Boccia: «Il Pd prenda esempio dalla Puglia non dalla Campania sommersa dai debiti»

Scritto da , 6 febbraio 2018

di Andrea Pellegrino

«Penso alla Campania che affonda sotto i debiti della sanità, degli enti idrici, degli enti locali, il Pd guardi il modello Puglia». L’appello – attacco è tutto del Partito democratico. Le dichiarazioni sono di Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio uscente, tra i pochi superstiti blindati dell’area Emiliano. In una intervista al Gazzetta del Mezzogiorno, Boccia esalta il modello Puglia e lancia l’appello all’unità del Partito democratico. «Abbiamo una sfida non facile», dice il deputato che rilancia: «La mancata capacità del Pd di rimanere coeso ci ha fatto partire in svantaggio, ma stiamo recuperando». Ma non finisce qui. Tra gli esempi negativi Boccia non risparmia neppure la Campania. Ossia la terra governata dal compagno di partito Vincenzo De Luca. «L’importante è costruire su modelli di governo vincenti. La Puglia guidata da Michele Emiliano – prosegue – esprime un modello di governo vincente in tutta Italia e nel Sud. Basterebbe guardarsi allo specchio e fare il confronto con le altre realtà. Penso alla Calabria, ma soprattutto alla Campania che affonda sotto i debiti della sanità, degli enti idrici, degli enti locali. Ce ne siamo accorti quando abbiamo ragionato di acquedotti e loro hanno messo in discussione la progettualità pugliese. Non è possibile fare una campagna elettorale con chi dice ‘tanto peggio tanto meglio’». «Io – conclude Boccia – voglio vincere puntando sul modello Puglia ed è una scelta che, ne sono certo, sulla lunga distanza ci darà ragione». Ed a proposito di area Emiliano, punta nuovamente il dito contro le scelte del Partito democratico, Simone Valiante, grande escluso di questa tornata elettorale. Il deputato uscente prende spunto dalle dichiarazioni di Paolo Siani per sollevare nuovamente il caso: «Siani affronta il nodo della trasparenza dei contributi al Partito democratico, già all’atto di deposito della candidatura per coloro che hanno una collocazione in lista importante. Comprendo e concordo con la sua analisi, ma per chi si occupa di moralità oltre che di legalità, rimane aperto il tema di come un partito costruisca con i suoi associati un rapporto di reciproca e leale collaborazione». Per esempio, prosegue Valiante rivolgendosi a Siani: «Chiedi al tuo amico di Firenze che cosa dovrebbe fare un partito serio dopo aver solo per una motivazione discrezionale del segretario, epurato dalle liste, senza potersi sottoporre al giudizio degli elettori, qualche deputato scomodo uscente e dopo avergli chiesto (ovviamente senza vincolo giuridico ma di collaborazione associativa) per anni decine di migliaia di euro che persone perbene come me, che per ovvie ragioni a differenza di altri non hanno finanziatori esterni, hanno sottratto al futuro dei propri figli? Come la chiami tu questa. Non è anche questa la moralità della politica?».

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