Brio ed ironia partenopea per Njegus

Scritto da , 12 Ottobre 2019
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Abbiamo incontrato l’attore Gennaro Cannavacciuolo eccezionale protagonista e maestro per i giovani della “Vedova allegra” andata in scena al Teatro Verdi di Salerno

 di Luca Gaeta

Una grande fortuna per i giovani del conservatorio “G.Martucci” avere avuto al loro fianco il grande Gennaro Cannavacciuolo, ritornato per questa Vedova Allegra sul palcoscenico del massimo cittadino. Lo abbiamo incontrato dopo la preziosa “fatica d’amore” che ha permesso a tutti di partecipare consapevolmente alla messa inscena del gioiello di Franz Lehàr.

 L.G. Come è nato il suo amore per il teatro?

G.C. Ho scoperto il teatro all’età di 8 anni. Stavamo preparando una recita scolastica ed io interpretavo Pinocchio. Poi, ho approfondito questa passione frequentando corsi teatrali parallelamente agli studi.

L.G. Cosa ha rappresentato per lei l’esperienza teatrale con Eduardo De Filippo?

G.C. Ho conosciuto personalmente Eduardo nel 1980. Lui aveva già dato “l’addio” alle scene, ma in quel periodo stava lavorando alla compagnia di Luca, il figlio. Venni preso in questa compagine e cominciai a collaborare, conoscendo oltre ad Eduardo, anche Pupella Maggio. Quello che mi ha trasmesso una tale esperienza sarebbe riduttivo condensarla in poche righe, ma il suo immenso valore è intuibile. Dopo quattro anni, purtroppo, il grande Eduardo ci lasciò ed io ho vissuto quella perdita con immenso dolore. La collaborazione con la compagnia di Luca De Filippo andò avanti per qualche anno, dove anche il rapporto con Pupella Maggio si consolidò.

L.G. Come si è avvicinato al teatro musicale ed all’Operetta?

G.C. Ho sempre amato il canto ed il ballo. La collaborazione con la Compagnia della Rancia, mi ha portato ad approfondire questo aspetto del mio mestiere. L’Operetta è arrivata nel ’96, dove ho interpretato il ruolo del “brillante” per il Teatro Lirico di Trieste, in Scugnizza. In seguito, tutta una serie di titoli, fra cui: La principessa della Czardas, Cin Ci La ed ovviamente La Vedova allegra. Nel 2002 ho anche ricevuto il premio Trieste Operetta.

L.G. Lo spettacolo che si è appena concluso presso il Teatro Verdi di Salerno, ha visto un giovanissimo cast interpretare i diversi ruoli de La Vedova allegra di Franz Lehár. Ci parla di questa esperienza?

G.C. L’esperienza è stata meravigliosa. Non è la prima volta che collaboro con il Teatro di Salerno, in una produzione lirica. Nel 2014 ho interpretato sempre Njegus, da La Vedova allegra, con la direzione del Maestro Daniel Oren e Fiorenza Cedolins, interprete di Hanna Glawari. Come dicevo, l’esperienza è stata meravigliosa, sotto molteplici aspetti. Aprire il Teatro ai giovani, non solo interpreti di questa produzione, nata dalla collaborazione con il Conservatorio di Salerno, ma anche il pubblico dei matinée, proveniente dai Licei musicali e scuole della provincia di Salerno. Credo che il futuro per il teatro lirico e non, passi proprio da operazioni di questo tipo, in cui i giovani vengono sensibilizzati e guidati alla scoperta di questo mondo meraviglioso. Colgo l’occasione per ringraziare e fare i complimenti al Maestro Oren e al Maestro Antonio Marzullo, per l’ideazione e la realizzazione di questo progetto.

L.G. Quali sono i tratti che caratterizzano il suo personaggio Njegus?  

G.C. La mia interpretazione del personaggio di Njegus, attinge molto al teatro eduardiano e scarpettiano. I tratti che lo caratterizzano sono sicuramente il brio ed il divertimento. Ormai Njegus è nelle mie corde!

L.G. La grande tradizione dell’avanspettacolo ispira la tua interpretazione?

G.C. Si! C’è un pezzo cantato, che ci riporta a quello stile ed io lo intendo esattamente così. Fra l’altro sono alla continua ricerca di pezzi di avanspettacolo di varieté. Ho portato in scena anche spettacoli dedicati al Varietà ed alla riscoperta di quel repertorio.

L.G. Quali saranno i prossimi impegni che la vedranno protagonista?

G.C. Comincerò a lavorare a breve alla produzione di Cyrano de Bergerac, che debutterà a dicembre presso il Teatro Augusteo con la regia di Bruno Garofalo, con il quale ho fatto già un grande musical Novecento Napoletano. Da gennaio porterò in scena le mie produzioni, Omaggio a Modugno, Omaggio a Yves Montand. Poi, c’è un progetto cinematografico di cui non posso ancora parlare in dettaglio. Il 13 ottobre andrò a ritirare un premio molto importante la Film Commission di Civitavecchia, che mi ha assegnato un premio alla carriera, soprattutto per la mia partecipazione ad un film Clash of Futures.

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