Camerota come Camelot: l’impenetrabile rocca

Scritto da , 15 Marzo 2020
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Grazie alla lungimiranza e alla determinazione del sindaco Mario Salvatore Scarpitta, tutti schedati gli ingressi e le uscite dal paese, col supporto dei volontari di Cilento Soccorso e Cilento Emergenza, Protezione civile e forza pubblica

Di OLGA CHIEFFI

E’ dal 7 marzo, la notte delle fughe dalla zona rossa lombarda, che Camerota e i suoi territori sono impenetrabili. Abbiamo rubato il ricordo di Camelot, la sede della reggia di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda ad Enzo Magliano, nostro amico trombettista, che ironicamente nei sui discorsi cita quel luogo magico, e che dall’ espandersi della pandemia, il sindaco Mario Salvatore Scarpitta e i suoi volontari e pubblici ufficiali hanno blindato il paesino come in quei tempi eroici. Grande abnegazione da parte della Task Force formata dall’ Associazione Cilento Soccorso composta da Franco Toriello, Tommaso del Gaudio, Gianmarco Di Luca, Martina Di Mauro, Massimiliano De Gaetano, Giovanni Gargano, operatori ai quali si è aggiunto anche Alfonso Pellegrino, il quale dopo un lungo fermo è praticamente rinato in questa attività,  un sodalizio tenace e fattivo guidato da Gerardo Pellegrino che, supportati dalla polizia municipale o dalla protezione civile, o ancora dai Carabinieri agli ordini del Maresciallo Capo Francesco Carelli, ai quali si aggiungono i colleghi di Cilento Emergenza, monitora i quattro territori del comune: Camerota che è il capoluogo, Licusati, Lentiscosa e la frazione Marina, naturalmente. “Il top del lavoro – ci ha raccontato Franco Toriello, eccellente “flicornino” e, oggi, infaticabile anima di Cilento Soccorso, ex membro dell’Anpas – è stato proprio svolto nella notte del 7 e i due giorni successivi, con l’arrivo del famigerato treno da Milano. Da allora, turni estenuanti per identificare e schedare chi entra ed esce da Camerota, con blocchi lungo la strada che collega Marina di Camerota e Palinuro, in località Cala del Cefalo-Mingardo, Licusati, in località Santissima Annunziata, e a Lentiscosa. Ma con oltre 400 persone che sono scese dal nord, grazie a questi severissimi blocchi, possiamo dire che il corona virus a Camerota non è penetrato e, da due giorni abbiamo anche in dotazione uno scanner termico per la misurazione della temperatura corporea. Noi, in prima linea ci occupiamo anche del trasporto dei pazienti dializzati, del trasporto sangue, del primo soccorso e, praticamente, non si dorme quasi più, ma si fa tutto con un nuovo sentimento, più forte e consapevole impegno ed entusiasmo. Ogni mattina veniamo “nebulizzati” completamente, con un particolare disinfettante, una specie di incantesimo “protego”, per dirla con linguaggio potteriano, e si prende servizio sulle strade fino a sera. Personalmente non posso non guardare oltre, essere ottimista, poiché la popolazione di Camerota sta comportandosi con coscienza e guardare all’estate, quando da circa 10.000 abitanti residenti, diverremo oltre 50.000 e queste associazioni di soccorso, sono praticamente sprovviste di mezzi. A questa penuria di attrezzatura aggiungiamo che gli ospedali distano all’incirca 50 chilometri e le strade sono quelle che sono. D’inverno poi l’unica ambulanza cosiddetta “medicalizzata” proviene da Palinuro e deve coprire un territorio veramente esteso, con tempi di percorrenza lunghi. Per cui chiediamo in questo momento, di grande incertezza e pericolo, un aiuto in più, invocando la “provvida sventura” di manzoniana memoria”.

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