Caso Crescent. Perizia ed allegati: «Verificatore smentito da se stesso»

Scritto da , 16 Marzo 2013
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L’ultima verificazione depositata proprio non convince Italia Nostra e Comitato No Crescent.
Soprattutto all’indomani della lettura completa della relazione e degli allegati che portano la firma dell’architetto Vincenzo Russo, dirigente della Regione Campania, incaricato dal Consiglio di Stato di verificare alcuni aspetti amministrativi e tecnici della vicenda Crescent, in vista dell’ultima udienza a Palazzo Spada. Tra allegati e relazione non c’è corrispondenza, secondo i tecnici ed i legali dell’associazione ambientalista promotrice del ricorso in appello contro la mezza luna di Bofill. Al vaglio, infatti, ci sono tutte le tavole progettuali prodotte e le risposte fornite ai quesiti dei giudici amministrativi di Palazzo Spada. Ebbene se per le risposte, Italia Nostra e No Crescent mostrano perplessità, reputandole «troppo evasive», sulle tavole allegate evidenziano, invece, forti incongruenze.
Ed ecco il perché. L’associazione ambientalista si concentra, in particolare, sul calcolo delle superfici di Piazza e Crescent, e nello specifico sull’inclusione di spiaggia o mare nell’intervento di riqualificazione e sulla deviazione del fiume Fusandola. E messe a confronto pare che tavole e risposte diano due letture separate.
Il verificatore scrive: «In nessun caso l’area di sedime dell’edificio Crescent insiste su spiaggia o mare e neanche su fascia di rispetto fluviale in quanto il corso del torrente Fusandola è stato deviato esternamente al sub comparto 1». Ma basta vedere i grafici, spiega l’architetto Enzo Strianese del Comitato No Crescent (che ha fornito anche note tecniche al Consiglio di Stato) per rendersi conto che ci sono parti di mare e di spiaggia. «Un raffronto tra le due tavole (prima e dopo) – fornite dallo stesso verificatore – ed esce fuori cosa è accaduto. Si può notare dove sono stati costruiti i negozi: ovvero sul mare». D’altronde basta scorrere ancora l’altra tavola che segue gli allegati per trovarci scritto all’interno delle linee tracciate che delimitano il cantiere: Mar Tirreno.
Torrente Fusandola. Per l’architetto Russo della Regione: «Riguardo alle caratteristiche del torrente Fusandola (tombinato) da progetto risulta che il corso d’acqua non attraversa il sub comparto 1 in quanto è stato deviato e la piazza e l’edificio distano da progetto più di 10 metri da esso».
Anche in questo caso non sono poche le perplessità mosse dai ricorrenti: «Le distanze indicate sono riferite proprio alla deviazione del Fusandola. Ma originariamente il fiume passava al di sotto del comparto».
Non si escludono, dunque, azioni che Italia Nostra e Comitato No Crescent, potrebbero prendere nei prossimi giorni, dopo il deposito della perizia da parte del verificatore della Regione Campania.

 

16 marzo 2013

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