Salvatore perde la vita in un incidente a Baronissi

Scontro frontale a Baronissi, muore 21enne. Questo il bilancio dell’incidente avvenuto questa notte poco dopo l’una in via Carlo Alberto dalla Chiesa, arteria che collega la città della Valle dell’Irno a Fisciano. Secondo una prima ricostruzone, due auto, una Lancia Musa e una Fiat 500, si sono scontrate frontalmente. L’impatto è stato violento e non ha lasciato scampo a Salvatore Giordano, di 21 anni, originario di Caprecano di Baronissi (foto TeleclubItalia).  Nonostante i disperati tentativi di salvarlo dei sanitari del 118, il giovane ha perso la vita.

Nel frattempo è stato arrestato, per guida in stato di ebbrezza, il conducente della seconda vettura coinvolta nell’incidente,

Gli altri feriti
Gravi, intanto, le condizioni di un 23enne che è stato trasportato in codice ‘rosso’ presso il “Ruggi” di Salerno, in “Rianimazione”. Altri due ragazzi sono rimasti feriti nel sinistro, sul cui posto sono giunti anche i carabinieri e i vigili del fuoco. Si indaga.

Il commento del sindaco Valiante
Ancora una tragedia stradale, ancora la morte di un giovanissimo, ancora una notte da incubo. Pare una maledizione e un accanimento il ripetersi di lutti tragici nella nostra città. Piangiamo tutti Salvatore e ci stringiamo, commossi,alla sua famiglia. Siamo accanto agli altri ragazzi feriti.




Baronissi: lavoratori senza stipendio, Galdi all’attacco

Il Comune di Baronissi ha diffidato la Am Tecnology, ditta appaltatrice del servizio di raccolta differenziata e spazzamento sul territorio comunale, per il mancato pagamento degli stipendi ai 21 operai. Dopo l’intervento del sindaco non si è fatta attendere la risposta di Luca Galdi, consigliere di minoranza : “In realtà la diffida del comune è arrivata sotto l’impulso di una nostra sollecitazione. Già la settimana scorsa, il 21 agosto, avevamo sollevato la questione del mancato pagamento e ci era stato riferito che loro avevano pagato. Successivamente alla nostra sollecitazione, il sindacato ha chiesto di trovare un accordo con l’azienda davanti al prefetto”.

“Ciò che abbiamo chiesto al comune – prosegue Galdi – anche se ha pagato quello che spettava alla ditta Am Technology, era di verificare, essendo questa una inadempienza già capitata altre volte, di farsi carico del problema ed affrontarlo seriamente, in modo tale da tutelare i lavoratori, visto che prestano un servizio alla comunità e sono localizzati sul territorio. È anche grazie a loro, infatti, che abbiamo uno standard di servizi elevati di raccolta così importanti. Così facendo potranno essere tranquilli nello svolgere la loro attività, sapendo di arrivare a fine mese senza affanni. Il comune paga, non è che non paga ma bisogna applicare eventuali azioni se previste nel contratto tra il comune e la società. Ci sono sicuramente delle clausole quando non paghi i dipendenti.

Poche le parole di Agnese Coppola Negri “In realtà la situazione è altalenante da mesi rispetto alla questione pagamenti degli stipendi, il comune avrebbe dovuto attivarsi già tempo a dietro”.

Emanuele Landi




Il rampollo dei Genovese sparò per uccidere De Cesare

di Pina Ferro

Tentato omicidio, rapina a mano armata, violazione di domicilio, lesioni personali, detenzione e porto illegale di arma da fuoco aggravati dal metodo mafioso: con queste accuse sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto Angelo Genovese, 45 anni e Michele Squillante, 35 anni, entrambi di Baronissi ed entrambi già noti alle forze dell’ordine. Il provvedimento emesso dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia presso la Procura di Salerno, Silvio Marco Guarriello, è stato eseguito, ieri mattina, dai carabinieri della Compagnia Carabinieri di Mercato San Severino. I due sono indiziati di essere i responsabili dell’agguato e gambizzazione avvenuta lo scorso 20 luglio a Baronissi, ai danni di De Cesare, residente sempre nella cittadina della Valle dell’Irno. La vittima fu attinta alla caviglia da un colpo di pistola esploso da una calibro 38. A premere il grilletto sarebbe stato Angelo Genovese. L’uomo non fu ucciso, come era preventivato, in quanto riuscì a fuggire. Riportò lesioni guaribili in trenta giorni di prognosi.

Le indagini, avviate nell’immediatezza dei fatti da parte dei carabinieri e coordinate dalla Dda, hanno consentito di ricostruire con precisione il gravissimo evento, facendo emergere che si è trattato di una vera e propria “caccia all’uomo” in quanto gli indagati, pur di avere al loro cospetto la vittima, lo hanno “provocato dapprima introducendosi nell’abitazione della figlia e poi rapinando il ciclomotore del figlio, in maniera tale che la persona offesa, per proteggere i propri familiari si è recato immediatamente presso la propria abitazione dove ad attenderlo vi erano Angelo Genovese e Michele Squillante i quali, notandolo arrivare a bordo della propria auto, gli hanno esploso contro numerosi colpi di arma da fuoco. La vittima non fu ferita mortalmente solo perchè, dopo essersi accorto di quanto stava accadendo, non si è fermato con l’auto dandosi ad una fuga non consentendo così agli indagati di mirare e continuare a sparare. Infatti, le immagini dell’agguato, riprese da un sistema di videosorveglianza privato, hanno mostrato chiaramente la fisionomia dei malviventi che si erano appostati lungo la strada, i momenti degli spari ed i proiettili che scheggiano anche sull’asfalto.E’ stato inoltre dimostrato che gli indagati, uno dei quali resosi subito irreperibile, hanno agito sia con metodo mafioso-camorristico ed erano già indagati e condannati per gravi reati. Alla base dell’agguato vi sarebbe un regolamento di conti. Questa mattina, dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore Levita, vi sarà la convalida del fermo.




Scomparsa Elisa Milito

E’ scomparsa Elisa Milito di anni 17. Snella, alta circa 1.60 metri, l’ultima volta è stata vista a Baronissi in piazza Mercato. Chiunque la veda contatti i carabinieri. Indossa un pantalone largo nero ed una maglietta bianca con vari disegni blu e neri e scritte con iniziali NY e World.




La sua vita da migrante all’esame di terza media

di Erika Noschese

Per concludere il suo percorso di studi, con l’esame di terza media, ha deciso di raccontare la sua storia. Una storia particolare, a lieto fine per lei e la sua famiglia. Quando ieri mattina la piccola Najat, residente a Baronissi da circa un anno e mezzo, si è trovata dinanzi alla traccia di italiano non ci ha pensato due volte, ha iniziato a scrivere e raccontare la sua storia di migrante. Najat è una giovane studentessa di origine libiche. Poco meno di due anni fa, con la sua famiglia e i suoi sei fratellini, è arrivata a Baronissi nell’ambito del progetto Sprar e, come confermato anche dal sindaco Gianfranco Valiante, son ben integrate all’interno della comunità. Ieri mattina, la piccola studentessa ha sostenuto e superato brillantemente l’esame di terza media: «Come tesina, ha raccontato la sua storia di migrante ed ha attraversato tutte le materie con riferimenti storici, geografici, sociali, artistici, letterari, della Libia, suo paese di nascita e di provenienza e dell’accoglienza e della solidarietà trovate a Baronissi», ha annunciato il primo cittadino. Najat, alla fine, ha ricevuto un applauso corale dalla commissione e dai compagni di scuola’. «E’ una storia bellissima perché significa che ha funzionato il nostro progetto di ospitalità, di apertura a famiglie che sono a Baronissi – ha poi aggiunto Valiante – E’ soprattutto frutto di una condivisione di giornate, di volontari e cittadini che hanno lavorato per limitare, fin da subito, il possibile disagio per le famiglie che si sono integrate e partecipano alle nostre iniziative, alle nostre feste, organizzano feste enogastronomiche con specialità del loro paese e questi bambini sono tutti a scuola, perfettamente integrati e inclusi nella nostra comunità», ha poi aggiunto orgoglioso il sindaco




La battaglia per le Comunali. I big in campo per la fascia

di Andrea Pellegrino

Un corposissimo turno di elezioni amministrative che potrebbe cambiare il volto della provincia di Salerno. Il prossimo 26 maggio, in contemporanea con le elezioni europee, i cittadini di 49 comuni del Salernitano saranno chiamati a rinnovare i rispettivi sindaci e Consigli municipali. Un’elezione sicuramente singolare e ricca di novità, a partire dalla presenza della Lega che, rispetto a quanto accaduto nel passato, si presenterà in tutti i comunie, in alcuni casi, schiererà perfino dei candidati a sindaco. Quelle di oggi e domani saranno giornate dedicate alla consegna delle liste elettorali per le prossime amministrative e, in tal modo, nella giornata di domenica si avrà un quadro completo della situazione in merito agli aspiranti sindaci e al consistente battaglione di aspiranti consiglieri comunali. In realtà, nei grandi comuni – ovvero i sei di questa tornata superiori a 15mila abitanti – il quadro dei candidati è già ben delineato. In particolare, a Capaccio Paestum ci sarà la sfida tra Franco Alfieri – che dopo quelle di Torchiara e Agropoli prova a conquistare anche questa fascia tricolore – e Italo Voza, ex primo cittadino capaccese, uscito sconfitto dalle urne nel 2017. Nessuno dei due, comunque, correrà sotto il vessillo del partito democratico che, invece, sarà ufficialmente presente a Sarno, a supporto del sindaco uscente ed ex presidente della provincia, Giuseppe Canfora (che sarà di fronte alla candidata di centrodestra Anna Robustelli, ad Aniello Prisco del movimento Cinque Stelle e al civico Giovanni Cocca) ; a Baronissi, con Gianfranco Valiante che proverà a riaccomodarsi sullo scranno lasciato qualche mese fa a causa della sfiducia presentata dai consiglieri comunali. A sfidarlo ci saranno il civico Luca Galdi, Tony Siniscalco, che dovrebbe godere dell’appoggio della Lega, e l’altro ex primo cittadino Giovanni Moscatiello. A Scafati è boom di candidati sindaco: dopo due anni di commissariamento, in seguito al terremoto giudiziario che ha riguardato l’ex sindaco Pasquale Aliberti, i cittadini del comune dell’agro saranno chiamati a scegliere il nuovo primo cittadino. Qui il centrodestra non è riuscito a far sintesi e si dividerà tra Cristoforo Salvati, uomo di Fratelli d’italia e che godrà anche dell’appoggio della Lega, e Antonio Fogliame, indicato da Forza italia; Marco Cucurachi, distaccatosi dai democratici, potrà contare su un’ampia coalizione civica. Giuseppe Sarconio, invece, è l’uomo messo in campo dal Movimento Cinque Stelle che, in questa tornata, ha ottenuto la certificazione delle liste in tre comuni (gli altri due sono Sarno e Pagani). Michele Russo sarà, invece, supportato dal Pd. Stesso Pd che a Nocera Superiore sarà in appoggio all’uscente (civico) Giovanni Maria Cuofano. A sfidarlo c’è la «corazzata» di centrodestra guidata da Peppe Fabbricatore. Tenta, invece, il colpaccio Mimmo oliva che si presenta con otto liste tutte civiche. Si ritira invece a poche ore dalla presentazione delle liste, l’ex sindaco Gaetano Montalbano. «Dopo due missive intimidatorie ricevute negli ultimi giorni – spiega Montalbano – ho deciso di ritarmi dalla corsa elettorale». A Pagani sarà “big match” tra il sindaco uscente Salvatore Bottone, sostenuto dal partito democratico, e il redivivo Alberico Gambino che proverà a riprendersi – con il supporto di tutta la coalizione di centrodestra – la fascia tricolore, lasciata qualche anno fa. Proverà ad intromettersi nel testa a testa il candidato dei pentastellati, Santino Desiderio. Poi in campo Luna Ferraioli e Lello De Prisco. A Montecorvino Pugliano c’è il candidato sindaco espressione proprio della Lega di Matteo Salvini. E’ l’ex primo cittadino Mimmo Di Giorgio che sfiderà l’ex vicesindaco – erede di Lamberti – Alessandro Chiola. Lega che sarà, a ranghi compatti, all’apertuta della campagna elettorale di Di Giorgio, prevista per la giornata di domenica. In città, infatti, è previsto l’arrivo del coordinatore regionale della Lega, Gianluca Cantalamessa, e dei due candidati del Carroccio alle prossime elezioni europee (che si terranno contestualmente alle Comunali) Aurelio Tommasetti, rettore dell’Università degli studi di Salerno, e Lucia Vuolo, dirigente regionale del partito di Salvini. Insomma, sfide importanti attendono gli amministratori salernitani: indubbiamente, l’appuntamento elettorale di fine maggio disegnerà un quadro più certo degli equilibri politici del territorio salernitano.




Lega indecisa a Capaccio e Baronissi. Fratelli d’Italia: 3 candidati sindaco

di Andrea Pellegrino

Settimana cruciale per la composizione delle liste europee ed amministrative. Più complessa la situazione a livello locale dove il centrodestra ancora deve trovare la quadra in alcuni comuni. A Baronissi la Lega di Matteo Salvini è contesa da due candidati: Tony Siniscalco, che già avrebbe esposto i simboli leghisti, e l’ex sindaco Giovanni Moscatiello, pronto ad accogliere nella sua coalizione il partito di Matteo Salvini. Questo anche grazie alla mediazione di Lucia Vuolo che segue da vicino la campagna elettorale proprio di Baronissi, oltre ad essere ad un passo dalla candidatura per le elezioni europee. Da sciogliere anche il caso Capaccio Paestum. Al momento non ci sarebbe ancora intesa con Enzo Sica, candidato del centrodestra. Lega a trazione Fratelli d’Italia nei comuni di Nocera Superiore, dove sostiene Peppe Fabbricatore, e a Scafati dove corre con Cristoforo Salvati che, a sua volta, cammina autonomamente rispetto a Forza Italia che punta su Antonio Fogliame. Stesso scenario a Pagani ma con una coalizione più ampia a supporto del consigliere regionale Alberico Gambino. Oggi a Salerno arriva Gianluca Cantalamessa. L’occasione è l’incontro, moderato da Luca Lezzi, su “Le nuove vie della seta: il mare di mezzo crocevia di traffici e interessi”, promosso dal circolo Proudhon di Salerno che si terrà alle ore 19,00 presso la sede di via Guercio. Con il deputato ci sarà anche il segretario provinciale della Lega Mariano Falcone, oltre che l’avvocato Alfonso Mignone, il giornalista Clemente Ultimo e lo storico navale Alessandro Mazzetti. Alle 17.30, invece, sempre di oggi ci sarà Massimo Paolucci alla Sala Moka. L’eurodeputato, rientrato nel Pd, avvierà la campagna elettorale partendo proprio da Salerno. Al suo fianco Federico Conte, deputato di Leu, sempre più vicino al rientro nei dem grazie all’apertura di Nicola Zingaretti. Partito democratico che, in vista delle amministrative, deve ancora affrontare qualche problema locale. A partire da Nocera Superiore dove l’accordo con Giovanni Maria Cuofano, oltre a nascondere il simbolo ufficiale dalla coalizione, ha creato malumori all’interno dello stesso direttivo del Partito democratico. Di non facile gestione è anche il caso Capaccio con Franco Alfieri già finito al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli. Il marchio di «mister frittura» pesa ancora sulla testa dell’ex sindaco di Agropoli. Anche l’avanzata di Italo Voza prosegue, con la volontà dell’ex primo cittadino di sbarrare la strada “allo straniero” per non bissare quanto accaduto con Franco Palumbo alle scorse amministrative.




Salerno, case a luci rosse: al via il processo

di Pina Ferro

Gestivano in città case di appuntamenti e centri massaggio a luci rosse. Domani compariranno dinanzi ai giudici della terza sezione penale del tribunale di Salerno: Donato Amabile, Eugenio Carillo, Armando Del Giorno, Cuihua Hu, Xiaojun Jin, Crescenzo Langella, Yuling Li, Meichai Lin, Carmine Nappo, Alessandro Nisi, Gelsomina Ruggiero, Alfonso Salvati e Lifen Tang, Eugenio Carillo. Il 7 novembre 2017 scorso furono destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare. Secondo l’impianto accusatorio tutti, in concorso, tra loro, avevano subaffittato a prezzo maggiorato le stanze di tre appartamenti presi in locazione nei comuni di Salerno, Pontecagnano Faiano e Baronissi, a cittadine straniere per l’attività di prostituzione. Uno di loro aveva altresì, dietro ulteriore corrispettivo in denaro, curato la pubblicazione di annunci su un sito internet dando indicazioni alla donna sulle modalità di gestione dell’attività di prostituzione e garantendole aiuto e protezione. Del Giorno e Nisi avevano affittato degli appartamenti che poi sub affittavano a giovani donne a cifre che toccavano anche i 400 euro a settimana. Stessa cosa faceva anche Armando Del Giorno che accompagnava anche le ragazze a fare acquisti e cercava di sistemarle sia negli appartamenti a Salerno, in particolare in via Ostaglio.




Omicidio Fabio Petrone: mai fine pena per Vincenzo Villacaro

di Pina Ferro

Lo uccisero per farlo tacere. I giudici della suprema Corte hanno confermato l’ergastolo e, la pena a trenta anni di reclusione per il mandante e l’esecutore dell’omicidio di Fabio Petrone. Non vi sarà mai fine pena per Vincenzo Villacaro, detto Ciro, mentre Vincenzo D’Andrea dovrà scontare 30 anni. I giudici della Cassazione hanno confermato la sentenza emessa dai colleghi della Corte di appello di Salerno. Nel collegio difensivo tra gli altri gli avvocati Massimo ed Emiliano Torre. Vincenzo D’Andrea insieme a Ciro Villacaro secondo l’accusa sarebbero il mandante (Villacaro) e l’esecutore materiale (D’andrea) dell’omicidio di Fabio Petrone avvenuto nel corso della notte tra l’11 e il 12 agosto 2007, all’uscita dello svincolo autostradale di Baronissi. Secondo le indagini della Direzione distrettuale antimafia, Petrone fu ucciso per chiudergli la bocca. Il clan Villacaro-D’Andrea temeva che rivelasse agli inquirenti inomi degli assassini di Donato Stellato, trucidato sei mesi prima dinanzi al Tribunale di Salerno. Per quell’agguato D’Andrea è già stato condannato a 30 anni, anche in quel caso in abbreviato. Era lui uno dei killer che affiancò nel traffico l’auto di Stellato, insieme a Ciro Villacaro che ha scelto il rito ordinario ed è stato condannato all’ergastolo. I due sono entrambi coinvolti anche nell’omicidio di Petrone. Sarebbe stato Villacaro, secondo le indagini, aordinare la morte dell’affiliato Petrone, irritato da qualche esternazione sull’omicidio Stellato e preoccupato della scelta fatta dall’amico Walter Castagna, che in quel periodo aveva iniziato a collaborare con la giustizia. D’Andrea raggiunse la vittima poco dopo lo svincolo autostradale di Baronissi. Sapeva che aveva lasciato da poco la casa di Villacaro, con cui aveva cenato, e sapeva che sarebbe arrivato in moto per raggiungere l’abitazione della sorella ad Antessano, dove si era trasferito proprio per il timore di essere ucciso.




Estorsione ad un imprenditore: De Feo e Romano chiedono l’abbreviato

Aveva personalmente posto in atto una estorsione ai danni di un imprenditore edile di Bellizzi. Ieri il boss dell’omonimo clan Vito De Feo e Massimo Romano sono comparsi dinanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno. I legali dei due imputati hanno avanzato al giudice la richiesta di rito alternativo: l’abbreviato. Su tale richiesta il Gup si pronuncerà il prossimo 15 maggio quando è prevista anche la discussione del pubblico ministero Russo della Direzione distrettuale antimafia di Salerno. Romano e De Feo sono stati ammanettati nel settembre del 2018 dai carabinieri della compagnia di Battipaglia. De Feo si era recato presso un cantiere edile per avanzare la richiesta di denari all’imprenditore che stava eseguendo i lavori. Il blitz dei carabinieri scattò poco dopo che i due avevano intascato i soldi. Ad informare i militari era stato lo stato imprenditore. De Feo e Romano furono bloccati nei pressi di un noto bar di via Roma a Bellizzi. I due avevano intascato 200 euro come anticipo di una somma totale di 1000 euro. L’imprenditore, che ha pensato bene di chiamare i militari, avrebbe dovuto restituire un favore a De Feo: l’assegnazione di un lavoro già accordatogli dal committente ma successivamente revocatogli per l’individuazione di un’altra ditta che l’avrebbe realizzato a prezzo più vantaggioso. Ora, si attende la pronuncia del Gup.