Dimissioni presentate e ritirate dal direttore sanitario di presidio

Avrebbe presentato le dimissioni per poi ritirarle dopo poco tempo. A presentarle, secondo una indiscrezione trapelata e non confermata da organi ufficiali sarebbe stato il direttore sanitario di presidio dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno”, Angelo Gerbasio. Pur non essendoci una conferma ufficiale sulla lettera sottoposta all’attenzione del direttore generale, alcuni giorni fa, dal dirigente del nosocomio salernitano, pare che tra i corridoi e le corsie tutti sappiano. Non sarebbe invece, ben chiara, la motivazione che avrebbe indotto il dottor Angelo Gerbasio a decidere di lasciare l’incarico. Incarico che avrebbe lasciato stando ai bene informati, solo temporaneamente. Infatti, la decisione presa è stata rivista e mutata qualch ora più tardi. Unica certezza è che tra i corridim della direzione vi sarebbero diversi malcontenti e polemiche. Al momento tutti sanno, in tanti bisbigliano ma fatto sta che nessuna posizione ufficiale è stata assunta fino a questo momento.




Provincia di Salerno, Parkinson:il farmaco non è reperibile

di Marcello D’ambrosio

Per le persone affette dal morbo di Parkinson è di vitale importanza assumerlo. Ma da qualche tempo i salernitani e non solo, non riescono più a reperirlo nelle farmacie. Si tratta del “Sinemet”. Per i pazient iil problema è reso ancor più gravoso dalla mancanza di un farmaco equivalente a base di Levodopa/Carbidopa a rilascio immediato. Innumerevoli i disagi. Il presidente dell’ordine dei medici Giovanni D’Angelo cerca di rassicurare quanti temono di non avere più a disposizione il medicinale. «Questo farmaco non è sospeso,quindi non è stato ritirato dal commercio ma ci sono problemi al livello della distribuzione. Potrebbe essere mancante, oggi, per uno di quei fenomeni nella distribuzione del farmaco legati al prezzo dello stesso. Questo perché sono prodotti a prezzi più bassi da altri stati, la Slovenia ad esempio o la Danimarca, per dirne una. Questi spostamenti fanno sì che vengano a mancare nel nostro armamentario terapeutico e in genere, purtroppo, il paziente deve addirittura fare una ricerca e poi trovarlo lì dove viene prodotto a prezzo più basso. Oramai c’è il libero mercato mentre prima c’era un controllo maggiore nella circolazione del farmaco.Tutto questo crea dei flussi anomali da una parte o dall’altra.Il prezzo del farmaco non è unico in tutta Europa e nei paesi extracomunitari e quindi il paziente cerca di procurarselo al prezzo più basso. Io sono del parere che la cosa migliore sarebbe stata un controllo centralizzato». Dato lo stato di emergenza sul territorio nazionale legato all’irreperibilità del farmaco Sinemet, le Associazioni pazienti con Malattia di Parkinson, la società scientifica che si occupa di Malattia di Parkinson e dei rapporti con le Associazioni pazienti Parkinson, hanno inviato una lettera ad Aifa (Agenzia italiana del farmaco) per segnalare il disagio. E’ stato verificatoche il blocco della produzion e e’ stato comunicato anche ad altri paesi, come il Regno Unito dove tuttavia sia il Sinemet che il generico ( CoCareldopa, Levodopa-Carbidopa) non hanno subito la stessa problematica nella reperibilità come in Italia. Parkinson Italia, il Comitato Italiano Associazioni Parkinson, l’Accademia Limpe-Dismove la Fondazione Limpe per il Parkinson, nel rispetto dei diritti dei pazienti, chiedono ad Aifa di fare chiarezza con l’azienda produttrice del farmaco ed avere notizie certe sulla data di approvvigionamento del Sinemet in Italia.Intanto, i numerosi salernitani affetti dal Parkinson sperano che l’importante medicinale possa tornare prestissimo nelle loro farmacie di fiducia.




Salerno, truffa all’Asl, condannato farmacista

Farmacista salernitano condannato a quettro mesi per un raggiro all’Asl attraversole fustelle dei medicinali. Il professionista M.C. ha anche risarcito l’azienda sanitaria locale con circa 1500 euro. La richiesta di risarcimento pare fosse molto inferiore. Lasentenza di condanna è stata emessa nei giorni scorsi dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno Alfonso Scermino. La vicenda risale a qualche tempo fa. Secondo la pubblica accusa il farmacista salernitano avrebbe defustellato alcuni farmaci chiedendo poi il rimborso all’Azienda sanitaria locale. Quando il raggiro è stato scoperto il farmacista è stato denunciato alla Procura che ha aperto un’indagine per accertare le responsabilità e succesivamente è arrivato il rinvio a giudizio conclusosi con l’abbreviato.




Ospedale del Mare, Verdoliva mette alla porta 120 precari

Manifesteranno sotto la sede della Regione Campania a Santa Lucia mercoledì 24 aprile. Vogliono risposte dal governatore Vincenzo De Luca i 120 precari, tra infermieri e operatori socio-sanitari – in forze all’Ospedale del Mare di Napoli – che nei giorni scorsi si sono visti recapitare lettere di “benservito” dal direttore sanitario su disposizione del commissario straordinario dell’Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva. L’invito era quello di procedere alla programmazione delle ferie del personale con contratto a tempo determinato con scadenza nell’anno in corso. La Asl ha intenzione di reclutare i nuovi infermieri per gli ospedali, compreso quello del Mare, attingendo alla graduatoria che risulterà dal concorso bandito dal Cardarelli quando ai vertici dell’azienda sanitaria locale c’era ancora Mario Forlenza. I migliori sessanta saranno assunti dal Cardarelli, mentre tutti gli altri, fino a esaurimento della platea di 1.800 idonei, entreranno nelle varie strutture dell’Asl e nell’Ospedale del Mare. Prenderanno il posto, dunque, anche di questi 120 “avvisisti” che quattro anni fa risposero a un bando pubblico dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno per poi essere dirottati sul nascente nosocomio della periferia orientale di Napoli. Contribuirono alla sua apertura, esoprattutto all’avvio del Pronto Soccorso in una zona di frontiera per Napoli e dintorni, mandando avanti reparti totalemente sguarniti. In assenza di proroghe o altri provvedimenti, l’emergenza è dietro l’angolo: con 120 unità in meno il rischio non riguarderebbe solo le difficoltà nel prestare assistenza al pronto soccorso con un numero inferiore di sanitari ma si potrebbe persino arrivare alla chiusura forzata di alcuni reparti. “Ci sono 120 sanitari che vedranno scadere il proprio contratto di lavoro presso la Asl Napoli 1 Centro senza alcuna possibilità di rinnovo e a breve, all’ospedale del Mare verrà a mancare il loro prezioso contributo – denuncia una nota sindacale inviata da Fp Cgil, Cisl, Uil, Nursind, Ugl Sanità, Fials, Fsi e Nursing up alla direzione dell’Asl e alle principali istituzioni regionali oltre che alla Prefettura di Napoli – La loro assenza rischierebbe di portare al collasso l’intero nosocomio e non ci sono garanzie sulla conclusione in tempi ragionevoli ed entro le imminenti scadenze dei contratti a termine, delle procedure concorsuali dell’azienda Cardarelli, da cui dovranno arrivare nuove e definitive assunzioni”, si legge nel documento.Che punta il dito anche sulla necessità di formare i neoassunti “prima di essere pienamente operativi, come previsto dalle vigenti norme contrattuali. Le probabilità che alle ormai croniche carenze di personale si aggiungano quelle del personale che a breve lascerà l’azienda sono molto alte”. Per questi motivi la rete dei sindacati ha formalmente richiesto l’intervento del Presidente della Giunta regionale della Campania, del Commissario straordinario dell’Asl, del Prefetto di Napoli e di tutti i livelli istituzionali coinvolti nell’amministrazione della regione e del comparto sanitario, affinchépossa essere individuata una soluzione.




La Grillo trova il sostituto di De Luca: Fulvio Moirano alla guida della sanità

di Andrea Pellegrino

C’è il nome del nuovo commissario alla sanità per la Campania. E dovrebbe essere, secondo prime indicazioni, quello di Fulvio Moirano, originario della provincia di Savona, che è stato super dirigente delle aziende sanitarie della Sardegna. Moirano è stato anche direttore generale della sanità della regione Piemonte. Lunedì sera il ministro alla sanità Giulia Grillo ha trasmesso il nominativo al ministero dell’economia e finanze e durante il prossimo consiglio dei ministri, in programma domani, potrebbe essere già nominato. «Il tavolo tecnico Mef-Salute la scorsa settimana – spiega il ministro Grilloha attestato che non sussistono le condizioni per uscire dal commissariamento e ora va applicata la legge che prevede l’incompatibilità per i presidenti di Regione di ricoprire anche l’incarico di commissario per la sanità. Movimento 5 stelle e Lega in Parlamento hanno votato insieme questa nuova norma. Il governo del cambiamento ora deve farla rispettare. Non si può più temporeggiare. I cittadini campani aspettano risposte». «Spero che nessuno si opponga», incalza il ministro facendo riferimento alle ultime posizioni della Lega rispetto al prosieguo del commissariamento in Campania e alla sostituzione di Vincenzo De Luca. «Sarebbe – conclude – un comportamento irragionevole che i cittadini non capirebbero. Facciamo ripartire la sanità campana». Si rimuova subito Vincenzo De Luca, l’appello del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino: «I cittadini della mia regione hanno diritto alla dignità e alla salute. Pagano più dei cittadini di altre regioni in cambio di una sanità disastrosa. Si applichi subito la legge, abbiamo aspettato già troppo».




Il ritorno di Paolucci nel Pd. Obiettivo: «Fermare la destra»

di Marcello D’Ambrosio

La presentazione del libro “Un sogno di sinistra. Tra Europa e Mezzogiorno” ieri al salone del bar Moka moderato dalla deputata di Liberi e Uguali Michela Rostan con gli interventi di Federico Conte, Carmine Pinto, Antonio D’Alessio, Carmelo Conte è l’occasione per porre qualche domanda all’eurodeputato Massimo Paolucci, autore del volume e ricandidato con la lista del Pd. Quali sono le attività del suo primo mandato che ritiene di maggiore rilievo? «Ho lavorato tantissimo sulle questioni ambientali. Sono stato il relatore per i Socialisti sulla direttiva in favore della plastica monouso, fondamentale per salvare gli oceani e per ridurre l’utilizzo di questo materiale. Sono stato l’unico italiano del centrosinistra a far parte della commissione d’indagine sul caso Wolkswagen. Sono stato il relatore del documento di indirizzo sull’economia circolare. Ho lavorato moltissimo sulle tematiche riguardanti l’ambiente». Con quali proposte si presenta ai cittadini con la sua nuova candidatura? «Innanzitutto continuare con il lavoro avviato sull’ambiente. E poi, dare una mano ai socialisti europei per rifondare l’Europa. Abbiamo la moneta unica senza una struttura politica che la regga. Abbiamo la moneta unica ma non abbiamo regole fiscali uniche. Abbiamo la moneta unica ma abbiamo regole del mercato e del lavoro differenti. Abbiamo la moneta unica ma il parlamento europeo ha poteri limitati. Il tema è andare oltre un’Europa a metà e in mezzo al guado». Qualcuno sostiene che la sua candidatura nella lista “PD – Siamo europei” rappresenti un ritorno nel Partito Democratico. «Sono stato eletto cinque anni fa, ho aderito al gruppo Socialisti e Democratici e mi candido con un partito che è parte del Partito Socialista Europeo. Da cinque anni ho la tessera del Partito Socialista Europeo e mi candido per sostenere il PSE. Il Pd è socio fondatore del PSE». E’ nella città del governatore De Luca. Da europarlamantare come valuta questa prima tranche del presidente della regione Campania? «De Luca ha ereditato una situazione molto difficile. Ha fatto alcuni passi in avanti: penso alla riorganizzazione dei trasporti, un lavoro difficilissimo. Sulla sanità c’è ancora moltissimo da fare». Ci potrebbero essere alternative a De Luca nel centrosinistra? «Mi sembra una discussione prematura. Il mio assillo, ho lavorato così in tutte le regioni, penso all’Abruzzo, alla Basilicata, in queste settimane al Piemonte, è unire il centrosinistra, allargarlo, con un programma che sia credibile e fermare la destra. Il mio assillo è davvero fermare la destra». E’ di oggi la notizia delle dimissioni del professore Peppino Cacciatore da presidente dell’assemblea salernitana di MDP. «Per coerenza», anche, «con la candidatura di mio figlio Silvio ne La Sinistra». Che ne pensa? «Rispetto la scelta del professor Cacciatore. Una scelta dettata anche da motivi familiari. Il professor Cacciatore è un mio amico, una persona che stimavo prima e che continuo a stimare».




“Il Girasole”: in 17 a rischio processo

Hospice “Il Girasole” a rischio processo 17 tra medici ed infermieri. Il giudice per le udienze preliminari Gennaro Mastrangelo ha fissato l’udienza preliminare a carico di 17 persone. a richiedere il rinvio a giudizio è stato il sostituto procuratore Elena Guarino. Il prossimo 8 maggio, dinanzi al gup compariranno: Alessandro Marra, Giovanni Zotti, Antonio Magrini,Luigi Mastrangelo, Mario Vicidomini, Davide Di Maio, Carmine Iorio, Cosimo Galdi, Gerarda Conte, Loredana De Ruberto, Liliana Moccaldi, Sinibaldi Rufolo, Pasqualina Calzaretta, Claudio Schettini, Giuseppe Valletta, Guglielmo Zottola e Vito Pastena. Per tutti le accuse sono di truffa, peculato, abuso d’ufficio. solo per il dottore alessandro Marra sussiste anche l’accusa di omicidio. Nel corso dell’udienza preliminare. alcuni degli indagati hanno anche ricevuto, già a suo tempo, l’interdittiva della sospensione dai pubblici uffici. era ottobre 2018 quando i carabinieri del nas eseguirono un’ordinanza nei confronti di 11 dirigenti medici e appartenenti al personale infermieristico in servizio presso l’unità operativa di Medicina del dolore e cure palliative – hospice “Il giardino dei Girasoli”. secondo la Procura spesso gli infermieri non si recavano nei giorni previsti oppure non si reca- vano proprio dai pazienti che dovevano ricevere le cure palliative presso le loro abitazioni. Molti di loro entravano nella sede del distretto sanitario, timbravano con badge ma poi uscivano dall’ufficio per andare a fare commissioni private, salvo rientrare entro la fine del turno. sicuramente la posizione più grave è quella del dottor Alessandro Marra accusato anche di omicidio. Il Pm nella conclusione indagini scrive che “nella sua qualità di medico – chirurgo (esperto di cure palliative), mediante la somministrazione di concentrazioni molte elevate di Midazolam, rientranti tra quelle potenzialmente tossiche, cagionava la morte di Carmine Giannattasio, agendo consapevolmente e deliberatamente in contra- sto con le ultime volontà espresse dal paziente e dai suoi familiari che avevano richiesto solo cure palliative atte a fronteggiare il dolore”.




Annullato il bando per il servizio del 118

 

Il bando per l’assegnazione dei servizi del 118 a Salerno è stato praticamente annullato dall’Azienda sanitaria locale che lo avrebbe comunicato ai partecipanti. Secondo indiscrezioni i tecnici sarebbero all’opera per predisporre un secondo bando di gara visto che sostanzialmente sono 17 anni che le associazioni di volontariato agiscono in regime di proroga. Ma sarebbe lavoro inutile perche due settimane fa c’è stata una sentenza della Corte di giustizia europea che ha dato nuovi chiarimenti sulla nozione di “servizi di ambulanza” e ha deciso che le associazioni di volontariato non avranno più l’obbligo di partecipare alle gare per le emergenze. Secondo la Corte europea i “servizi di ambulanza”non si riducono ai soli trasporti di pazienti in condizioni di emergenza ma ricomprendono anche “il trasporto in ambulanza qualificato” che si caratterizza perché è assicurato da personale debitamente formato in materia di pronto soccorso (soccorritore sanitario coadiuvato da un aiuto soccorritore) ed è svolto nei confronti di un paziente per il quale esiste un rischio di peggioramento dello stato di salute durante il trasporto. Questo è ciò che la Corte di giustizia ha chiarito con una sentenza pubblica il 21 marzo 2019 . Secondo quanto decretato, al pari dei servizi in emergenza, il servizio di ambulanza può essere affidato direttamente alle organizzazioni di volontariato senza ricorrere all’obbligo di preventiva gara. Questa decisione equivale ad un importante riconoscimento del ruolo che le organizzazioni di volontariato rivestono all’interno dei servizi di ambulanza, anche in quelli che non si occupano direttamente di emergenze. Pensiamo al trapsorto dei dializzati o dei disabili, per esempio. Dopo questa decisione, le associazioni di volontariato possono beneficiare dell’affidamento diretto, poichè dato che le loro azioni sono escluse da fini di lucro, sarebbero inevitabilmente svantaggiate dalla partecipazione a gare aperte alle imprese. Con questa decisione l’Asl dovrebbe interrompere il lavoro di preparazione del bando e provvedere all’assegnazione. Intanto secondo indiscrezioni Attilio Bianchi sarebbe il nuovo direttore generale dell’Asl di Salerno al posto di Iervolino destinato ad altro incarico.




Sanità, il caso Campania in Consiglio dei ministri

di Andrea Pellegrino

 

Nel braccio di ferro tra Lega e Cinque Stelle c’è anche il caso De Luca. O meglio la sanità campana che divide il governo tra i favorevoli al nuovo commissario (i Cinque Stelle) e quelli propensi a sostenere la linea De Luca (la Lega). Oggi in Consiglio dei Ministri approderà il caso. Ma probabilmente la nomina slitterà. Alla base mancherebbero tutti gli atti propedeutici alla nomina del nuovo commissario, compresa la convocazione del presidente della Campania a Roma. Atti che avrebbero dovuto essere predisposti da un sottosegretario leghista e che al momento, nonostante la lunga giornata frenetica di ieri, non ci sarebbero. Così, nonostante l’odg previsto per oggi, il punto potrebbe concludersi con un nulla di fatto, se non con un nuovo scontro politico tutto interno al governo. «Auspichiamo che a nessuno, a partire dalla Lega, nostro alleato di governo – spiega Valeria Ciarambino, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle – venga in mente di opporsi al necessario rinnovamento per la nostra regione. Lasciare la sanità nella mani di De Luca equivale ad allearsi con il peggior nemico della nostra terra. Se la lega vuole essere considerata nemica della Campania non c’è strada migliore. La lega scelga da che parte stare: se dalla parte dei cittadini o dalla parte della cattiva politica». «La sanità non si giudica con i numeri e con le statistiche», prosegue la Ciarambino: «La vera fotografia la si evince dallo stato disastrato in cui versano le nostre strutture ospedaliere, da un’assistenza inadeguata perché garantita da personale in sottorganico all’interno di strutture che De Luca ha smantellato di volta in volta per favorire sempre di più il privato. Ad oggi sono una cinquantina gli ospedali che in Campania risultano addirittura sprovvisti di autorizzazione all’esercizio, buona parte dei quali concentrati nella Asl Napoli 1. Serve ripartire da una nuova struttura commissariale».




Arriva la cartella clinica elettronica

“Sapri” e “Martiri di Villa Malta” di Sarno, un nuovo Servizio: la cartella clinica elettronica. Cos’è e come funziona? Ne abbiamo parlato col Direttore Sanitario in pectore dei due Plessi, il dott. Mario Rocco Calabrese: “La cartella clinica elettronica è una raccolta on-line di dati clinici e medici, riguardanti il paziente in cura: anamnesi, terapia, esami diagnostici, cura effettuata, esami di laboratorio effettuati la storia clinica del paziente, le prescrizioni mediche afferenti alla spesa sanitaria, messi su supporto informatico integrato a disposizione delle Aziende Ospedaliere; è stata introdotta dall’emendamento sulle Semplificazioni. La cartella sanitaria digitale, funziona al pari della cartella clinica cartacea, solo che è molto più pratica e sicura!” Cos’è e come funziona? Quali dati contiene? Quando e a chi può essere richiesta? Quanto costa? “La cartella clinica elettronica, in passato era utilizzata semplicemente come copia di quella cartacea. Successivamente anche la Sanità è passata all’informatizzazione dei dati al fine di accorciare le tempistiche della burocrazia, eliminare le spese accessorie inutili e rendere il S.S.N. più efficiente per i cittadini. La cartella clinica elettronica consente la raccolta e la gestione immediata di tutti i dati clinici del paziente su supporto informatico integrato al servizio delle Aziende Ospedaliere che attraverso la digitalizzazione della cartella clinica permette la condivisione l’aggiornamento e la visualizzazione delle informazioni cliniche e sanitarie del paziente, in modo semplice e immediato”. Quali i vantaggi? “Raccoglie e descrive, tutti gli eventi e la storia sanitaria del paziente relativi alla sua interazione con una struttura sanitaria; questi dati inoltre, possono essere condivisi da altri Ospedali, se ci si reca in un altro Comune o città o semplicemente, se si fa un controllo presso un’altra struttura convenzionata con il SSN”. Che fine fanno i dati relativi al paziente? “Possono essere utilizzati per la gestione “clinica” del paziente in riferimento non solo alla terapia ma anche alla prevenzione, educazione sanitaria della popolazione; valutazione della qualità dell’assistenza erogata e pianificazione della spesa sanitaria; formazione e aggiornamento del personale sanitario”. Quali garanzie occorre rispettare con la nuova cartella? “La Commissione Europea ha approvato delle linee guida che gli Stati membri, dovranno far rispettare e garantire dal momento che adotteranno la Cartella Clinica Digitale nel proprio SSN: utilizzare i dati sensibili sulla salute di pazienti e assistiti, solo per scopi a essa legati, con l’obbligo della segretezza e della privacy del paziente; rispettare la decisione autonoma del paziente su come e dove i suoi dati devono essere usati; possibilità di ogni paziente di accedere al suo fascicolo, cartella clinica, tramite una “card elettronica”, mentre per gli operatori sanitari sarà necessario un sistema di autenticazione, che ne “identifichi” anche il loro ruolo; possibilità di accesso alla cartella clinica digitale, solo dagli operatori sanitari coinvolti in quel momento nella cura del paziente; utilizzare i dati del paziente solo per ricerche scientifiche e/o ricerche statistiche; la possibilità del medico, di scegliere se registrare i dati del paziente su banca dati delocalizzata, banca dati centrale o se gestire questo servizio, sotto il controllo del paziente; i dati raccolti sullo stato di salute del paziente, dovranno essere suddivisi per moduli, come per es. vaccino, pronto soccorso, medicazioni e saranno accessibili, solo dal personale coinvolto al momento della cura. Sono previste ulteriori restrizioni per dati particolarmente sensibili su Hiv, aborto o malattie psichiatriche; possibilità di trasferire i dati dei pazienti a istituzioni mediche extra Ue solo in forma anonima o con pseudonimo; Verificare l’esenzione ticket 2019; adozione di sistemi di sicurezza per garantire l’accesso solo a persone autorizzate”. Quali dati contiene? “Sono: nome, cognome, indirizzo, registrazione dei documenti legati all’ammissione: documento di riconoscimento e Tessera sanitaria registrazione della terapia in corso, linee guida per la prevenzione e il mantenimento del suo stato di salute, descrizione delle malattie e delle sue cause, prescrizioni di farmaci, terapie in atto, i fattori di rischio preesistenti nel paziente, lettera di dimissione, agenda dei controlli medici, la terapia stabilita dal medico, i sistemi di supporto alla decisione per la diagnosi e la terapia dei pazienti, valutazione e gestione dei rischi per il paziente” Dove va richiesta? Va richiesta presso l’Ospedale che ha tenuto in cura il paziente, che consegnerà la documentazione sanitaria dopo 30 giorni dalla data di dimissioni; al momento molti Ospedali italiani, consentono la spedizione della cartella clinica digitale, richiesta su indirizzo Pec.

Pino Di Donato