Cameristi della Cherubini tra Mozart e Gershwin

Scritto da , 1 Agosto 2021
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di Olga Chieffi

Ultimo doppio appuntamento, oggi, con l’animazione musicale dei giovanissimi strumentisti dell’orchestra Luigi Cherubini, dei luoghi storici e caratteristici di Ravello. S’inizierà alle ore 12,30, nella sala dei Cavalieri in Villa Rufolo, ove si esibiranno Viola Brambilla al flauto e Leonardo Latona al fagotto, per il Duetto n°3 di Ludwig van Beethoven, WoO 27 n. 3, che vive di una propria vita, immediata e comunicativa, per quanto nell’ambito di una esperienza artistica giovanile. Ai due si aggiungerà l’oboista Linda Sarcuni per l’esecuzione del Trio op. 87, suddiviso nei quattro classici movimenti: il primo in forma sonata, un Adagio, un Minuetto e un Finale dal carattere energico. Sul piano del valore musicale è caratterizzato dalla piacevole cantabilità della musica mozartiana, ma in questo ambito Beethoven riuscì, comunque, a dire la sua, facendo emergere il proprio inconfondibile stile e proponendo in questa sua opera l’eleganza polifonica che contraddistingue il suo approccio alla composizione. Al trio si aggiungerà il clarinetto di Fabrizio Fadda e il corno di Xavier Soriano Cambra, mentre il flauto sarà quello di Chiara Picchi, per una rilettura particolare della Rhapsody in blue di George Gershwin, con la sua particolare idea di suono, che resta un parametro sollecitante parallelismi con la ricerca linguistica del Novecento eurocolto, in cui tanto valore è attribuito al colore, al timbro, per poi continuare con la sinfonia de “La forza del Destino” e la sua ancia evocativa, prima di chiudere con una suite dalla Carmen di Georges Bizet, musica che contiene nelle sue viscere il segreto di una fascinazione sghemba e di una carica eversiva dirompente. Appuntamento, poi, alle ore 18,30, nella Chiesa di San Giovanni del Toro, in cui verrà eseguito un programma tutto mozartiano, a cominciare dal Quintetto per clarinetto e archi K581, affidato a Fabrizio Fadda, clarinetto, Irene Barbieri e Federica Castiglione, violini, Tommaso Morano, viola e Lucia Sacerdoni, violoncello. Il clarinetto riveste un ruolo squisitamente protagonistico, che ne mette in risalto le notevoli possibilità timbriche e dinamiche, la morbidezza e la plasticità nelle frasi legate, l’agilità e la spontaneità negli incalzanti fraseggi e nei conseguenti passaggi virtuosistici. Si tratta, come si può arguire da queste poche note, di una composizione adatta a un gruppo di virtuosi, in grado di restituire la ricchezza espressiva e le debite sfumature stilistiche, che necessitano di un perfetto equilibrio e di un notevolissimo affiatamento. A chiudere la serata i divertimenti per archi K136 e K138, dove ai violini si aggiungeranno Sergio Lambroni alla viola e Francesco Sanarico al contrabbasso, per l’esecuzione di queste pagine leggere, quasi disimpegnate, ma dalla fisionomia polifonicamente raffinata.

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