Bonus vacanze, un vero flop Molti alberghi non li accettano

Scritto da , 13 Luglio 2020
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di Antonio Orza

Tra le ricerche Google più cliccate nell’ultima settima troviamo: “Bonus vacanze”. Che cos’è? È una novità che il Decreto Rilancio 2020 (con uno stanziamento di 2,4 miliardi di euro) ha introdotto per risollevare quanto prima il settore turismo, messo a dura prova dopo l’emergenza Coronavirus. Per alberghi, bed&breakfast, villaggi ma anche agriturismi è scattato dal primo luglio. Come funziona il Bonus vacanze? Anzitutto bisogna rispondere a dei requisiti essenziali. Il Decreto Rilancio ha infatti approvato solo le famiglie con un Isee ordinario o correnti che non superi 40.000 euro. Per i nuclei composti da almeno 3 persone si hanno 500 euro, si scende a 300 per due persone fino a 150 per i single. Qualora si superasse il requisito Isee stabilito, occorre che le famiglie spendano il bonus in una soluzione unica, dettata dalla struttura stessa (b&b, hotel, agriturismo, ecc.). Quanto speso sarà provato dalla fattura (anche elettronica) con specifica del codice fiscale del fruitore. Vengono offerte due modalità di pagamento: una diretta alle imprese turistiche e una tramite agenzie di viaggio o tour operator. Non vale la formula tramite intermediari digitali e portali on line (Booking, Airbnb ad esempio). Del totale bonus, l’80% è applicato sotto forma di sconto nelle strutture scelte e il 20% può essere detratto nella dichiarazione dei redditi dell’anno prossimo, 2021. Il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo ha messo su un portale telematico alla quale si può accedere attraverso smartphone, in modo che sia facile richiedere il bonus. Il provvedimento è partito dal 17 giugno all’Agenzia delle Entrate e la richiesta può essere effettuata dal primo luglio 2020 mediante i dispositivi mobili IO e disponibile da PagoPA S.p.A. I componenti delle famiglie che vogliono fare richiesta devono prima effettuare il download dell’applicazione (app IO) utilizzando la carta d’identità SPID o elettronica (CIE). In cooperazione con l’INPS saranno verificati i requisiti in merito alla dichiarazione dell’Isee e in seguito l’app manda la conferma. Nel caso in cui venga accettata, il servizio PagoPA S.p.A. genera un QR-code che verrà adoperato per concludere lo sconto. La struttura ricettiva immette il codice fiscale del cliente nella fattura elettronica e l’Agenzia della Entrate inserisce l’importo del bonus nell’area riservata del sito internet. I PROBLEMI E LE ADESIONI Dunque l’operazione è semplice e veloce ed è un’opportunità che viene a favore sia degli albergatori che degli italiani in villeggiatura dopo il Covid-19. Nonostante ciò, una problematica emersa nasce dal rifiuto delle strutture di aderire all’iniziativa. I test di prenotazione attuati vedono che solo 1 hotel su 4 accetta di mettere in pratica il servizio. L’Emilia Romagna sembra essere la regione con il numero più alto di hotel disponibili al Bonus (233 su 4.275) avendo anche una maggiore concentrazione di strutture. La Campania ha preso 62 adesioni su 1425 strutture attive. Da sempre bellezze imperdibili la caratterizzano. Salerno in particolar modo e il suo Golfo che comprende luoghi unici, da Positano a Ravello e, naturalmente Amalfi, gode come ogni anno dell’arrivo dei turisti da tutto il mondo. Molti proprietari che hanno subito il duro colpo dopo il Covid-19 hanno deciso di non aderire. Tra questi l’Hotel Miramare a Maiori, la Buca di Bacco nel centro di Positano, l’elegante Hotel Fontana ad Amalfi. Il motivo principale della reticenza sembra essere la mancanza di liquidità. L’80% del totale non pagato dal cliente sarà recuperato attraverso il credito di imposta e questo fa si che solo gli alberghi più grandi aderiscano al Bonus offerto. Ad altri albergatori invece, che si sono trovati di fronte l’ondata imprevista dei villeggianti, non è stato dato il tempo di informare i clienti nonostante abbiano aderito al bonus da subito. Questo è il caso dell’incantevole Hotel Floridiana ad Amalfi e dell’Hotel Reggina Palace situato nel cuore di Maiori. I clienti affezionati e più in generale i visitatori della nostra Costiera sono stanchi che non vi sia ancora un esercizio al ‘turismo moderno’ che informi in maniera adeguata. I proprietari (in genere autoctoni fedeli) rispondono che vogliono proteggere i luoghi dalle masse e mantenere una clientela d’elite. Se da una parte, il prezioso Golfo ha rappresentato da sempre la dolce vita del turismo, da un’altra la costiera cilentana negli ultimi anni diventa un trend che accontenta giovani e adulti che vogliono godere di un ‘locus amoenus selvaggio’, ma più accessibile. Una simile situazione è accertata dal fatto che le prenotazioni tra Paestum, Agropoli, Santa Maria di Castellabate risultano maggiori e i centralini sempre occupati. Un ultimo punto riprende le strutture che, passato ormai un mese dal Decreto Rilancio, rispondono di non aver capito come funziona il bonus tra queste l’imponente Gran Hotel Salerno. C’è infatti chi ha sfiducia nei soldi dello Stato e si aspetta che l’inganno sia dietro l’angolo. Altri reputano che il servizio sia complicato, forse troppo innovativo per albergatori che non tengono il passo dei portali online (booking,ecc..). La normativa quindi, non sta funzionando come previsto, il turismo ha rappresentato la grandezza della nostra terra: le navi giungevano al porto di Salerno già nel Rinascimento creando le prime forme di ‘rete’.L’operazione bonus, offre oggi, la possibilità di cambiare il modo di vedere il turismo attraverso la ‘rete mobile’ e con un semplice click avremmo occasione di andare oltre lo stereotipo dell’italiano fannullone. Gli abitanti della Campania hanno la fortuna di nascere in vacanza, gli albergatori mettono al servizio delle strutture che da secoli danno prestigio al territorio. Basta pensare che L’Hotel Montestella costruito nel 1914 è stato da poco ristrutturato conservando il fascino di sempre. Forse non sarebbe male partire dal Bonus vacanze per arrivare al un turismo 2.0 di cui abbiamo bisogno.

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