Cammarota: “Centrodestra unito? Risultato da minimi storici”

Scritto da , 8 Ottobre 2021
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di Erika Noschese

“Vox populi, vox dei. La verità la da la cabina elettorale ma dobbiamo dire che, obiettivamente, ha vinto Vincenzo De Luca e piazza della Libertà”. Parla così Antonio Cammarota, eletto tra i banchi dell’opposizione dopo la sua candidatura a sindaco con tre liste civiche. La Nostra Libertà conferma, ancora una volta, di essere parte attiva di questa comunità, con i 2390 voti ottenuti dall’avvocato Cammarota. Avvocato, il popolo ha scelto e ha confermato l’amministrazione Napoli alla guida del Comune di Salerno. Cosa ne pensa? “Vox populi, vox dei. La verità la da la cabina elettorale ma dobbiamo dire che, obiettivamente, ha vinto Vincenzo De Luca e piazza della Libertà”. Grandi opere inaugurate a sette giorni dal voto, mossa strategica… “Le grandi opere hanno il vantaggio che si vedono ed hanno un effetto immediato. È una grande opera, strategica e importante; si può discutere di tante cose ma attaccare su piazza della Libertà è una confessione di inferiorità”. Il centro destra si è presentato unito alla competizione elettorale ma non è bastato, una debacle. Cosa è accaduto secondo lei? “Il centro destra unito, così come è stato sbandierato ai quattro venti da chi lo ha rappresentato, e nonostante i partiti che lo compongono a livello nazionale superino il 50%, a Salerno ha avuto il peggior risultato di tutta la storia delle elezioni, nonostante il calo del deluchismo. Sai bene come la penso, altrimenti ne avrei fatto parte: nomi imposti, trasformismi ma soprattutto caduta verticale di ogni capacità di progetto, visione e proposta”. Secondo lei, la responsabilità è dei partiti o del candidato sindaco? “Non parlo delle persone, sono tutte rispettabili e stimabili. Dal punto di vista politico, per quel che mi compete, registro la latitanza clamorosa dei parlamentari, cartina di tornasole a livello politico; essi, con la preferenza, non verrebbero eletti neanche in un condominio, lontani dalla volontà popolare. Il candidato sindaco è lo stesso di Scafati, Vietri sul Mare; credo che il candidato sindaco dovesse essere un nome delle istituzioni, partecipazione. Ce ne sono tanti, si poteva scegliere meglio fin dall’inizio. Per quanto ci riguarda, non abbiamo mai condiviso i metodi, le imposizioni, gli ordini presi altrove, da Roma a Napoli passando per l’agro nocerino; Salerno ai salernitani, per questo abbiamo intrapreso il percorso civico”. Il suo è un risultato soddisfacente, nonostante i tanti candidati ma oggi si registra ancora una forte astensione… “L’astensionismo favorisce il voto strutturato e di potere perché ne aumenta – a parità di numeri – la percentuale. Anche l’aumento dei candidati ha fatto il resto ma per quanto ci riguarda e per quanto riguarda le mie liste, devo registrare che se c’è originalità la nostra lo è certamente, unica rappresentanza libera, civica, indipendente da ordini di partito e di politica romana. Noi continueremo a lavorare, a tenere aperta la sede di via Petrone, a servizio della città, a differenza di chi apre i comitati prima del voto e li chiude il giorno dopo. Faremo le nostre proposte in consiglio comunale così come abbiamo sempre fatto”. Si aspetta di guidare ancora la commissione Trasparenza? “Non lo so, non lo decido io. Ho servito le istituzioni in maniera rispettosa e con valore; la commissione Trasparenza, per la prima volta, ha avuto un ruolo in città. Grazie alla commissione da me presieduta è stata avviata l’indagine sulla vulnerabilità degli edifici pubblici, la legge anti sismica; abbiamo imposto la verifica del viadotto Gatto, dell’impianto fognario; abbiamo gestito durante il lockdown la distribuzione dei buoni spesa; abbiamo indagato sui ritardi dell’auditorium. Rispettare le istituzioni significa servirle e io credo di averlo fatto; non so chi assumerà la guida della commissione trasparenza, sono a servizio della mia città”. Quale progetto porterà in consiglio comunale? “Quelli che abbiamo proposto in consiglio comunale che sono l’effetto di 15 anni di partecipazione tra la gente e le istituzioni. Tre cose fondamentali: una gestione organica del mondo dell’economia, attraverso l’assessorato al Lavoro o alla Produzione che dovrebbe fare sistema in mano pubblica con la partecipazione delle categoria per difendere la nostra economia con il marchio di tutela, dal commercio all’artigianato; la clausola sociale, meccanismo che impone assunzione di manodopera salernitana a chi viene a fare moneta nella nostra città; l’assessorato al mare: oggi si parla di assessorato al turismo, noi proponiamo quello al mare che gestisca questa importante risorsa, valorizzi la movida del mare e gestisca i grandi eventi; infine, gli istituti di partecipazione vera, di circoscrizione al posto dei comitati di quartiere gestiti dagli amici degli amici che alimentano il controllo clientelare del consenso, liberando la città affinché diventi dei diritti e dei privilegi. Saremo presenti con senso di responsabilità, avendo come unico punto di riferimento gli interessi della città perché siamo gli unici a non dover dar conto a nessuno. Ci sono voti strutturati che sono l’effetto di organizzazioni di partito, politiche e di potere; io non conosco le facce dei nostri elettori, c’è un consenso vero, vivo che porta il nome de La Nostra Libertà, è libero e indipendente in consiglio comunale”,

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