Arriva la cartella clinica elettronica

“Sapri” e “Martiri di Villa Malta” di Sarno, un nuovo Servizio: la cartella clinica elettronica. Cos’è e come funziona? Ne abbiamo parlato col Direttore Sanitario in pectore dei due Plessi, il dott. Mario Rocco Calabrese: “La cartella clinica elettronica è una raccolta on-line di dati clinici e medici, riguardanti il paziente in cura: anamnesi, terapia, esami diagnostici, cura effettuata, esami di laboratorio effettuati la storia clinica del paziente, le prescrizioni mediche afferenti alla spesa sanitaria, messi su supporto informatico integrato a disposizione delle Aziende Ospedaliere; è stata introdotta dall’emendamento sulle Semplificazioni. La cartella sanitaria digitale, funziona al pari della cartella clinica cartacea, solo che è molto più pratica e sicura!” Cos’è e come funziona? Quali dati contiene? Quando e a chi può essere richiesta? Quanto costa? “La cartella clinica elettronica, in passato era utilizzata semplicemente come copia di quella cartacea. Successivamente anche la Sanità è passata all’informatizzazione dei dati al fine di accorciare le tempistiche della burocrazia, eliminare le spese accessorie inutili e rendere il S.S.N. più efficiente per i cittadini. La cartella clinica elettronica consente la raccolta e la gestione immediata di tutti i dati clinici del paziente su supporto informatico integrato al servizio delle Aziende Ospedaliere che attraverso la digitalizzazione della cartella clinica permette la condivisione l’aggiornamento e la visualizzazione delle informazioni cliniche e sanitarie del paziente, in modo semplice e immediato”. Quali i vantaggi? “Raccoglie e descrive, tutti gli eventi e la storia sanitaria del paziente relativi alla sua interazione con una struttura sanitaria; questi dati inoltre, possono essere condivisi da altri Ospedali, se ci si reca in un altro Comune o città o semplicemente, se si fa un controllo presso un’altra struttura convenzionata con il SSN”. Che fine fanno i dati relativi al paziente? “Possono essere utilizzati per la gestione “clinica” del paziente in riferimento non solo alla terapia ma anche alla prevenzione, educazione sanitaria della popolazione; valutazione della qualità dell’assistenza erogata e pianificazione della spesa sanitaria; formazione e aggiornamento del personale sanitario”. Quali garanzie occorre rispettare con la nuova cartella? “La Commissione Europea ha approvato delle linee guida che gli Stati membri, dovranno far rispettare e garantire dal momento che adotteranno la Cartella Clinica Digitale nel proprio SSN: utilizzare i dati sensibili sulla salute di pazienti e assistiti, solo per scopi a essa legati, con l’obbligo della segretezza e della privacy del paziente; rispettare la decisione autonoma del paziente su come e dove i suoi dati devono essere usati; possibilità di ogni paziente di accedere al suo fascicolo, cartella clinica, tramite una “card elettronica”, mentre per gli operatori sanitari sarà necessario un sistema di autenticazione, che ne “identifichi” anche il loro ruolo; possibilità di accesso alla cartella clinica digitale, solo dagli operatori sanitari coinvolti in quel momento nella cura del paziente; utilizzare i dati del paziente solo per ricerche scientifiche e/o ricerche statistiche; la possibilità del medico, di scegliere se registrare i dati del paziente su banca dati delocalizzata, banca dati centrale o se gestire questo servizio, sotto il controllo del paziente; i dati raccolti sullo stato di salute del paziente, dovranno essere suddivisi per moduli, come per es. vaccino, pronto soccorso, medicazioni e saranno accessibili, solo dal personale coinvolto al momento della cura. Sono previste ulteriori restrizioni per dati particolarmente sensibili su Hiv, aborto o malattie psichiatriche; possibilità di trasferire i dati dei pazienti a istituzioni mediche extra Ue solo in forma anonima o con pseudonimo; Verificare l’esenzione ticket 2019; adozione di sistemi di sicurezza per garantire l’accesso solo a persone autorizzate”. Quali dati contiene? “Sono: nome, cognome, indirizzo, registrazione dei documenti legati all’ammissione: documento di riconoscimento e Tessera sanitaria registrazione della terapia in corso, linee guida per la prevenzione e il mantenimento del suo stato di salute, descrizione delle malattie e delle sue cause, prescrizioni di farmaci, terapie in atto, i fattori di rischio preesistenti nel paziente, lettera di dimissione, agenda dei controlli medici, la terapia stabilita dal medico, i sistemi di supporto alla decisione per la diagnosi e la terapia dei pazienti, valutazione e gestione dei rischi per il paziente” Dove va richiesta? Va richiesta presso l’Ospedale che ha tenuto in cura il paziente, che consegnerà la documentazione sanitaria dopo 30 giorni dalla data di dimissioni; al momento molti Ospedali italiani, consentono la spedizione della cartella clinica digitale, richiesta su indirizzo Pec.

Pino Di Donato




Longo e Maiorino all’ospedale di Cava: Servalli è soddisfatto

Ieri il Direttore generale dell’Azienda Universitaria Ospedaliera Ruggi d’Aragona, Giuseppe Longo, insieme al Dirigente sanitario Cosimo Maiorino, ha fatto visita al plesso ospedaliero di Cava de’ Tirreni, Santa Maria Incoronata dell’Olmo, ricevuti dal Direttore sanitario f.f. Vittorio Salvatore.
Alla presenza di S.E. mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi Cava de’ Tirreni e del Sindaco Vincenzo Servalli, il Direttore Longo ha visitato anche la cinquecentesca chiesa annessa allo storico ospedale cittadino e successivamente ha effettuato un sopralluogo alle sale operatorie dove sono in corso di ultimazione importanti lavori di ristrutturazione.
Il Direttore Longo ha illustrato il piano di ulteriori significativi interventi di ristrutturazione del plesso ospedaliero ed ha rassicurato S.E. Soricelli anche per la riqualificazione della storica chiesa per la sua prossima riapertura.
Il Sindaco Servalli, nell’esprimere soddisfazione per i lavori programmati di riqualificazione del plesso, ha sottolineato la grande attenzione dell’intera cittadinanza all’ospedale cittadino e ai livelli assistenziali, raccomandando un impegno particolare per il reparto di chirurgia che è stato in un recente passato un punto di riferimento della sanità campana, e che attende un rilancio nel solco di una tradizione importante.

red.cro.




«Azienda pronta a prendere sanzioni disciplinari». Borrelli e Morra esprimono solidarietà al giovane

di Erika Noschese

«Bisogna capire il contesto. Ora siamo in fase di indagine e nel caso dovesse essere accertata la veridicità dei fatti l’azienda prenderà sanzioni disciplinari». Parla così il direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona in merito al presunto episodio di razzismo verificatosi all’alba di domenica al pronto soccorso dell’ospedale Curteri di Mercato San Severino. «Bisogna capire se le frasi sono state dette a una persona, chiunque potesse essere, o se invece appartengo a un altro tipo di contesto», ha poi aggiunto il dg del nosocomio locale che di fatto ha già avviato un’indagine istruttoria, in cui si stanno raccogliendo tutte le informazioni che passeranno al vaglio del direttore Longo che valuterà il da farsi. Se dovesse trattarsi di un’infermiera la direzione strategica del Ruggi nominerà una commissione esaminatrice. Ma c’è di più, secondo il datore di lavoro del 21enne ivoriano, l’infermiera protagonista delle offese si sarebbe rifiutata di prestare le cure al ragazzo. Intanto, nella giornata di ieri Souleymane Rachidi è stato condotto nuovamente presso il pronto soccorso del Ruggi d’Aragona, a causa del dolore al petto. I medici del nosocomio hanno effettuato le analisi del caso, confermando la presenza di bronchite e solo nella tarda serata di ieri è stato dimesso. All’indomani di quanto accaduto, l’ordine delle professioni infermieristiche di Salerno sta accertando eventuali responsabilità di una propria iscritta. Il presidente Cosimo Cicia ha annunciato che se questo atto si dovese dimostrare vero prenderanno immediati e severi provvedimenti nei confroti di chi lo ha compiuto ma se dovesse rivelarsi una montatura ad hoc l’ordine provvederà a denunciare alle autorità competenti il giovane ivoriano, per diffamazione e calunnia della professione infermieristica. Nel frattempo, a diverse ore dall’episodio di razzismo di cui si sarebbe resa protagonista un’infermiera – stando a quanto denunciato dal giovane ivoriano attraverso un video pubblicato sui social – del pronto soccorso del Curteri di Mercato San Severino i riflettori sono ancora puntati, alla ricerca della verità e del colpevole. «Qualora dovesse confermare quanto denunciato, saremmo di fronte ad vergogna assoluta e senza precedenti, lesiva della dignità dell’intero sistema sanitario. Andremo fino in fondo, fatti del genere non devono ripetersi», ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanità Francesco Emilio Borrelli. Ad esprimere vicinanza e solidarietà al 21enne residente a Baronissi il sindaco di Pellezzano Francesco Morra: «L’Amministrazione Comunale di Pellezzano si stringe simbolicamente al fianco di Souleymane Rachidi, giovane atleta del nostro territorio, impegnato nella Valentino Mazzola di Coperchia – ha dichiarato il primo cittadino – Quello che è accaduto sabato sera è un episodio vergognoso che va stigmatizzato non solo per il disprezzo mostrato nei confronti di un ragazzo solo perché straniero, ma ancor più grave perché avvenuto all’interno di un luogo pubblico, un ospedale, un luogo in cui il prendersi cura del prossimo è soprattutto un dovere». A condannare fortemente l’accaduto anche +Europa Salerno, attraverso il vice coordinatore Domenico Campegna e la coordinatrice Alessandra Senatore: «Il gruppo salernitano di +Europa si stringe idealmente al fianco di Souleymane Rachidi, vittima di un episodio vergognoso che va stigmatizzato. A rendere ancora più doloroso quanto accaduto è il fatto che l’episodio è avvenuto in un nosocomio pubblico, un luogo in cui il prendersi cura del prossimo è soprattutto un dovere – hanno dichiarato – Di fronte a questo vergognoso episodio, ancor più grave per il fatto che è avvenuto all’interno di un ospedale e ad opera di un operatore pubblico nell’esercizio delle sue funzioni, ci auguriamo che venga fatta chiarezza e che vengano presi gli opportuni provvedimenti per stigmatizzare un deplorevole gesto di razzismo è ancor peggio la mancata assistenza nei confronti di un ragazzo solo perché straniero».




«Attuale struttura ospedaliera inadeguata Necessario il nuovo Ruggi»

di er. no.

+Europa si schiera a favore del nuovo ospedale che dovrà sorgere, tra qualche anno, a 500 metri dall’attuale azienda ospedaliera universitaria. «L’attuale struttura del Ruggi d’Aragona non è più adeguata a sostenere i bisogni della popolazione dell’area della provincia di Salerno. Oltre ad essere troppo piccola, è estremamente costosa da mantenere e non è stata progettata e pensata, come ovvio, per le tecnologie moderne e per le nuove concezioni in termini di sanità». Lo ha dichiarato il responsabile della comunicazione del partito guidato a livello nazionale da Emma Bonino, Giacomo Santoro commentando le polemiche in atto sulla questione della costruzione del nuovo ospedale. «Ci sono alcuni punti critici in particolare che portano alla necessità di un nuovo ospedale, come anche spiegato da Maurizio Mauri, presidente del Cneto, Centro nazionale per l’edilizia e la tecnica ospedaliera – ha poi aggiunto Santoro – Da quando è stato costruito ad oggi sono passati più di 30 anni; le tecnologie si sono evolute, i reparti e i servizi sono aumentati in maniera significativa. Se la struttura esistente fosse stata realizzata oggi non sarebbe conforme a nessun requisito in termine di sicurezza, efficienza, comfort e fruibilità». Secondo +Europa, infatti, oltre alle spese enormi necessarie per la manutenzione ordinaria servirebbero interventi di messa in sicurezza sismica, efficientemente energetico, potenziamento degli impianti elettrici, etc. che sono eccessivamente costosi e farebbero solamente da tampone ad una situazione gravemente deficitaria.«Non è un capriccio o un pretesto della politica. La necessità di un nuovo ospedale è reale e motivata e segue un trend mondiale; in Danimarca, ad esempio, le regioni hanno pianificato la costruzione di 16 nuovi ospedali (in sostituzione di strutture vecchie) entro i prossimi 10-15 anni con l’obiettivo di rendere più efficiente l’assistenza sanitaria e avere strutture ad impatto zero sull’ambiente – ha poi aggiunto Santoro – Il buon senso ce lo chiede; credere che le necessità di oggi siano le stesse degli anni ’70 o di quelle del 2030 è espressione di una visione miope. L’edilizia sanitaria è un tema cruciale per il futuro, perdere tempo oggi vuol dire lasciare tutto sulle spalle delle future generazioni».




Nuovo Ruggi, Enzo Napoli all’attacco: «Nemici di Salerno, mentono su tutto»

di Erika Noschese

Il nuovo Ruggi che dovrebbe sorgere, tra non meno di tre anni, a 500 metri di distanza dall’attuale azienda ospedaliera universitaria continua a trascinare con sé una serie di polemiche. Ad intervenire nel merito della questione anche il sindaco di Salerno Enzo che tenta di sotterrare l’ascia di guerra, ribadendo con forza il suo sostegno al progetto del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per la costruzione del nuovo ospedale. Le procedure sono già avviate. «Ed il programma andrà avanti senza esitazioni», ha ribadito il primo cittadino di Salerno. «L’Ospedale Ruggi a San Leonardo, che pure svolge con apprezzata efficienza la propria funzione, palesa gli inevitabili segni del tempo. I costi di una ristrutturazione radicale sarebbero ingenti ma la struttura resterebbe comunque vecchia. Le medesime risorse possono e debbono, dunque, esser utilizzate per la costruzione del nuovo ospedale. E’ una concezione dinamica del patrimonio pubblico tesa a miglioramenti inconfutabili. Una rottamazione molto in voga nei paesi europei più avanzati che nell’Italia del No a tutto si fatica a praticare. Stupisce che si levi qualche isolata e strumentale voce di protesta proprio da parte di coloro che in qualche circostanza hanno denunciato le criticità dovute all’età del nosocomio – ha poi aggiunto Napoli Sono i soliti nemici di Salerno che inseguono un meschino tornaconto personale. Le loro bugie sono note ed il loro scopo chiaro: cercare di danneggiare Salerno , i pazienti, il personale medico e paramedico, l’università. Mentono su tutta la linea. E negano persino l’evidenza dei grandi miglioramenti apportati al sistema sanitario campano in appena tre anni e mezzo dal presidente De Luca». Per il sindaco, infatti, il «nuovo ospedale sarà una grande opera di architettura sanitaria capace di: garantire ai pazienti servizi di altissima qualità alberghiera ed assistenziale; di assicurare al personale medico e paramedico le migliori condizioni operative e logistiche; di ampliare i servizi, le specialità e le prestazioni; di permettere finalmente la creazione del Policlinico per una piena integrazione tra Università e Ospedale, didattica e pratica, ricerca e cura; assicurare al vasto territorio provinciale ed interprovinciale un riferimento prezioso». Giunge immediata la replica del vice coordinatore provinciale di Forza Italia di Salerno, Gaetano Amatruda, che ha così commentato: «Non serve investire nel mattone, ma offrire maggiore sanità ai salernitani. Prevedere 400 milioni di euro di investimento per il nnuovo Ruggi è un atto politicamente riminale, una scelta fatta per arricchire i soliti noti del mattone. Serve assumere medici e infermieri, stabilizzare i precari. Investire in nuove tecnologie per aumentare le prestazioni e la qualità dei servizi. Per il Ruggi sono sufficienti circa 70 milioni per le ristrutturazioni necessarie. Le altre risorse – incalza il vice coordinatore – devono essere destinate al resto della provincia, per la costiera, per le strutture dell’Agro. E poi per Battipaglia, Roccadaspide, Oliveto, Polla, Vallo, Eboli e Sapri, per radicare l’offerta sui territori”. “La Regione di De Luca – conclude l’esponente locale di Forza Italia – vuole una mega opera architettonica per favolire i soliti noti ed Enzo Napoli, sindaco di Salerno, è un inutile portavoce di Santa Lucia e custode di improbabili interessi”.




Nuovo Ruggi, Trezza: «Incapacità di programmazione»

di Erika Noschese

«C’è un’incapacità di programmazione nell’azione politica sanitaria». Parla così il coordinatore provinciale di Potere al Popolo Salerno, Davide Trezza, in merito alla costruzione della nuova azienda ospedaliera Ruggi d’Aragona che dovrebbe sorgere a 500 metri di distanza dall’attuale nosocomio, fra circa 3 anni. «Abbiamo strutture che ormai non raggiungono più i livelli assistenziali di base né di sicurezza e investire in spese folli per i mega appalti serve solo ad incrementare il sistema della corruzione con il silenzio delle istituzioni – ha poi aggiunto Davide Trezza -Noi pensiamo che la sanità debba tornare a rispondere al benessere collettivo e che le strutture già esistenti debbano essere rimodernate e adeguate». Potere al Popolo Salerno chiede dunque maggiori garanzie circa i livelli essenziali di assistenza, un nuovo programma di assunzioni per sanità e servizi socio-assistenziali che elimini il precariato, il blocco dei processi di ridimensionamento e chiusura degli ospedali, e lo sviluppo di una rete capillare di centri di assistenza sanitaria e sociale di prossimità. Sul nuovo Ruggi, ormai si sprecano le polemiche e l’opinione pubblica è spaccata tra favorevoli e contrari. Resta da chiarire ancora oggi cosa ne sarà dell’attuale struttura ospedaliera e se – come dichiarato anche dal governatore recentemente – saranno destinati dei fondi per i lavori di ristrutturazione in attesa della realizzazione del nuovo nosocomio che sorgerà nei pressi della Centrale del Latte, fra qualche anno. Salvo, sia chiaro, problematiche varie.




Supereroi all’ospedale. La pacifica invasione continua

di Redazione Cronache

Nel reparto pediatria dell’ospedale di Polla, oggi si svolgerà la seconda tappa della Missione Sorriso, organizzata dal Rotaract Club Vallo di Diano, dall’Associazione Protezione Civile “Vallo di Diano” di Padula, dall’Associazione Fata Onlus di San Pietro al Tanagro, dalla Cooperativa Iskra e da Sodalis Csv Salerno. L’iniziativa serve per regalare un sorriso ai bambini ricoverati presso il reparto. L’appuntamento con la seconda parte dell’iniziativa è dunque per oggi 6 gennaio, giorno della Befana, quando i volontari della Protezione Civile di Padula e di San Pietro al Tanagro si trasformeranno in supereroi per la ormai tradizionale invasione pacifica del nosocomio pollese, dove distribuiranno giocattoli e regali ai piccoli pazienti. Quest’anno poi la “Missione Sorriso” si arricchisce di un importante obiettivo in più: l’acquisto per il reparto pediatrico valdianese di un monitor multifunzione, che attraverso la misurazione di vari parametri rilascia un tracciato utile ai medici per verificare lo stato di salute dei piccoli ospiti. Particolarmente soddisfatto il presidente del Rotaract Vallo di Diano Vincenzo Grassia, che ha voluto ringraziare tutti i partecipanti alla terza edizione della Missione Sorriso, ed anche la Bcc di Buonabitacolo che, insieme ad altri sponsor, ha aderito all’iniziativa. Un reparto che dopo la paura della chiusura ha visto la nascita del primo nato del 2019: Michela, pesa quasi tre chili ed è di Sala Consilina. L’equipe che ha assistito la mamma della piccola Michela, la signora Piera, è stata guidata dal Primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia, il dott. Francesco de Laurentis ed è composta dai dottori Miranda e Guercio, dall’ostetrica Maria Carmela Villani e dagli infermieri Cesarulo e Rosciano. La nascita di Michela è un segnale importante per l’ospedale “Luigi Curto” di Polla e per il territorio del Vallo di Diano. E oggi la festa lo conferma.




La Befana gioca d’anticipo per i neonati del Ruggi

di Redazione Cronache

L’epifania arriva in anticipo all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno grazie alla solidarietà dell’Associazione Nazionale Commercialisti Salerno che ogni anno dimostra di essere vicino e sensibile alla salute dei cittadini. Per quest’anno saranno donati ben due carrelli in acciaio inox che verranno utilizzati per contenere tutti i farmaci e i dispositivi necessari all’assistenza dei piccoli degenti. La cerimonia di consegna è prevista stamane, alle ore 11.00 presso il reparto di Neonatologia, e vedrà la presenza del primario Maria Grazia Corbo, di tutto lo staff medico del dipartimento e dei membri dell’associazione benefattrice. «La donazione di domani rappresenterà non solo una Befana anticipata, ma inserirà un ulteriore e fondamentale tassello nella nostra realtà ospedaliera poiché faciliterà il lavoro dei medici che ogni giorno, con grande sacrificio e dedizione, salvano le nostre vite e quelle dei nostri cari spiega il Presidente dell’ANC Salerno, Matteo Cuomo -. I bambini sono il futuro della nostra storia, una risorsa che si deve coltivare nel presente. Il nostro compito è quello di provvedere a loro consentendogli di crescere nel migliore dei modi». Tale iniziativa rappresenta un importante gesto di solidarietà che dimostra, ancora una volta, come l’ANC Salerno sia sensibile e vicina alla salute della popolazione e alle problematiche del territorio manifestando la forte sinergia tra il mondo dei professionisti, delle associazioni e delle amministrazioni pubbliche. L’Associazione presieduta dal dott. Cuomo, non è però nuova a opere solidali operanti sul territorio salernitano. Si ricorda infatti che, oltre alla consueta consegna di apparecchiature mediche, ogni anno vengono attribuite tre borse di studio a studenti meritevoli per l’iscrizione alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Salerno, e vengono devoluti contributi a favore delle mense dei poveri di Salerno e della LILT Salerno.




Ematoma “mortale”, l’odissea di Giulio Monaco

di Redazione Cronache

Un ematoma mortale. Il fatto è accaduto a Giulio Monaco, operaio 68enne di una manifattura tabacchi in pensione: entrato in ospedale per rimuovere un ematoma, non è più uscito poiché ha contratto una grave infezione che ha determinato quattro mesi di calvario e un inutile “pellegrinaggio” da un nosocomio all’altro, fino a perdere la vita. Il 20 agosto scorso Monaco viene ricoverato d’urgenza al presidio ospedaliero Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, nel reparto di neurochirurgia, per un intervento di rimozione di un ematoma subaracnoideo bilaterale. L’operazione sembra riuscita: infatti il paziente risulta in buono stato fisico e vigile nei tre giorni successivi all’intervento. Il 24 agosto, però, gli infermieri trovano il 68enne a terra, ai piedi del suo letto, tremante e senza forze. Da quel momento l’inizio del calvario: il personale medico accerta la presenza di una grave infezione in atto, tanto da sottoporlo a un secondo intervento il 27 agosto e un terzo ulteriore intervento poco dopo. Le condizioni, nonostante ciò, non migliorano: il 9 settembre Giulio Monaco entra in coma e da lì non uscirà più: viene trasferito nel reparto di terapia intensiva e intubato, prima di prospettare alla moglie e ai sei figli del 68enne il trasferimento in altra struttura per un intervento cardiochirurgico urgente a cuore aperto poiché l’infezione, a dire dei medici (che fino a pochi giorni prima avevano rassicurato di continuo i familiari dell’uomo), si era diffusa anche al cuore. I familiari, dunque, presentano una prima denuncia querela alla Procura di Napoli il 15 settembre scorso, dando il via all’apertura di un procedimento penale per lesioni colpose gravissime per il tramite del pubblico ministero Michele Caroppoli, che richiede e acquisisce tutte le cartelle cliniche e la relativa documentazione riguardante il ricovero all’ospedale di Pozzuoli. Monaco, intanto, gira gli ospedali di mezza regione: prima il Policlinico Federico II di Napoli per l’intervento a cuore aperto che in realtà non sarà mai effettuato (i medici del nosocomio partenopeo ritengono non sia necessario, sottoponendolo a tracheotomia e curandolo); successivamente l’istituto di riabilitazione Maugeri di Telese Terme, nel beneventano, dove gli viene diagnosticato un gonfiore all’addome dovuto a feci non eliminate tramite clisteri e sondini (l’operazione di rimozione gli avrebbe, in questo caso, provocato un allarmante abbassamento di pressione); dunque il trasferimento all’ospedale Fatebenefratelli di Benevento, dove l’uomo è morto il 17 dicembre scorso. L’ulteriore esposto presentato alla Procura di Napoli, per questioni di competenza territoriale del luogo dove Monaco è spirato, ha consentito il passaggio del fascicolo (attualmente per omicidio colposo) a Benevento. Il pm titolare del procedimento, la dottoressa Francesca Saccone, ha iscritto sei persone nel registro degli indagati: si tratta dei sei medici che hanno avuto in cura la vittima all’ospedale di Pozzuoli, nei reparti di Neurochirurgia prima e di Terapia Intensiva e Rianimazione poi: G.M., 38 anni, L.D.M., 40 anni, M.S., 43 anni, P.C., 52 anni, S.D.C., 53 anni e L.S., 56 anni. Il sostituto procuratore ha disposto l’esame autoptico sulla salma, che risulterà fondamentale per chiarire le cause esatte del decesso. Il conferimento dell’incarico per l’esame autoptico avrà luogo martedì 8 gennaio alle 14, presso il Palazzo di Giustizia di Benevento.




De Luca: «Universiadi? Il lavoro va avanti su sessanta impianti»

di Redazione Cronache

Gli occhi sono già da tempo puntati sugli obiettivi di quest’anno per il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Ora che nel 2019 ci siamo davvero, tocca fare i conti con gli ultimi (si fa per dire) dettagli prima di un appuntamento sicuramente importante per la prospettiva futura della Regione con la medsima guida. A fare il punto sulle Universiadi, dunque, ci ha pensato alla prima occasione possibile, nel consueto appuntamento settimanale su Liratv: «Dopo gli interventi previsti per lo stadio ‘San Paolo’, a Napoli, incominceranno quello allo stadio ‘Arechi’ di Salerno “per cambiare i sediolini” e in vista delle Universiadi “si stanno ristrutturando 60 impianti, tra palestre, piscione, in tutta la Regione ma soprattutto in provincia di Napoli». «Il lavoro va avanti – ha aggiunto con soddisfazione De Luca dicendo che e’ stata conclusa “l’intesa per lo stadio Collana una storia infinita ereditata dalle amministrazioni precedenti, con un contenzioso eterno”. L’obiettivo e’ quello di avere lo stadio “pienamente fruibili per le Universiadi, per luglio di quest’anno. Resta l’impegno a dare spazio alle piccole societa’ sportive che impegnano centinaia di ragazzi non solo al Vomero ma anche di altri quartieri della citta’ di Napoli». Non solo Universiadi ma anche e soprattutto la rinnovata polemica sulla sanità campana, con il rinnovato appuntamento con le formiche protagoniste dell’increscioso terzo evento testimoniato con un video ai danni di una paziente in degenza: «Le formiche al San Giovanni Bosco? Sta diventando uno sceneggiato a puntate». Per De Luca «e’ poco credibile” che ci “sia un solo insetto vivo».