Oggi Assemblea di Lega per decidere il futuro della B

di Fabio Setta

Seppur lontana e a stento immaginabile, vista l’attuale situazione, la ripartenza del campionato di serie B è argomento che tiene banco soprattutto tra i presidente dei vari club cadetti. In questo momento delicato, nonostante tutto, ognuno cerca una soluzione che possa se non favorirlo almeno non danneggiarlo, nel rispetto degli investimenti fatti. E’ il caso di Vigorito, patron del Benevento oppure del suo collega Stirpe che ha annunciato che nel caso in cui non di disputassero i play off e il Frosinone, terzo in classifica non fosse promosso, lascerebbe il calcio. Ieri in videoconferenza è andato inscena il consiglio di Lega, a cui ha preso parte anche Marco Mezzaroma. “Sarà proposto all’Assemblea, che si svolgerà oggi sempre in videoconferenza” – si legge nel comunicato della Lega di B – la necessità di proseguire con gli stessi criteri, di trasparenza e uniformità, adottati nel corso di queste settimane, attenendosi alle prescrizioni dettate dalle autorità preposte alla salute e alla sicurezza pubblica, uniformandosi   responsabilmente alle disposizioni governative in tema di Covid-19.Ilconsiglio ha evidenziato come tutti i club siano compatti nell’osservare le disposizioni dettate dalle competenti autorità e nel dotarsi di ulteriori criteri a tutela della salute pubblica e di tutti i tesserati, ma anche nel garantire il principio della regolarità delle competizioni sportive”. Stamattina, in tal senso, è in programma l’assemblea di Lega sempre in videconferenza   che   proverà   a formulare una prima proposta da presentare il 23 marzo in consiglio federale. Le soluzioni al vaglio sono al momento due: ripartire dalla 29^ giornata, come da calendario, facendo slittare tutte le gare, oppure rinviare al termine del torneo le giornate rinviate e ripartire quindi dalla giornata numero31. Qualche club ha anche proposto per non far slittare i playoff il recupero delle giornate rinviate con ulteriori turni infrasettimanali, ma giocatori e allenatori non saranno certo d’accordo. Questo perché per problemi di date, si rischierebbe di andare troppo in là e la soluzione a quel punto obbligata sarebbe quello di andare a snellire inevitabilmente la formula dei play off che potrebbe ridursi a quattro squadre o addirittura soltanto alla terza e alla quarta. Ipotesi possibile come quella di una possibile abolizione dei play off con la terza classifica promossa direttamente in A. Una soluzione che non piace alla Salernitana, ma probabilmente a nessuno ma da tenere presente. Anche perché tutto inevitabilmente dipenderà da cosa succederà fuori dal terreno di gioco da oggi al 3 aprile. Play off o meno, è questa la partita più impor-tante da vincere.




Lutto Cavese, è morto lo storico massaggiatore Ugo Russo

di Adriano Rescigno

In un battito di ciglia sono andati via trent’anni di storia della Cavese. Ugo Russo, massaggiatore, ma nei fatti un padre e fratello per tutti quelli che hanno vestito la casacca biancoblù, si è spento all’età di 72 anni all’ospedale di Eboli. Insieme alla pioggia battente le lacrime dei tifosi, insieme alla pioggia battente all’arrivo della notizia si sono fermati anche gli allenamenti della squadra. Nessuno ha resistito, nessuno è voluto rimanere distante alla famiglia di Ugo, la moglie Assunta ed i figli Ida e Gerardo. In via Ferrara a Pregiato una processione per tutto il corso della giornata di ieri, presso la sua abitazione, non lontano dal campo dove si allenano i giovani talenti della Cavese. Non riesce a parlare il collega massaggiatore Gioacchino Cafaro: «E’ stata una persona per gli altri. Un uomo eccezionale». «Ugo per me era un fratello maggiore, si faceva volere bene da tutti, dai grandi e soprattutto dai ragazzi per il quale era un padre, un fratello, tutto. Sempre vicino, non abbandonava mai nessuno, era una persona che viveva per aiutare gli altri. Ieri mattina non potevamo far altro che fermare le attività della squadra. Lui non avrebbe voluto ma noi non abbiamo saputo far altro che stringerci nel dolore. Dal presidente, ai giocatori, al magazziniere, nessuno riusciva a parlare, troppo dopore». A ricordare Ugo Russo, anche il mister Salvatore Campilongo: «Lo vedevo lavorare al campo di Pregiato con i ragazzi e ne rimanevo affascinato per la cura e per l’abnegazione. Sempre sorridente, sempre dalla barzelletta pronta per smorzare la tensione o per riportare serenità al gruppo. Era una persona splendida. Con lui va via un pezzo della Cavese».




Teatro Verdi: non solo musica

Tabellone pronto per il II Quadrangolare di calcio dedicato a Raffaele Procida, voluto da Antonio Senatore, che si svolgerà domani con fischio d’inizio alle ore 9,30, al Centro Sportivo Ultimo Minuto

Di OLGA CHIEFFI

Il rapporto tra calcio e intellettuali è sempre stato molto complesso. Spesso guardato con snobismo per via del grande entusiasmo popolare, il calcio non è mai stato particolarmente attrattivo per alcune élite, con alcune eccezioni, però. E se nel nostro Paese abbiamo l’esempio di Pier Paolo Pasolini, di Saba o di Gatto, nell’ex Urss troviamo la straordinaria storia del compositore musicista Dmitrij Dmitrievic Sostakovic, del grande amore per lo sport più bello del mondo da lui definito “il balletto delle masse”, in un paese come l’URSS dove, a differenza della visione britannica della disciplina, il calcio era visto come “una forma d’arte capace di attraversare trasversalmente la letteratura, la pittura, la musica e la danza”. Se Sostakovic era tifosissimo della Dinamo di Leningrado e il direttore d’orchestra Valery Gergiev, lo “czar” ha ammesso in intervista che, qualora non avesse fatto musica sarebbe certamente diventato un calciatore alla Schevchenko, gli strumentisti dell’ Orchestra Filarmonica Salernitana “G.Verdi” di Salerno non sono da meno e nella persona del I flauto Antonio Senatore, validissimo bomber, hanno organizzato un Quadrangolare di calcio a nove, dedicato all’amico di sempre Raffaele Procida, trombettista, scomparso nell’agosto del 2017, giunto alla sua seconda edizione. “Il memorial – ha annunciato Antonio Senatore – prenderà il via domani, sui campi del Centro Sportivo Ultimo Minuto sito a Pontecagnano, alle ore 9,30, con una formula che vedrà due partite da 40 minuti l’una, al termine delle quali le  vincenti si sfideranno tra loro per il 1°e 2°posto, mentre le perdenti si contenderanno il 3° e 4° posto. Ancora una volta avremo l’occasione di trascorrere una mattinata insieme, tra vecchi e nuovi amici che hanno conosciuto Lello nell’ambiente che più amava: il campo di calcio. Sono sicuro che quest’anno saremo ancor più numerosi, tra atleti e semplici tifosi, a prendere parte ad un giornata di sport dedicata al nostro amico”. Raffaele “Lello” Procida, trombettista, prestato anche al sassofono, amatissimo professore della Scuola Media “Torquato Tasso” di Salerno, sempre al fianco di Tonino Marzullo, in teatro e fuori, rivivrà in questa giornata. Il calcio, infatti, come tutte le arti e la vita, continua a voler essere l’arte dell’imprevisto. Solo su questo assunto la discesa a rete di Maratona, fuori del tempo, seppur velocissima, può trasformarsi in tema musicale, in un dolente ed ossessivo tango. Il tema musicale, come la punizione del colonnello ungherese Ferenc Puskas, non è un seguito di istanti, ma è una certa organizzazione razionale del tempo fondata sulla successione. Il tempo, come autosufficienza dell’istante, assume una dimensione sacrale, iniziatica, misterica, ecco spiegata la vestizione di Zamora, il portiere che entrava in campo salutando il pubblico come un torero e, come un torero, curava l’eleganza dei suoi interventi per amor del bel gesto, dell’urlo della folla sorpresa e ammirata da quella presa alta, proprio lassù, nell’angolo, dove si arriva tutti distesi e solo le dita sfiorano quel tanto che basta, da quel tuffo che sembra calcolato al millimetro per chiudersi in parabola sulla palla, come l’acuto sopra le righe di una tromba o di un tenore. E’ l’istante dello sport, che come quello della musica è l’atto, la vita stessa nella sua pienezza, o, con linguaggio nietzschiano, il dionisiaco. E tra le linee del rettangolo di gioco, sul quale ogni volta, sia esso il Santiago Bernabeu, o il cortile del palazzo popolare, o il campetto di calcio della parrocchia si giocherà la partita della vita, sperando nella meraviglia, in quell’infinito “oh!”, che si attende parimenti da ogni esibizione, da ogni concerto, da ogni palcoscenico. Queste le squadre che si affronteranno in onore dell’indimenticato Lello Procida: la Old Salernitana che schiererà  Adinolfi Michele, Arrigo Aldo, Baccaro Luigi, Califano Giuliano, Campanella Titto, Celentano Rocco, Galdi Gino, Giordano Pierino, Greco Alfredo, Pepe Alessandro, Pepe Antonio, Senatore Ciro, Senatore Franco, Severino Biagio; I ragazzi del Venerdì con Altamura Alberico, Campo Rino, Caressa Ugo, Lanzara Franco, Lanzara Giacomo, Longo Emilio, Puglia Antonio, Sorriento Emanuele, Sorriento Massimo,Truono Giovanni; Procida Family  che vedrà in campo Alfinito Renato, Cucciniello Roberto, Cuomo Gaetano, Eliseo Eliseu, La Rocca Vinicio, Manzo Salvatore, Pastore Carmine, Procida Antonio, Procida Sabatino, Rinaldi Francesco e lo squadrone della Filarmonica del Teatro Verdi di Salerno con in formazione Botta Aldo, Caggiano Sergio, Cucino Nicola, De Castris Sergio, Falzarano Gaetano, Fusco Silvano, Giordano Fabrizio, Giordano Pasquale, Lo Conte Vincenzo, Marzullo Antonio, Melillo Giuseppe, Nunziata Pietro, Parisi Matteo, Rufo Antonio, Senatore Antonio e Zerella Alessandro.




Napoli, la rinascita di Maksimovic Da emarginato a colonna difensiva

di Redazione Sportiva

Al Parco dei Principi PSG e Napoli hanno dato spettacolo. La partita, valida per il terzo turno dei gironi di Champions League, ha visto affrontarsi due delle formazioni più in forma d’Europa. Il tasso qualitativo non era certo una sorpresa: i parigini hanno campioni assoluti dotati di grande esperienza e di grandissima tecnica, per i napoletani vale lo stesso ma, probabilmente, in misura minore. Bisogna ammettere che i vari Mbappè, Neymar, Di Maria e via dicendo hanno impensierito, e non poco, i tifosi azzurri. Ma non la difesa partenopea, che ha invece affrontato i fuoriclasse francesi con coraggio e determinazione. I due gol sono arrivati un po’ per combinazione e un po’ per ‘meriti accademici’: le statistiche fanno emergere un sostanziale equilibrio, anche se i padroni di casa hanno mirato di più verso la porta di Ospina. Superlativa è stata, in ogni caso, la prestazione del reparto difensivo azzurro. A brillare insieme ad Albiol e Koulibaly è stato anche Maksimovic, il grande emarginato dell’era sarrista. Con il serbo il Napoli sembra aver trovato l’arma segreta per affrontare le più grandi squadre d’Europa. Se da un lato c’è un Insigne che sta vivendo un momento di gloria indimenticabile in Champions, dall’altro va sottolineato il lavoro del centrale ex Torino. Non se ne parla molto, eppure il suo blocco difensivo è stato pressoché perfetto. Nessuna sbavatura, nessun pallone regalato agli avversari, ma solo tanta attenzione e tanti interventi effettuati nel modo corretto e con i tempi giusti. Dalle sue parti Di Maria non passa, come non passa Neymar. Non sarà un caso se entrambi i gol subiti sono arrivati dal lato opposto, quello protetto da Mario Rui. La cura Ancelotti sembra aver sortito un grande effetto su di lui che, pur giocando poco in campionato, quando viene ‘scongelato’ in Champions si rende protagonista di grandi prestazioni. Ancelotti lo ha potenziato, i campani lo hanno riscoperto, e ora per lui potrebbe arrivare il momento della conferma anche in campionato.Gennaro Famiglietti, avvocato di Edinson Cavani, ha rilasciato alcune significative dichiarazioni a Kiss Kiss Napoli. “L’abbraccio con Aurelio De Laurentiis è da vedere come un gesto di apertura e come grande riconoscenza tra Edinson ed il presidente per tutte le soddisfazioni reciproche vissute insieme. Gli anni vissuti a Napoli rappresentano un ricordo che niente potrà mai cancellare. E questa cosa Edi l’ha detta più volte: quante volte ha fatto sapere che gli farebbe piacere tornare in città per vestire ancora la maglia azzurra”.




Nocerina, restano da definire gli ultimi dettagli: Pappacena vicino all’ingresso nel club

di Filippo Attianese

Giornate decisive per il futuro della Nocerina. Proseguono senza sosta i contatti tra l’amministratore del club Bruno Iovino ed Aniello Pappacena; col passare delle ore appare sempre più probabile una felice conclusione della lunga trattativa per l’ingresso dell’imprenditore sarnese nell’organigramma rossonero. Resta ancora qualche dubbio per quanto riguarda la questione vertenze, soprattutto per il timore di futuri ricorsi da parte dei calciatori che ancora non hanno ricevuto una serie di pagamenti relativi alla passata stagione. La sensazione, però, è che al di là dei legittimi timori di Pappacena, che sta analizzando tutte le variabili con il suo collaboratore Paolo Maiorino, questa volta si possa davvero trovare un’intesa, magari cercando anche una mediazione con quei calciatori che non si sono ancora rivolti alla Commissione Accordi Economici della Lega Nazionale Dilettanti. Proprio per questo motivo oggi Iovino e Maiorino saranno a Roma, presso la sede dell’Aic, per cercare un accordo. Di certo ci saranno da saldare le vertenze già passate in giudicato; su quel punto non saranno ammesse deroghe, altrimenti scatterà automatica la penalizzazione. Intanto la squadra continua a lavorare agli ordini del tecnico Viscido per preparare al meglio la trasferta di Gela. Da valutare la condizione di Cioffi e Vatiero, ancora non rientrati a pieno regime dopo i fastidi accusati la scorsa settimana; quasi certa l’assenza di Montuori e Colulibaly. Anche Scolavino, D’Amaro e Iodice hanno iniziato la settimana a scartamento ridotto per febbre; dovrebbero comunque esserci nella gara contro i siciliani. Una gara che, a meno di sorprese
dell’ultima ora, si disputerà a porte chiuse. In realtà negli scorsi giorni, vista l’inagibilità del Presti, si era ipotizzato anche uno spostamento all’Esseneto di Agrigento; un’ipotesi che poi non ha trovato conferma, anche a causa del poco tempo a disposizione per avviare la macchina organizzativa per l’ordine pubblico.




Cavese, Modica: «Troppa pressione sulla squadra

di Michele Lodato

E’ uno Giacomo Modica dai due volti quello presentatosi in conferenza stampa nel post gara contro il Matera, un match che ha visto i metelliani ribaltare il risultato dopo l’iniziale vantaggio firmato dai lucani. Se c’era soddisfazione per la vittoria appena maturata, il tutto si è mischiato con il confronto dovuto alle critiche generali verso di lui ed i giocatori nei giorni post sconfitta di Vibo, il trainer ex Messina non ha usato giri di parole : ”La squadra che è stata costruita non è per vincere il campionato ma per ottenere una salvezza serena. Se ci sono altri obiettivi, ne riparliamo, ma questo è il nostro prospetto. Ho un grande gruppo: chi mi ama, mi segue. Non dobbiamo avere fretta di vedere i risultati, siamo appena alla sesta giornata” – il dibattito è poi continuato tirando in ballo anche gli enormi sforzi fatti dalla società per il ripescaggio, che ha influito ovviamente sul budget per la campagna acquisti “Noi lavoriamo per creare entusiasmo – ha continuato il tecnico – Accettiamo le critiche, non sempre possiamo raccogliere gli applausi. Andiamo avanti per la nostra strada. In questi 3 giorni, dopo la sconfitta di Vibo, abbiamo subito la pressione di dover vincere col matera e questo ci ha creato problemi nei primi 20 minuti. Questo fa parte del nostro processo di crescita, bisogna avere la pazienza. Ho in mano la squadra dal 16 luglio, dobbiamo salvarci e farlo in maniera serena. Noi, a differenza di altre squadre, non abbiamo avuto la forza economica di fare una campagna acquisti importante ma perché il Presidente ha fatto grosse spese per portarci qui. Non trovo corretto che siamo dalla prima giornata con il fucile puntato perché dobbiamo fare risultato, bisogna dare l’opportunità ai ragazzi. Se non sta bene a tutti, società in primis, si cambia”. Parole forti, duri, ma precise di un tecnico abbracciato dai suoi ragazzi, a testimonianza della coesione del gruppo col proprio tecnico che li ha scelti e dati una grande possibilità. In sala stampa anche uno dei protagonisti Rosafio: “Finalmente ho trovato il primo gol stagionale insieme ad una grande vittoria, dopo il rigore sbagliato a Vibo avevo accusato un po’ il colpo psicologicamente, sembrava fosse stregata la porta, per fortuna stasera è andata bene, merito anche della gran palla di Bettini”.




Il fondatore del football a Salerno: Donato Vestuti

di Redazione Sportiva

Giovedì prossimo messa al cimitero per ricordare Donato Vestuti, alla presenza del vice presidente Mezzaroma, De Luca e dell’amministrazione comunale. L’iniziativa rientra nel centenario della Salernitana. Chi era Donato Vestuti? Donato Vestuti era nato a Eboli il primo giugno 1887. Figlio dell’avv. Cosimo Vestuti, sindaco di Eboli, visse però a Salerno gli anni della sua giovinezza. Chi era Donato Vestuti? Tutti abbiamo davanti agli occhi la foto che lo ritrae con la divisa di soldato della prima guerra mondiale. Viso altero, baffetti sottili, con un copricapo tipo colbacco e avvolto in una mantella. Un po’ paffutello, Donato Vestuti, forse per questo invece di giocare si dedicò ad essere l’organizzatore e padre del primo football salernitano. Un giovane con tanti interessi, figlio della agiata borghesia cittadina, frequentatore del Circolo Nautico, e prima di seguire le orme paterne, si dedicò al giornalismo, redattore del Giornale della Provincia e corrispondente del Giornale d’Italia e de Il Messaggero. Non è causale che quindi, interagendo con giornali nazionali, si sia interessato di questa pratica sportiva che stava prendendo piede in Italia, il calcio, o meglio, il football. E proprio lui promosse il primo club il Salerno Foot Ball Club. Il resto è storia nota. Da lì sono nate iniziative che hanno contribuito a far crescere la pratica calcistica, ed anche i primi incontri, i tornei fra squadre cittadine e dei centri limitrofi. Vestuti però, come giornalista, fu il primo ad essere attaccato per parzialità, inaugurando anche in quest’ambito la moda della contestazione al cronista. E’ il 24 maggio 1913, e il suo il Salerno Fbc incontra la Juniores Fbc, composta da giocatori che formavano la terza squadra del Salerno Fbc e dopo averla abbandonata, fondarono la Juniores Fbc. La differenza tra le due formazioni è anche cromatica: bianca la maglia del Salerno Fbc, rossa quella della Juniores. In campo la partita assume una piega forse imprevista. Dopo un primo tempo in svantaggio, il Salerno rimonta e si porta in vantaggio. I rossi contestano la rete del sorpasso dei bianchi, asserendo che gli antenati degli ultrà del Salerno Fbc avevano intralciato la partita (campo senza barriere ovviamente), la Juniores per protesta aveva lasciato il campo prima della fine. Ma l’arbitro come si era comportato? Il cronista ci dice che “Arbitro imparziale e competente Vincenzo Cantù”. Cronaca forse un po’ partigiana? L’articolo era firma di D.V. ovvero Donato Vestuti, ovvero presidente del Salerno Fbc. Finisce tutto qui? Nient’affatto. Di Vece, dirigente nonché giocatore della Juniores, in una lettera in parte smentisce Vestuti. Al di là delle recriminazioni per il gol subito in fuorigioco, il dirigente dei rossi motivò l’abbandono. Vece sostiene di essere stato assalito da due energumeni :” come avremmo potuto continuare a giocare?”. E Donato Vestuti? Rispose da par suo: “ Tre anni di leale giornalismo mi esimono dal confutare le ingiuste accuse. Il campo risponderà”. Il 21 giugno il Salerno Fbc sconfiggerà la Juniores Fbc 4-0. Capito il carattere di Vestuti? Il giovane dirigente non dimenticò la sua città d’origine, portando ad Eboli addirittura un derby tra Salerno Fbc e Pro Cava ( 3-0), in occasione della festa di S. Vito (non si dimentichi che il padre Cosimo era sindaco di Eboli). Un personaggio poliedrico, tipico intellettuale di quel periodo, indaffarato in tante cose. Anch’egli, come molti giovani, si trovò catapultato nella Grande Guerra. Vestuti, con il grado di capitano di complemento venne inquadrato nella 125^ Batteria Bombardieri. Il destino volle che proprio a pochi giorni dalla fine delle ostilità, trovasse la morte sul Monte Grappa il 28 ottobre 1918. Salerno sportiva perse il precursore del calcio, ma i suoi sforzi un anno dopo furono ripagati con la nascita della Salernitana, figlia morale del Salerno Foot ball club.




Napoli, De Laurentiis non si ferma: pronti quattro colpi per lo scudett

di Red.Cro.

Piatek, Barella, Arias e Meitè, quattro colpi per cullare ancor di più il sogno Scudetto. De Laurentiis è già al lavoro per allestire sempre più competitiva. Il sogno si chiama Krzysztof Piatek, attuale capocannoniere della Serie A ed autore di un inizio stagionale fantastico con la maglia del Genoa, come annunciato nei giorni scorsi dallo stesso numero uno della società partenopea: “Ho parlato di Piatek con Preziosi ed il suo agente, ci incontreremo a breve. Non ho però necessità di far le cose di fretta, così come non mi va di partecipare ad aste. Senza nulla togliere al giocatore, bisogna valutare se ha le capacità di rendere nella nostra squadra così come lo fa con la maglia del Genoa. Non compriamo così tanto per comprare, bisogna aspettare la crescita di alcuni elementi che può non essere immediata”. Anche il presidente Preziosi è convinto che l’attaccante polacco lascerà Genoa nei prossimi mesi come dichiarato sulle colonne de “La Gazzetta dello Sport”: “Piatek è essenziale per il Genoa e io devo pensare al Genoa.
Poi, non ci prendiamo in giro, so che me lo porteranno via, perché è stratosferico e gli moltiplicheranno l’ingaggio per dieci”. Nelle ultime ore è stato acc o
stato nuovamente il terzino colombiano Arias, che sta trovando poco spazio all’Atletico Madrid con “El Cholo” Simeone. Il Napoli potrebbe fiondarsi anche su Nicolò Barella, ormai nel giro della Nazionale maggiore, e Soualiho Meitè, metodista del Torino che ha attirato gli interessi dei top club europei tra cui quello del presidente della società azzurra. Il lavoro certosino in sede di mercato del Napoli parte così da lontano. Gennaio si avvicina, De Laurentiis è pronto a sferrare l’attacco. Il Napoli è tornato ad allenarsi a Castel Volturno in vista della prossima sfida di campionato contro l’Udinese. Questo il report mattutino della società partenopea: “Allenamento mattutino per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match a Udine per nona giornata di Serie A in programma sabato 20 ottore (ore 20,30). Ancelotti potrebbe lanciare dal primo minuto ancora una volta Kevin Malcuit al posto di Elseid Hysaj. Karnezis potrebbe scendere in campo dal primo minuto. In difesa possibile turno di riposo per Koulibaly, rientrato dal Senegal con acciacchi fisici e diffidato, al suo posto Maksimovic. Sull’out sinistro di centrocampo potrebbe partire titolare Verdi al posto di Zielinski, anch’egli impegnato con la Nazionale polacca negli ultimi giorni.




Lotito vince la battaglia: potrà essere eletto nel nuovo Consiglio della Figc

di Redazione Sportiva

La corte Federale della Figc, su richiesta del procuratore federale, sollecitata dalla lega stessa ha deciso che sussitono i requisiti di eleggibilità come consigliere per la lega di serie a per claudio lotito, ribaltando il precedente parere del collegio di Garanzia del coni, che si era espresso sull’incandidabilità di lotito. importante vittoria del presidente laziale che recupera l’agibilità politica all’interno del consiglio Federale, dopo che il collegio di Garanzia aveva interpretato la legge sui mandati, introdotta lo scorso febbraio,in maniera restrittiva: chi ricopre ruoli all’interno di coni, federazioni, discipline associate ed enti di promozione o semplicemente come dirigente sportivo, non può superare i tre mandati a meno che non fosse entrato già in carica al momento dell’entrata in vigore del testo, facendo decadere di fatto l’imprenditore romano, eletto consigliere federale per la lega di a il 28 maggio scorso, quando già la legge era in vigore. Già in Una vittoria importante perché lotito potrà magari operare dal di dentro sulla vicenda multiproprietà, alleandosi con De laurentiis. proprio questo tema era stato però già bocciato dal futuro presidente della Figc, Gravina. infatti l’ex numero uno della lega pro in più di una circostanza ha ribadito di esere favorevole alle seconde squadre ma non alle multiproprietà. con lapresenza di lotito in consiglio, però, lo scenario potrebbe mutare.




E’ una candidata filo-Lega, fuori squadra dall’Afro Napoli

di Red. Cro.

In una delle sue ultime gare con la sua squadra Titty Astarita (a sinistra), calciatrice della squadra femminile dell’Afro Napoli United, messa fuori rosa dopo aver annunciato la sua candidatura al consiglio comunale di Marano con una lista civica che figura nell’alleanza di centrodestra insieme a Noi con Salvini, Napoli, 15 ottobre 2018 ANSA / GENTILE CONCESSIONE GIUSEPPE CALIENDO

Gioca nell’Afro Napoli United, la squadra che lavora sull’integrazione tra italiani e immigrati, ma si candida per il centrodestra alleato di Salvini e finisce fuori squadra. E’ la storia di Titti Astarita, giovane calciatrice che e’ stata esclusa dal club dopo essersi presentata alle prossime amministrative a Marano, Comune a nord di Napoli, con la lista Movimento Civico Maranese a sostegno del candidato sindaco Pezzella. L’Mcm e’ una civica di centrodestra alleata di con Noi con Salvini, il club le chiede di rinunciare alla candidatura, lei rifiuta e finisce fuori squadra. “Il nostro statuto -spiega Antonio Gargiulo, presidente del club- dice chiaramente che siamo contro il razzismo e le discriminazioni, e tutti gli atleti ne sono a conoscenza e approvano questi valori. Quando una nostra tesserata si candida e assume una posizione diversa dal nostro statuto, si fa fuori da sola. Si presenta appoggiando una lista che ha valori totalmente opposti ai nostri, e’ imbarazzante”. Una chiarezza espressa anche dai tifosi che infatti nella recente partita contro il Virtus Volla esponevano lo striscione “Mimmo libero”, in difesa del sindaco di Riace. Astarita, pero’, si dice sorpresa e accusa il club di discriminarla: “Quando mi hanno detto che avrei dovuto scegliere tra la candidatura e la squadra sono rimasta senza parole. Io mi sono candidata con una lista civica non sposo le politiche di Salvini e non mi farei un selfie con lui, altrimenti mi sarei candidata nel suo partito. Dopo la decisione di mettermi fuori squadra sono stata molto male, ho pianto”, spiega. La giovane era anche capitano della squadra e si era detta pronta a restituire la fascia e fermarsi per un po’, durante la campagna elettorale, ma il club le ha posto l’aut aut, cacciandola. “L’Afro-Napoli United non e’ una squadra come le altre -affermano i dirigenti in una nota- nasce come progetto di inclusione e integrazione per dare voce a un’Italia multietnica che gia’ esiste e che quotidianamente e’ oggetto di discriminazioni e razzismo”.
Ma non finisce qui: le compagne di squadra di Titti sono infatti schierate dalla sua parte e cosi’ l’Afro Napoli ha deciso di non iscrivere la squadra al campionato di serie C1. Il caso viene aspramente criticato dal vicepremier e ministro degli Interni, Matteo Salvini: “Gli unici razzisti -commenta in un tweetsono i buonisti di sinistra. Tenete la politica fuori dallo sport!”.