostra città un affare continuo, è giusto fare chiarezza, raccontare i fatti per come si sono svolti, i motivi che mi hanno “indotta alle dimissioni” pur sapendo, come poi di fatto è avvenuto, che sarei diventata “la traditrice” dopo anni di sostegno e fedeltà incondizionata dimostrata anche, e soprattutto, nei momenti bui quando “servi sciocchi” ed “attuali alleati politici” scappavano o facevano false dichiarazioni anche spontanee. Sono arrivata all’appuntamento elettorale di Maggio 2019 dopo oltre due anni di opposizione…. Sono stata eletta, militando da sempre dalla stessa parte, con un consenso elettorale che mi rendeva naturalmente Presidente del Consiglio Comunale, ruolo cui aspiravo e che ho sacrificato per l’interesse generale della coalizione allorchè fiducia, da un lato, e necessità di equilibri, dall’altro, hanno richiesto la mia nomina quale vice sindaco, peraltro osteggiata da chi a quel ruolo aspirava pur avendo ricevuto un complessivo consenso elettorale di minore rilevanza. Quando il Sindaco Gambino è stato dichiarato decaduto, da vicesindaco mi sono ritrovata a ricoprire il ruolo di sindaco Facente Funzioni con il compito di governare la città secondo il programma di mandato approvato dal Consiglio Comunale a Luglio 2019 e verticalizzando una Giunta qualificata, composta da persone preparate e assolutamente non condizionate dalla provenienza partitica, che era stato garantito dovesse traghettare la coalizione fino alle amministrative di Maggio 2020. Ho assunto l’impegno con grande senso di responsabilità, con rispetto e fedeltà verso il sindaco decaduto che mi aveva scelto, con passione e determinazione e, soprattutto, ponendo innanzi a tutto il supremo interesse della città e dei cittadini paganesi, scevra – come era stato stabilito – da compiti di natura politica detenuti saldamente, come era giusto che fosse, nelle mani del leader politico. Ho affrontato le prime settimane da Sindaco FF con entusiasmo e passione, svolgendo il ruolo avendo come bussola solo il programma di mandato, nonostante il dissesto finanziario, nonostante una macchina amministrativa in grande difficoltà e con roccaforti di potere consolidate negli anni in settori strategici per la vita cittadina.A farla da padrone, un gruppo in particolare i cui esponenti pensavano, e ancora pensano, solo ai loro affari: c’era chi pretendeva l’esternalizzazione a privati dei parcheggi e del ciclo dei rifiuti demolendo l’Aspa e la Pagani Servizi Srl, chi sosteneva immobiliaristi interessati alla riqualificazione di parti private del territorio anche di notevole importanza urbana, chi si preoccupava di consegnare ad Aspa liste di nomi al fine di farli assumere da cooperative affidatarie di servizi, chi spingeva per rideterminare la dotazione organica al solo fine di tutelare amici e parenti con cui condividono processi penali nonché legami familiari, chi pretendeva che non si procedesse per recupe rare le somme che dovevano per sentenze di condanna erariale, chi sosteneva burocrati antichi nella loro attività protezionista di imprese e cooperative da cui risultano assunti stretti parenti, chi garantiva l’azione di burocrati tesa a tentare di delegittimare la dichiarazione di dissesto finanziario, chi ha operato concretamente per boicottare Pagani città del Natale. Il tutto avallato da una politica, sviluppata fuori dal Palazzo, che ha privilegiato il rapporto con i Consiglieri Comunali anziché con i partiti che li aveva espressi, che ha sacrificato principi, valori e posizioni anti conflitto d’interesse sbandierati dai palchi elettorali, che ha consentito di mettere da parte gli stessi punti del programma di mandato che aveva approvato, che ha permesso la delegittimazione del ruolo di Sindaco ancorchè non eletto, che pretendeva anche il mio silenzio e la mia “non candidatura a consigliere comunale alle prossime amministrative” in cambio di un posto da assessore nella futura Giunta.In questo quadro e contesto ambientale greve, caratterizzato anche da profonde crisi di identità personale e di criticità patologiche che peggioravano il mio stesso stato di salute e fisico, potevo scegliere di rimanere al mio posto, magari coccolata – apprezzata e forse anche inserita nel Gruppo di potere che voleva mettere le mani sulla città, oppure potevo dimettermi. Ho preferito la seconda strada, quella più difficile e che sapevo mi avrebbe esposto ad attacchi concentrici e anche sessisti, mi avrebbe lesionato fino alla rottura totale anche nei rapporti affettivi di una vita che prescindevano dalla fedeltà sempre dimostrata nei confronti dei congiunti, cioè le dimissiomo. E tanto ho fatto, con grande sofferenza fisica e mentale, perché convinta che era l’unico modo per difendere la città, per difendere i posti di lavoro di Aspa e Pagani Servizi Srl che si volevano sacrificare per motivi “contra personam” di soggetti interessati a sostituire figure e ruoli di vertice…”.




Preghiera virtuale per la Madonna delle Galline

Marco Califano

Un momento di preghiera collettivo e virtuale, a causa dell’annullamento delle festività in onore della
Madonna del Carmelo detta “delle Galline”. Nella giornata in cui sarebbero iniziati i festeggiamenti, un
augurio e un rito di apertura del santuario “virtuale” arriverà direttamente nelle case dei fedeli attraverso
Facebook.
L’iniziativa è stata annunciata con un comunicato dall’Arciconfraternita della Madonna delle Galline che
ogni anno è impegnata nell’organizzazione degli eventi sacri. Quest’anno, infatti, data l’impossibilità dovuta
all’emergenza Covid-19, di organizzare i festeggiamenti questi si terranno solo in forma virtuale. Questo il
proposito che i confratelli hanno deciso di portare avanti attraverso la loro pagina facebook ufficiale.
<<L'Arciconfraternita, – si legge nella nota – d’intesa con la Curia, ha inteso programmare alcuni momenti di
preghiera che potessero supplire, per come e quanto possibile, alla mancanza dei festeggiamenti veri e
propri. Per noi – continua – è il tentativo di portare un po’ di conforto spirituale nelle case dei Paganesi e dei
devoti, in un periodo assai difficile come quello che stiamo attraversando>>. LA volontà è, quindi, di portare
comunque un po’ di festa nelle case dei paganesi a cui mancherà non potersi recare fisicamente in chiesa e
per le strade della città a festeggiare la Vergine.
Il primo appuntamento è previsto proprio per questo pomeriggio alle ore 18. Sulla pagina ufficiale
dell’Arciconfraternita, infatti, verrà trasmesso il celebre rito di apertura del Santuario che, quest’anno,
avverrà solo in forma virtuale. La chiesa, infatti, resterà chiusa come tutti i decreti e le ordinanze regionali
prevedono. Il video verrà presieduto anche dal Vescovo della diocesi di Nocera-Sarno, mons. Giuseppe
Giudice.




La battaglia per sopravvivere dei commercianti salernitani

 

di Antonio Iovino

 

Le saracinesche abbassate per tante attività commerciali salernitane sono una diretta conseguenza del virus che ha ormai stravolto la vita dell’Italia e del mondo intero. Sono moltissimi, infatti, i negoziati che si sono trovati costretti a chiudere momentaneamente i battenti per limitare il contagio, con conseguenti difficoltà che potrebbero protrarsi anche quando la fase più critica di questa pandemia sarà superata. É stato premuto il tasto pausa sulla vita di tanti cittadini, come nel caso di Nunzio Torraco, che insieme al padre, era pronto a tuffarsi in una nuova avventura lavorativa. «Purtroppo a causa del Coronavirus abbiamo dovuto rimandare l’inaugurazione del nostro nuovo bar, il “Nualis Cafe” in via Carmine 42. Stiamo facendo il possibile per far sì che l’apertura della nostra attività ci possa essere quando tutto ciò sarà passato e non saranno più necessarie mascherine e guanti. Mi auguro che presto possano arrivare tempi migliori». «Noi non ci siamo fermati.- affermano Adriano Poto e Fabrizio Puorro titolari della “Click Agency” – Stiamo lavorando, raggiungendo notevoli risultati, in modalità smart working. Quest’ultimo, in caso di necessità, viene normalmente praticato. Essendo una web agency, e quindi approcciandoci prettamente con il mondo social e digital, la nostra mole di lavoro è attualmente raddoppiata: ogni cliente vuole comunicare il più possibile per stimolare la sua community online». Nonostante ciò, Poto e Puorro concludono sottolineando come al momento, nonostante vi sia la possibilità di continuare ad erogare servizi, le problematiche economiche dei clienti costretti ad interrompere le proprie attività lavorative a causa del Covid, fanno sì che i guadagni rasentino lo zero.«Noi, come tutti, siamo in reale difficoltà, poiché le scadenze delle spese incombono e le entrate, purtroppo, sono inesistenti». «La situazione che ci troviamo ad affrontare oggi sembra un brutto sogno, ed invece è realtà – dice Augusta Longone, proprietaria di “Pasticcia Cupcakeria”- Chi possiede un’attività commerciale, in questo momento è assalito da dubbi ed ansie. Cerchiamo certezze dal governo che però tardano ad arrivare. Le difficoltà erano palesi già prima dell’arrivo del virus. In sei anni di “Pasticcia”, lungo la strada che ci ospita (ci troviamo in via Generale Armando Diaz 67), ho visto aprire e chiudere numerosi negozi anche in meno di un anno, e passeggiando per Salerno, le saracinesche abbassate “per sempre” erano già tantissime. Rialzarci dopo questa pausa forzata sarà difficilissimo. Penso anche a tutte le attività che magari non sono social come la mia, quelle che potremmo definire “old school”, le quali non sono salite sul treno della tecnologia… credo che quando riapriranno ne risentiranno tantissimo». Nonostante le difficoltà, Augusta Longone non perde la speranza:«Non voglio essere pessimista, anche perché ho piena fiducia nella mia clientela dato che, in questi anni di attività, si è creato tra noi un rapporto di stima che mi permette di stare tranquilla ed essere certa che, non appena potrò riaprire, io ed il mio staff riceveremo un caloroso “bentornati”. Spero che questo momento ci sia utile a livello umano e mi auguro che, quando e se torneremo alla normalità, ci sarà molto meno egoismo e più altruismo». Anche in provincia di Salerno la situazione non è delle migliori. È il caso di Maria Gloria De Maio, titolare della “Boutique La Cage” di piazza Don Enrico Smaldone ad Angri, la quale sostiene che «Stiamo vivendo un enorme disagio. Non lavorando ho tanta merce acquistata che non posso vendere e, come gli altri commercianti, non ho liquidità per far fronte alle spese. Si parla di sospendere le tasse per un mese ma non basta, è troppo poco. Nel mio caso, trattando articoli da cerimonia, è come se avessi perso sei o sette mesi di lavoro, sono stata costretta a chiudere nel momento clou delle vendite». Maria Gloria De Maio prosegue spiegando che molti dei vestiti venduti o messi da parte per battesimi e comunioni, con le cerimonie rimandate a data da destinarsi, saranno da cambiare in quanto, come intuibile, le taglie non saranno più corrette. «Tutto ciò ci causa un disagio enorme perché se non avrò capi con i quali effettuare le sostituzioni, sarò costretta rimborsare i miei clienti che, come giusto che sia, non possono perderci. Questo è solo un piccolo problema dato che poi subentrano anche altre necessità. Stiamo utilizzando i risparmi per mangiare e per altre spese necessarie. Il sostegno di 600 euro fornito dallo Stato consiste in una somma di denaro che verrà recuperata da tasse che dovremo pagare in futuro ma al momento, noi commercianti, liquidità per pagare le bollette, per fare la spesa, e per provvedere a sostentamento delle famiglie, non ne abbiamo. Con quello che avrei guadagnato in queste settimane avrei dovuto anche coprire le spese dell’inverno, periodo in cui lavoro pochissimo». La titolare della “Boutique La Cage”, nonostante tutto, ci tiene a concludere con quelle poche note positive scaturite da questa chiusura forzata: «Almeno sto avendo la possibilità di godermi i miei figli e di riposarmi un po’».




Bottone: “Sì all’alleanza con i 5 Stelle, bisogna sconfiggere il centro destra”

Di Erika Noschese
Ambiente, scuola, sanità, scuole. Saranno questi alcuni dei punti cardini del programma elettorale di Salvatore Bottone, l’ex sindaco di Pagani che – in occasione delle prossime elezioni regionali – scenderà in campo con il partito socialista europeo. Ad annunciare la sua candidatura il segretario nazionale Enzo Maraio che, tra le altre cose, ha confermato che a Bottone sarà affianco un altro candidato dell’agro Nocerino sarnese.
Il segretario nazionale del Psi ha annunciato la sua candidatura. Quali saranno i punti di forza del suo programma elettorale?
“Noi veniamo da un’esperienza di amministrazione locale, conosciamo bene quelle che sono le esigenze dei Comuni e ciò che si aspettano da un ente sovracomunale come la Regione. Credo che tra i nostri punti di forza ci dovrà essere prima di tutto l’ambiente con un risanamento importante perché abbiamo visto che in caso di situazioni particolari ne paghiamo tutti le conseguenze, in particolar modo per l’agro Nocerino Sarnese o la Costiera Amalfitana. Abbiamo una situazione catastrofica in ogni dove, da Sarno a Pagani, passando per Nocera Inferiore. Bisogna lavorare tanto da questo punto di vista. Bisogna subito mettete mano a quelli che sono i cantieri già previsti per far sì che si possa partire con il risanamento ambientale su tutto il territorio salernitano. Poi, bisogna continuare con questa grande opera per quanto riguarda la sanità, dare maggiore input ai nosocomi presenti sul territorio con le individuazioni fatte già attraverso il piano ospedaliero e che dovranno essere concretizzate per dare ulteriore apporto sia strumentale che come risorse umane perché ci sono tanti nosocomi che hanno necessità di partite con le assunzioni di ausiliari, infermieri, paramedici e medici. Quello che è stato anche il lavoro messo in campo anche dal partito socialista in questi 5 anni di consiliatura regionale da parte del segretario nazionale Enzo Maraio sul turismo e continuare una delle grandi opere messe in campo. Il turismo è importante per la regione Campania e ancora di più per la nostra provincia; bisogna mettere in evidenza le eccellenze che abbiamo sul territorio, a partite dal Cilento, con la Costiera Amalfitana e Paestum. Lavorare tantissimo affinché si possano avere maggiori risorse per quest’ambito che dovrebbe essere il volano per la ripresa economica del nostro territorio. Ci sono tante di quelle situazioni da mettere in campo, soprattutto per quanto riguarda le strade che su tutta la regione Campania necessitano di strade di collegamento tra i vari Comuni; strade e superstrade, le provinciali, le statali e bisogna lavorarci in maniera ancora più energica. Discorso simile vale per le scuole: ritengo sia indispensabile il supporto da parte della Regione Campania per quanto riguarda la riqualificazione e la nascita di nuovi istituti scolastici perché tanti sono veramente da chiudere perché non rispettano tutte le normative che ci sono per quanto riguarda la salvaguardia dei nostri ragazzi, gli insegnanti e i collaboratori scolastici e quanti partecipano attivamente alla funzione delle scuole. Ci sono tante attività che vanno messe in campo, si parte da quello che è stato il buon lavoro fatto in questo 5 anni dal presidente De Luca con punti importanti sui quali soffermarci per utilizzare al meglio quelle che saranno le risorse che la comunità europea metterá in campo per il prossimo cinquennio perché riteniamo sia indispensabile spendere bene le risorse che provengono dalla comunità europea”.
Il segretario Maraio ha già annunciato che lei sarà affiancato da un altro candidato dell’agro Nocerino. Ha qualche idea su chi possa essere o qualche preferenza?
“Ritengo che il partito socialista abbia una grande potenzialità sulla provincia di Salerno. L’ha dimostrato nel corso degli anni e di quest’ultimo periodo promuovendo, a livello nazionale, una risorsa fondamentale come quella di Enzo Maraio. Con i buoni risultati ottenuti credo che chiunque di noi andrà a fare parte della lista per le regionali dovrà portare avanti il programma ambizioso del partito socialista per lo sviluppo della nostra provincia e della regione Campania tutta. Ho fiducia in Enzo Maraio e nel segretario provinciale e segretario regionale. Credo che loro sapranno mettere in campo la squadra migliore per poter far sì che il partito socialista possa essere un valido componente della coalizione di centro-sinistra che si sta completando e anche allargando. Sono d’accordo con il segretario nazionale quando parla di portare l’esperienza fatta a livello nazionale con il Movimento 5 Stelle ed allargare la platea anche qui in regione Campania. Credo sia importante che i vertici nazionali e regionali si siedano intorno ad un tavolo affinché si possa evitare che regione Campania si vada divisi, terreno fertile ad un centrodestra che ovunque sta amministrando sta distruggendo quelle cose buone che abbiamo messo in campo, sia in provincia di Salerno che in regione Campania con l’ottimo lavoro svolto dal governatore De Luca. Dobbiamo portare avanti questa buona amministrazione, partendo dal risanamento di quello che era il bilancio della Regione, pagando tutti i debiti e facendo sì che la Regione Campania potesse rientrare tra le Regioni con una buona amministrazione in tutte le categorie”.
Non teme che l’alleanza con il Movimento 5 Stelle possa penalizzare non solo il centro-sinistra ma anche i socialisti?
“No, io ritengo che l’alleanza con i 5 stelle possa essere un apporto in più di idee concrete per la realizzazione pratica di principi che altrimenti non potrebbero essere realizzati. Se si porta avanti un ragionamento serio e senza scontri ideali si può fare perché i cittadini hanno bisogno di risposte serie e concrete e non di enunciazioni. Credo che con De Luca questo si può realizzare e con l’apporto serio, concreto e professionale degli uomini del partito socialista questo si può ancora di più concretizzare”.



Pagani, si vota in primavera

Alberico Gambino non è più sindaco di Pagani  La sentenza che accerta la decadenza è passata in giudicato. La Prefettura di Salerno nella giornata di oggi, ha preso atto della decadenza del sindaco, avviando le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale di Pagani. Fino a nuove elezioni, che si terranno in primavera, la guida del comune di Pagani, sarà affidata al vicesindaco Annarosa Sessa.




Pagani: Gambino non è più sindaco

Decade dalla carica di sindaco Alberico Gambino. Accolto il ricorso presentato dal prefetto di Salerno Francesco Russo.

Il collegio della prima sezione civile del tribunale di Nocera Inferiore presieduto dal Dottor Simone Iannone ha emesso l’ordinanza di accoglimento del ricorso presentato dal prefetto di Salerno sull’incandidabilità di Gambino sancita dalla corte di cassazione il 16 maggio scorso.

Per il collegio del tribunale di Nocera Inferiore Gambino era incandidabile ai sensi della legge Severino e viene dichiaratoPertanto decaduto dalla carica di sindaco.

Nelle prossime ore potrebbe esserci già la nomina del commissario prefettizio che dovrà traghettare la città nuovamente al voto.




Un esposto denuncia inviato a Gustavo Danise

Presidente p.t. della Commissione Elettorale del Comune di Pagani e ai membri, al Prefetto, al Presidente del Tribunale di Nocera Inferiore Vito Colucci, ad Antonio Centore Procuratore della Repubblica di Nocera, al ministro degli Interni Salvini e all’avvocatura dello Stato. L’esposto riguarda la candidabilità di Gambino, come riconosciuto dalla sentenza della Corte di Cassazione.“Le cause di incandidabilità alla carica di amministratore locale (cfr. artt. 56 e 58 del d.lgs 267 del 2000) si riferiscono ad uno status di inidoneità funzionale assoluta e non rimovibile da parte dell’interessato- si legge nella nota- È, pertanto, incontestabile che il sig. Alberico Gambino sia titolare di uno status di inidoneità funzionale assoluta e non rimuovibile a ricoprire cariche elettive nel Comune di Pagani.

È infatti evidente che il sig. Gambino sia, allo stato, privo di un essenziale requisito soggettivo per esercitare il munus elettivo di Sindaco del Comune di Pagani.

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione, nella sentenza n. 1747/2015, hanno ritenuto che “la misura interdittiva della incandidabilità dell’amministratore responsabile delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento del consiglio comunale conseguente a fenomeni di infiltrazione di tipo mafioso o similare (…), privando temporaneamente il predetto soggetto della possibilità di candidarsi nell’ambito di competizioni elettorali destinate a svolgersi nello stesso territorio regionale, rappresenta un rimedio di extrema ratio volto ad evitare il ricrearsi delle situazioni che la misura dissolutoria ha inteso ovviare, e a salvaguardare così beni primari dell’intera collettività nazionale.” Di certo la pronuncia della Suprema Corte riconduce la incandidabilità all’accertamento giudiziale definitivo. (Cfr. anche Cass. 18696/2015). Alla data dell’11 giugno 2019, data di pubblicazione della ordinanza n. 15725/2019, il procedimento elettorale per l’elezione del Sindaco e dei Consiglieri Comunali del Comune di Pagani non era concluso, non era infatti intervenuto l’atto di proclamazione degli eletti. Il verbale di proclamazione degli eletti è di due giorni successivo alla data di pubblicazione dell’ordinanza.Discende una prima e dirimente conseguenza coerente con il principio generale de il jus superveniens pienamente operante nei procedimenti amministrativi. Il principio richiamato impone, per costante giurisprudenza, l’applicazione dei principi e delle norme sopravvenute ai procedimenti in corso. Nella specie la regula juris disciplinante la condonabilità del sig. Alberico Gambino è contenuta nella richiamata ordinanza della Suprema Corte. Consegue che, la pronuncia della Suprema Corte statuiva in maniera definitiva l’incandidabilità del sig. Alberico Gambino doveva trovare inderogabile applicazione all’attività di proclamazione degli eletti, ricomprese nel procedimento elettorale concluso successivamente alla data di pubblicazione dell’ordinanza più volte richiamata.

È, pertanto, incontestabile che la pronuncia della Corte di Cassazione trova applicazione agli atti del procedimento elettorale non ancora pervenuto a conclusione.

È superfluo sottolineare che nella previsione dell’art. 41 del d.lgs 267/2000 il verbale di proclamazione degli eletti ha la funzione di accertare, prima di procedere alla proclamazione, l’assenza di condizioni ostative al conferimento del munus di Sindaco.

È, pervero, innegabile che la causa di incandidabilità è applicabile al turno elettorale in itinere.

A dimostrazione della inesistenza dei presupposti per la proclamazione del sig. Gambino alla carica di Sindaco del Comune di Pagani si richiamano le “Istruzioni per le operazioni dell’Adunanza dei presidenti delle sezioni” emesse dal Ministero dell’Interno con pubblicazione n. 21, secondo cui “Effettuate le operazioni indicate nel paragrafo precedente, il presidente dell’adunanza Prima di Procedere alla proclamazione del Sindaco, verifica – anche sulla base di atti o documenti di cui sia venuto comunque in possesso – che, nei confronti del candidato sindaco per il quale la proclamazione sta per essere effettuata, non sia sopravvenuta o non sia stata accertata, successivamente alle operazioni relative alla presentazione delle candidature, alcuna condizione di incandidabilità ai sensi degli articoli 10, 12, 15 e 16 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235. Qualora il suddetto accertamento abbia avuto esito positivo e sia stata individuata una condizione di incandidabilità, l’adunanza procede, ai sensi dell’articolo 12, comma 4, del citato d.lgs. n. 235 del 2012, alla dichiarazione di mancata proclamazione.”.

È pertanto incontrovertibile la nullità della proclamazione del sig. Alberico Gambino.

Si richiama a sostegno della nullità dell’atto di proclamazione degli eletti il dato cronologico della posteriorità dello stesso alla pubblicazione della più volte richiamata ordinanza della Suprema Corte.

L’atto di proclamazione, infatti, è cronologicamente successivo alla pubblicazione della più volte richiamata sentenza della Suprema Corte che statuisce in via definitiva l’incandidabilità del Sig. Gambino e ne determina ex lege la nullità.

L’art. 10, comma 3 del d.lgs 325/2012 (c.d. legge Severino) dispone, in ipotesi di provvedimento definitivo di incandidabilità, che “l’eventuale elezione o nomina di coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1 è nulla. L’organo che ha provveduto alla nomina o alla convalida dell’elezione è tenuto a revocare il relativo provvedimento non appena venuto a conoscenza dell’esistenza delle condizioni stesse.”

La norma è applicabile anche alle ipotesi di incandidabilità stabilite dal comma 11 dell’art. 143 del d.lgs 267/2000, che ha interessato il sig. Gambino, in virtù dell’art. 16 della medesima legge Severino secondo cui “Le disposizioni di cui al presente testo unico, limitatamente a quelle previste per l’accertamento dell’incandidabilità in fase di ammissione delle candidature, per la mancata proclamazione, per i ricorsi e per il procedimento di dichiarazione in caso di incandidabilità sopravvenuta, si applicano anche alle incandidabilità, non derivanti da sentenza penale di condanna, disciplinate dagli articoli 143, comma 11, e 248, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.“

Il dato normativo, pertanto, impone al Presidente della Commissione Elettorale presso il Comune di Pagani di revocare il verbale di proclamazione del sig. Alberico Gambino eletto alla carica di Sindaco del Comune di Pagani per assenza del requisito soggettivo essenziale stabilito dal comma 11 dell’art. 143 del T.U.E.L. e per la correlata nullità del verbale di proclamazione del sig. Gambino quale Sindaco del Comune di Pagani.

È incontestabile, fermo tutto quanto precede, l’abnormità giuridica della tesi che asserisce legittimo il conferimento del munus di Sindaco a un soggetto riconosciuto incandidabile.

Ciò rende superflua ogni ulteriore considerazione.

Si richiama quanto riconosciuto dalla S.C. circa la attività svolta dall’allora Sindaco del Comune di Pagani “come accertato dalla Corte d’appello, la proposta del Ministro dell’Interno faceva espresso riferimento al Sindaco del Comune di Pagani, quale soggetto che aveva concorso a provocare la misura di cui all’art. 143 citato, e richiamava la relazione prefettizia, che ne costituiva parte integrante, in cui erano stati indicati i soggetti per i quali era stata chiesta la pronuncia di incandidabilità, tra cui il ricorrente.”

Si ritiene, pertanto, doverosa la revoca del verbale di proclamazione di elezione del sig. Alberico Gambino alla carica di Sindaco del Comune di Pagani”.




Cassazione: Gambino incandidabile

di Andrea Pellegrino

Alberico Gambino era incandidabile. La sentenza della Cassazione arriva dopo l’elezione a sindaco di Pagani e alla vigilia della proclamazione a Palazzo San Carlo. I fatti si riferiscono al 2012, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale di Pagani. Nel 2014 la prima sentenza sfavorevole a Gambino: nessuna candidatura alle elezioni regionali, provinciali e comunali, da svolgersi nella Regione Campania, con riferimento al primo turno elettorale successivo allo scioglimento. Una tesi, questa, sostenuta dal Ministero dell’Interno e accolta anche in Appello e ora passata in giudicato in Cassazione. Respinte le eccezioni presentate da Gambino, assistito dall’avvocato romano Angelo Clarizia, dopo la rinuncia dell’intero suo collegio difensivo: per il Palazzaccio, la richiesta del Ministero dell’Interno è ed era giusta. Una sentenza che arriva come un fulmine a ciel sereno nel mentre Gambino reindossa la fascia tricolore nella sua Pagani. A quanto pare, almeno per quanto riguarda il Comune, la sentenza non dovrebbe aver nessun effetto, seppur pare sia già al vaglio dei legali del neo sindaco. Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale a Pagani si è votato il 25/26 maggio del 2014. Elezioni che portarono alla vittoria di Salvatore Bottone, sconfitto domenica al ballottaggio proprio da Gambino. Ma è un passaggio della sentenza ad accedere i riflettori: «L’essere le elezioni amministrative del 25/26 maggio 2014 il “primo turno elettorale successivo allo scioglimento del consiglio comunale”, contemplato dall’articolo 143 comma 11 del d.lgs. 267/2000 ai fini dell’operatività della misura dell’incandidabilità, viene contestato dal Ministero controricorrente, atteso che, a quell’epoca, la sentenza di primo grado, di declaratoria della incandidabilità del ricorrente, non era ancora divenuta definitiva». Diverso lo scenario regionale: l’attuale consigliere regionale di Fratelli d’Italia, infatti, riuscì a candidarsi alle ultime elezioni proprio in attesa della sentenza della Cassazione. Anche in questo caso occorrerà attendere i pareri dei tecnici, benché Gambino sia comunque incompatibile, ad oggi, con la carica di primo cittadino di Pagani.