Camera di Commercio, meno soldi per Luci di Artista

Scritto da , 19 novembre 2015
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Quarantamila euro in meno rispetto allo scorso anno destinati a Luci d’Artista, necessità dell’intervento della Regione Campania sulla questione Aeroporto, concentrazione delle risorse a vantaggio del sistema di imprese, il tutto in un’ottica di riduzione delle cifre e di pochi soldi, quindi, da spendere con oculatezza nell’interesse delle imprese della provincia: questi i punti focali sui quali ieri ha ampiamente discusso il Consiglio della Camera di Commercio di Salerno, presieduto dal presidente Andrea Prete, dal vicepresidente Mariano Lazzarini e dal segretario generale Raffaele De Sio. Luci d’Artista: 160mila euro stanziati sul territorio di Salerno e 100mila euro su quello provinciale. Una riduzione rispetto ai 200mila euro dello scorso anno. «E’ un evento che la Camera di Commercio ha sempre affiancato nei 10 anni in cui è stato realizzato e abbiamo ritenuto anche quest’anno, però in considerazione delle ridotte risorse che abbiamo a disposizione rispetto allo scorso anno, di non far mancare il nostro appoggio all’iniziativa principale che abbiamo sul nostro territorio, dal punto di vista turistico. Nel contempo abbiamo mantenuto un impegno anche verso i comuni della provincia». Rispetto alla proposta sollevata in Consiglio camerale di indirizzare cifre anche ad altre manifestazioni, come il Giffoni Film Festival, Alla Tavola della principessa Costanza, il Festival di Ravello, lei come si esprime? «La Camera di Commercio fino a due anni fa aveva risorse tali da poter essere di significativo affiancamento a tantissimi eventi. I nostri numeri si sono ridotti – il Governo ha ridotto i diritti camerali del 35% nel 2015, del 40% nel 2016, del 50% nel 2017 – e le risorse sono fortemente contratte. Vanno selezionate delle iniziative. Sicuramente non saranno importi importanti che andremo ad appoggiare verso queste iniziative, però le valuteremo, perché in provincia ce ne sono tantissime che meriterebbero il supporto. Valuteremo con dei criteri oggettivi quali sostenere». Sulla questione Aeroporto lei ha dichiarato in Consiglio: “E’ il momento di passare la palla alla Regione”. «Assolutamente si. E’ palese che l’aeroporto di Salerno avrà un futuro solo nel momento in cui la Regione Campania se ne farà carico così insieme alla Regione Basilicata. Per 20 anni la Camera di Commercio ha affiancato l’aeroporto. Non siamo riusciti nell’intento di farlo entrare già da subito nel circuito degli aeroporti utili, almeno per i voli di linea, perché poi è utile per altre tipologie di voli – per i voli privati, per l’aviazione generale è già utile da anni – ma per quello che noi pensiamo di un aeroporto, pensiamo ai voli di linea non è ancora utilizzato per quel fine. Però credo che le Regioni avranno tutta la possibilità di fare quello che va fatto in una regione che ha un solo aeroporto, tra l’altro, con delle limitazioni come Napoli Capodichino, per cui avere un secondo aeroporto in Campania è assolutamente necessario. Non a caso, un Consiglio dei Ministri di fine agosto ha individuato in Salerno uno dei 38 aeroporti di interesse nazionale». “Basta parcellizzazioni. Serve sinergia”, ha detto rispetto alle risorse. «Abbiamo fatto una relazione programmatica revisionale per il 2016, tenendo conto che bisogna concentrare le risorse, perseguire le iniziative delle imprese in maniera intersettoriale, per quanto possibile. Non dovremmo fare piccoli investimenti, non solo nelle iniziative che riguardavano gli interventi sul territorio, ma penso anche agli interventi che riguardano l’impresa. Per cui penso alle fiere, alla fiere collettive e a tutte quelle iniziative oggettivamente che possono dare ritorno e beneficio al nostro sistema». 52% di evasori sul pagamento del tributo alla Camera di Commercio. Come commenta questo dato? «Stiamo parlando di un diritto che viene pagato perché la Camera di Commercio offre anche una serie di servizi che sono utili al sistema delle imprese. Si pensi solo che il sistema Infocamere fa delle Camere italiane le più informatizzate d’Europa. Noi abbiamo un sistema di informatizzazione – quello appunto del registro delle imprese – che ci è invidiato da tutti i partner europei ed è un motivo sicuramente per tenere in piedi le Camere di Commercio. Ci sono delle aziende che, come non pagano le tasse, così non pagano neanche il diritto camerale. Il numero è significativo, ma mi sembra esagerato che solo il 52% paghi i contributi correttamente. Sarebbe a dire che c’è un 48% di evasori. Dobbiamo però dire che un 20-25% sono aziende che esistono solo sulla carta, aziende inattive che non sono state ancora definitivamente cancellate, i cui percorsi concorsuali non sono definiti per cui risultano numericamente ma non sono attive. Per cui io stimo un 18-20% le aziende che possono ritenersi morose. Un dato che dovremmo recuperare quanto più possibile».

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