Campania, allarme malattie tiroidee

Scritto da , 17 Marzo 2013
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In Campania c’è un allarme tiroide. Lo ha affermato la professoressa Bernadette Biondi, associato di Endocrinologia all’Università “Federico II” Napoli, durante la 3° Giornata Salernitana di Prevenzione delle Malattie della Tiroide, organizzata, sabato mattina, nel Salone dei Marmi del Palazzo di Città, dal professor Francesco Orio, associato di Endocrinologia presso l’Università “Parthenope” di Napoli, medico universitario Endocrinologo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno, dal dottor Enrico Coscioni, Cardiochirurgo dell’Aou di Salerno e dai dottori endocrinologi Domenico Caggiano, Luca De Franciscis e Pietro Lanzetta.
«In Campania stiamo vivendo un boom di due patologie importanti» ha spiegato la professoressa Biondi «quella della tiroidite di Hashimoto, un’infiammazione che come esito finale ha l’ipertiroidismo, che sta aumentando e che cominciamo a vedere anche nei bambini. E’ legata a sostanze presenti nell’ambiente che finiscono per distruggere le ghiandole endocrine. Queste sostanze sono presenti nei pesticidi, nelle sostanze utilizzate per produrre la plastica, nello smog. L’altra patologia importante, che è in incremento enorme, è il carcinoma della tiroide che è legato a fattori ambientali e alle radiazioni presenti nell’ambiente, come quelle vulcaniche: alle falde del Vesuvio, c’è un aumento del cancro della tiroide».
Prima dell’inizio del convegno, è stato effettuato, da ventuno specialisti endocrinologi, uno screening in 4 scuole della città di Salerno: Pirro, Tasso, Giovanni XXIII e Torrione Alto, con visita ed ecografia della tiroide a circa duecento ragazzi delle classi di prima media. «Nei ragazzi sono state riscontrate delle patologie endocrine di tipo infiammatorio e anche alcune nodularità anche se, rispetto agli anni scorsi, in percentuale più bassa» ha spiegato il professor Francesco Orio che ha consigliato di usare poco sale, ma iodato e illustrato quelli che sono i campanelli d’allarme che possono segnalare un eventuale problema alla tiroide: «Se si gonfia il collo davanti o se si sente qualche nodulo sul collo o anche se cominciamo a notare dei disturbi nel comportamento, come sentirsi stanco, avere una frequente sonnolenza, questi sintomi possono far pensare all’ipotiroidismo. Al contrario, se una persona improvvisamente comincia a lamentare palpitazioni, tachicardia, dimagrimento, si potrebbe pensare all’ipertiroidismo». Il dottor Enrico Coscioni, ha annunciato l’inizio, a breve, di un progetto di prevenzione, in collaborazione con la Facoltà di Medicina di Salerno, che sarà esteso a tutta la provincia di Salerno: «Inizieremo a breve anche uno screening negli asili nido della città». Alla giornata di studi hanno partecipato illustri studiosi della patologia tiroidea, tra questi: la professoressa Annamaria Colao, i professori Giovanni Docimo, Domenico Salvatore, Pietro Vajro e Mario Vitale; i dottori Luca Valvano e Raffaele Volpe. Il professor Gaetano Lombardi, ha ricordato, con affetto, il compianto dottor Franco Orio e sottolineato come la profilassi iodica sia nata proprio a Salerno: «Una città che è stata sempre all’avanguardia nel campo della sanità, sin dai tempi della Scuola Medica Salernitana». Il professor Antonio Bellastella, ordinario di Endocrinologia alla Seconda Università di Napoli, ha ricordato come l’introduzione del sale iodato nella dieta, può prevenire il gozzo: «E’ un ingrossamento della tiroide, con una dimensione pari alla falange di un pollice» e raccomandato di fare attenzione al contenuto di pubblicità ingannevoli: «Non avvertono che alcune creme contengono ormoni tiroidei. Anche i fanghi a base di alghe, devono essere evitati da soggetti predisposti a patologie tiroidee». Il vice sindaco Eva Avossa, ha sottolineato l’importanza della prevenzione, mentre la dottoressa Elvira Lenzi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno, che per oltre vent’anni si è occupata della patologia della tiroide all’Ospedale di Avellino, ha spiegato che a Salerno la prevenzione, soprattutto nelle scuole, anche grazie a queste iniziative, è a buon punto. Sono intervenuti anche il professor Mario Capunzo, direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Salerno, che ha confermato l’aumento delle patologie tiroidee: «La tiroide è la ghiandola dell’ emozione e forti emozioni e condizioni di stress in negativo, portano all’aumento dell’incidenza della patologia tiroidea». Il dottor Giovanni D’Angelo, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Salerno, ha invitato ad estendere l’iniziativa dello screening a tutto il territorio provinciale. Il professor Giuseppe Vito, preside della Facoltà di Scienze Motorie, Università Parthenope di Napoli ha ribadito l’importanza dell’attività motoria, collegata ad una corretta alimentazione. Il dottor Silvio Settembrini, consigliere nazionale dell’Associazione Medici Endocrinologi ha lodato l’iniziativa di screening effettuata a Salerno: «Un modello virtuoso da istituzionalizzare sul territorio nazionale».
 

 

18 marzo 2013

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