«L’Università non è Facebook» Esposito striglia Tommasetti

di Andrea Pellegrino

«Le scelte personali di carattere politico non hanno nulla a che vedere con valutazioni di opportunità politica quando si ricopre un incarico di alta amministrazione come quella di rettore». Luca Esposito, componente del Consiglio d’amministrazione dell’Unisa, torna sulla candidatura con la Lega del rettore aurelio Tommasetti, alla vigilia della seduta del Cda di ateneo. «io difendo le ragioni della scelta politica ed, essendo anch’io di estrazione di centro-destra, secondo un approccio liberale, è assolutamente giusto che ognuno scelga liberamente con chi candidarsi: questo per me è un punto fermo e che stigmatizza le posizioni di chi accusa la sua scelta. Diversamente, è inaccettabile che si possa essere rettore e candidato allo stesso tempo», prosegue Esposito. «proprio perché questa è una campagna elettorale europea, in altri paesi questo problema non si sarebbe nemmeno posto, in quanto l’elettorato e i vertici del proprio partito ne avrebbero chiesto la sospensione, per non inficiare sul potenziamento del proprio elettorato e per limitare l’emergere di dubbi circa la permanenza dell’incarico e sul possibile condizionamento del voto all’interno della comunità accademica». Ed ancora, prosegue: «Un’autosospensione avrebbe sicuramente avvantaggiato il rettore e messo nella condizione di agire liberamente senza il peso di preoccuparsi anche dell’Università, peraltro in una fase così delicata che vede il rinnovo della carica di rettore. Ho seguito molte campagne elettorali, tra cui quelle europee, e, sulla mia pelle, ho constatato che i candidati non avevano tempo neppure per respirare, avendo un collegio così vasto. per questo non capisco come faccia lui a gestire la campagna elettorale e amministrare anche uno degli atenei più importanti del meridione. Forse il rettore non è pratico di campagne elettorali europee. Ho la percezione di un malcontento non riguardante la scelta in sé ma che contesta il senso dell’amministrazione, che secondo i molti sarebbe venuta a mancare. La mia visione è derivata da varie discussioni fatte all’interno della Comunità studentesca», dice ancora Luca Esposito. «Se la Lega, a livello nazionale, chiede atteggiamenti chiari e onesti, questo lo si aspetta altrettanto dai propri candidati. a nessuno sfugge che l’Università è un’amministrazione complessa, ma proprio per questo tutti sono chiamati ad assumere posizioni di chiara responsabilità. Ci avviamo ad una fase delicata dell’ateneo, ovvero l’elezione del nuovo rettore, che sarà colui il quale dovrà amministrare per i prossimi 7 anni i problemi reali. a me preme maggiormente questa scadenza elettorale che non quella delle elezioni Europee e delle Universiadi. mi aspettavo anche delle dichiarazione a riguardo da tutti coloro che si accingono a candidarsi come rettore. Le parole del rettore espresse nella sua ultima intervista mi lasciano spiazzato, quando dice che “Dal giorno dell’ufficializzazione della candidatura ho sospeso l’utilizzo del mio profilo social”, mi sento di rispondere che, dal mio è punto di vista, l’Università è qualcosa di più di una pagina Facebook». «L’auspicio finale – conclude Esposito – è quello che il rettore possa svolgere una campagna elettorale più serena possibile, ma allo stesso tempo lasciando tutto l’ateneo libero di poter fare altrettanto».




Carmine Pignata, candidato in solitaria «Vogliamo proseguire il nostro lavoro»

di Erika Noschese

Rivendica con forza la sua appartenenza socialista ma sempre con il rispetto verso idee politiche differenti. «Sono socialista e me ne vanto», ha infatti dichiarato Carmine Pignata, attuale sindaco e unico candidato alla carica di primo cittadino ad Oliveto Citra che fin da subito ha rifiutato l’ipotesi di una lista civetta, impegnandosi ad incontrare i cittadini nel corso di questa campagna elettorale che mira alla riconferma.

Unico candidato alla carica di sindaco ad Oliveto Citra. Fin da subito ha rifiutato l’ipotesi di una lista civetta…

«Sì, questo perché ritengo che sia sempre il popolo a dover decidere. Nel caso specifico, sappiamo che bisogna raggiungere il quorum che è 1807 voti per la precisione, dovendo considerare che ci sono anche 540 cittadini iscritti all’Aire che sicuramente non verranno a votare, come storicamente accade. Ritengo però che per il servizio svolto da anni in questa comunità sia doveroso che sia sempre il popolo a scegliere. C’è una lista sola perché nella gradualità, nell’inclusione e nella mediazione – che sono tre valori che vengono dai nostri padri costituenti che io cerco di perseguire sempre – è evidente che il paese, proprio nei momenti anche difficili di questa contemporaneità, si stringa, diventa coeso. La lista unica ne è l’esempio. Confido molto nella partecipazione popolare intorno a questo progetto che continua, sostanzialmente».

Se dovesse essere rieletto, dunque, si procede nel segno della continuità?

«Assolutamente sì. Se dovessi essere rieletto si va nel segno della continuità, sapendo che oggi per i sindaci è difficile gestire tutto con grande responsabilità e anche nella esiguità delle risorse. Sono momenti non facili. I sindaci tutti sono veramente degli eroi rispetto alle difficoltà, ai rischi e soprattutto al dover rispondere ogni giorno, incontrando la sofferenza, con risposte concrete e non chiacchiere ai cittadini. Immaginate quanta conflittualità deriva da questo interiore, alla fine di una giornata che ci porta a dire “tiriamo la linea e vediamo cosa siamo riusciti a fare oggi”, sapendo sempre che la politica deve essere utile e avendo l’ambizione di meritarsi sempre il rispetto della gente che è fondamentale».

Quali sono i punti più importanti del suo programma elettorale?

«Intanto realizzare delle opere per le quali abbiamo investito in questi anni, a partire dall’utilizzo di Monte Nero, una montagna che noi abbiamo acquistato perché crediamo si possano realizzare strutture sportive ad alta quota, che si possa realizzare anche un grande parco per le diverse abilità in montagna; il territorio dei Saperi, nella casa della musica. Prevalentemente, tentare quanto più possibile di portare serenità economica nelle famiglie, accompagnare i processi del pip artigianale come nell’area industriale con processi di attrazione di imprenditoria e lavoro. Abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio aziende sane che hanno investito oltre 25 milioni di euro con 300 e più posti di lavoro. Fondamentale è perseguire sempre l’idea del lavoro che dà serenità e stabilità alle famiglie. E poi, si può chiedere alle famiglie di partecipare nella cultura nello sport, nella politica ma prima abbiamo il dovere di portare, per quanto ci sia possibile, serenità economica».

Qual è, secondo lei, la maggior difficoltà che vive oggi la sua comunità e sulla quale punterà nell’immediato, se dovesse essere rieletto?

«Se dovessi essere rieletto, ci sono tutti i cantieri aperti, le gare da completare, le strade e poi il territorio dei Saperi. Si tratta di un “contenitore” che contiene sia scuole che spazi per la formazione. E’ tutto già avviato ma senza tralasciare mai gli ultimi, le persone che non ce la fanno ma soprattutto i giovani. Ho perso un nipote domenica pomeriggio e credo che sui giovani, sulle fragilità, sul disagio sociale dovremmo fare di più e investire di più, come nella cultura. E’ difficile per tutti, non solo per Oliveto ma l’impegno è questo».

Secondo lei perché non c’è nessun altro candidato alla carica di primo cittadino ad Oliveto Citra?

«Perché il risultato, negli anni, è quello che ho detto all’inizio: nell’aver perseguito sempre i valori dell’inclusione, della moderazione, della responsabilità e della coesione sociale, e avendo servito io stesso il paese da tanti anni, probabilmente – ma poi sarà il popolo a verificarlo – questo ha generato una sorta di unità. Molte volte, le cose che si danno per scontato come l’ospedale e la sicurezza e loro sanno che in questa unica lista c’è la possibilità di rivedere tutto questo. Nei momenti difficili bisogna essere uniti e il paese è unito. D’altra parte, la lista si chiama Uniti per Oliveto ed è proprio una lista di unità. Poi, probabilmente ci sarà qualcuno che dissentirà. Ed è per questo che non c’è stata la lista civetta, per proporre questo progetto al popolo sovrano». Lei crede di farcela ed essere rieletto? «Io ho fiducia. Il tema del Sele d’Oro di quest’anno era “In sud we trust”. E io ho fiducia in Oliveto». Se potesse lanciare un appello, perché il popolo dovrebbe confermare la fiducia nel suo operato? «Per la continuità. Il rischio sarebbe proprio quello di non dare una continuità politica perché non c’è una seconda lista proprio perché il paese si è ritrovato in questo unico progetto. Il rischio sarebbe il commissariamento ma non mi pare che questa sia una scelta che merita un paese come Oliveto Citra». La sua è una lista civica ma di stampo centro sinistra… «Io sono socialista. E non smetterò mai di dirlo, per condizione di vita e per senso di appartenenza, di tessera. Sono socialista e me ne vanto, ne sono fiero e orgoglioso. Detto questo, la lista ha due presupposti: le cose che abbiamo in comune (per citare una bella canzone di Daniele Silvestri) e sono quelle materiali e immateriali della mia comunità. Io coordino e sono l’interprete di questa lista civica in cui le cose da fare e il rispetto per l’idea politica di ognuno perché non tutti sono della mia stessa idea». Se non dovesse essere rieletto, invece, cosa farà? «Se non dovessi essere rieletto continuerei a servire la gente, come ho sempre fatto con tutta l’umiltà. Sono medico di base. D’altra parte, gli anni che ho vissuto sono davvero tanti e credo che gli anni che vivrò sono assai inferiori rispetto a quelli vissuti. Per questi anni futuri voglio mettere sostanza. Comunque vada, voglio continuare a fare cose belle e a fare politica, a servire le persone nel senso più alto e bello del termine perché donarsi agli altri e farlo con spirito di servizio se ne ha un ritorno anche egoisticamente parlando, si sta meglio».




Enzo Luciano: “Nessun caso Capaccio” Fasano: “Forza Italia presente ovunque” Alfieri non presenta il simbolo del Pd, il segretario provinciale getta acqua sul fuoco

di Andrea Pellegrino

Partiti in campo per il doppio appuntamento con le Europee e con le amministrative. In quasi tutti i comuni superiori ai 15mila abitanti ci sono liste di partito. Ad eccezione di Capaccio Paestum dove, nonostante la presenza di Franco Alfieri, non spunta il simbolo del Partito democratico. Qui solo il centrodestra, con Enzo Sica, mostra i suoi simboli ufficiali. «Il Partito Democratico – commenta il segretario provinciale Enzo Luciano, a liste chiuse – e la coalizione di centrosinistra, anche per queste amministrative, hanno messo in campo le migliori energie, individuando e sostenendo candidati capaci che hanno già dato prova di buona amministrazione. Siamo convinti che i loro programmi riusciranno ad ottenere il più ampio consenso». Forza Italia è presente in tutti i comuni. «Esprimo un sincero e sentito ringraziamento per la straordinaria collaborazione – ha commentato, invece, il co- ordinatore provinciale Enzo Fasano – ai colleghi parlamentari Marzia Ferraioli e Gigi Casciello, peraltro responsabili del partito rispettivamente a Pagani e Scafati. Un ringrazimento speciale ai consiglieri provinciali Giuseppe Ruberto e Roberto Celano per tutto il lavoro, non solo politico ma anche tecnico-amministrativo, che hanno fatto in questa fase. Nei prossimi giorni terrò una conferenza stampa per delineare anche le specificità territoriali che vogliamo esaltare in questo turno per le amministrative». Soddisfatta anche Fratelli d’Italia: «Grazie ai nostri dirigenti locali – spiega Imma Vietri – abbiamo messo in campo liste competitive e progetti politici seri per i cittadini delle comunità locali. Il centrodestra marcerà compatto nella quasi totalità dei comuni superiori ai 15 mila abitanti e questo è certamente un dato di buon auspicio visto il trend nazionale che negli ulti- mi mesi ci ha visto conquistare 7 Regioni Italiane. Siamo certi che queste comunali rappresenteranno un avviso di sfratto a De Luca. In bocca al lupo a tutti i candidati di Fratelli d’Italia al consiglio comunale e a tutti i candidati sindaco del centrodestra da noi sostenuti. Una vicinanza particolare ai candidati a sindaco di Scafati e Nocera Superiore, Cristoforo Salvati e Giuseppe Fabbricatore, che sono nostra diretta espressione di Partito essendone dirigenti di primo piano». Buona rappresentanza anche del Partito socialista italiano. «Siamo soddisfatti – spiega il segretario provinciale Silvano Del Duca – del lavoro straordinario portato avanti dai socia- listi della Provincia di Salerno nei vari Comuni che andranno al voto il prossimo 26 maggio. Siamo presenti in tutte le Città al di sopra dei 15 mila abitanti sia con liste socialiste, come per Baronissi, che con liste civiche di chiara espressione socialista, mentre negli altri Comuni al voto abbiamo candidato compagne e compagni diesperienza e giovani energie che daranno uno straordinario contributo alla crescita e allo sviluppo delle proprie comunità, a partire dalle candidature socialiste a Sindaco di Enzo Bagini ad Albanella e Mino Pignata ad Oliveto Citra».

 

 




Ciriaco De Mita non molla e si candida nella sua Nusco

Ciriaco De Mita non lascia ma raddoppia. A 91 anni l’ex presidente del Consiglio dei Ministri è ancora in campo nella sua Nusco. Sindaco uscente, tenta il secondo mandato presentando nuovamente la lista. Cinque anni fa incassò nel suo comune di appartenenza il 70 per cento dei consensi, conquistando la fascia tricolore. Oggi ci riprova con un nuovo patto con i suoi concittadini. Uno schieramento civico che ripropone la vecchia maggioranza, che negli anni si era un po’ divisa e ora ha ritrovato l’unità. A sfidare il vecchio leader della Democrazia Cristiana, più volte ministro e anche presidente del Consiglio, una lista civica sostenuta dal Pd che candida a sindaco l’avvocato Francesco Biancaniello. E sarà l’unico impegno elettorale per De Mita, che per la prima volta nella sua lunghissima carriera politica rinuncia a un ruolo di regista nelle amministrative ad Avellino. Nel capoluogo irpino si vota infatti per eleggere il sindaco dopo la brevissima esperienza del Movimento 5 Stelle e l’ex segretario nazionale negli anni d’oro della Dc non avrà candidati che rappresentino la componente popolare demitiana.




Capacchione:«Baronissi necessita di un cambio generazionale»

«Con umiltà, cuore, coraggio e con il sorriso voglio dare una mano per Baronissi». Carmela Capacchione scende in campo al fianco di Luca Galdi. «Sostengo con orgoglio Luca perché rappresenta il sindaco della gente, disponibile ed orientato all’ascolto delle necessità dei cittadini. Luca rappresenta il cambiamento che noi cittadini meritiamo», spiega la giovane candidata al Consiglio comunale. «Baronissi ha bisogno di un cambio generazionale – dice ancora Carmela Capacchione – Baronissi merita di essere accompagnata da giovani professionisti che mettono in campo le proprie competenze la propria cultura, al servizio della comunità. Baronissi dovrebbe premiare noi giovani che con umiltà, senso del sacrificio e del dovere siamo scesi in campo per rendere questa cittadina una città migliore». Carmela Capacchione racconta che a Baronissi è cresciuta e vive da quando è nata. «È il luogo in cui mio nonno paterno Vincenzo ha radicato le proprie origini, è il luogo in cui ha deciso di investire il suo tempo e le sue risorse. È il luogo in cui mio padre Luigi ha deciso di investire per il futuro di noi figli con sacrifici ed umiltà. Sono cresciuta con il senso del sacrificio che mi ha trasmesso mio padre Luigi. Con umiltà, dedizione e con i sacrifici dei miei genitori sono una donna realizzata. Sono diventata una giovane professionista in carriera, che con umiltà, cuore, coraggio e con il sorriso vuole mettere al servizio delle persone le proprie competenze, la propria professionalità ed il proprio im- pegno, senza alcun interesse personale, se non quello del bene per la comunità».




«Non ci siamo scelti per vincere ma per governare la cittadina»

Emanuele Landi

La Baronissi che vale si presenta. Nella sala Iris dell’Hotel dei Principati, il candidato sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiante presenta le sue liste. “Valori per la qualità della vita”, “Valori per la comunità” e “Valori per la buona amministrazione”: questi i titoli dei manifesti che campeggiano nella sala gremita tra stampa, curiosi e gli 80 can- didati presentati al pubblico dall’ex primo cittadino di Baronissi. “Sarà una comunicazione rapidissima per rendere nota la nostra compagine e dare informazioni sul suo stato dell’arte – ha esordito così in conferenza stampa Gianfranco Valiante – Ieri sono state presentate le nostre 5 liste. Il nostro programma sarà presentato nelle prossime ore. Esso servirà ad accompagnare la nostra campagna elettorale e il nostro piano di governo se l’elettorato lo con- dividerà e lo confermerà col suo voto il prossimo 26 maggio. “Sono 80 i can- didati – ha proseguito Valiante – al 50% di ciascun genere, per metà uomini e per metà donne. Ci siamo scelti a vicenda, nessuno è stato costretto. Siamo convinti di portare avanti questo pro- getto e questa battaglia perché tutti loro ci credono ed è questo il modo portato avanti per 5 anni e che vogliamo seguire per i prossimi 5. Ognuno ha la sua storia: sono rappresentanti di tutte le varie associazioni di Baronissi. Sono docenti, sono operai, sono studenti, non sono persone che hanno bisogno di lavoro. Sono la carne viva di questa comunità. Sono qui per portare avanti un discorso dato che 9 tra i candidati facevano parte del consiglio uscente. Sono 80 candidati consiglieri più il sottoscritto candidato a sindaco. Sono qui per un ricambio generazionale, culturale e valoriale. Non parlo del no- stro programma che tra qualche ora sarà affisso. Parlo di un altro elemento che può essere fondamentale. Siamo 80+1 persone che hanno lo stesso mo- dello ideologico ed una visione unica della vita. Sulla dignità della persona, sulle persone dietro a noi, su temi come immigrazione e Ius soli abbiamo tutti lo stesso modo di vedere. Ci siamo scelti per governare senza contrasti, come purtroppo è avvenuto con parte della scorsa consiliatura fino a giungere allo scorso 18 febbraio”. “Non ci siamo scelti per vincere ma per governare – ha chiosato il candidato sindaco – per noi l’ambiente è sacro. Baronissi ha una vocazione di città ecosostenibile: non è uno slogan ma un valore. Non si deve mortificare il territorio e ci atterremo al piano urbanistico. Il diritto soggettivo va tutelato ma solo quando non si contrasta con quello pubblico. Baronissi è una città aperta ed europea. Baronissi città d’Europa, pronta ad interloquire, con università, con i comuni limitrofi perchè senza dialogo non c’è città aperta. Città accogliente, dei servizi e che insegna come si vive. Ci sarà attenzione alla persona, ai giovani, alle persone anziane e bisognose. Ci sarà rispetto dell’istituzione perché si governa ri- spettando le istituzioni e i soggetti democraticamente eletti. La nostra com- pagine testimonia questi valori, la campagna elettorale inizierà fra qualche ora e noi spiegheremo dai palchi, nelle case, nelle piazze la prospettiva di un lavoro che deve continuare e sarebbe un delitto interrompere. Ci sono cose che non vanno e abbiamo perso tre mesi e di questo me ne dispiace. Colgo che siamo quelli giusti e siamo sulla strada giusta se ci sarà dato modo di continuare a governare questa splendida città”.




COMUNI: SI VOTA LA SFIDA DEI PARTITI

di Andrea Pellegrino

Quasi un terzo dei comuni della provincia di Salerno rinnoveranno il proprio Consiglio comunale. E’ il turno elettorale più corposo che coincide con quello per il rinnovo del Parlamento Europeo. Si vota lo stesso giorno, 26 maggio. Tre preferenze per scegliere i rappresentanti europei; due preferenze (uomo, donna), oltre il candidato sindaco per scegliere i propri rappresentanti locali. Sei i comuni in cui è previsto il doppio turno. In quattro è presente con la propria lista il Movimento 5 Stelle che si misura sul territorio, anche in una realtà complessa come Scafati. Salva all’ultimo momento la lista grillina a Capaccio Paestum. Non ci sarà né il Movimento 5 Stelle né la Lega a Baronissi, dove i candidati grillini ma soprattutto quelli leghisti trovano ospitalità nelle civiche. E’ il caso di Moscatiello che accoglie espressioni della Lega di Matteo Salvini. A Baronissi ci sarà il simbolo del Partito democratico, affidato al sindaco (uscente) sfiduciato Gianfranco Valiante. Mentre non sarà presente a Capaccio Paestum dove scende in campo Franco Alfieri che prosegue la sua scalata nei comuni: prima Torchiara, poi Agropoli ed ora Capaccio Paestum, dopo essere stato sconfitto alle scorse elezioni politiche proprio nel suo collegio. Alfieri è un esponente del Pd ma non correrà sotto la bandiera dem. Nessun simbolo del Partito democratico neppure a Nocera Superiore dove il partito del Nazareno ha deciso, non senza fibrillazioni interne, di sostenere l’uscente Cuofano. Camuffato è il simbolo a Scafati, terra che esce da un lungo commissariamento dopo la bufera giudiziaria che ha portato anche in arresto l’ex sindaco Pasquale Aliberti su cui pende ancora il provvedimento di divieto di rientro nel suo comune. Fratelli d’Italia si impongono quasi ovunque: a Nocera Superiore hanno un proprio candidato sindaco (Peppe Fabbricatore), così come a Pagani, dove c’è il fittiano Alberico Gambino che cerca di ritornare a capo della città di Sant’Alfonso. Entrambi i candidati sindaco hanno il sostegno di gran parte del centrodestra mentre la coalizione è divisa a Scafati, dove c’è un candidato di Fdi (Salvati) e un altro di Forza Italia (Fogliame). Probabile che qui, considerato il numero elevato di candidati alla carica di sindaco, si vada al ballottaggio. Candidato sindaco leghista a Montecorvino Pugliano, comune attualmente commissariato. Qui la morte prematura del primo cittadino e i problemi di bilancio hanno portato il commissario prefettizio che ha gestito la fase delle elezioni. In campo torna Di Giorgio (Lega) che sfiderà Chiola, erede di Lamberti. Cinque i comuni della Costiera Amalfitana chiamati alle urne: tra questi anche Vietri sul Mare, primo municipio della Divina Costa. A Bellizzi ci riprova Mimmo Volpe, a San Cipriano Picentino, invece, Attilio Naddeo. Alle 12,00 di ieri è iniziata la campagna elettorale. Trenta giorni intensi che cambieranno la geografia politica della provincia di Salerno.