Carmine Pignata, candidato in solitaria «Vogliamo proseguire il nostro lavoro»

Scritto da , 1 Maggio 2019
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di Erika Noschese

Rivendica con forza la sua appartenenza socialista ma sempre con il rispetto verso idee politiche differenti. «Sono socialista e me ne vanto», ha infatti dichiarato Carmine Pignata, attuale sindaco e unico candidato alla carica di primo cittadino ad Oliveto Citra che fin da subito ha rifiutato l’ipotesi di una lista civetta, impegnandosi ad incontrare i cittadini nel corso di questa campagna elettorale che mira alla riconferma.

Unico candidato alla carica di sindaco ad Oliveto Citra. Fin da subito ha rifiutato l’ipotesi di una lista civetta…

«Sì, questo perché ritengo che sia sempre il popolo a dover decidere. Nel caso specifico, sappiamo che bisogna raggiungere il quorum che è 1807 voti per la precisione, dovendo considerare che ci sono anche 540 cittadini iscritti all’Aire che sicuramente non verranno a votare, come storicamente accade. Ritengo però che per il servizio svolto da anni in questa comunità sia doveroso che sia sempre il popolo a scegliere. C’è una lista sola perché nella gradualità, nell’inclusione e nella mediazione – che sono tre valori che vengono dai nostri padri costituenti che io cerco di perseguire sempre – è evidente che il paese, proprio nei momenti anche difficili di questa contemporaneità, si stringa, diventa coeso. La lista unica ne è l’esempio. Confido molto nella partecipazione popolare intorno a questo progetto che continua, sostanzialmente».

Se dovesse essere rieletto, dunque, si procede nel segno della continuità?

«Assolutamente sì. Se dovessi essere rieletto si va nel segno della continuità, sapendo che oggi per i sindaci è difficile gestire tutto con grande responsabilità e anche nella esiguità delle risorse. Sono momenti non facili. I sindaci tutti sono veramente degli eroi rispetto alle difficoltà, ai rischi e soprattutto al dover rispondere ogni giorno, incontrando la sofferenza, con risposte concrete e non chiacchiere ai cittadini. Immaginate quanta conflittualità deriva da questo interiore, alla fine di una giornata che ci porta a dire “tiriamo la linea e vediamo cosa siamo riusciti a fare oggi”, sapendo sempre che la politica deve essere utile e avendo l’ambizione di meritarsi sempre il rispetto della gente che è fondamentale».

Quali sono i punti più importanti del suo programma elettorale?

«Intanto realizzare delle opere per le quali abbiamo investito in questi anni, a partire dall’utilizzo di Monte Nero, una montagna che noi abbiamo acquistato perché crediamo si possano realizzare strutture sportive ad alta quota, che si possa realizzare anche un grande parco per le diverse abilità in montagna; il territorio dei Saperi, nella casa della musica. Prevalentemente, tentare quanto più possibile di portare serenità economica nelle famiglie, accompagnare i processi del pip artigianale come nell’area industriale con processi di attrazione di imprenditoria e lavoro. Abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio aziende sane che hanno investito oltre 25 milioni di euro con 300 e più posti di lavoro. Fondamentale è perseguire sempre l’idea del lavoro che dà serenità e stabilità alle famiglie. E poi, si può chiedere alle famiglie di partecipare nella cultura nello sport, nella politica ma prima abbiamo il dovere di portare, per quanto ci sia possibile, serenità economica».

Qual è, secondo lei, la maggior difficoltà che vive oggi la sua comunità e sulla quale punterà nell’immediato, se dovesse essere rieletto?

«Se dovessi essere rieletto, ci sono tutti i cantieri aperti, le gare da completare, le strade e poi il territorio dei Saperi. Si tratta di un “contenitore” che contiene sia scuole che spazi per la formazione. E’ tutto già avviato ma senza tralasciare mai gli ultimi, le persone che non ce la fanno ma soprattutto i giovani. Ho perso un nipote domenica pomeriggio e credo che sui giovani, sulle fragilità, sul disagio sociale dovremmo fare di più e investire di più, come nella cultura. E’ difficile per tutti, non solo per Oliveto ma l’impegno è questo».

Secondo lei perché non c’è nessun altro candidato alla carica di primo cittadino ad Oliveto Citra?

«Perché il risultato, negli anni, è quello che ho detto all’inizio: nell’aver perseguito sempre i valori dell’inclusione, della moderazione, della responsabilità e della coesione sociale, e avendo servito io stesso il paese da tanti anni, probabilmente – ma poi sarà il popolo a verificarlo – questo ha generato una sorta di unità. Molte volte, le cose che si danno per scontato come l’ospedale e la sicurezza e loro sanno che in questa unica lista c’è la possibilità di rivedere tutto questo. Nei momenti difficili bisogna essere uniti e il paese è unito. D’altra parte, la lista si chiama Uniti per Oliveto ed è proprio una lista di unità. Poi, probabilmente ci sarà qualcuno che dissentirà. Ed è per questo che non c’è stata la lista civetta, per proporre questo progetto al popolo sovrano». Lei crede di farcela ed essere rieletto? «Io ho fiducia. Il tema del Sele d’Oro di quest’anno era “In sud we trust”. E io ho fiducia in Oliveto». Se potesse lanciare un appello, perché il popolo dovrebbe confermare la fiducia nel suo operato? «Per la continuità. Il rischio sarebbe proprio quello di non dare una continuità politica perché non c’è una seconda lista proprio perché il paese si è ritrovato in questo unico progetto. Il rischio sarebbe il commissariamento ma non mi pare che questa sia una scelta che merita un paese come Oliveto Citra». La sua è una lista civica ma di stampo centro sinistra… «Io sono socialista. E non smetterò mai di dirlo, per condizione di vita e per senso di appartenenza, di tessera. Sono socialista e me ne vanto, ne sono fiero e orgoglioso. Detto questo, la lista ha due presupposti: le cose che abbiamo in comune (per citare una bella canzone di Daniele Silvestri) e sono quelle materiali e immateriali della mia comunità. Io coordino e sono l’interprete di questa lista civica in cui le cose da fare e il rispetto per l’idea politica di ognuno perché non tutti sono della mia stessa idea». Se non dovesse essere rieletto, invece, cosa farà? «Se non dovessi essere rieletto continuerei a servire la gente, come ho sempre fatto con tutta l’umiltà. Sono medico di base. D’altra parte, gli anni che ho vissuto sono davvero tanti e credo che gli anni che vivrò sono assai inferiori rispetto a quelli vissuti. Per questi anni futuri voglio mettere sostanza. Comunque vada, voglio continuare a fare cose belle e a fare politica, a servire le persone nel senso più alto e bello del termine perché donarsi agli altri e farlo con spirito di servizio se ne ha un ritorno anche egoisticamente parlando, si sta meglio».

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