Cassazione, lecito organizzare tornei di poker texani

Scritto da , 29 Luglio 2013
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Non e’ reato organizzare tornei di poker texano, poiche’ in questo caso l’abilita’ e la resistenza dei giocatori sono preponderanti rispetto all’alea, il rischio. Lo ha stabilito la Cassazione, che ha respinto il ricorso della procura di Alessandria con il dissequestro di un circolo e di una somma di denaro, dove i gestori organizzavano i tornei a fronte di una quota di iscrizione di 50 euro a partecipante. In generale – nota la Corte – il poker tradizionale ”e’ pacificamente riconducibile nel novero dei giochi d’azzardo, in quanto rispetto all’abilita’ del giocatore risulta preponderante l’alea”. La variante ‘Texas Hold’em’ ”ripete in astratto tali caratteristiche” ma la natura d’azzardo ”puo’ venire meno”, quando gli organizzatori chiedono quote di partecipazione di importo contenuto, prevedono l’assegnazione di un numero uguale di gettoni a ciascun partecipante, l’impossibilita’ di rientrare in gioco acquistando altri gettoni e la preventiva individuazione del premio finale. Tutto cio’ rende ”preminente, rispetto all’aleatorita’, altri aspetti del gioco, quali l’abilita’ del partecipante, la sua esperienza, l’attitudine alla concentrazione, la capacita’ di valutazione dell’avversario, la resistenza fisica”. Quindi ”perde rilievo il valore della posta rispetto all’impegno richiesto, cosi’ come assume preponderanza l’aspetto prettamente ludico del gioco”.

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