“Fratelli d’Italia voterà sì al referendum per il taglio dei parlamentari ma ora pensiamo ad offrire un governo migliore da quello offerto da De Luca”

di Erika Noschese

“Ora pensiamo ad avere un governo migliore rispetto a quello offerto da De Luca”. Parla così il Capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida intervenuto ieri mattina a Salerno a sostegno dei candidati al consiglio regionale della Campania Alessandro Roberto Arpaia, Francesco Bellomo, Nunzio Carpentieri, Carlo Ferrigno (detto Fabio), Giovanni Fortunato, Antonella Ianniello, Vitantonio Marchesano, Giusy Sorgente, Maria Immacolata Vietri (detta Imma).
“Intanto pensiamo alla Campania, ad avere un governo migliore di quello che ha offerto De Luca. E’ la priorità assoluta per i cittadini campani e per le forze politiche che lo hanno contrastato, in maniera sempre chiara, coerente, con una progettualità forte che qui è ben rappresentata – ha dichiarato l’onorevole Lollobrigida – Dopodichè ci saranno, speriamo, a seguire prese d’atto forti, dai partiti di maggioranza, dal presidente della Repubblica, magari, tenendo conto del risultato che è necessario andare al voto anche a livello nazionale per dare un governo che sia in sintonia con il popolo italiano che certamente non vuole il governo giallo rosso e sostanzialmente non ha mai avuto la possibilità nemmeno di dimostrarlo con una elezione che permettesse ai cittadini di esprimersi su un programma, idee, leadership che hanno visto il Partito Democratico e i 5 Stelle sempre odiarsi e contrastarsi e poi trovarsi uniti per una ragione semplice: tenersi le poltrone”. Il capogruppo alla Camera di FdI ha poi puntato l’attenzione sul referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari, voluto dal Movimento 5 Stelle, annunciando che il partito di centro destra voterà sì. “Noi abbiamo votato 4 volte sì in parlamento sul taglio dei parlamentari, non siamo noi i parlamentari che intendono difendere le poltrone. C’è un referendum che non abbiamo voluto, non abbiamo sottoscritto nè richiesto ma adesso, quando c’è un referendum, è il popolo che parla e noi non possiamo far altro che adeguarci alle indicazioni della gente – ha detto infatti Lollobrigida – Fratelli d’Italia vota sì, questo è un fatto e personalmente voto sì. Poi, i cittadini sono chiamati al referendum, uno strumento democratico di massa e scelgono come ritengono più opportuno”. Per il Questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli l’obiettivo, in questo momento, è far vincere Caldoro ma senza tralasciare il fatto che il partito guidato a livello nazionale da Giorgia Meloni potrebbe essere il primo partito della coalizione di centro destra. “E’ chiaro che la nostra corsa a cambiare e migliorare la Campania, oltre che a far vincere Caldoro ma allo stesso tempo Fratelli d’Italia è consapevole della responsabilità che in questo momento ha di guida sia politica che numerica della coalizione – ha infatti dichiarato il parlamentare salernitano – Siamo convinti che questo non sarà una cosa negativa per il centro destra ma positiva grazie al risultato di Caldoro nel suo complesso”. Cirielli ha poi chiarito perchè, nella lista, non ci sono candidati di Salerno città, spiegando che “c’erano alcune persone che si volevano candidare ma, complessivamente, le persone che avevano chiesto di candidarsi erano più forti – ha detto infine il deputato – Non voglio dire che uno vale uno perchè mi viene da ridere se vedo come è andata a finire per i 5 Stelle ma è chiaro che un voto di Sapri vale un voto di Nocera e un voto di Salerno e quindi, alla fine, il partito di Salerno sono convinto non sfigurerà; tutti i militanti si comportano come se fossero candidati e c’è il segretario provinciale uscente Imma Vietri che su Salerno, da tempo, fa la sua azione politica ed è un po’ la candidata della città”.



“Dobbiamo dare il massimo per far capire ai cittadini l’importanza di votare no, solo così possiamo evitare questa sciagura”, Nicola Parisi presenta il comitato socialista per il no al referendum

di Erika Noschese
“Sono eretici che devono giustificare le tante cose dette e le poche cose fatte”. E’ un fiume in piena Nicola Parisi, sindaco di Buccino e presidente del comitato salernitano socialista per il no che, ieri mattina, con il presidente nazionale del comitato Bobo Craxi ha ribadito le ragioni del no al taglio dei parlamentari. “E un referendum che andrebbe a penalizzare ulteriormente le aree interne del territorio locale”, ha infatti dichiarato il primo cittadino.
Sindaco, lei è il presidente del comitato socialista per il no. Perchè ha aderito al comitato?
“Io penso che tutti i sindaci, a mio modesto avviso e al di là delle appartenenze, dovrebbero partecipare al comitato per il no perchè il sindaco impersonifica il rapporto quotidiano con la gente, la comunità ed è un rapporto importante. Noi sappiamo tutti che il più grande furto alla democrazia rappresentativa è stata l’attuale legge elettorale che ha allontanato la politica dai territori e, in particolare, alla gente. Innanzitutto, è un taglio lineare che non ha nè testa nè cosa e il sì al taglio dei parlamentari non è strutturato, l’unica differenza è dovuta al fatto che la legge non è votata con un numero x ma numero y e questa è l’unica differenza. Questa famigerata riduzione della spesa politica ci può stare ma noi abbiamo già avuto esempi negativi per i territori, prima con la riduzione dei consiglieri comunali, poi con la soppressione delle province. Se qualcuno ci teneva a far risparmiare lo Stato poteva proporre l’abbattimento del 50% dell’indennità da parlamentare, senza neanche il referendum. Sono eretici che devono dare una giustificazione a quello che è stato detto fino ad ora e quel poco che è stato fatto e vanno avanti verso il sì. Il no sta recuperando alla grande, noi dobbiamo fare ammenda a noi stessi perchè fino a qualche settimana fa campeggiava solo il sì, c’era quasi timore di parlare ma spiegando le motivazioni e le ragioni i cittadini stanno capendo. Altra considerazione che mi ha spinto ad assumere questa funzione è che la riduzione dei parlamentari e questo referendum è contro le aree interne e la mancanza di rappresentanza porterebbe le aree interne a morire, più di quanto non stia già accadendo, con il no conserviamo almeno il diritto di critica”.
Cosa potrebbe accadere se dovesse vincere il sì?
“In maniera molto semplice e banale, i rappresentanti del Comune di Milano, inteso come entità territoriale, ci sono stati e ci saranno, i rappresentanti del territorio di Buccino invece non ci saranno più e noi dobbiamo correre ai riparti votando per il no”.
Stamattina (ieri per chi legge ndr) era presente anche Bobo Craxi. Un comitato, il vostro, che ha il compito di spiegare perchè votare no…
“Se c’è una critica da fare, questa è stata una caratteristica di tutti i referendum: fino a qualche settimana fa non si parlava del referendum, anzi e ancora oggi, soprattutto nei comuni dell’entroterra dove non c’è la scadenza amministrativa legata al Comune, molta gente non lo sa nemmeno. Dobbiamo fare un’azione incisiva in questi giorni per informare tutti e far sì che questa sciagura non si abbatta sull’Italia ma soprattutto sulle aree interne. Noi non ci troviamo di fronte ad una riforma, come dicono, strutturata nel senso che ci può essere una riduzione del numero dei parlamentari ma deve esserci una modifica dei regolamenti perchè è lì che si dovrebbero incidere in quanto l’iter legislativo resta lo stesso e non si incide sull’efficenza del parlamento e quando dicono questo mentono sapendo di mentire”.
Mancano pochi giorni al voto e si cerca di far capire ai cittadini quanto sia importante votare. Se potesse lanciare un appello agli elettori per impedire questa astensione di massa cosa direbbe?
“Con la dovuta accortezza, sicurezza, circostanziata ai fatti e ai momenti ognuno di noi, al di là di quello che è un dovere civile come impartisce la costituzione, dobbiamo fare ogni sforzo per andare a votare, per il referendum votando per il no e per le regionali, ovviamente – per quanto ci riguarda – per Vincenzo De Luca. E’ un dovere, stiamo vivendo un momento difficile sotto l’aspetto socio sanitario ma tutti insieme possiamo superarlo, con la dovuta accortezza”.
Silvano Del Duca: “La nostra democrazia non può valere meno di una tazza di caffè”

“Questo referendum è uno scempio democratico”. Così Bobo Craxi a proposito del referendum per il taglio dei parlamentari. Il presidente nazionale del comitato per il no del Psi ieri mattina è intervenuto a Salerno, con il segretario provinciale del Psi Silvano Del Duca e il presidente provinciale del comitato, il sindaco di Buccino Nicola Parisi per spiegare le ragioni del no al taglio dei parlamentari. “No perchè è un referendum sbagliato che non riforma ma taglia la rappresentanza parlamentare e da un cattivo segnale democratico al resto dell’Europa e del mondo. Il mondo va verso versioni neoautoritarie, neoreazionarie contro la democrazia e la politica e gli italiani non possono orientarsi verso quell’orizzonte. E’ sbagliato nel merito, non cambia alcunché e la politica deve cambiare e non si ragiona così; l’argomento principe che era quello del taglio operato per ragioni economiche non sta in piedi perchè si vogliono fare dei tagli ci si comporta in altro modo – ha dichiarato Bobo Craxi – E’ una concessione ad un anti politica che sta mostrando la corda e sta arrivando al capolinea, la coscienza democratica di molti cittadini rovescerà l’orientamento maggioritario del parlamento. Questo referendum sta facendo fare una brutta figura al parlamento perchè comunque vada i no saranno una valanga. E’ stato fatto un errore, l’unico rimedio è non parlarne ma di più: è stato messo questo referendum accompagnandolo alle elezioni per il voto regionale e amministrative locali, suscitando un certo imbarazzo perchè non si può scegliere, in contemporanea, una cosa che dura per sempre come la costituzione e una cosa che dura 5 anni, cioè l’amministrazione locale. E’ una vera e propria offesa nei confronti dei cittadini e quindi si preferisce non parlarne, tenerlo sotto traccia ma in questi giorni, lo ripeto, sta montando una coscienza democratica che, intendiamoci, non è quella che vuole difendere la poltrona o la mala politica ma vuole difendere ciò che si è conquistato: la rappresentanza del popolo e non si può tagliare in nome del popolo, è uno scempio democratico”. Del comitato per il no fanno parte, oltre al sindaco di Buccino che – tra le altre cose – sta facendo un percorso di riavvicinamento alla casa socialista, anche Massimiliano Natella, capogruppo Psi al Comune di Salerno e vice segretario provinciale del partito e Marco La Monica, vice segretario regionale per la Campania. “Vogliamo dare un forte slancio al no, per un referendum che punta ad una riforma che noi riteniamo scellerata e lo abbiamo fatto mettendo a capo del comitato un sindaco che rappresenta la vicinanza agli elettori, visto che questa riforma punta ad abbattere ed abolire la rappresentanza territoriale”, ha dichiarato il segretario provinciale del Psi Silvano Del Duca. “Siamo fortemente ancorati ad un no per tre ragioni: è una bufala il ragionamento legato all’abbattimento dei costi in quanto si risparmia non più di un euro a cittadino l’anno e la nostra democrazia non può valere meno di un costo di caffe; noi vogliamo abolire e abbattere i costi di gestione, ridurre gli stipendi dei parlamentari ma non uccidere la democrazia perché stiamo presentando una proposta miope, non c’è una riforma che prevede le regole del gioco e lascia il bicameralismo perfetto intatto e questo è un ossimoro – ha aggiunto Del Duca – Noi abbiamo bisogno di rivedere il sistema del bicameralismo perfetto e dobbiamo chiedere ai parlamentari meglio e bene e non alla democrazia di pagare lo scotto di un gruppo di parlamentari che non fa bene il proprio loro”. Per il segretario provinciale del Psi, infatti, si andrebbe a penalizzare ancor di più le aree interne, le piccole province che rischiano di non essere rappresentate in parlamento mentre i poteri forti, i ricchi e le lobby “continueranno a tenere sotto scacco e governare il parlamento”.



Vigili di Salerno promossi nello staff di De Luca, indagato il governatore

Come un fulmine a ciel sereno, un nuovo filone giudiziario si abbatte sul presidente della Regione Campania. Il governatore De Luca sarebbe infatti indagato, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli con l’ipotesi di abuso e truffa. Quattro vigili urbani di Salerno sarebbero stati promossi in Regione a membri dello staff. A loro sarebbe stato assegnato il ruolo di addetti o responsabili di segreteria. De Luca è stato ascoltato dai pm negli scorsi mesi.
Ai quattro vigili urbani, secondo l’ipotesi dei pm, mancherebbero requisiti necessari per il salto come formazione, curriculum e specializzazione. Il trasferimento e la promozione – secondo quanto ricostruito da Repubblica – avrebbe consentito ai quattro un innalzamento della retribuzione. Nessun provvedimento per i quattro vigili: la loro posizione è all’esame dei pm.

Intanto De Luca stamattina a Salerno ha preferito non rispondere alle domande dei giornalisti.




Il partito Repubblicano Italiano in campo alle prossime elezioni regionali: “Abbiamo scelto di sostenere De Luca perché per noi conta la politica dei fatti e non delle chiacchiere”

Partito Repubblicano Italiano scende in campo alle prossime elezioni regionali, a sostegno del presidente uscente Vincenzo De Luca. A guidare la lista, in provincia di Salerno, l’ex candidato sindaco di San Magno Piemonte Francesco Plaitano, attuale presidente nazionale e dirigente in provincia di Salerno. “Ancora una volta abbiamo deciso di metterci la faccia in una tornata elettorale di importanza fondamentale per tutti -ha dichiarato Plaitano – Saremo presenti in quattro province: Salerno, Avellino, Caserta e Napoli e la nostra lista è la numero 3 collegata a De Luca presidente”.
Perché il partito Repubblicano Italiano scende in campo in questa tornata elettorale?
“Il partito Repubblicano scende in campo, come avvenuto già nel 2004 e nel 2008 per continuare la sua esperienza politica. è importante sottolineare che il nostro statuto prevede la libertà di scelta e così abbiamo fatto: abbiamo scelto di stare accanto a De Luca perché lui è la politica del fare, non delle chiacchiere. Ha fatto tanto per la regione Campania. Ho scelto l’uomo dei fatti, a dispetto dei candidati di destra che si fanno vedere solo in campagna elettorale per poi sparire, senza dar credito alle istanze dei cittadini. Cosa hanno fatto per i cittadini Salernitani i nostri parlamentari? Ve lo dico io assolutamente nulla”.
Cosa si aspetta da questa competizione elettorale?
“Sicuramente ci aspettiamo un risultato discreto. Noi ci saremo in 4 province e siamo sicuri di prendere almeno un consigliere”.
Da dove bisognerebbe ripartire secondo lei?
“Sicuramente dal lavoro, fattore determinante per tutta la regione Campania soprattutto per i giovani di oggi. A livello nazionale noi abbiamo fatto un grande lavoro, così come in Emilia Romagna. Noi abbiamo tenuto un consiglio nazionale in cui è stato deciso che il partito Repubblicano ha facoltà di scegliere: in ciascuna regione potranno decidere se stare a destra o a sinistra, su questo non abbiamo mai dato una linea guida generale. Tutto varia in base alle regioni e al lavoro che pensiamo di dover fare. Ribadisco che in provincia di Salerno la Destra nulla ha fatto per aiutare i cittadini, subito dopo le elezioni sono spariti dalla scena a dispetto del presidente De Luca che ha fatto un importante lavoro per tutta la Campania, ottenendo risultati non da poco conto”.
Crede che De Luca abbia gestito bene questa emergenza Covid?
“Assolutamente sì. De Luca ha saputo gestire l’emergenza nel migliore dei modi e siamo certi che continuerà a farlo. In politica occorre metterci la faccia, assumersi le responsabilità e il presidente lo ha sempre fatto, senza mai tirarsi indietro. De Luca è un politico di razza e a Salerno, quando è stato sindaco, ha stravolto la città e anche a Palazzo Santa Lucia ha ottenuto risultati importanti”.




Antonio Iannone: “possiamo essere il partito decisivo per portare Caldoro alla vittoria”

di Erika Noschese

Fratelli d’Italia scende in campo alle prossime elezioni regionali con una squadra compatta pronta a trascinare Stefano Caldoro alla vittoria. Non ha dubbi Antonio Iannone,senatore di spicco nel partito guidato a livello nazionale da Giorgia Meloni, tra i primi a denunciare le irregolarità circa il modus operandi di effettuare tamponi da parte dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno.
Onorevole, Fratelli d’Italia scende in campo alle regionali, una sfida importante anche per la fase particolare che sta vivendo la Campania…
“Noi siamo pronti già da mesi e non parlo soltanto delle liste da mettere in campo. Con un lavoro politico che reputiamo altrettanto importante, anche sul programma perché già nel mese di novembre 2010 noi abbiamo tenuto una conferenza programmatica regionale con il nostro leader Giorgia Meloni e abbiamo a punto quello che è il nostro programma, con la nostra priorità e con soddisfazione oggi raccogliamo che tutte quelle proposte sono state recepite dalla programma di Caldoro; per noi ovviamente rappresenta la ricetta per portare fuori la Campania da cinque anni di fallimento targato De Luca.
A proposito del candidato governatore del centro destra si ripresenta la sfida De Luca-Caldoro. Crede che quest’ultimo possa riportare il centro destra alla guida di Palazzo Santa Lucia?
“Voglio ricordare che la prima volta Caldoro ha battuto De Luca, la seconda volta ha vinto De Luca ma con il contributo determinante dei transfughi come De Mita. Questa volta noi speriamo che i campani mettano al primo posto la chiarezza della proposta politica visto l’imbarcata che De Luca ha fatto di ogni forma di trasformista vecchio e nuovo della politica della politica campana. Spero che Fratelli d’Italia, anzi siamo convinti, che possa essere la forza che, crescendo maggiormente, trascini Caldoro alla vittoria Noi crediamo che questo sia assolutamente possibile e concretizzabile perché confidiamo nell’intelligenza dei campani”.
Polemica di questi la riapertura delle scuole. Complice anche un aumento dei contagi in tutta la regione si ipotizza uno slittamento ma lei già qualche giorno fa ha inviato una nota in cui è stato abbastanza duro anche nei confronti del presidente uscente. Secondo lei, allo stato attuale, la scuola può riaprire in sicurezza?
“Io sono esterrefatto che chi sostiene questa esperienza di governo a livello nazionale, perché appartiene allo stesso partito, scopre soltanto oggi che la scuola non sarà pronta a riaprire. Mancano gli spazi, mancano i banchi, manca il personale. Noi come Fratelli d’Italia abbiamo fatto una battaglia sul decreto scuola perché l’inadeguatezza del ministro Azzolina è sotto gli occhi di tutti ma dovrebbero farsi carico delle responsabilità anche coloro che fanno parte della maggioranza di governo; ne chiedessero le dimissioni e le ottenessero perché tutto quello che sta avvenendo noi lo avevamo ampiamente anticipato. Ad esempio, leggevo di questo scudo penale che sta ipotizzando il governo per presidi e docenti ma questa è una proposta avanzata da me nell’emendamento al decreto scuola e Pd e 5 Stelle l’hanno bocciato. Io reputo assolutamente ingiusto che i dirigenti scolastici si dovranno caricare delle responsabilità, rispetto alle inadempienze dello stato. È una cosa assurda ma lo si capiva già quattro mesi fa. Arrivano sempre in ritardo poi De Luca e i sindaci di centrosinistra giocano a fare il tiro al piccione,  propongono, tramite lanci, di spostare l’inizio dell’anno scolastico con la scusa delle elezioni ma in realtà sanno benissimo che non saranno mai pronti per il 14 e secondo me neanche per il dopo elezioni. Un fallimento totale, De Luca dovrebbe anche ricordarsi che ha un figlio parlamentare del Pd e che, dunque, fa parte della maggioranza e che con il suo voto sostiene anche le nefandezze, tra le tante, della ministra Azzolina”.
Da sempre impegnato in politica, come senatore è punto di riferimento per tutto il territorio. La provincia di Salerno sta provando ad uscire fuori dalla crisi che non è solo sanitaria ma soprattutto economica? Da dove si dovrebbe ripartire per aiutare i lavoratori?
“Noi lo abbiamo detto dal primo momento che l’emergenza sanitaria sarebbe diventata un’emergenza sociale ed economica. Mi sembra non sia stata superata neanche quella sanitaria perché, oggi, la Campania dopo la Lombardia è la regione che ha il maggior numero di nuovi contagi e il più basso numero di tamponi. Quindi, visto che De Luca ha vantato meriti ieri, quando il virus non c’era, oggi i demeriti di chi sono? Magari del governo perché ha questa abitudine che quando le cose vanno male è colpa del governo, quando le cose vanno bene il merito è suo. Quindi al netto delle responsabilità, per altro oggettive per sostenere ed essere parte di una maggioranza che sostiene questo governo. Noi, con il nostro leader Giorgia Meloni, abbiamo dato la nostra ricetta: non c’è stato provvedimento che sia venuto in parlamento al quale, oltre alle critiche, abbiamo avanzato proposte. Noi abbiamo detto dal primo momento che volevamo solo gli interessi della nazione ma non ci hanno ascoltato sul nulla. Noi abbiamo detto, nel momento della crisi, che era sbagliato tutto perché erano assolutamente insufficienti le misure di aiuto, soprattutto a coloro che hanno una professione che non ha tutele, che rischiano in proprio e che non hanno potuto lavorare perché non c’erano le condizioni sanitarie per poter lavorare. Che cosa si pensa di fare con un bonus di seicento euro?Le persone hanno sentito parlare di miliardi che dovevano venire dall’Europa, di miliardi che dovevano venire dal governo nazionale, di milioni che venivano dalla Regione Campania e cosa hanno visto? Ci sono persone che ancora devono ricevere neanche la cassa integrazione. Si registrano ritardi abnorme e soprattutto c’è la gravissima preoccupazione per la ripresa; faccio un esempio: il settore turistico. La nostra è una terra che vive è molto di turismo, peraltro un turismo molto stagionale, anche molto legato alla balneazione ed è veramente un disastro. In Italia sono stimate oltre quarantotto milioni di presenze in meno; parliamo di turismo internazionale e se una persona empiricamente vuole fare una media di spesa di mille euro a testa sono 48 miliardi di euro in meno. Qui parliamo solo di un settore ma quando questo discorso si cala in un’ecomonia che era già debole come quella meridionale allora veramente ti dà la misura del disastro sociale che noi ci troveremo in autunno. Questi pensano a fare propaganda, a parlare di realtà che sono all’avanguardia in Italia ma De Luca e il governo dove la vedono tutta questa felicità di condizione. Tra l’altro, mentre vantano questi aspetti poi si fa terrorismo dicendo che c’è il rischio sanitario e mentre dicono questo però non hanno fatto nulla per tracciare coloro che rientravano dall’estero, non fanno nulla per bloccare gli sbarchi degli immigrati. Lo dicono i dati, non lo diciamo noi. Allora, ci vuole tanto a capire che non è razzismo ma è, naturalmente, una giusta, ulteriore preoccupazione rispetto a quello che genera un fenomeno immigratorio clandestino”.
L’emergenza Covid sta portando con sé una serie di inchieste. Tra queste quella relativa al centro Covid mai aperto e quella relativa ai tamponi effettuati dall’istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno…
“Ma quali ospedali Covid sono solo dei prefabbricati che sono stati adagiati in un’area che venneró accolti con gli applausi ma poi abbiamo scoperto che non c’era neanche il collaudo, all’interno non c’erano i respiratori. Per fortuna che non sono serviti. Dei prefabbricati adagiati lì. Sulla questione dei tamponi io ho denunciato in tempi non sospetti con un’interrogazione parlamentare che aspetta ancora una risposta da parte del ministro Speranza per ottenere chiarimenti su questa vicendaperché le discrasie sono state evidenti dal primo momento. Mi consenta una battuta, pensando agli indagati mi viene da dire che nelle fritture di pesce non poteva mancare il limone”.




Simone Valiante: “Pd, unico partito in questo marasma di liste civiche che rischiano di diventare una rappresentanza incompiuta”

di Erika Noschese
Storia di valori concreti: è lo slogan che accompagna la campagna elettorale di Simone Valiante, candidato al consiglio regionale della Campania con il Pd, partito che, ad oggi, è “punto di riferimento dell’intera coalizione che si candida a governare di nuovo la Regione”.
Onorevole, lei è candidato al consiglio regionale della Campania con il Pd. In questa fase così complicata da dove si riparte?
“In questa fase delicata si riparte dal partito democratico che, in questa marea di cinismo informe, è assolutamente il punto di riferimento di una coalizione che sicuramente si candida a governare di nuovo la Regione, anche stando alle previsioni. Per governare ha bisogno di un partito e di una classe dirigente strutturale che, in questo momento, solo la lista del Pd può rappresentare, rispetto ad una marea di liste civiche che rischiano di diventare, in consiglio regionale, una rappresentanza incompiuta che può, eventualmente, porre anche un problema di governabilità”.
Lei rappresenta una fetta di territorio molto importante. Da sempre sulla scena politica è sempre stato accanto ai suoi elettori. I lavoratori sono fortemente in crisi, a causa dell’emergenza Covid. Crede che le misure messe in campo dalla Regione Campania siano sufficienti?
“In un momento di grave crisi pandemica come questa è chiaro che servirebbe sempre molto di più. La Regione Campania ha fatto un piano socio economico importante, con risorse messe a disposizione delle tante categorie che hanno subito un inevitabile contraccolpo da questa crisi. Non c’è dubbio che da questo punto di vista ci sia stato uno sforzo economico, da parte del presidente De Luca, importante. E’ chiaro che adesso le partite Iva più che ragionare di sussidi sono interessate a ragionare di prospettiva e di sviluppo. E’ chiaro che bisogna abituarsi ad una fase economica ancora lunga dove gli effetti di questa crisi sanitaria saranno effetti che dureranno nel tempo. E’ evidente che serve una strategia di sviluppo chiara per i nostri territori e noi proponiamo alcune ricette: penso ad un modello istituzionale decentrato per la città del Sele, dell’Agro e così via. Riflessione che stiamo condividendo, in questi giorni, con Federico Conte; penso alla necessità di riorganizzare la nostra sanità pubblica che ha avuto, in questi anni, il merito – grazie al lavoro della Regione – di uscire dalla fase commissariamento ma adesso deve costruire la fase due, quella della riorganizzazione dei servizi sanitari. Dove c’è bisogno di sanità c’è bisogno di assistenza perchè, come in tutto il Paese, si invecchia. Questa non è soltanto una grande prospettiva legata al tema della salute dei cittadini ma è anche una grande prospettiva occupazionale della quale la nostra regione, che ha per l’80% quasi il bilancio regionale legato al mondo della sanità deve essere pronta a raccogliere una sfida nuova di riorganizzazione. Io ho proposto due nuove leggi regionali: una sull’emergenza sanitaria che va assolutamente riorganizzata e ripensata perchè l’ultima legge è di 25 anni fa e nel frattempo è cambiato il mondo in sanità; l’altra, inevitabilmente, sulla riorganizzazione della medicina territoriale che adesso abbiamo scoperto essere un valore imprescindibile, dopo l’emergenza Covid ma che oggi va riorganizzata nella professionalità, nei servizi, nelle funzioni che decidiamo di dare ai nostri ospedali. Da questo punto di vista credo che la garanzia migliore per tutti, per i lavoratori ma soprattutto per i cittadini campani, è di costruire realmente la fase due della Regione, una fase di sviluppo e di prospettiva nuova”.
Per i candidati questa è una campagna elettorale particolare. Credo che questo possa penalizzare i partecipanti a questa competizione elettorale?
“Io sono abituata al corpo a corpo elettorale, sto girando tutta la provincia andando anche ad incontrare singolarmente le persone, quando posso. È chiaro che purtroppo c’è una difficoltà, non solo legata ai tanti candidati ma soprattutto ad un’emergenza sanitaria che limita fortemente la nostra azione di campagna elettorale. Bisogna utilizzare tutti i mezzi possibili, social, giornali, strumenti di diffusione e di comunicazione per far arrivare un messaggio. Il problema poi è averlo il messaggio: io vedo tanti candidati e poche proposte. il nostro sforzo è di provare a disegnare una nuova idea di regione ci stiamo sforzando di spiegarlo, in questi giorni, ai cittadini della nostra provincia”.
Perché gli elettori dovrebbero scegliere Simone Valiante al consiglio regionale della Campania?
“Per il gioco di parole che ho scelto nello slogan: storia di valori concreti. Una storia politica lunga, esperienza istituzionale al servizio della collettività con risultati positivi da poter rivendicare e, in qualche caso, anche importanti,soprattutto se ragioniamo sul risultati più complessivamente familiari. Una storia di valori, quei valori che mi hanno insegnato i miei genitori e in particolare, se mi consentite, mio padre che ha rappresentato, e lo dico con orgoglio, simbolo di onestà e di pulizia della politica in questi anni. Ma anche una storia di concretezza perché quando abbiamo ricoperto ruoli istituzionali abbiamo lasciato un segno concreto della nostra azione politica. Mettere insieme queste tre cose così importanti spero possano essere un segno di affidabilità, soprattutto in un momento così nel quale la gente deve scoprire una politica sana, onesta ma anche una politica fatta di esperienza e concretezza perché denunciare soltanto i problemi ma non avere mai soluzione non risolve nessuna problematica dei nostri territori. Avere alle spalle un’esperienza di fatti concreta credo possa essere un valore da portare un’esperienza istruzionale difficile ma esaltante come quella regionale”.




Gelmini: “La Campania non ha bisogno di showman, Caldoro garanzia di competenza”

Stefano Caldoro è garanzia di competenza, è garanzia di serietà  e di concretezza. Io credo che la Campania non abbia bisogno di uno showman, ma che abbia bisogno di qualcuno che prenda a cuore il suo destino, il suo futuro, e che sappia costruire buone politiche”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando al Giffoni Film Festival, a Giffoni Valle Piana (Salerno). “Stefano Caldoro è un uomo di esperienza, che ha fatto della competenza la sua cifra. Io sono in Campania oggi anche per presentare la lista di Forza Italia a Caserta e per sostenere il nostro candidato. Qui come in tutta Italia il centrodestra si presenta unito, mi auguro che Forza Italia e la nostra coalizione possano vincere questa importante sfida, nell’interesse dei cittadini campani che hanno diritto a più lavoro, a più infrastrutture, e a una regione efficiente e snella”.



“Un caffè coi cittadini”, il ministro Di Maio ad Angri

Big della politica nazionale nel salernitano per sostenere i candidati al consiglio regionale della Campania e i candidati al consiglio comunale. Dopo Matteo Salvini, leader della Lega, che nella giornata di ieri ha fatto tappa in varie zone della provincia di Salerno, sabato 29 agosto sarà la volta di Luigi di Maio. Il ministro degli Esteri sarà ad Angri, alle 17.3, per “Un caffè con i cittadini”. Sarà l’occasione, spiegano i pentastellati salernitani, per raccontare l’importanza di votare sì al Referendum sul taglio dei parlamentari e sostenere i candidati locali. “Sono lieta della presenza del Ministro Luigi Di Maio ad Angri: sono decenni che nella nostra città non arriva una figura istituzionale così importante. Ancora una volta il MoVimento 5 Stelle si dimostra una forza di Governo vicina al territorio e la presenza del nostro Luigi ad Angri lo conferma ulteriormente”, ha dichiarato la deputata Virginia Villani. “E’ un grande onore avere ad Angri il Ministro Di Maio: la sua presenza è per noi un’iniezione di grinta e determinazione, l’ennesimo segnale che il nostro Governo non dimentica mai la centralità dei cittadini”, ha dichiarato Giuseppe Iozzino, candidato sindaco MoVimento 5 Stelle.




A Cava finisce a bottigliate e sediate contro la Polizia

Bottigliate e sediate, contro agenti di polizia e comuni cittadini. Ecco la violenza dei contestatori rossi andata in scena a Cava de’Tirreni , in occasione di un comizio di Matteo Salvini, impegnato in campagna elettorale in Campania, in vista della tornata elettorale regionale del 20 e 21 settembre. Altri momenti di tensione in piazza, quando alcuni contestatori hanno lanciato sedie e bottiglie contro gli agenti di polizia impegnati nel garantire la sicurezza dei partecipanti alla manifestazione politica. Ignoti contestatori, mentre la polizia cercava di allontanare alcune persone che disturbavano il comizio dell’ex ministro dell’Interno, ha lanciato alle spalle dei poliziotti sedie e bottiglie trovate nell’area ristoro di alcuni locali pubblici. Salvini si è così rivolto alla piazza gremita di sostenitori, affondando il colpo contro i facinorosi: “Grazie a tutti e anche a chi non aveva niente da fare, che viene qui con i fischietti, vi voglio bene lo stesso. Lasciate che altri fischiettino, questo vuol dire scegliere la Lega. Qui a Cava de’ Tirreni ci sono sia le elezioni per il Comune che per la Regione, vi dico che dove governa la Lega le case popolari vanno prima agli italiani e poi al resto del mondo”. Infine, il numero uno leghista ha aggiunto: “Ve lo dico sottovoce, con educazione, che se su questo palco ci fosse qualcuno di cui condividete le idee non sareste lì a fare casino, sareste a lavorare, o sareste in spiaggia. Qui ci vuole una scuola che funziona, aiutatemi a mandare a casa la Azzolina, e una sanità che funziona”. COMUNICATO LEGA “Ai soliti contestatori, la Lega risponde con il sorriso ed un monito, chi lancia sedie contro la polizia e mette a rischio l’incolumita’ delle perone e’ un criminale che dovrebbe finire in galera.” Cosi’ la Lega della Campania commenta i tafferugli avvenuti a Cava dei Tirreni durante il comizio di Matteo Salvini. “Magnifica la piazza , colorata con i colori della Lega – prosegue il comunicato – .una piazza gremita e festante per Matteo Salvini che ha salutato con affetto le tantissime persone accorse “A Cava Salvini ci mette la faccia ed il cuore. La Lega parla di lavoro, legalita’ buona sanita’ e di scuola”, conclude il comunicato.




Per cacciare De Luca Salvini si affida a San Matteo

È stata una giornata movimentata per Matteo Salvini, che allo stesso tempo ha avuto modo di conoscere il capoluogo e i suoi abitanti, caricare i suoi candidati della Lega e il suo candidato presidente Stefano Caldoro di rinnovato entusiasmo, oltre ad approfittare dell’occasione per dare a De Luca presidente uscente ed avversario da battere, qualche “carezza”. Un tour serrato, fatto di piccoli incontri, prima di trovare la piazza piena a Cava dei Tirreni, incontri programmati minuziosamente dalla sua comunicazione “Social”. Infatti i quattro video “Made in Salerno” postati dalla sua organizzazione, totalizzano in poche ore oltre seicentomila visualizzazioni in totale, mentre le foto di Salerno hanno ricevuto oltre cinquantamila “Like”. Dunque possiamo dire che questo breve giro nel feudo deluchiano ha sortito un notevole risultato sulla famosa “bestia”, la pagina Facebook dell’onorevole lombardo, fornendo colori, suoni e contenuti che sono stati giudicati interessanti dai suoi followers. Ma torniamo alla cronaca: come annunciato, di buona mattina Salvini è al Ruggi a vedere cosa sta accadendo in riguardo all’ospedale Covid. Seguito da un nutrito gruppo di cronisti, si addentra a piedi nel parcheggio dell’ospedale/università dove è sito l’ospedale Covid non collaudato. Non gli viene concesso di entrare in auto e al Parlamentare leghista non resta che camminare, da solo, senza operatori della stampa, accompagnato da Santoro, Tommasetti e naturalmente, da Caldoro. Al suo ritorno dichiara ai giornalisti: “il direttore generale ci ha detto molto gentilmente, voi non entrate. In suolo pubblico ed ospedale pubblico, siamo entrati lo stesso a documentare questo spreco di denaro. Ricordo che l’ospedale covid lombardo in fieramilano è stato messo su con soldi privati e la struttura è stata inaugurata. Qui abbiamo soldi pubblici e la struttura non è stata inaugurata. Mi auguro che la magistratura faccia chiarezza su questo spreco di denaro”. Velocissimo, il Matteo segretario del Carroccio si sposta a Piazza XXIV Maggio, per una sobria quanto rapida inaugurazione della sede cittadina della Lega. Ad accoglierlo all’esterno una contestazione del gruppo “Salerno non si Lega” che accompagna il leader leghista al grido di “Buffone, Buffone”. Salvini li saluta, mandando ai contestatori degli ironici bacetti. Una contestazione, ben più nutrita, di circa 200 persone, si ripeterà più tardi a Cava dei Tirreni, dove la Polizia è dovuta intervenire sui manifestanti con una carica di alleggerimento, ovviamente postata qualche ora dopo sui social salviniani. E’ il momento del fuori programma; già alla cena con i candidati all’Hotel Salerno, aveva espresso il desiderio di visitare la cattedrale del “suo” Santo, San Matteo. Presto detto, da Piazza XXIV Maggio la carovana si dirige alla cattedrale in visita al Santo, Salvini visita il Duomo e la Cripta, tutto doverosamente documentato via social, preghiera compresa. Finita la veloce sortita “cattolica”, arriva il momento del piccolo incontro con i suoi sostenitori a Corso Garibaldi angolo Via Velia. Il sole picchia forte e la poca gente (sono all’incirca le 11:30) cerca di evitare di aspettare sotto il sole. Preceduto da Caldoro, Cantalamessa, l’europarlamentare Vuolo, Il consigliere Zitarosa, inizia il suo minicomizio, senza palco e sotto ad un gazebo personalizzato, che dura esattamente quattro minuti, prima di concedersi ai selfie con i suoi sostenitori. Esordisce con due classici, la guerra aperta alla legge Fornero e la Pace Fiscale, poi passa alla Campania, una Campania più pulita, senza ecoballe e rifiuti tossici e più sicura, perché il PD di De Luca ha fatto sbarcare in Italia migliaia e migliaia di clandestini che portano solo problemi, e se va male, malattie. Si dice orgoglioso di andare a processo per aver difeso il suo paese, in tema di immigrazione. “In quel tribunale porterà anche la voce di Salerno e della Campania, ma anche degli immigrati per bene, che sono tanti, vivono qua, mandano i figli a scuola. Daremo prima ai Campani, perché non c’è tutto per tutti, a chi sbarca domani mattina gli diciamo di aspettare, prima il lavoro e le case popolari ai campani.” E ancora “ho incontrato tanta gente che mi chiede sempre e solo una cosa: lavoro, lavoro, lavoro. Bisogna lavorare per comprare una casa, per sposarsi e fare dei figli. E i figli ci sono se ci sono una mamma e un papà, non altre cose.” Un’ultima stoccata alla politica politicante salernitana: “c’è gente che vive a Salerno da 50 anni, che vi ha chiesto il voto da 50 anni, che per 50 anni non ha fatto un accidente. Mandateli a casa, liberiamoci dei poltronari, ve lo chiedo per favore.” Prima di congedarsi e navigare verso altri lidi, saluta i salernitani con un “viva Salerno, Viva San Matteo!”